{"id":70493,"date":"2018-07-29T09:20:30","date_gmt":"2018-07-29T07:20:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70493"},"modified":"2018-07-29T09:56:35","modified_gmt":"2018-07-29T07:56:35","slug":"africa-sviluppo-stabilita-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/africa-sviluppo-stabilita-migranti\/","title":{"rendered":"Africa: approccio complessivo a sviluppo, stabilit\u00e0, migranti"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo una sintesi, a cura dell\u2019ambasciatore Maurizio Melani, del Dialogo diplomatico &#8216;Per un approccio complessivo allo sviluppo ed alla stabilit\u00e0 dell&#8217;Africa e al fenomeno migratorio&#8217;, organizzato il 18 giugno 2018 dal <a href=\"https:\/\/www.esteri.it\/mae\/it\/ministero\/associazioni\/circolostudidiplomatici.html\"><strong>Circolo di Studi diplomatici<\/strong> <\/a>e introdotto dal ministro plenipotenziario Giuseppe Mistretta, direttore dentrale per l\u2019Africa Sub Sahariana e vice-direttore generale vicario della Direzione generale della Mondializzazione del Ministero degli Esteri, e dal orofessor Jean L\u00e9onard Touadi, docente di Geografia dello sviluppo in Africa all\u2019Universit\u00e0 Tor Vergata, co-presidente del Centro Relazioni con l\u2019Africa della Societ\u00e0 geografica e gi\u00e0 deputato al Parlamento italiano.<\/em><\/p>\n<p>Il <strong>Dialogo<\/strong> ha preso le mosse dalla consapevolezza della necessit\u00e0 e dell\u2019urgenza di un approccio coordinato e complessivo ai problemi dello sviluppo e della stabilit\u00e0 dell&#8217; <strong>Africa<\/strong>, al quale i flussi migratori verso l\u2019Europa conferiscono una rinnovata drammatica attualit\u00e0.<\/p>\n<p>Il prodotto interno lordo africano complessivo \u00e8 cresciuto in modo sostenuto nel primo decennio di questo secolo. Vi \u00e8 stata una riduzione complessiva della povert\u00e0 assoluta, scesa dal 60% della popolazione nel 1993 al 40% nel 2010. In alcuni paesi come Etiopia, Ghana, Botswana e in alcune fasi Angola e Mozambico l&#8217;aumento del Pil \u00e8 stato a due cifre. Il rallentamento, poi intervenuto in larga parte a causa della crisi mondiale, sembra in corso di superamento.<\/p>\n<p><strong>Una crescita squilibrata con emerginazioni ed esclusioni<\/strong><br \/>\nMa si \u00e8 trattato di una<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/africa-impatto-spessore-libero-scambio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong> crescita<\/strong><\/a> squilibrata con ampi fenomeni di emarginazione ed esclusione, spesso su base etnica o percepita come tale considerata la natura prevalente degli Stati africani e delle loro composizioni sociali, E&#8217; stata inoltre una crescita impedita o frenata in molte parti da conflitti, cambiamenti climatici, processi di desertificazione accentuati da investimenti con gravi impatti ambientali.<\/p>\n<p>I fattori di questa crescita dell&#8217; Africa sono molteplici. In primo luogo gli investimenti esteri, inclusi quelli di affluenti diaspore che hanno stimolato anche quelli interni, favoriti da nuove politiche economiche che hanno superato le chiusure e i sostanziali monopoli dei tempi post-coloniali e della Guerra Fredda. Le aperture democratiche degli Anni Novanta con un ritrovato pluripartitismo, spesso per\u00f2 su base etnica, ed elezioni a volte sfociate in nuovi conflitti, si sono unite a forme di economia di mercato funzionali agli incipienti processi di globalizzazione.<\/p>\n<p>Questi investimenti dall\u2019estero hanno continuato ad essere soprattutto nel settore primario, minerario e agricolo, come in epoca coloniale, ed ora anche nei servizi, ma con nuovi attori: le ex-potenze coloniali, gli Stati Uniti ed altri Paesi dell&#8217;Ocse, ma anche soprattutto la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/africa-cina-italia-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Cina<\/strong><\/a> e poi i Paesi del Golfo, l&#8217;India e il Brasile. Recentemente, dopo che l&#8217;industrializzazione asiatica trainata dalla globalizzazione ha fatto crescere consumi e costo del lavoro, investimenti sono per\u00f2 giunti anche nel settore manifatturiero, dalla Cina, ma anche da altri paesi di Europa, Asia e Americhe. E&#8217; questo il settore, accanto a quello della sicurezza alimentare, che produce pi\u00f9 occupazione, reddito diffuso e trasformazioni sociali ed \u00e8 quindi quello pi\u00f9 funzionale allo sviluppo, soprattutto se in grado di determinare un indotto gestito da una imprenditoria locale. Come lo sono le rimesse degli emigranti.<\/p>\n<p><strong>Le prospettive demografiche<\/strong><br \/>\nLa necessit\u00e0 di uno sviluppo pi\u00f9 equilibrato e sostenibile in Africa si misura sulle prospettive di crescita della sua <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/mediterraneo-rebus-demografia-crescita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>popolazione<\/strong><\/a> che ora supera il miliardo di persone e potr\u00e0 raggiungere i due miliardi nel 2055. Quanto pi\u00f9 queste persone saranno prive di lavoro e redditi nel proprio Paese, tanto pi\u00f9 saranno tentate di cercare fortuna e benessere altrove. Secondo dati dell\u2019Onu, nel 2015 su 34 milioni di africani emigrati 21 milioni erano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/africa-ue-abidjan-migranti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>migranti<\/strong><\/a> interni e 13 migranti all\u2019esterno del continente, con una parte consistente peraltro verso paesi del Golfo. Prevale quindi ancora l\u2019emigrazione interna, ma quella verso l\u2019esterno \u00e8 in costante aumento.