{"id":70282,"date":"2018-07-08T08:53:13","date_gmt":"2018-07-08T06:53:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70282"},"modified":"2018-07-12T23:48:32","modified_gmt":"2018-07-12T21:48:32","slug":"nato-vertice-trump-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/nato-vertice-trump-europa\/","title":{"rendered":"Nato: verso un Vertice teso tra Trump e l&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p>Il prossimo <strong>Vertice<\/strong> della <strong>Nato<\/strong> dell&#8217;11 e 12 luglio a Bruxelles mira a confermare l\u2019intesa tra gli alleati su alcuni punti chiave per la sicurezza collettiva, mettendoli al riparo dalle tensioni che segnano i rapporti transatlantici.<\/p>\n<p><strong>Alleati militari nonostante i contrasti su altri dossier<br \/>\n<\/strong>Dal 2017 l\u2019Amministrazione <strong>Trump<\/strong> ha preso alcune decisioni contrarie agli interessi europei: i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/trump-dazi-rischi-guerra-commerciale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">dazi <\/a>alle importazioni di acciaio e alluminio dall\u2019<strong>Ue<\/strong>; il ritiro degli <strong>Usa<\/strong> dall\u2019accordo sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-trump-scelta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nucleare iraniano<\/a>, e le conseguenti sanzioni economiche contro le imprese europee che avevano avviato relazioni commerciali con l\u2019Iran proprio a seguito dell\u2019accordo; l\u2019abbandono degli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/clima-la-folle-retromarcia-donald-trump\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Accordi di Parigi<\/a> sulle misure per fronteggiare i cambiamenti climatici. Si \u00e8 creato cos\u00ec un clima di tensione e sfiducia tra Stati Uniti ed Europa, simboleggiato anche dall\u2019esito dell\u2019ultimo<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/g7-canada-trump-conte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> G7 in Canada<\/a> con il ritiro della firma di Trump dal comunicato finale successivamente alla pubblicazione del comunicato stesso.<\/p>\n<p>Tuttavia, se guardiamo alla sicurezza del Vecchio Continente e al ruolo della Nato, allora la posizione degli Usa \u00e8 positiva e incoraggiante. L\u2019Amministrazione Trump ha infatti confermato e rafforzato gli impegni presi dal predecessore Obama sull\u2019aumento della presenza militare americana in Europa, al fine di prevenire un eventuale colpo di mano di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/russia-putin-rielezione-conservazione\/\">Mosca<\/a> ai danni dei Paesi del fianco orientale Nato. Il relativo investimento americano, tramite la <em>European Defence Initiative<\/em>, \u00e8 salito infatti da 3,4 miliardi di dollari nel 2017 a 4,8 miliardi nel 2018, e aumenter\u00e0 a 6,5 nel 2019. Al tempo stesso, Trump non ha fatto mistero di voler rilanciare il dialogo con Mosca per affrontare le crisi in corso e riportare la Russia al tavolo euro-atlantico, incluso quello del G7. Non a caso, \u00e8 probabile un incontro bilaterale tra il presidente repubblicano ed il suo omologo russo nei giorni successivi il vertice Nato, il 16 luglio a Helsinki.<\/p>\n<p><strong>Divisi dal carattere e dai numeri<br \/>\n<\/strong>Se l\u2019impegno militare americano per la difesa collettiva dell\u2019Europa e la volont\u00e0 di dialogo con la Russia sono elementi positivi, questi non si traducono per\u00f2 automaticamente in coesione e stabilit\u00e0 transatlantica. Da un lato, pesa infatti l\u2019incertezza e l\u2019umoralit\u00e0 dell\u2019approccio di Trump verso Mosca, che mal si concilia col proseguire sullo stretto sentiero intrapreso da tutto l\u2019Occidente nel 2014 che combina misure militari di deterrenza e difesa col dialogo politico, al fine di negoziare una soluzione con il Cremlino da una posizione di adeguata forza.