{"id":70421,"date":"2018-07-23T18:25:48","date_gmt":"2018-07-23T16:25:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70421"},"modified":"2018-07-24T06:27:40","modified_gmt":"2018-07-24T04:27:40","slug":"migrazioni-global-compacts-onu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/migrazioni-global-compacts-onu\/","title":{"rendered":"Migrazioni: gli Stati, l&#8217;Ue e i Global Compacts dell&#8217;Onu"},"content":{"rendered":"<p>Il fenomeno delle migrazioni tocca una sensibilit\u00e0 profonda dell\u2019Europa: la ricerca dell\u2019identit\u00e0 perduta a cospetto dei sani propositi che abbondano nel Trattato sull\u2019Unione europea. Sul punto, l\u2019Unione sconta la sottovalutazione politica ed il vuoto giuridico. Agli inizi il fenomeno appariva controllabile coi mezzi di bordo e con il richiamo alla vocazione umanitaria dell\u2019Unione e dei suoi popoli. Quando i numeri divennero importanti fino al picco del 2015, la reazione fu invece sovradimensionata. Frutto della propaganda di ambienti politici interessati ad alimentare la tensione emotiva e frutto della percezione popolare di essere, i cittadini europei, in balia di fenomeni incontrollati.<\/p>\n<p>In carenza di una reazione europea adeguata, la paura dell\u2019invasione ha finito per dominare il pubblico dibattito. Su questo abbrivio contano i movimenti cosiddetti sovranisti per raggiungere la maggioranza in seno al prossimo Parlamento europeo, fino a scardinare il tradizionale duopolio popolare e socialista.<\/p>\n<p>L\u2019argomento forte del sovranismo \u00e8 che le frontiere degli Stati membri costieri (Grecia, Malta, Italia, Francia, Spagna) sono le frontiere esterne dell\u2019Unione. La loro protezione pesa in prima battuta sullo stato interessato e, in solido, sull\u2019Unione nel suo insieme. Di qui l\u2019appello alla solidariet\u00e0 europea o, in caso di silenzio, il grido \u201cl\u2019Europa ci ha lasciati soli\u201d. Segue l\u2019imperativo ad adoperarsi da soli: stringendo intese bilaterali con i Paesi di provenienza e di transito dei flussi; dirottando i flussi verso altre destinazioni europee (il caso Aquarius); aprendo i porti nazionali in funzione della bandiera della nave soccorso (le Ong straniere respinte, le navi militari nazionali accolte giocoforza).<\/p>\n<p><strong>La mancanza di una strategia europea condivisa, pur possibile<br \/>\n<\/strong>Manca una strategia europea condivisa. Si susseguono i vertici dei Ventotto in cerca della pietra filosofale. Si moltiplicano, insieme, i richiami alla vocazione umanitaria dell\u2019Europa e all&#8217;esigenza di tutelare, costi quel che costi, le frontiere e le identit\u00e0 nazionali che si temono minacciate. Un quadro disordinato dove qualsiasi iniziativa, anche la pi\u00f9 scomposta, pare avere diritto di cittadinanza. Occorrerebbe una regia europea che non si intravede. Difficile aspettarla da una Commissione a fine mandato, difficile aspettarla da un Consiglio europeo prigioniero della regola del consenso. Le risposte nazionali sono quasi le sole ascoltate dal grande pubblico.<\/p>\n<p>Una risposta comune sarebbe possibile. Una rete di accordi (partenariati) con i Paesi di origine e di transito, una programmazione dei flussi in relazione alla decrescita demografica europea, un mix di fermezza e solidariet\u00e0 nell&#8217;accoglienza, una efficace politica dei rimpatri, il contrasto senza mezzi termini ai contrabbandieri di persone, regole stringenti sui soccorsi. Soprattutto vigilanza sui fatti del mondo e nel caso intervento anche militare nelle crisi che possono generare i flussi.<\/p>\n<p><strong>Il lavorio diplomatico delle Nazioni Unite<\/strong><br \/>\nIn sede multilaterale prosegue il lavorio diplomatico. Le Nazioni Unite hanno in agenda i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/migranti-global-compact-negoziati\/\"><strong><em>global compacts<\/em><\/strong><\/a>, gli accordi globali concernenti i rifugiati e le migrazioni. Lo scopo \u00e8 di trovare il punto di convergenza tra gli Stati membri su principi e obiettivi delle politiche migratorie. Poich\u00e9 a New York sono rappresentati sia i Paesi di emigrazione sia quelli di immigrazione, le conclusioni dovrebbero impegnare la comunit\u00e0 internazionale nella sua interezza.