<\/p>\n<p>Tutto questo richiede un grande sforzo coordinato della comunit\u00e0 internazionale ed in primo luogo dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/africa-ue-vertice-abidjan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Europa<\/strong><\/a> o di quella parte di essa che vorr\u00e0 e sapr\u00e0 farlo, coinvolgendo anche gli altri grandi attori mondiali perch\u00e9 se \u00e8 vero che questo \u00e8 soprattutto un problema euro-africano i suoi effetti a livello globale sono evidenti. Questo piano deve potere favorire uno sviluppo sostenibile e inclusivo, privilegiando le attivit\u00e0 generatrici di occupazione e di reddito, la sicurezza alimentare e ambientale; intensificando anche la diffusione delle fonti di energia rinnovabili, il sostegno alle capacit\u00e0 di buon governo; con una attenzione all\u2019aspetto demografico, sostenendo l\u2019educazione alla maternit\u00e0 responsabile e l\u2019&#8217;empowerment&#8217; della popolazione femminile. Andranno anche riattivati canali di migrazione legali considerando le esigenze dei paesi di provenienza e di quelli di arrivo.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto con l&#8217;Europa e con l&#8217;Italia<\/strong><br \/>\nTale azione va ovviamente svolta assieme ai governi africani, trovando il modo di aiutarli a superare i loro diffusi limiti di capacit\u00e0 e di buon governo, e alle organizzazioni regionali e sub-regionali africane con in primo luogo l\u2019Unione africana. Queste carenze derivano in larga parte da come hanno avuto luogo la decolonizzazione e l\u2019insediamento di leadership che non hanno operato per superarle, durante la guerra fredda e poi con l\u2019arrivo di nuovi attori nel quadro della globalizzazione.<\/p>\n<p>L\u2019istituzione di una zona di libero scambio continentale decisa in marzo dall\u2019Ua \u00e8 un passo importante verso l\u2019integrazione economica necessaria allo sviluppo, ma occorrono le infrastrutture per renderla operativa e per questo occorrono investimenti esteri.<\/p>\n<p>In tale contesto, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/africa-italia-classifiche-investimenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong><\/a> ha un ruolo importante da svolgere purch\u00e9 vi impieghi le risorse e il capitale politico necessari, considerando le opportunit\u00e0 per il suo settore produttivo e le esigenze di approvvigionamenti energetici e di materie prime, le specificit\u00e0 delle sue preoccupazioni migratorie valorizzando le sue capacit\u00e0 ed anche il capitale umano e di credibilit\u00e0 del suo volontariato e delle presenze religiose. Sul piano politico essa dovrebbe in particolare riprendere a favorire con il coinvolgimento dell\u2019Ue le prospettive di pace recentemente apertesi tra Etiopia ed Eritrea, nonch\u00e9 la stabilizzazione in Somalia, Sud-Sudan e paesi saheliani. All\u2019interno dovrebbe migliorare le modalit\u00e0 di accoglienza e integrazione di chi arriva, al di l\u00e0 dei molti positivi esempi di convivenza esistenti.<\/p>\n<p>Un aumentato impegno globale per l\u2019Africa si \u00e8 avuto negli ultimi anni, con visite ai massimi livelli, ampliamento della rete diplomatica e maggiori stanziamenti, ancora insufficienti e il cui impiego \u00e8 inoltre limitato da carenze nelle capacit\u00e0 di spesa. l\u2019Italia \u00e8 comunque attualmente il terzo investitore estero in Africa, dopo Cina ed Emirati, con una grandissima parte degli investimenti nel settore energetico. E\u2019 da auspicare che tutto questo multiforme impegno continui e si rafforzi quantitativamente e qualitativamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo una sintesi, a cura dell\u2019ambasciatore Maurizio Melani, del Dialogo diplomatico &#8216;Per un approccio complessivo allo sviluppo ed alla stabilit\u00e0 dell&#8217;Africa e al fenomeno migratorio&#8217;, organizzato il 18 giugno 2018 dal Circolo di Studi diplomatici e introdotto dal ministro plenipotenziario Giuseppe Mistretta, direttore dentrale per l\u2019Africa Sub Sahariana e vice-direttore generale vicario [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":70497,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69,1194,906,979,441,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70493"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70493"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70493\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70498,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70493\/revisions\/70498"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70497"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70493"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70493"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70493"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}