{"id":70332,"date":"2018-07-13T13:47:36","date_gmt":"2018-07-13T11:47:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70332"},"modified":"2018-07-24T10:35:53","modified_gmt":"2018-07-24T08:35:53","slug":"etiopia-eritrea-scommessa-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/etiopia-eritrea-scommessa-pace\/","title":{"rendered":"Etiopia-Eritrea: la scommessa (da vincere) della pace"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019abbraccio \u201cfraterno\u201d che promette un futuro di speranza a una parte almeno del tormentato <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/pirateria-minaccia-stabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Corno d\u2019Africa<\/a> c\u2019\u00e8 stato l\u20198 luglio, quando il premier dell&#8217; <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/etiopia-le-ragioni-dello-stato-di-emergenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Etiopia<\/a> Abiy Ahmed \u00e8 sbarcato ad Asmara accolto con tutti gli onori dell\u2019ormai ex nemico numero uno, il presidente dell&#8217; Eritrea Isaias <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/eritrea-asmara-patrimonio-retaggio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Afewerki<\/a>,\u00a0che non ha potuto dire di no all&#8217;improvvisa offerta di pace di Addis Abeba. Diretta televisiva, canti, balli e l\u2019inusuale spettacolo delle bandiere dei due Paesi affiancate: cos\u00ec la capitale eritrea ha festeggiato l\u2019ospite e il primo passo della normalizzazione dei rapporti a vent&#8217;anni dalla guerra di confine tra gli ex Stati fratelli nati nel 1991 dalla lotta comune contro il negus rosso Menghistu Haile Mariam \u00a0e poi divisi dal sangue di decine di migliaia di morti.<\/p>\n<p><strong>Dopo una stasi di 18 anni, una pace a tappe serrate<br \/>\n<\/strong>L\u2019accordo di pace firmato ad Algeri nel 2000 con la paziente mediazione dell\u2019allora Oua (Organizzazione per l\u2019unit\u00e0 africana, oggi Unione africana), dell\u2019ex segretario di Stato Usa per la Sicurezza nazionale Anthony Lake e dell\u2019inviato speciale dell\u2019Ue, il sottosegretario italiano agli Esteri Rino Serri, era rimasto inapplicato. E i rapporti tra i due Paesi hanno continuato ad essere\u00a0 tesi con ripetuti scontri alla frontiera che hanno fatto temere, in pi\u00f9 di una occasione, la ripresa della guerra, mentre la rottura dei rapporti diplomatici e commerciali e la sindrome di accerchiamento nei confronti dell\u2019ingombrante vicino hanno spinto l\u2019Eritrea verso una deriva autoritaria che le ha fruttato le sanzioni Onu e l\u2019isolamento internazionale.<\/p>\n<p>Che l\u2019aria stesse cambiando si era gi\u00e0 capito il giorno dell\u2019insediamento del riformista Abiy Ahmed, il 2 aprile. Il nuovo premier etiopico, il primo di etnia oromo &#8211; maggioritaria ma da sempre politicamente marginalizzata dai potenti tigrini -, aveva fatto un discorso conciliante nei confronti dell\u2019 Eritrea. Poi\u00a0alle parole sono seguiti i fatti, con una velocit\u00e0 inusuale in Africa. Il 6 giugno la decisione di abolire lo stato di emergenza e la dichiarazione di accettare l\u2019Accordo del 2000.<\/p>\n<p>Pochi giorni dopo, il 26, una delegazione eritrea guidata dal ministro degli Esteri Osman Sale arrivava in Etiopia per il primo round di colloqui. Il 9 luglio la firma degli accordi che hanno stabilito la fine dello &#8216;stato di guerra&#8217;, la ripresa formale delle relazioni diplomatiche, dei collegamenti aerei e l\u2019uso dei porti eritrei per Addis Abeba. Immediato il ripristino delle linee telefoniche interrotte da vent\u2019anni. &#8220;Possiamo immaginare un futuro senza confini nazionali e alte mura che ci dividono. La gente della nostra regione \u00e8 unita verso comuni obiettivi&#8221;, ha commentato Abiy Ahmed al momento della firma con una frase degna dei tempi migliori.<\/p>\n<p><strong>Intrecci personali e risvolti etnici<\/strong><br \/>\nA spingere verso la pace il giovane leader (42 anni) di Addis Abeba un disegno di stabilizzazione del Paese che passa attraverso la liberazione dei prigionieri politici, la riapertura dei media censurati, la ripresa economica e la necessit\u00e0 di attrarre investimenti internazionali, tanto che anche gli oppositori del Ginbot 7 , messi al bando come gruppo terroristico nel 2011, hanno annunciato di deporre le armi cosi come i ribelli del Fronte di liberazione del popolo oromo, a suo tempo appoggiato dagli eritrei contro\u00a0 l\u2019allora leader di Addis Abeba Meles Zenawi (morto nel 2012).