{"id":70471,"date":"2018-07-27T07:21:37","date_gmt":"2018-07-27T05:21:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70471"},"modified":"2018-07-31T06:50:41","modified_gmt":"2018-07-31T04:50:41","slug":"politica-estera-italia-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/politica-estera-italia-internazionale\/","title":{"rendered":"Politica estera: quale collocazione internazionale per l&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Una recente intervista del vice-premier e ministro dell&#8217;Interno Matteo Salvini e l&#8217;imminente visita a Washington del presidente del Consiglio Giuseppe Conte ripropongono il tema della <strong>collocazione internazionale<\/strong> dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> ai tempi del Governo del cambiamento.<\/p>\n<p>E\u2019 comprensibile che il drammatico mutamento di alcuni dati caratterizzanti il contesto internazionale proponga una sfida inedita per la definizione dei mezzi pi\u00f9 adeguati per tutelare i nostri <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/italia-strategia-interesse-nazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>interessi nazionali<\/strong><\/a> (sempre che si riesca a trovare un&#8217;intesa sulla individuazione di tali interessi).<\/p>\n<p><strong>I nuovi dati del contesto internazionale<\/strong><br \/>\nCi troviamo infatti in presenza di una nuova <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/trump-italia-no-relazione-privilegiata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Amministrazione americana<\/strong><\/a>, che, a parte l&#8217;endemica imprevedibilit\u00e0, rimette in discussione sistemi consolidati di regole e alleanze tradizionali, in nome dell&#8217;unico criterio ispiratore dell&#8217;America First. Di una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/campagna-russia-elezioni-euroscetticismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Russia<\/strong><\/a> alla ricerca di un ritrovato protagonismo sulla scena internazionale, che viola principi fondanti delle relazioni fra Stati e verosimilmente interferisce nelle nostre vicende politiche interne, ma resta un partner irrinunciabile per la gestione di crisi regionali. Di una <strong>Cina<\/strong> sempre pi\u00f9 destinata ad assumere un ruolo di grande potenza globale, in apparenza convinta sostenitrice di regole condivise per il governo della mondializzazione, in realt\u00e0 ancora protetta da un capitalismo di Stato che rende problematico l&#8217;accesso al suo mercato. Di un <strong>arco di crisi<\/strong>, di conflitti e di fattori di instabilit\u00e0 ai nostri confini orientali e soprattutto meridionali, che mettono a rischio la nostra sicurezza. E infine, last but not least, di un&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/italia-ue-contratto-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Europa<\/strong><\/a> che risente ancora dei contraccolpi della grande crisi economica e finanziaria, che stenta a definire risposte condivise al fenomeno dei flussi migratori, che da punto di riferimento irrinunciabile \u00e8 diventata fattore di divisione e di polemica.<\/p>\n<p><strong>La scelta degli interessi nazionali e la loro tutela<\/strong><br \/>\nScontato quindi che in presenza di un quadro cos\u00ec complesso e instabile ci si interroghi su che cosa conviene all&#8217;Italia, su quali scelte di campo consentano di tutelare meglio i nostri interessi. Ma occorre farlo a ragion veduta, tenendo conto delle nostre caratteristiche di media potenza regionale, dei nostri punti di forza ma anche e soprattutto dei nostri limiti e delle nostre debolezze strutturali (una crescita pi\u00f9 debole dei nostri partner europei, un debito pubblico che condiziona le nostre capacit\u00e0 di fare ricorso a politiche fiscali espansive, una produttivit\u00e0 al di sotto della media europea, un sistema di regole e di burocrazia che penalizza imprese e investimenti).