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 questa strategia abbia successo, serve un forte coordinamento tra i Paesi occidentali, in modo da gestire insieme decisioni collettive quali il dispiegamento di truppe Nato sul fianco orientale dell\u2019Alleanza e l\u2019evoluzione delle sanzioni commerciali Ue e Usa, piuttosto che la riammissione di Mosca al G7. Tutte decisioni che vanno eventualmente riviste insieme, in base alla situazione complessiva nell\u2019area euro-atlantica e in particolare all\u2019attuazione degli accordi di Minsk sull\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>L\u2019altro motivo di tensione politica riguarda le spese per la difesa. Il dibattito tra gli alleati sulla condivisione degli oneri per la sicurezza collettiva \u00e8 vecchio quanto la Nato stessa, poich\u00e9 gli investimenti militari degli Stati Uniti sono sempre stati superiori a quelli degli alleati europei. Tuttavia la situazione si \u00e8 aggravata negli anni della crisi economica post-2009 per i tagli ai bilanci della difesa avvenuti in Europa, tanto da portare a una critica radicata e bipartisan da parte repubblicana e democratica agli alleati europei visti come <em>free rider<\/em> della sicurezza collettiva \u2018prodotta\u2019 dagli Stati Uniti. Inoltre, sebbene tutti gli Stati membri dell\u2019Alleanza atlantica si siano solennemente impegnati nel vertice del 2014 a portare la spesa per le proprie forze armate \u2013 a prescindere che siano poi usate in ambito Nato, Ue, Onu o nazionale &#8211; <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/nato-vertice-verso-roadmap-2\/\">al 2% del Pil entro il 2018<\/a>, a distanza di quattro anni i progressi al riguardo sono lenti in molti Paesi &#8211; e inesistenti in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/governo-conte-politica-difesa-italia\/\">Italia<\/a>.<\/p>\n<p>In un confronto transatlantico gi\u00e0 teso su questo tema, Trump ha portato la sua valutazione in senso stretto e di breve periodo dei costi-benefici di un rapporto internazionale e i suoi modi duri e aggressivi &#8211; compreso l\u2019uso spregiudicato di Twitter -. Si teme quindi che il legittimo e necessario confronto sugli investimenti nelle capacit\u00e0 militari necessarie per la sicurezza collettiva si trasformi in scene di scontro, che nuocerebbero alla stessa sicurezza del Vecchio Continente perch\u00e9 inviterebbero gli avversari ad essere pi\u00f9 aggressivi puntando su un Occidente diviso.<\/p>\n<p><strong>I temi in agenda e i risultati possibili<br \/>\n<\/strong>Le tensioni sull\u2019obiettivo del 2% rischiano di avere un impatto negativo anche sul contenuto di altri temi in agenda. Il primo \u00e8 lo sviluppo della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/ancora-tanta-la-strada-vertice-varsavia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">cooperazione<\/a> Nato-Ue, sulla base della dichiarazione congiunta firmata a Varsavia nel 2016 e delle successive misure attuative. A Bruxelles potrebbe essere adottata una nuova dichiarazione congiunta ad alto livello, molto utile per dissipare i dubbi espressi da fonti americane sul Fondo europeo di Difesa &#8211; probabilmente dettati dalla paura per un rafforzamento dei concorrenti europei rispetto all\u2019industria della difesa americana \u2013 e per sviluppare quindi una reale cooperazione tra Nato e Ue necessaria su diversi dossier.<\/p>\n<p>Tra questi ultimi vi \u00e8 di certo la stabilizzazione del Nord Africa e Medio Oriente, tema caro ai Paesi come l\u2019Italia pi\u00f9 preoccupati da immigrazione clandestina e terrorismo internazionale che dall\u2019aggressivit\u00e0 russa. Su questo fronte \u00e8 in discussione un rafforzamento del partenariato Nato con Tunisia e Giordania e forse l\u2019avvio di cooperazioni con la Libia, per consolidare le forze armate dei Paesi mediterranei in funzione di anti-terrorismo, controllo del territorio e dei confini. Inoltre, dovrebbe essere raggiunta la piena operativit\u00e0 dello \u201chub per il sud\u201d istituito nell\u2019ambito del comando Nato di Napoli nel 2017, che ha sofferto finora di una mancanza di adeguate risorse umane per svolgere le ambiziose funzioni assegnategli: raccolta e condivisione delle informazioni; monitoraggio e analisi della situazione nel vicinato meridionale; coordinamento delle attivit\u00e0 Nato sul fianco sud.<\/p>\n<p>Ci si aspetta dunque un Vertice teso che, nella migliore delle ipotesi, dovrebbe segnare alcuni passi in avanti all\u2019insegna della continuit\u00e0, gestendo le tensioni ed evitando rotture che potrebbero danneggiare gli interessi europei ed italiani. Visti i pronostici della vigilia, portare a casa un risultato cos\u00ec non sarebbe affatto male.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prossimo Vertice della Nato dell&#8217;11 e 12 luglio a Bruxelles mira a confermare l\u2019intesa tra gli alleati su alcuni punti chiave per la sicurezza collettiva, mettendoli al riparo dalle tensioni che segnano i rapporti transatlantici. 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