{"id":70308,"date":"2018-07-11T12:06:18","date_gmt":"2018-07-11T10:06:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70308"},"modified":"2018-07-14T17:28:41","modified_gmt":"2018-07-14T15:28:41","slug":"ue-gb-brexit-morta-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/ue-gb-brexit-morta-vita\/","title":{"rendered":"Ue\/Gb: la Brexit \u00e8 morta, lunga vita alla Brexit"},"content":{"rendered":"<p>Con due anni di ritardo, ancora a passi incerti e con un esito tutt&#8217;altro che sicuro, ma alla fine la vera discussione per la <strong>Brexit<\/strong> \u00e8 infine iniziata nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/irlanda-del-nord-brexit-rischi-pace\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Regno Unito<\/strong><\/a>. Paradossalmente \u00e8 incominciata con le dimissioni di due <em>hard brexiteers, <\/em>il segretario alla Brexit David\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/gb-londra-piu-debole-hard-soft-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Davis<\/strong><\/a> e il ministro degli Esteri, ed ex sindaco di Londra, Boris <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/brexit-ue-gb-negoziati-nebbia-manica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Johnson<\/strong><\/a>, e soprattutto con la recente, e forse unica finora, presa di posizione sulla questione del premier Theresa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/gb-la-hybris-della-may-lavanzata-corbyn\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>May<\/strong><\/a>, che \u00e8 stata la causa principale dell&#8217;uscita dal governo di Davis e Johnson.<\/p>\n<p>Eppure, nonostante un governo britannico ancora pi\u00f9 traballante e i <em>brexiteer<\/em>\u00a0sul piede di guerra, \u00e8 forse cos\u00ec che nascer\u00e0 la reale discussione su quale forma di Brexit negoziare con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/brexit-poiche-sia-chiara-netta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ue<\/strong><\/a>, quale posizione diplomatica prendere nei confronti dell\u2019Europa, come immaginare il futuro del Regno Unito con i suoi vicini e nel resto del mondo. Un dibattito partito da questi giorni di intensa discussione e <em>reshuffling <\/em>del gabinetto britannico, che vede alla base la definizione della sempre pi\u00f9 incerta identit\u00e0 politica del partito conservatore e forse del Regno Unito stesso.<\/p>\n<p><strong>Una Brexit che ancora non esiste<br \/>\n<\/strong>Partiamo dai fatti: dalle elezioni volute dalla May nel maggio 2017 \u2013 quando un tentativo di consolidamento si trasform\u00f2 nella perdita della confortevole maggioranza ereditata dal suo predecessore David Cameron \u2013, la precaria situazione britannica nel trattare la Brexit \u00e8 stata acuita dalla sempre crescente instabilit\u00e0 all&#8217;interno del partito conservatore, spaccato gi\u00e0 all&#8217;alba del referendum tra la sua anima pi\u00f9 tradizionale (pi\u00f9 o meno liberale e molto pragmatica) e una crescente vena estremista e anti-europeista.<\/p>\n<p>Un atteggiamento dai forti toni populisti e di cui politici come Boris Johnson, noto estimatore di Donald Trump, hanno fatto un punto di forza, ma che, pur facendo leva su una significativa parte dell\u2019elettorato britannico, poco \u00e8 servito a rafforzare la posizione negoziale di Londra nei confronti di Bruxelles (sortendo piuttosto l\u2019effetto contrario).<\/p>\n<p>Theresa May si \u00e8 cos\u00ec sempre pi\u00f9 divisa tra la necessit\u00e0 pratica di ottenere un accordo valido per ambo le parti con Bruxelles e quella di mostrarsi vittoriosa nelle trattative, soprattutto di fronte a un governo funestato da dissidi interni, scandali a sfondo sessuale e riguardanti le politiche di deportazione dei migranti (lo scandalo Windrush, che ha coinvolto la stessa May), per cui, tra l&#8217;altro, due ministri sono stati costretti a dimettersi.