{"id":70530,"date":"2018-08-01T15:30:38","date_gmt":"2018-08-01T13:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70530"},"modified":"2018-08-07T12:11:17","modified_gmt":"2018-08-07T10:11:17","slug":"tap-polemiche-strategia-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/tap-polemiche-strategia-italia\/","title":{"rendered":"Tap: le polemiche e la strategia energetica dell\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019avanzare della stagione balneare, \u00e8 ripreso pi\u00f9 rovente che mai il dibattito sul gasdotto transadriatico, il <strong>Tap<\/strong>, e sulla sua rilevanza nell\u2019ottica della <strong>Strategia energetica<\/strong> nazionale (Sen). Ad accenderlo, in particolare, le dichiarazioni del ministro per il Sud Barbara <strong>Lezzi<\/strong>, che ha bollato l\u2019infrastruttura come inutile per l\u2019Italia, la Puglia e il Salento &#8211; zona turistica per eccellenza dell\u2019estate italiana -, dove la pipeline dovrebbe approdare una volta terminati i lavori. Al dibattito interno si aggiunge la dimensione internazionale, in particolare dopo le esternazioni del premier <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/conte-trump-mano\/\"><strong>Conte<\/strong> <\/a>sulla Tap &#8211; al limite dell\u2019equilibrismo &#8211; al cospetto delle esortazioni a completare l&#8217;oepra del presidente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Trump<\/strong><\/a> durante la visita a Washington. Onde evitare di avvitarsi in un dibattito dai toni puramente ideologici, occorre fare un po\u2019 di chiarezza sul tema.<\/p>\n<p><strong>Un processo di transizione energetica<br \/>\n<\/strong>L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-assenza-energia-ambiente\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> \u00e8 nel pieno di un processo di transizione energetica avviato a livello globale, che vede il nostro Paese come uno degli esempi pi\u00f9 virtuosi per quanto riguarda le politiche messe gi\u00e0 in atto. Lo dimostra, in particolare, la traiettoria nazionale verso il raggiungimento degli obiettivi 2020 fissati dalla Commissione europea.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 il terzo paese in Europa per consumi da rinnovabili e gi\u00e0 nel 2014 aveva superato la quota del 17% sui consumi totali prevista da Bruxelles. Nel 2017 le fonti rinnovabili hanno toccato quota 17.4% sui consumi di energia e contribuito al 31% di quelli di elettricit\u00e0, pur facendo registrare un leggero calo rispetto all\u2019anno precedente a causa del minore contributo dell\u2019idroelettrico. Anche per quanto riguarda le emissioni di CO<sub>2<\/sub>, tra i principali responsabili dei cambiamenti climatici in atto, gli ultimi dati indicano &#8211; nonostante una crescita nel 2017 rispetto all\u2019anno precedente &#8211; una riduzione del 17,5% rispetto ai livelli del 1990, quindi ben oltre l\u2019obiettivo del 13% fissato dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/02\/lunione-energetica-tra-passato-e-futuro-dellue\/\"><strong>Ue<\/strong><\/a> per il 2020.<\/p>\n<p>Nonostante questi risultati incoraggianti, tuttavia, i nuovi target fissati da Bruxelles per il 2030 impongono all\u2019Italia un ulteriore sforzo in materia di decarbonizzazione (+32% rinnovabili, -40% emissioni a livello europeo). E a tal fine, il governo precedente ha lanciato un ambizioso &#8211; ma quantomai dovuto &#8211; piano di phase-out del carbone da realizzarsi al 2025. Il carbone, infatti, pur contribuendo a poco meno del 10% della generazione totale nazionale, causa il 40% di tutte le emissioni del nostro settore elettrico.<\/p>\n<p><strong>Il futuro del gas naturale<br \/>\n<\/strong>In questo contesto, e alla luce di una ripresa (speriamo duratura) dell\u2019economia e dei consumi energetici nazionali &#8211; nel 2017 i consumi primari hanno fatto registrare un +1,3%, quelli elettrici un +2,1% -, \u00e8 necessario definire un piano credibile e sostenibile per supplire all\u2019uscita dal dannoso carbone.