{"id":70399,"date":"2018-07-19T23:40:49","date_gmt":"2018-07-19T21:40:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70399"},"modified":"2018-07-26T12:04:23","modified_gmt":"2018-07-26T10:04:23","slug":"pakistan-elezioni-segnate-dal-terrore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/pakistan-elezioni-segnate-dal-terrore\/","title":{"rendered":"Pakistan: elezioni, una transizione ostaggio del terrore"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019attentato di <strong>Peshawar<\/strong>, capitale della provincia del Khyber Pakhtwunkwa, del 10 luglio scorso ha probabilmente squarciato il velo dell\u2019opinione pubblica internazionale sulla violenza latente\u00a0che sta segnando\u00a0la campagna\u00a0per le\u00a0<strong>elezioni<\/strong> in programma in <strong>Pakistan<\/strong> il <strong>25 luglio<\/strong> prossimo. Il secondo tremendo colpo assestato pochi giorni dopo con l\u2019attacco in <strong>Belucistan<\/strong> e l\u2019attentato subito il 16 luglio da Dawood Achakzai (esponente politico dell\u2019<em>Awami National Party<\/em>, Anp) hanno poi inquadrato meglio la situazione: quella di una emergenza sicurezza e di istituzioni statali sotto attacco.<\/p>\n<p>Tuttavia, se da un lato il terrore politico e religioso ci ricorda che la Repubblica islamica del Pakistan non \u00e8 una realt\u00e0 statale facilmente decodificabile secondo i canoni occidentali, dall\u2019altro la resistenza delle istituzioni sembra ancora dimostrare che la volont\u00e0 di fondo sia di imprimere un salto di qualit\u00e0 alla vita politica del Paese.<\/p>\n<p><strong>La gestione della\u00a0transizione<\/strong><br \/>\nL\u2019amministrazione centrale uscente, guidata da <strong>Nawaz Sharif<\/strong> sino all\u2019aprile del 2017 &#8211; momento in cui il primo ministro \u00e8 stato interdetto dai pubblici uffici dalla Corte suprema del Pakistan per un suo coinvolgimento nel possesso di capitali di dubbia provenienza dall\u2019estero (direttamente controllati o posseduti tramite membri della famiglia) -, ha governato il Paese mantenendosi quantomeno sui binari della stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nonostante infatti i risultati economici a partire dal 2013 non siano stati brillanti sotto tutti i punti di vista, la crescita del Pil \u00e8 partita da un ritmo del 4,1% e ha raggiunto un buon 5,7% nel 2017, lasciando aperte le previsioni per una crescita nell\u2019anno corrente del 5,8%. Oltre a ci\u00f2, sono stati fatti dei passi avanti verso la soluzione dell\u2019annoso problema energetico, bench\u00e9 ancora lontana. La mancanza di rifornimenti energetici ha infatti causato un handicap nel settore industriale, in tal senso sono emblematici gli scarsi risultati ottenuti dal governo, ovvero la crescita di produzione di energia elettrica dell\u20191,8% anzich\u00e9 del 12,5% come era stato progettato.<\/p>\n<p><strong>Il calderone politico<\/strong><br \/>\nAnche il sistema politico in s\u00e9 ha fatto, da un punto di vista occidentale, dei passi avanti verso uno sviluppo democratico, con la formazione di partiti non estremisti e l\u2019investimento sull\u2019istruzione all\u2019estero non pi\u00f9 solo ad appannaggio dei tecnocrati ma anche delle \u00e9lites politiche.<\/p>\n<p>Il caso pi\u00f9 eclatante di nuovo movimento politico \u00e8 il Pti (<em>Pakistan Tehrik-e-Insaf<\/em>) dell\u2019ex-giocatore di cricket <strong>Imran Khan<\/strong>, che ha vissuto il vero e proprio boom elettorale e di immagine nel 2013 quando, partendo dalla modesta posizione di un solo seggio all\u2019Assemblea Nazionale, \u00e8 divenuto la terza forza politica del Pakistan. In quell\u2019anno, il Pti ha ottenuto sette milioni e mezzo di voti per l\u2019Assemblea nazionale.<\/p>\n<p>Oltre a ci\u00f2, il movimento ha raggiunto la ribalta del dibattito politico e ha avuto un ruolo determinante nel processo di fuoriuscita del premier Nawaz Sharif l\u2019anno scorso.<\/p>\n<p>Oltre al Pti, dal 2013 ad oggi si \u00e8 assistito ad un revival di partiti etnici come <em>l\u2019Awami National Party<\/em> che nel 2013 era stato rimpiazzato proprio dal Pti al governo della provincia <em>pashtun<\/em> del Khyber Pakhtwunkwa. La nascita ed il consolidamento di partiti democratici portatori del messaggio etnico \u00e8 senza dubbio un sintomo di radicamento della democrazia e della partecipazione alla vita politica che spaventano gli estremismi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso infatti che sia stato proprio l\u2019Anp a fare le spese degli ultimi attentati. Fino ad oggi gli attacchi sono stati ricondotti a gruppi vicini al sedicente Stato islamico, che li hanno rivendicati con una e-mail. Ma non si hanno effettive certezze in tal senso.<\/p>\n<p><strong>Gli occhi di Pechino<\/strong><br \/>\nNell\u2019immediato, la sensazione di terrore diffuso specialmente nelle province appena colpite dagli attentati mette in difficolt\u00e0 la <strong>Cina<\/strong>, che ha molto investito nel progetto del <em>China-Pakistan Economic Corridor<\/em>, che investe proprio in quelle aree con ingentissime opere infrastrutturali. Pechino ha tutto da guadagnare dalla resilienza democratica del Paese che ha oggi la possibilit\u00e0 di porre fine agli estremismi confermando l\u2019autorit\u00e0 dello Stato e delle Forze armate. E non \u00e8 dubbio che seguir\u00e0 le elezioni del 25 luglio da vicino.<\/p>\n<p>Nonostante la fine del governo di Sharif sia stata causata da una dibattuta crisi di legittimit\u00e0, il sistema partitico pakistano ha retto il momento di crisi riuscendo a traghettare il Paese sino al termine previsto della legislatura (il luglio di quest\u2019anno appunto) con un governo appoggiato dalla maggioranza parlamentare (la Lega musulmana dell\u2019ex-premier).<\/p>\n<p>Le Forze armate del Paese (diversamente da tre precedenti occasioni nella travagliata storia del Pakistan) non hanno preso stavolta il sopravvento in un momento di crisi politica con un colpo di Stato e si sono dimostrate sinora responsabili attori del momento di transizione, nonostante il grande potere che le istituzioni statali hanno conferito ai militari per la lotta all\u2019estremismo religioso e tribale.<\/p>\n<p>Le istituzioni pakistane, quindi, resistono e hanno dato segnali di forte responsabilit\u00e0 sia nel travaglio politico sia nel contrasto al terrore. Le elezioni vi saranno nonostante gli attacchi e saranno una contesa leale; resta l\u2019obbligo per le organizzazioni governative occidentali di seguirle e sostenere il Paese nel difficile momento che attraverser\u00e0 nei prossimi mesi come far\u00e0 l\u2019alleato cinese.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 PPI via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attentato di Peshawar, capitale della provincia del Khyber Pakhtwunkwa, del 10 luglio scorso ha probabilmente squarciato il velo dell\u2019opinione pubblica internazionale sulla violenza latente\u00a0che sta segnando\u00a0la campagna\u00a0per le\u00a0elezioni in programma in Pakistan il 25 luglio prossimo. 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