{"id":70374,"date":"2018-07-17T01:21:11","date_gmt":"2018-07-16T23:21:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70374"},"modified":"2018-07-17T01:21:11","modified_gmt":"2018-07-16T23:21:11","slug":"iran-moderati-pressioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/iran-moderati-pressioni\/","title":{"rendered":"Iran: moderati in bilico tra pressioni interne ed esterne"},"content":{"rendered":"<p>Da alcuni mesi, la Repubblica islamica d\u2019<strong>Iran<\/strong> subisce pressioni interne ed esterne che minacciano la stabilit\u00e0 dell\u2019esecutivo moderato guidato da <strong>Hassan<\/strong> <strong>Rohani<\/strong>, e scalfiscono le operazioni della <strong>Guardia Rivoluzionaria<\/strong> (Irgc) all\u2019estero.<\/p>\n<p>La postura statunitense di \u201cmassima pressione\u201d economica e diplomatica sembra produrre un limitato effetto deterrente sulle attivit\u00e0 iraniane, sia in materia di cooperazione nucleare (160 membri del Parlamento hanno recentemente inviato una lettera a Rohani chiedendo di limitare i rapporti con l\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica, Iaea), che di limitazione delle attivit\u00e0 delle milizie iraniane o filo-iraniane all\u2019estero, le quali minacciano concretamente <strong>Israele<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I rischi per Israele<\/strong><br \/>\nAd esempio, come testimoniato da alcune foto, le Abu al-Fadl al-Abbas (milizie irachene filo-iraniane) assieme alla brigata Fateymoun afghana, stazionano tutt\u2019ora in <strong>Siria<\/strong>, dove sono impegnate nell\u2019attuale offensiva anti-ribelle per la riconquista dei governatorati di Daraa e Quneitra, a pochi chilometri dal Golan occupato da Israele. A tal proposito, Hossein Salami, vice comandante della Guardia Rivoluzionaria, ha pochi giorni fa affermato che \u201cun esercito internazionale islamico\u201d ai bordi del Golan \u00e8 pronto a \u201cdistruggere\u201d Israele.<\/p>\n<p>A conferma del rischio che corre lo Stato ebraico, ci sono le operazioni militari condotte dalla stessa aviazione israeliana; di recente \u00e8 stato colpito un deposito di armamenti gestito da iraniani e siriani nella citt\u00e0 di Daraa, mentre l\u20198 luglio il governo siriano ha accusato Israele di aver attaccato una base aerea utilizzata dalle forze Qods nei pressi di Homs (su questa, si tratta del terzo attacco da febbraio). Tali esempi dimostrano come l\u2019Irgc di per s\u00e9 non stia accusando la pressione posta in essere dagli Stati Uniti e dai suoi partner, essendo ormai arrivata a consolidare numerosi avamposti militari in territorio siriano (nonostante ci\u00f2, il direttore del <em>Policy Planning<\/em> del Dipartimento di Stato americano Brian Hook ha recentemente parlato della strategia Usa come di una leva di <em>behavioral change<\/em> diretta alla Repubblica islamica).<\/p>\n<p><strong>Il protagonismo dei conservatori<\/strong><br \/>\nChi sembrerebbe accusare maggiormente il colpo sono due importanti attori della politica iraniana: la popolazione, che vede la propria condizione economica degradarsi, ed i moderati, rieletti lo scorso anno con la promessa di accrescere il benessere economico degli iraniani tramite lo sviluppo del Paese, facendo perno sulla fine del regime sanzionatorio sancito dall\u2019accordo sul nucleare (<em>Joint Comprehensive Plan of Action<\/em>, Jcpoa).<\/p>\n<p>L\u2019indebolimento dei moderati sta paradossalmente producendo un riavvicinamento con i conservatori, che tenderebbero la mano ad un governo in difficolt\u00e0 in cambio, presumibilmente, di una postura maggiormente aggressiva, come fatto notare da alcuni osservatori iraniani.<\/p>\n<p>Dopo anni di tensione infatti, Qasem <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/iran-generale-soleimani-minacce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Soleimani<\/a> (capo delle Forze speciali Qods) ha lodato le recenti dichiarazioni di Rohani, particolarmente aggressive, che paventavano l\u2019idea di chiudere lo stretto di Hormuz, snodo cruciale del commercio energetico mondiale.<\/p>\n<p>A riprova di ci\u00f2, poi, dopo l\u2019uscita degli Stati Uniti dal Jcpoa, alcuni elementi conservatori hanno espresso la volont\u00e0 di andare ad <strong>elezioni anticipate<\/strong>, preconizzando la figura di un presidente militare.