{"id":70458,"date":"2018-07-26T12:17:03","date_gmt":"2018-07-26T10:17:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70458"},"modified":"2018-07-29T09:19:38","modified_gmt":"2018-07-29T07:19:38","slug":"kosovo-giovani-sognano-poter-viaggiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/kosovo-giovani-sognano-poter-viaggiare\/","title":{"rendered":"Kosovo: tra i giovani che sognano di poter viaggiare"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>Kosovo<\/strong>, ultimo Paese europeo a dichiarare la propria <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/serbia-riflessi-riconoscimento-kosovo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">indipendenza<\/a>, sta ancora affrontando un processo di <em>state-building<\/em>, a dieci anni dalla propria nascita. Le istituzioni internazionali svolgono ad oggi un ruolo decisivo nella messa a punto delle politiche pubbliche e coadiuvano il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/kosovo-successo-dei-guerriglieri-rebus-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">governo<\/a> di Pristina, <em>de facto <\/em>indipendente e sovrano, nell\u2019affrontare varie criticit\u00e0, spesso di natura prettamente economica.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 i kosovari albanesi rappresentino la maggioranza della popolazione &#8211; il 92,9% del totale -, <strong>numerose minoranze etniche<\/strong> sono presenti all\u2019interno del Paese, come i serbi (localizzati in particolare nella parte settentrionale del Kosovo e in varie enclavi come il quartiere nord di Rahovec\/Orahovac, Velika Ho\u010da e Gra\u010danica), ma anche i cosiddetti <em>rae<\/em>, ossia i rom, gli ashkali e gli egiziani, i turchi, i bosniaci e i gorani. Una differenza non trascurabile tra tali etnie \u00e8 il culto religioso; la maggioranza degli albanesi kosovari \u00e8 di fede musulmana sunnita, ma anche il sufismo Bektashi risulta praticato.<\/p>\n<p>Il Kosovo \u00e8 anche uno dei Paesi pi\u00f9 giovani d\u2019Europa, con <strong>il 53% della popolazione sotto i 25 anni<\/strong>. I giovani sono costretti a fare i conti con un alto tasso di disoccupazione, l\u2019impossibilit\u00e0 di viaggiare liberamente \u2013 appena 38 Paesi al mondo hanno liberalizzato i visti per i kosovari &#8211; e un forte senso di frustrazione e disillusione per una vita soddisfacente nel proprio Paese.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019economia che non decolla<\/strong><br \/>\n<strong>Uno dei pi\u00f9 alti tassi di disoccupazione<\/strong> in Europa si trova proprio in Kosovo. Secondo i <a href=\"http:\/\/databank.worldbank.org\/data\/reports.aspx?source=2&amp;series=SL.UEM.1524.NE.ZS&amp;country=XKX\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><u>dati<\/u> della Banca Mondiale<\/a>, il 27,5% della popolazione non aveva un lavoro nel 2016. Il tasso di disoccupazione giovanile desta ancora pi\u00f9 preoccupazione: in una societ\u00e0 giovane come quella kosovara, il 52,4% dei cittadini tra i 15 e i 24 anni \u00e8 senza un\u2019occupazione.<\/p>\n<p>A questi dati si unisce il Pil pro capite per potere d\u2019acquisto che non raggiunge gli 11 mila dollari annui, il che fa del Kosovo uno dei Paesi pi\u00f9 poveri d\u2019Europa e del mondo. Gli investimenti diretti esteri (Ide) che potrebbero rilanciare l\u2019economia kosovara non sono sufficienti: non solo \u00e8 difficile distinguere gli Ide veri e propri dagli investimenti della diaspora, ma il Paese non riesce ancora ad attirare un forte flusso di investimenti.<\/p>\n<p>Parte degli Ide \u00e8 inoltre politicamente motivata: se la <strong>Germania<\/strong> ha interesse a estendere la propria influenza su tutta la penisola balcanica, la <strong>Turchia<\/strong> sta portando avanti un progetto politico di \u201cneo-ottomanesimo\u201d, ossia la proiezione di Ankara nei territori che, un tempo, facevano parte dell\u2019Impero Ottomano.<\/p>\n<p>Rilanciare l\u2019economia \u00e8 quindi complesso e a farne le spese sono le categorie pi\u00f9 giovani, che difficilmente riescono a inserirsi nel mercato del lavoro e, al contempo, hanno altrettante difficolt\u00e0 nel ricercare un\u2019occupazione all\u2019estero.