{"id":70424,"date":"2018-07-22T18:10:39","date_gmt":"2018-07-22T16:10:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70424"},"modified":"2018-07-22T18:39:58","modified_gmt":"2018-07-22T16:39:58","slug":"diritti-umani-liu-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/diritti-umani-liu-cina\/","title":{"rendered":"Diritti umani: Li\u00fa, ombre cinesi sulle libert\u00e0 fondamentali"},"content":{"rendered":"<p>Tra le motivazioni sostenute dal <em>Nobelkomit\u00e9 <\/em>norvegese nell\u2019assegnare il riconoscimento per la pace all\u2019attivista cinese <strong>Li\u00fa Xi\u01ceob\u014d<\/strong> (2010), c&#8217;\u00e8 l\u2019impegno come \u201c<em>forte portavoce della battaglia per la diffusione dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/07\/la-cina-dei-diritti-umani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>diritti umani<\/strong><\/a><\/em>&#8220;, questione insoluta e drammatica in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/cina-sfratti-abusi-pechino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Cina<\/strong><\/a>. A un anno dalla scomparsa, lo scrittore Yedu ha ricordato su <em>amnesty.org<\/em> che \u201d<em>con il suo intelletto e il suo fascino era un ponte tra intellettuali e attivisti di base<\/em>\u201d. Attivo nelle proteste di Piazza Tienanmen (1989), la vita di\u00a0Li\u00fa \u00e8 stata segnata dalla repressione delle autorit\u00e0 cinesi che, nel 1996, lo condannarono a una pena di tre anni da scontare in <em>laogai<\/em>, il sistema dei campi di lavoro forzato denunciati dal Congresso statunitense (mozione 294\/2005) ed in seguito dal Parlamento europeo e dal Bundestag tedesco, fino all\u2019avvenuta abolizione nel 2013.<\/p>\n<p><strong>Li\u00fa<\/strong> fu l&#8217;iniziatore di <em>Charta 08<\/em> (2008), manifesto sottoscritto da 303 attivisti e intellettuali cinesi in occasione del 60\u00b0 anniversario della <em>Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo<\/em>, per promuovere il rispetto dei diritti umani e la democratizzazione nel Paese. Dopo il silenzio della comunit\u00e0 internazionale, negli scorsi giorni, <em>a latere<\/em> dall\u2019incontro tra il premier cinese L\u01d0 K\u00e8qi\u00e1ng e la cancelliera tedesca Angela <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/01\/le-relazioni-militari-tra-cina-ed-europa-dinamiche-attuali-e-prospettive\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Merkel<\/strong><\/a>, \u00e8 stata accolta in Germania la poetessa\u00a0<strong>Li\u00fa<\/strong><strong> Xia<\/strong>, moglie di Li\u00fa Xi\u01ceob\u014d, che da otto anni si trovava agli arresti domiciliari in Cina. La <em>partnership<\/em> sino-tedesca produrr\u00e0 progressi sul fronte della salvaguardia dei diritti e delle libert\u00e0 fondamentali della persona? Finora nelle strategie economico-commerciali del governo cinese, in cerca di alleati in Europa per contrastare i dazi statunitensi e sostenere la <em>One<\/em> <em>Belt<\/em> <em>One<\/em> <em>Road<\/em>\u00a0<em>Initiative<\/em> (Obor), l\u2019osservanza di condizioni fondanti la stessa cooperazione internazionale, <em>in primis<\/em> il rispetto dei diritti, \u00e8 stata largamente elusa.<\/p>\n<p><strong>La ragnatela della repressione cinese<br \/>\n<\/strong>La stessa inviolabilit\u00e0 delle libert\u00e0 fondamentali riconosciute dalla Costituzione cinese &#8211; di stampa e parola (art.35), credo religioso (36), dignit\u00e0 personale (38) e critica alle autorit\u00e0 (41) &#8211; \u00e8 stata sovente oggetto di deroghe, come dimostra l\u2019arresto nel 2015 dell\u2019attivista Quin Yongmin, riformista e promotore della democrazia liberale, alla guida di <em>Human Rights Watch China<\/em>, incarcerato per \u201csovversione dell\u2019ordine statale\u201d e di recente condannato a 13 anni di reclusione.