<\/p>\n<p>\u00c8 corretto quindi cercare di vedere quali opportunit\u00e0 presenti per noi il nuovo contesto internazionale. Ma senza dimenticare le sfide e le complessit\u00e0 di un quadro dove sono venute meno le certezze di un tempo. E soprattutto nella consapevolezza che la crisi di un sistema internazionale basato su regole convinse e istituzioni internazionali riconosciute, e il ritorno degli Stati nazione e dei nazionalismi, pongono \u00a0noi pi\u00f9 problemi che opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto con l&#8217;America<\/strong><br \/>\nNel rapporto con l&#8217;America di Trump non credo che ci convenga tentare la vecchia, \u00e8 un po&#8217; logora, carta dell&#8217;asse privilegiato o dell&#8217;intesa diretta al di fuori del nostro sistema di alleanze. E ancora una volta nella consapevolezza che le misure protezionistiche di Trump e i conseguenti rischi di guerre commerciali colpiranno direttamente o indirettamente nostri interessi vitali di Paese esportatore. Che le imminenti sanzioni Usa contro l&#8217;Iran, oltre a innescare una probabile corsa al riarmo nucleare nella regione, colpiranno ugualmente i legittimi interessi di banche e imprese italiane. Che la decisione americana di riconoscere Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele non contribuir\u00e0 alla ricerca di un accordo di pace fra israeliani e palestinesi. Ed infine che \u00e8 giusto salutare la ripresa di un dialogo fra Usa e Russia, se servir\u00e0 ad allentare le tensioni, ridurre i rischi di una nuova guerra fredda e magari avviare una nuova stagione di negoziati sulla riduzione degli armamenti nucleari in Europa. Ma purch\u00e9 tutto questo avvenga in un quadro di trasparenza e chiarezza, possibilmente di concertazione fra alleati e senza delegittimare i propri apparati di sicurezza nazionale.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto con la Russia<\/strong><br \/>\nNel rapporto con la Russia di Putin \u00e8 ugualmente legittimo stimolare una riflessione fra partners e alleati sulla opportunit\u00e0 ( e le relative condizioni) di una normalizzazione delle relazioni. Ma sarebbe velleitario e controproducente pensare di poter assumere iniziative nazionali isolate e magari in controtendenza rispetto a partners e alleati. Nella consapevolezza che il tema del rapporto con la Russia (con buona pace di Trump) resta di altissima sensibilit\u00e0 non solo a Washington (come confermato dalle reazioni del Congresso e dei media al recente vertice di Helsinki) ma anche in numerose capitali europee.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto con l&#8217;Europa<\/strong><br \/>\nE infine resta la questione del nostro rapporto con l&#8217;Europa. E su questo nell&#8217;attesa di capire quale sar\u00e0 la linea che finir\u00e0 per prevalere nel Governo, si dovrebbe essere consapevoli che se \u00e8 pi\u00f9 che legittimo mantenere un atteggiamento di vigile critica, sarebbe altrettanto sbagliato persistere con una posizione aprioristicamente negativa. Tutto compreso la dimensione europea continua a convenirci, cos\u00ec come continua a convenirci un&#8217;Unione europea autorevole e in grado di far valere le proprie ragioni.<\/p>\n<p>Ci conviene rafforzare la governance dell&#8217;Euro ( possibilmente senza evocare cigni neri o piani B); ci conviene una Ue che difenda i nostri interessi commerciali; ci conviene una Ue che tuteli concorrenza e apertura dei mercati (anche contro i giganti del web); ci conviene una Ue che. grazie anche alle opportunit\u00e0 del grande mercato interno, ci aiuti a stimolare competitivit\u00e0 e produttivit\u00e0. Occorrer\u00e0 sapersi muovere in Europa scegliendo con attenzione le nostre priorit\u00e0 e le cose da chiedere a partners e istituzioni europee, attrezzandoci sul piano interno per garantire affidabilit\u00e0 e credibilit\u00e0 alle nostre legittime richieste ed infine puntando su un sistema efficace di alleanze da costruire guardando soprattutto ai nostri interessi di fondo piuttosto che ad effimere affinit\u00e0 ideologiche.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 una versione estesa dell&#8217;articolo dello stesso autore comparso su La Stampa il 26\/07\/2018<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una recente intervista del vice-premier e ministro dell&#8217;Interno Matteo Salvini e l&#8217;imminente visita a Washington del presidente del Consiglio Giuseppe Conte ripropongono il tema della collocazione internazionale dell&#8217;Italia ai tempi del Governo del cambiamento. 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