<\/p>\n<p><strong>La memoria della guerra<\/strong><br \/>\nLa citt\u00e0 simbolo del Kosovo \u00e8 certamente <strong>Mitrovica<\/strong>, con il fiume Ibar che la taglia orizzontalmente diventando un vero e proprio confine naturale. A sud gli albanesi, a nord i serbi. Sul ponte di Austerlitz (<em>in foto<\/em>), anch\u2019esso emblema della citt\u00e0, i <strong>carabinieri<\/strong> appartenenti all\u2019Msu (<em>Multinational Specialized Unit<\/em>) della <strong>Nato<\/strong> cercano di mantenere la situazione sotto controllo, di concerto con la polizia kosovara. Seppure le tensioni si siano notevolmente ridotte rispetto agli anni passati, non \u00e8 raro che vi siano ancora provocazioni da entrambe le parti del ponte.<\/p>\n<p>Le ultime, in ordine cronologico, sono state alcune manifestazioni spontanee organizzate da studenti serbi alla fine dell\u2019anno scolastico, che si sono risolte in breve tempo e senza che la situazione generale degenerasse.<\/p>\n<p>A Mitrovica nord \u00e8 presente l\u2019Universit\u00e0 di Pristina, che nulla ha a che vedere con l\u2019omonima universit\u00e0 che si trova nella capitale. La prima, infatti, era la vecchia universit\u00e0 jugoslava che durante la guerra fu abbandonata e nel 2001 fu spostata a Mitrovica nord su decisione del governo serbo. All\u2019interno dell\u2019universit\u00e0, i militari armati non sono ammessi. I membri dello staff, nel momento in cui vedono la presenza di uomini armati, seppur legittimamente, richiedono agli stessi di poter uscire dalle sedi dell\u2019universit\u00e0. I ricordi del conflitto, di cui gli studenti universitari hanno certamente memoria, sono una ferita che \u00e8 ancora troppo fresca, a nord dell\u2019Ibar come a sud.<\/p>\n<p><strong>La paura di essere in gabbia<\/strong><br \/>\nErmal ha 29 anni e gestisce un piccolo bar nella via principale della <em>\u00e7arshia<\/em>, il centro storico ottomano, di <strong>Gjakov\u00eb\/\u0110akovica<\/strong>, una citt\u00e0 di circa centomila abitanti nella parte occidentale del Kosovo. La via principale della <em>\u00c7arshia e Madhe<\/em>, l\u2019antico bazar, collega la <em>tekke<\/em> di Sheik Emin, luogo di culto della comunit\u00e0 sufi, alla moschea Hadum, costruita alla fine del XVI secolo, ed \u00e8 ricca di bar gestiti tutti da ragazzi come Ermal.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 grande frustrazione per i giovani \u00e8 dover rimanere bloccati in Kosovo, senza la possibilit\u00e0 di viaggiare e conoscere Paesi e culture lontani.<\/p>\n<p>La mancata <strong>liberalizzazione dei visti<\/strong> impedisce alla maggior parte di loro di muoversi liberamente per l\u2019Europa, cos\u00ec come di studiare o cercare un lavoro all\u2019estero.<\/p>\n<p>La Commissione europea ha dato un <strong>parere positivo<\/strong> sulla liberalizzazione dei visti il 18 luglio scorso; ma si tratta solo di un passaggio che dovr\u00e0 ancora essere approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell\u2019Unione. Proprio tra gli Stati membri, l\u2019ostacolo \u00e8 rappresentato da quei Paesi, ancora scettici, che temono che la liberalizzazione dei visti possa aprire le porte a un forte flusso migratorio incontrollato dal Kosovo. E cos\u00ec, ad oggi, l\u2019accesso alle universit\u00e0 straniere avviene spesso grazie a parenti che gi\u00e0 vivono all\u2019estero o a doppie cittadinanze e, quindi, doppi passaporti.<\/p>\n<p>Ma la maggioranza dei giovani non possiede questa fortuna e quando si entra in confidenza con loro non \u00e8 raro sentire, come Ermal ha detto nel momento degli arrivederci, l\u2019augurio di incontrarsi \u201cin una prossima vita\u201d.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Nicola Cavallotti<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Kosovo, ultimo Paese europeo a dichiarare la propria indipendenza, sta ancora affrontando un processo di state-building, a dieci anni dalla propria nascita. 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