<\/p>\n<p>Il dibattito include considerazioni umanitarie, in particolare se riferite alle migrazioni provocate da situazioni di guerra e dal mancato sviluppo. A questo afferiscono le migrazioni cosiddette climatiche e la tutela dei diritti umani. La cooperazione multilaterale serve a comprendere quali siano gli stimolatori (<em>drivers<\/em>) delle migrazioni: la mancanza di opportunit\u00e0 di lavoro, le difficolt\u00e0 del vivere in certi Paesi, gli squilibri economici, le crisi agricole e ambientali, il mancato rispetto dei diritti umani fondamentali. Emergono poi \u201cle questioni nella questione\u201d, che vanno dall&#8217;annoso problema della fuga da Paesi dove lo stato non tutela dalle cosiddette \u201csparizioni forzate\u201d alla protezione rafforzata da riconoscere a minori e donne migranti.<\/p>\n<p><strong>Un problema da affrontare alla fonte<\/strong><br \/>\nIn questo quadro, in omaggio ai principi del multilateralismo sottesi all&#8217;azione esterna (art. 21 Tue), Commissione, Consiglio e Parlamento europei fanno riferimento all\u2019Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (A\/Res\/70\/1) e, nel 2017, adottano la dichiarazione \u201c<em>Nuovo consenso europeo in materia di sviluppo &#8211; il nostro mondo, la nostra dignit\u00e0, il nostro futuro<\/em>\u201d. Sostengono che il tema migratorio va affrontato alla fonte: nei Paesi di provenienza dei flussi attraverso la politica di sviluppo per rimuovere i ritardi economici.<\/p>\n<p>La cooperazione allo sviluppo \u00e8 cos\u00ec intesa come strumento utile a combattere specificamente la migrazione irregolare, mentre in senso pi\u00f9 ampio si ritiene che la migrazione vada consolidata quale aspetto fondamentale del dialogo politico esterno dell\u2019Ue. E\u2019 il tipico approccio democratico alle relazioni internazionali, che l\u2019Unione persegue pur scontando il difficile rapporto con regimi che di democratico hanno assai poco. Ecco perch\u00e9 l\u2019Unione cerca di ampliare il campo degli interlocutori locali: non solo i governi ma anche le societ\u00e0 civili ed il settore privato. Tale approccio risponde peraltro alle chiare indicazioni di fonte Onu (incluso l\u2019Alto Commissariato per i diritti umani) e Oil.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;approccio multilaterale \u00e8 umanitario, quello nazionale securitario<\/strong><br \/>\nIn ambito multilaterale dunque, l\u2019approccio alle migrazioni \u00e8 marcatamente umanitario (<em>human rights oriented<\/em>) e considera in priorit\u00e0 gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. I profili di sicurezza sono sostanzialmente lasciati alle valutazioni degli Stati membri.<\/p>\n<p>L\u2019Unione gode dello status di mero osservatore ai lavori dell\u2019Onu. La dimensione esterna\u00a0 delle politiche dell\u2019immigrazione dell\u2019Unione, con l\u2019inserimento delle stesse nella cooperazione allo sviluppo, comporta la competenza solo <em>parallela <\/em>dell\u2019Unione stessa, che quindi non preclude agli Stati membri di esercitare la propria.<\/p>\n<p>Sul piano procedurale infine, i <em>Global Compacts <\/em>sono concepiti come un insieme di regole prive di natura giuridica vincolante. L\u2019Unione pertanto non concluder\u00e0 un vero e proprio <em>accordo <\/em>con l&#8217;Onu attraverso la procedura \u00a0ordinaria di cui all\u2019art. 218 Tfue. La Commissione propone comunque che il Consiglio la autorizzi a rappresentare l\u2019Unione alla conferenza finale per approvare il testo a nome dell\u2019Unione ed a titolo di altre basi giuridiche previste dai trattati (cooperazione allo sviluppo o politiche dell\u2019immigrazione).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fenomeno delle migrazioni tocca una sensibilit\u00e0 profonda dell\u2019Europa: la ricerca dell\u2019identit\u00e0 perduta a cospetto dei sani propositi che abbondano nel Trattato sull\u2019Unione europea. Sul punto, l\u2019Unione sconta la sottovalutazione politica ed il vuoto giuridico. 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