{"id":70379,"date":"2018-07-16T23:54:18","date_gmt":"2018-07-16T21:54:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70379"},"modified":"2018-07-19T06:56:50","modified_gmt":"2018-07-19T04:56:50","slug":"migranti-italia-ue-agenda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/migranti-italia-ue-agenda\/","title":{"rendered":"Migranti: l&#8217;Italia isolata nell&#8217;Unione non detta l&#8217;agenda"},"content":{"rendered":"<p><em>Questo \u00e8 il secondo pezzo di un trittico dedicato dall\u2019ambasciatore Francesco Bascone al tema dei migranti: il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/migranti-flussi-letture-risposte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">primo<\/a> \u00e8 stato pubblicato il 10 luglio.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/italia-immigrazione-contratto-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a> \u00e8 convinta di subire, a causa della sua posizione geografica, tutto l&#8217;impatto dell&#8217;ondata migratoria e di potere pretendere dai partners comunitari una piena condivisione dell&#8217;onere di assorbire e integrare sia i profughi che i migranti. Se l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/migranti-ue-vertice-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong> <\/a>non garantisce questa solidariet\u00e0 \u2013 avverte il vice-premier Salvini \u2013 ci riserviamo di tagliarle il nostro contributo netto. Le richieste principali sono: modificare il regolamento di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/dublino-riforma-necessaria-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Dublino<\/strong><\/a> che scarica l&#8217;onere di accertare la condizione di rifugiato &#8211; o meno &#8211; del richiedente asilo sul Paese di primo approdo, e attuare la decisione (rimasta lettera morta, o quasi) di ripartire proporzionalmente fra i 28 paesi 160mila rifugiati recenti e tutti i nuovi arrivati. Sono richieste legittime in linea di principio, ma irrealistiche data la debolezza negoziale e l&#8217;isolamento diplomatico del nostro Paese.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; giustificata l&#8217;insistenza sulla redistribuzione dei migranti?<br \/>\n<\/strong>I dati relativi agli sbarchi misurano l&#8217;impegno profuso dall&#8217;Italia, e dagli altri Paesi di prima linea, nella prima accoglienza, e giustificano la richiesta di aiuti da Bruxelles. Ma ci dicono poco sulla ripartizione degli oneri di assistenza a medio termine, dato che di coloro che sbarcano in Italia molti riescono a proseguire verso la Francia, la Germania, la Svezia e altri Paesi. Ad esempio, la spesa annua che affronta l&#8217;Austria (1,7 miliardi) \u00e8, in proporzione, il doppio di quella dell&#8217;Italia (5 miliardi).<\/p>\n<p>Se ottenessimo l&#8217;attuazione del principio della distribuzione fra un gruppo di Stati membri volenterosi (inutile tentare di costringere i Visegrad e i Baltici a partecipare), rischieremmo di dover integrare la nostra quota. La <strong>ripartizione<\/strong> forzata \u00e8 oltretutto problematica in quanto, se si mantiene o ristabilisce la libera circolazione (Schengen), sar\u00e0 difficile costringere i migranti che hanno parenti in Germania o Olanda a restare in Romania o Ungheria.<\/p>\n<p><strong>Tollerare il rifiuto del gruppo di Visegrad?<br \/>\n<\/strong>I quattro Paesi centro-europei, cos\u00ec come i tre Baltici, tutti di indipendenza piuttosto recente e reduci da invasioni subite e fasi di sovranit\u00e0 limitata, sono gelosi della riconquistata identit\u00e0 nazionale e religiosa e convinti che la storia e la geografia hanno imposto loro sacrifici sufficienti: siano perci\u00f2 gli altri europei ad affrontare l&#8217;attuale emergenza e, se rifuggono da metodi drastici come quelli adottati nel 2015 dall&#8217;Ungheria per chiudere la rotta balcanica nell&#8217;interesse di Germania, Austria e Svezia, che ne sopportino le conseguenze.<\/p>\n<p>Si potrebbe ricordare loro che l&#8217;Europa occidentale accolse varie ondate di loro profughi dopo la Seconda Guerra Mondiale e la sovietizzazione (\u00e8 questa, come gi\u00e0 accennato, l&#8217;origine della Convenzione di Ginevra del 1951) e dopo le invasioni del 1956 e 1968. Ma le attuali generazioni di elettori e politici non si sentono in debito con la storia, bens\u00ec in credito. Impossibile indurli a rinunciare a questo \u201csacro egoismo\u201d. La signora Merkel ne ha preso atto e per questa ragione ha ripiegato sul concetto di volontariet\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Bilancio deludente del Consiglio europeo. Poteva Conte ottenere di pi\u00f9?<br \/>\n<\/strong>Come osservato da tutti i commentatori nostrani, il vertice del 28-29 giugno ha prodotto solo vaghe dichiarazioni di principio sulla solidariet\u00e0 con i Paesi di primo impatto e in particolare il nostro. Il premier Giuseppe Conte non ha ottenuto l&#8217;impegno a rivisitare l&#8217;accordo di Dublino e a rendere obbligatoria la ripartizione dei nuovi arrivati (magari con un opt-out per i Visegrad): ma ci\u00f2 era scontato.