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 stato una situazione di stallo dei negoziati sulla Brexit, con punti chiave lasciati ancora irrisolti, in particolare quello dell&#8217;inclusione o meno del Regno Unito nel mercato unico e il futuro del confine tra Repubblica d\u2019Irlanda e Irlanda del Nord. Due temi strettamente collegati e che, da soli, basterebbero a fare naufragare qualsiasi possibile accordo sulla Brexit. Una situazione risultante in realt\u00e0 non solo dall&#8217;oggettiva difficolt\u00e0 delle trattative, ma anche dalla mancanza di un quadro chiaro da parte del governo May, che ha continuato ad affrontare la Brexit con una visione ibrida, non apprezzata n\u00e9 dai <em>brexiteer<\/em> di ferro tra i conservatori n\u00e9 da Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>Qualcosa \u00e8 cambiato<br \/>\n<\/strong>L\u2019incontro di pochi giorni or sono ai Chequers, la residenza di campagna del primo ministro britannico, aveva in realt\u00e0 proprio questo scopo: si \u00e8 trattato di un incontro tra la May e il resto del suo gabinetto per definire, nelle parole del primo ministro, una \u201cposizione collettiva per il futuro dei nostri negoziati\u201d. Ossia una linea sulla Brexit condivisa, tanto per rafforzare la situazione precaria del governo, quanto per dare infine una svolta alle trattative che, a due anni dal referendum, sono ancora ad un nulla di fatto.<\/p>\n<p>Tra i vari dettagli quello principale \u00e8 l\u2019appartenenza di Ue e Gran Bretagna a un \u201cregolamento comune per i beni\u201d, da cui le due parti potrebbero recedere, ma che assomiglia molto al mercato unico europeo per come lo conosciamo \u2013 e da cui deriva anche il sottostare alle regole europee e la giurisdizione della Corte di Giustizia europea, cui gli <em>hard brexiteer<\/em>\u00a0si sono sempre opposto. Ecco perch\u00e9 la posizione della May \u00e8 chiaramente apparsa per la prima volta favorevole a una <em>soft Brexit;<\/em>\u00a0ed ecco perch\u00e9, nonostante l&#8217;accettazione da parte di tutto il governo della dichiarazione conclusiva dell\u2019incontro ai Chequers, questa visione non digeribile dalle ali estreme dei conservatori ha portato alle dimissioni di due importanti rappresentanti della stessa campagna <em>Leave<\/em> \u2013 David Davis e Boris Johnson, appunto.<\/p>\n<p><strong>L\u2019alba della Brexit<br \/>\n<\/strong>Questo recente, intenso <em>plot twist<\/em>\u00a0della vicenda Brexit ne \u00e8 forse il reale inizio: di fronte all&#8217;opposizione infine esplicita dei <em>brexiteer <\/em>pi\u00f9 estremisti, la May si trova a dovere rispondere a questioni fondamentali sia inerenti al processo di uscita dall\u2019Ue stesso (<em>soft <\/em>o <em>hard <\/em>Brexit?, dentro o fuori il mercato unico?, dentro o fuori la libera circolazione delle persone?), che alla natura del partito conservatore britannico: \u00e8 un centro-destra pragmatico, o sono populisti che cercano di prendere l\u2019eredit\u00e0 di Farage e dello Ukip?<\/p>\n<p>Domande che potrebbero portarla fino a un voto di sfiducia in Parlamento e che non nascono solo per l\u2019esplosione del calderone politico britannico, ma anche per il ticchettio di un orologio economico e politico che si fa sempre pi\u00f9 pressante. Mancano meno di nove mesi alla data ufficiale della Brexit, e gi\u00e0 l\u2019economia del Regno Unito \u00e8 diventata, da quella che pi\u00f9 cresceva nel G7 (nei mesi del referendum). a quella che cresce pi\u00f9 lentamente (peggio di Giappone e Italia e la performance pi\u00f9 bassa del Paese negli ultimi cinque anni).<\/p>\n<p>In meno di quattro mesi numerose compagnie hanno esplicitamente dichiarato che lascerebbero il Regno Unito in caso di una <em>hard <\/em>Brexit, incluse Airbus (15mila dipendenti in Gran Bretagna) e Philips (1500). \u00c8 insomma arrivato il tempo delle scelte per Theresa May; quello in cui bisogna smettere di ripetere il mantra <em>Brexit is Brexit<\/em>\u00a0e domandarsi infine che cosa sia questa Brexit. Soprattutto per quelli che, per primi, hanno deciso di intraprendere e poi difendere questa strada.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con due anni di ritardo, ancora a passi incerti e con un esito tutt&#8217;altro che sicuro, ma alla fine la vera discussione per la Brexit \u00e8 infine iniziata nel Regno Unito. 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