<\/p>\n<p>E se le rinnovabili sono certamente un tassello essenziale per portare avanti questa strategia (la Sen prevede un 28% di rinnovabili sui consumi complessivi, e un 55% su quelli elettrici al 2030), esse necessitano e necessiteranno per lungo tempo del contributo stabilizzatore delle centrali a gas, fondamentali quando il sole non splende e il vento non soffia. Finch\u00e9 le tecnologie di stoccaggio elettrico non saranno messe completamente a punto, la flessibilit\u00e0 dei cicli combinati a gas sar\u00e0 un elemento imprescindibile per garantire l\u2019equilibro del settore e soprattutto servizi elettrici sicuri e adeguati a cittadini e imprese.<\/p>\n<p>Non va poi sottovalutato il ruolo del gas per gli usi residenziali (riscaldamento, cucina) considerando i tempi ancora incerti per l\u2019elettrificazione di questi consumi, e il suo potenziale contributo &#8211; ovviamente in combinato con i veicoli elettrici &#8211; alla mobilit\u00e0 sostenibile, in particolare sulle lunghe distanze e per i trasporti marittimi.<\/p>\n<p><strong>Contesto internazionale incerto<br \/>\n<\/strong>L\u2019Italia dipende dall\u2019estero per il 92% delle sue forniture di gas, che sono concentrate in un numero estremamente ridotto di Paesi: Russia, Algeria e Libia, pi\u00f9 volumi provenienti dalla Norvegia e dal Mare del Nord. A ci\u00f2 si aggiunge un quota, pari circa al 10% delle importazioni, di gas naturale liquefatto.<\/p>\n<p>Tale concentrazione \u00e8 di per se un fattore di vulnerabilit\u00e0, perch\u00e9 qualsiasi tipo di <em>shock<\/em> sul lato delle forniture potrebbe mettere a serio rischio la sicurezza energetica del nostro Paese. Di qui, la necessit\u00e0 strategica di ampliare il portfolio nazionale delle fonti di approvvigionamento, anche e soprattuto attraverso il Tap, che porter\u00e0 in Italia nuovi volumi di gas (8 miliardi di metri cubi, Bcm) provenienti dall\u2019Azerbaijan.<\/p>\n<p>Il gasdotto permetter\u00e0 pertanto di ridurre l\u2019altissima dipendenza dalla Russia, che seppure estremamente affidabile, copre oggi il 45% delle importazioni italiane. Importazioni che, nell\u2019ottica della realizzazione di Nord Stream 2, saranno probabilmente totalmente veicolate attraverso la Germania, con possibili implicazioni non tanto dal punto di vista della sicurezza fisica degli approvvigionamenti, ma certamente sulla relativa competitivit\u00e0 commerciale rispetto al gas russo che oggi arriva in Italia attraverso l\u2019Ucraina e l\u2019Europa centro-orientale. Al contempo la disponibilit\u00e0 di nuovo gas trasportato dal Tap permetter\u00e0 all\u2019Italia di rinegoziare i contratti di fornitura con l\u2019Algeria, in scadenza nel 2019, da una posizione di maggiore forza negoziale.<\/p>\n<p>Infine, non va dimenticato il tema della reputazione, soprattutto per un governo che opera sotto la lente d\u2019ingrandimento della comunit\u00e0 internazionale. Per la realizzazione del Corridoio meridionale del gas, di cui il Tap rappresenta la sezione finale, sono previsti (e gran parte di essi gi\u00e0 stanziati) investimenti per oltre 40 miliardi di dollari che partono dall\u2019Azerbaijan &#8211; coinvolgendo Georgia, Turchia, Grecia e Albania &#8211; e dovrebbero arrivare in Italia, con implicazioni economiche e occupazionali positive anche per il nostro Paese. Bloccare nelle fasi finali un\u2019iniziativa industriale di tale portata internazionale, pur di cavalcare un approccio ideologico da campagna elettorale, \u00e8 una mossa miope ed estremamente controproducente per la realt\u00e0 italiana, per la sua sicurezza energetica e la sua credibilit\u00e0 nello scacchiere globale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019avanzare della stagione balneare, \u00e8 ripreso pi\u00f9 rovente che mai il dibattito sul gasdotto transadriatico, il Tap, e sulla sua rilevanza nell\u2019ottica della Strategia energetica nazionale (Sen). 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