<\/p>\n<p>L\u2019impianto legislativo cinese, sotto la presidenza di Xi Jinping, ha potenziato il controllo nell\u2019apparato istituzionale e nella societ\u00e0 civile: colpendo \u201cmosche e tigri\u201d, ossia funzionari e vertici burocratici, secondo lo slogan di una campagna anti-corruzione (2014), il governo mira a riformare la <em>governance<\/em> della giustizia cinese, adottando il principio dello <em>yifa zhiguo <\/em>(<em>\u201camministrare attraverso la legge\u201d<\/em>), orientato ad una maggiore trasparenza. Tuttavia, la dipendenza del sistema giudiziario dal potere esecutivo e l\u2019inasprimento delle leggi sulla sicurezza nazionale, mirano &#8220;ad evitare che sorga qualsiasi problema suscettibile di minacciare il regime&#8221;, spiega a <em>Le Figaro<\/em> Samantha Hoffman, ricercatrice del <em>Mercator Institute for China Studies<\/em>, aggiungendo che &#8220;<em>oggi le tecnologie forniscono mezzi pi\u00f9 efficaci&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 di watchdog da parte di cittadini e Ong sono sotto il pervasivo &#8216;occhio&#8217; delle autorit\u00e0: oltre alla frequente censura di blog e social network, gli oltre 900 milioni di utenti WeChat, principale applicazione di messaggistica cinese, dovranno sottostare a nuove condizioni sul trattamento dei dati personali (settembre 2017), mentre le indagini condotte dall\u2019intelligence stanno portando all\u2019arresto di intellettuali e attivisti impegnati sul web nella difesa dei diritti umani e civili, come Huang Qi (64tianwang.com), Liu Feiyue (Minsheng Guancha) e Zhen Jianghua (Network of Chinese Human Rights Defenders).<\/p>\n<p>Lo scorso maggio, in occasione della sua visita a Pechino, Angela Merkel ha incontrato le consorti di Wang Quanzhang, avvocato ed esponente del Chinese New Citizens&#8217; Movement, spesosi a tutela dei perseguitati seguaci del Falun Gong (disciplina spirituale considerata, nel regolamento approvato quest\u2019anno dal Consiglio di Stato, \u201cun culto malvagio per indebolire il rispetto della legge\u201d) e del suo difensore Yu Wensheng, detenuto anch\u2019egli in attesa di giudizio. &#8220;<em>L&#8217;escalation della repressione nella Cina di oggi suscita serie preoccupazioni per il suo benessere<\/em>&#8220;, ha denunciato al Guardian l\u2019attivista Michael Caster. Una realt\u00e0 ignota a larga parte dell\u2019opinione pubblica occidentale.<\/p>\n<p><strong>Diritti negati, un puzzle geopolitico<br \/>\n<\/strong>In chiusura della 38\u00b0 sessione del Consiglio Onu per i Diritti umani, l\u2019Alto Commissario Zeid Ra\u2019ad al-Hussein ha criticato la Cina per aver negato l\u2019acceso ai rappresentanti del suo Ufficio nelle regioni autonome del Tibet e dello Xinjiang, \u201c<em>territori nei quali la situazione dei diritti umani \u00e8 in costante e rapido peggioramento<\/em>\u201d. Secondo le Nazione Unite, molti episodi di autoimmolazione (sei lo scorso anno, 152 nell\u2019ultimo decennio), sono conseguenza dei reiterati soprusi subiti dall\u2019etnia tibetana \u201c<em>anche a causa di tassi significativamente pi\u00f9 alti di povert\u00e0, discriminazione etnica e ricollocazioni forzate<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Nei \u201ccampi di rieducazione politica\u201d dello Xinjiang, la minoranza turcofona e islamica degli Uiguri, accusata di radicalismo religioso, \u00e8 minacciata da rimpatri forzati e rigidi \u201cregolamenti anti-estremismo\u201d, lesivi delle libert\u00e0 fondamentali.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento cinese si perpetua anche nelle sedi istituzionali internazionali. Nelle scorse settimane, il <em>New York Times<\/em> ha stigmatizzato la posizione assunta dai diplomatici cinesi e russi, che propongono di ridurre il numero di operatori impegnati nella salvaguardia dei diritti umani, nella prevenzione degli abusi sessuali e degli <em>gender affairs<\/em> nelle missioni Onu di peacekeeping.<\/p>\n<p>Le preoccupazione intorno ad un possibile asse Mosca-Pechino, autoritario e liberticida, \u00e8 suffragata da posizioni comuni assunte in Consiglio di Sicurezza, come il veto sulle sanzioni da comminare alla Siria per l\u2019uso di armi chimiche e la condanna dei crimini contro l\u2019umanit\u00e0 commessi dal governo birmano ai danni della minoranza islamica dei Rohingya\u00a0. \u201d<em>Mentre alti funzionari delle Nazioni Unite descrivevano la campagna militare come &#8220;pulizia etnica&#8221;, i media di Stato cinesi<\/em> \u2013 denuncia <em>Human Rights Watch<\/em> -, <em>la sostenevano come una ferma risposta ai &#8220;terroristi islamici&#8221;\u201d.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le motivazioni sostenute dal Nobelkomit\u00e9 norvegese nell\u2019assegnare il riconoscimento per la pace all\u2019attivista cinese Li\u00fa Xi\u01ceob\u014d (2010), c&#8217;\u00e8 l\u2019impegno come \u201cforte portavoce della battaglia per la diffusione dei diritti umani&#8220;, questione insoluta e drammatica in Cina. 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