<\/p>\n<p>Una strategia che passa \u00a0anche attraverso la soluzione del problema dei profughi: centinaia di migliaia di eritrei in fuga da condizioni economiche drammatiche e dalla violazione sistematica dei diritti umani sono ammassati nei campi dell\u2019Etiopia e costituiscono un ulteriore fattore di destabilizzazione. Ma anche il fatto che l\u2019annosa questione dei confini ha perso quella sfumatura di contrapposizione personale che aveva portato alla guerra Meles e Isaias , entrambi tigrini, amici &#8211; qualcuno dice anche cugini -, uniti dalla lotta di liberazione contro il Derg di Menghistu e poi diventati nemici.<\/p>\n<p><strong>Storia di una lotta insieme e di una guerra contro<\/strong><br \/>\nNella guerra\u00a0 contro il Negus rosso, \u00a0il Fronte popolare di liberazione del Tigrai\u00a0 di Meles si alle\u00f2 con il Fronte popolare di liberazione dell\u2019 Eritrea\u00a0 di Isaias: il 21 maggio 1991 Menghistu fuggiva in Zimbabwe travolto dalla forza della guerriglia, ma anche dalla disgregazione progressiva che l\u2019abbandono strumentale del marxismo nel \u201890 e la liberalizzazione economica non erano riusciti ad arginare. Il 23 luglio 1991 Meles divent\u00f2 capo della Stato \u00a0mentre l\u2019 Eritrea si dette un governo provvisorio in vista dell\u2019indipendenza\u00a0 \u2018concordata\u2019\u00a0 con Addis Abeba. Due anni dopo, un referendum sanc\u00ec l\u2019indipendenza con il 99% di s\u00ec e la nascita di un nuovo stato indipendente guidato da Isaias . Per la storia dell\u2019Africa, segnata da sanguinosi tentativi di secessione, era una novit\u00e0 assoluta. Ma l\u2019illusione\u00a0 dur\u00f2 solo qualche anno e i compagni di lotta diventarono i peggiori nemici, oltre che di se stessi, dei rispettivi Paesi.<\/p>\n<p>Le frontiere non erano mai state del tutto definite anche perch\u00e9\u00a0 a varie riprese e in troppi \u2013compresi \u00a0italiani, inglesi, gli stessi etiopici &#8211; ci avevano messo le mani. E anche le commissioni ad hoc istituite dopo\u00a0 la scissione dell\u2019Eritrea\u00a0 per risolvere le questioni confinarie in sospeso, fallirono, mentre i rapporti si deterioravano progressivamente con accuse ricorrenti ad Addis Abeba di sostegno all\u2019 Eritrean Islamic Salvation Movement, supportato dal Sudan, che aveva l\u2019obiettivo di rovesciare il governo di Asmara. E, in maniera pi\u00f9 o meno strumentale, l\u2019Etiopia occup\u00f2 il villaggio di confine di Badme.<\/p>\n<p>Era il 6 maggio 1998. Sette giorni dopo l\u2019Etiopia dichiar\u00f2 la guerra. Nessuno sa quanti furono i morti nei due anni successivi: forse 70 mila, forse 100 mila. L\u2019Etiopia perse l\u2019uso dei porti eritrei e rimase senza sbocco al mare, l\u2019Eritrea si trasform\u00f2 in un regime totalitario rispetto al quale anche l\u2019odiato e combattuto Derg di Menghistu sarebbe forse impallidito.\u00a0Ora Badme sar\u00e0 riconsegnata all\u2019 Eritrea, anche se l\u2019opposizione delle popolazioni locali potrebbe comportare qualche rischio per quella la stabilit\u00e0 che Ahmed sta cercando faticosamente di riconquistare. E che conviene a tutti, a partire dagli \u2018amici\u2019 occidentali, in una vasta regione dove l\u2019instabilit\u00e0 sar\u00e0 \u2018garantita\u2019, presumibilmente ancora per molti anni, dalle guerre e guerriglie di Libia, Somalia e Sudan.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019abbraccio \u201cfraterno\u201d che promette un futuro di speranza a una parte almeno del tormentato Corno d\u2019Africa c\u2019\u00e8 stato l\u20198 luglio, quando il premier dell&#8217; Etiopia Abiy Ahmed \u00e8 sbarcato ad Asmara accolto con tutti gli onori dell\u2019ormai ex nemico numero uno, il presidente dell&#8217; Eritrea Isaias Afewerki,\u00a0che non ha potuto dire di no all&#8217;improvvisa offerta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":70333,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1207,69,1206,465,764,580],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70332"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70332"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70332\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70448,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70332\/revisions\/70448"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70333"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70332"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70332"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70332"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}