<\/p>\n<p>A tutto questo si aggiungono le recenti proteste dei commercianti del Bazaar di Teheran che secondo alcuni analisti sarebbero state scatenate da taluni elementi dell\u2019ala conservatrice al fine di mettere pressione sull\u2019esecutivo, come gi\u00e0 accaduto a Mashad sul finire del 2017.<\/p>\n<p>Anche il <strong>clero<\/strong> si \u00e8 poi reso pi\u00f9 aggressivo: l\u2019ayatollah Abdul-Karim Abedini, importante autorit\u00e0 religiosa della provincia di Qazvin, ha accusato velatamente Rohani, pregando Allah affinch\u00e9 \u201ctenga lontano dal sistema politico iraniano coloro i quali non sono provvisti del potere, del coraggio e dell\u2019autorit\u00e0 per proteggere il sangue dei martiri e la Repubblica islamica\u201d. Tutto ci\u00f2 crea un senso di urgenza per i moderati; urgenza di portare a casa una vittoria politica.<\/p>\n<p><strong>Inflazione in rialzo e nuove sanzioni all\u2019orizzonte<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-rischi-illusione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">La decisione degli Stati Uniti di abbandonare l&#8217;accordo sul nucleare<\/a>, con la conseguente imposizione di sanzioni dirette e secondarie nei confronti sia di individui sia di entit\u00e0 economiche iraniane (dal governatore della Banca centrale al capo del giudiziario, sino ad alcune societ\u00e0 implicate nella fabbricazione di missili balistici), ha accresciuto l\u2019incertezza attorno allo sviluppo economico del Paese in termini infrastrutturali, tecnologici ed energetici.<\/p>\n<p>Da aprile ad oggi poi, il rial si \u00e8 deprezzato notevolmente in rapporto al dollaro, e l\u2019inflazione ha subito un netto rialzo &#8211; dal 7,9% al 9,7% &#8211; tra aprile e maggio di quest\u2019anno. Inoltre, una nuova ondata di sanzioni statunitensi \u2013 in due tranche &#8211; si prospetta all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>Il 4 agosto e il 4 novembre (39\u00b0 anniversario della famosa \u201cpresa\u201d dell\u2019ambasciata statunitense nel 1979), comincer\u00e0 la fase pi\u00f9 delicata di questo nuovo processo sanzionatorio. Si colpiranno dapprima i settori automobilistico e dei metalli preziosi e, in un secondo momento, quello energetico e bancario (transazioni da e per la banca centrale iraniana e le entit\u00e0 economiche legate a Teheran), tentando di impedire alla Repubblica islamica di procurarsi <em>hard-currency<\/em>, ovvero monete rifugio (quale il dollaro) non suscettibili a fluttuazioni improvvise. Tali misure accresceranno enormemente la pressione sull\u2019esecutivo Rohani.<\/p>\n<p><strong>Si riparte da Vienna<\/strong><br \/>\nIl summit ministeriale di Vienna tra gli attuali Stati parte del Jcpoa ha portato ad una lista di azioni che le parti promettono di intraprendere per preservare i benefici dell\u2019accordo e sancire la sua continuazione.<\/p>\n<p>Tra queste, la garanzia delle esportazioni di petrolio e gas iraniano, il mantenimento di canali finanziari ma, soprattutto, la protezione dalle sanzioni secondarie americane degli agenti economici che faranno accordi con l\u2019Iran.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 per\u00f2 al momento l\u2019urgenza di suffragare tali promesse con azioni concrete. Infatti, la pressione interna (anche giustificata da un\u2019effettiva condizione di malessere della popolazione) ed esterna sofferta dai moderati iraniani, se non spianer\u00e0 la strada alle dimissioni di questo governo &#8211; eventualit\u00e0 per altro non appoggiata dalla Guida suprema <strong>Khamenei<\/strong> &#8211; indebolir\u00e0 i moderati iraniani al punto che le forze conservatrici agiranno da una posizione di forza, tanto in relazione al nucleare quanto al programma di missili balistici che, naturalmente, alle operazioni in Siria ed in Iraq, rafforzando il circolo vizioso di ostilit\u00e0 nella regione.<\/p>\n<p>In definitiva, occorre <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-strategia-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">salvare il Jcpoa<\/a> per sostenere i moderati iraniani, per aprire uno spazio di dialogo di lungo periodo e per porre fine alle crescenti tensioni nella regione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da alcuni mesi, la Repubblica islamica d\u2019Iran subisce pressioni interne ed esterne che minacciano la stabilit\u00e0 dell\u2019esecutivo moderato guidato da Hassan Rohani, e scalfiscono le operazioni della Guardia Rivoluzionaria (Irgc) all\u2019estero. 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