<\/p>\n<p>Lo critica chi crede che l&#8217;agenda della riunione fosse dettata dalle legittime istanze dell&#8217;Italia, opportunamente evidenziate dal pugno sul tavolo di Salvini. Al primo posto figurava invece l&#8217;esigenza (antitetica) di salvare la signora Merkel, messa con le spalle al muro dal ricatto della Csu e del ministro dell&#8217;Interno Seehofer. E quindi la questione centrale era quella della migrazione secondaria e l&#8217;Italia veniva a trovarsi sulla difensiva.<\/p>\n<p><strong>Un compromesso fra migrazione secondaria e parziale ridistribuzione<br \/>\n<\/strong>Ci\u00f2 che la cancelliera, costretta dal suo alleato Csu, offre ai paesi di primo approdo (Spagna e Grecia hanno accettato) \u00e8 di accogliere su base volontaria alcuni dei richiedenti asilo da poco sbarcati, purch\u00e9 quei governi si siano impegnati a riprendere i migranti passati al Nord dopo essere stati registrati sul loro territorio; e raccomanda ad altri Paesi membri ragionevoli di fare altrettanto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che sar\u00e0 Berlino (e analogamente i governi di quei Paesi moderati) a decidere quanti &#8216;Asylanten&#8217; accogliere da Spagna e Grecia (e dall&#8217;Italia se finir\u00e0 per accettare), e sar\u00e0 sempre Berlino a scegliere i migranti &#8216;secondari&#8217; da consegnare loro, tenendosi i pi\u00f9 produttivi e pi\u00f9 integrabili. Anche altri leaders dell&#8217;Europa occidentale, da Macron a Kurz, si mostrano disponibili ad accogliere boat people purch\u00e9 abbiano diritto all&#8217;asilo. Per quanto riguarda i semplici migranti in fuga da povert\u00e0 e disoccupazione, l&#8217;Italia \u2013 insieme alla Grecia e alla Spagna \u2013 rimane col cerino in mano. Uno scambio tutt&#8217;altro che vantaggioso.<\/p>\n<p><strong>Aiutarli a casa loro?<br \/>\n<\/strong>Si \u00e8 detto che il premier italiano si \u00e8 battuto con successo per uno stanziamento supplementare di mezzo miliardo al Fondo per l&#8217;Africa. Ma non era un interesse specificamente italiano, e contribuir\u00e0 in misura trascurabile ad alleviare la pressione migratoria. Il &#8216;Piano Marshall per l&#8217;Africa&#8217; \u00e8 il toccasana proposto da coloro che vogliono frenare i flussi ma rifuggono da misure drastiche per impedire il traffico dei gommoni. Ma \u201caiutarli a casa loro\u201d, con pochi miliardi in aiuti e investimenti, non \u00e8 una soluzione alternativa. E&#8217; un imperativo morale, politico, economico, umanitario.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 servire, se si adotta una qualche forma di condizionalit\u00e0, ad incentivare i governi dei Paesi di origine a ridurre le violazioni dei diritti umani e a firmare accordi di riammissione, o quelli di transito ad istituire hotspots; ma non a combattere la disoccupazione. Se da un lato verr\u00e0 infatti creato un modesto numero di posti di lavoro atto ad assorbire una minima parte della crescita demografica, dall&#8217;altro verr\u00e0 fornita una formazione professionale a un maggior numero di africani che non trover\u00e0 sbocchi nell&#8217;economia locale e sar\u00e0 spinto ad emigrare. Nell&#8217;insieme la molla demografica all&#8217;emigrazione dall&#8217;Africa, come da Pakistan, Bangladesh e alcuni altri Paesi sovrappopolati, non verr\u00e0 allentata da aiuti e investimenti.<\/p>\n<p>Dobbiamo constatare che era un&#8217;illusione dettare l&#8217;agenda del Consiglio europeo; a dettarla \u00e8 stata la politica interna tedesca; e il tema centrale non \u00e8 stato il regolamento di Dublino bens\u00ec i &#8216;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/ue-valori-sovranismi-integrazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>movimenti secondari<\/strong><\/a>&#8216;. Non alleviare il fardello dell&#8217;Italia, ma costringerla a riprendersi quella parte di cui si era discretamente alleggerita. Bene ha fatto il professor Conte a non cedere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo \u00e8 il secondo pezzo di un trittico dedicato dall\u2019ambasciatore Francesco Bascone al tema dei migranti: il primo \u00e8 stato pubblicato il 10 luglio.\u00a0 L&#8217;Italia \u00e8 convinta di subire, a causa della sua posizione geografica, tutto l&#8217;impatto dell&#8217;ondata migratoria e di potere pretendere dai partners comunitari una piena condivisione dell&#8217;onere di assorbire e integrare sia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":70380,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[699,96,441,1218,1219,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70379"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70379"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70379\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70385,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70379\/revisions\/70385"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70380"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}