{"id":70550,"date":"2018-08-03T01:02:37","date_gmt":"2018-08-02T23:02:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70550"},"modified":"2018-08-20T08:31:40","modified_gmt":"2018-08-20T06:31:40","slug":"italia-libia-governo-conte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/italia-libia-governo-conte\/","title":{"rendered":"Italia-Libia: il governo Conte e i miraggi americani"},"content":{"rendered":"<p>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/politica-estera-italia-internazionale\/\">&#8216;governo del cambiamento&#8217;<\/a> ha subito concentrato una parte significativa dei suoi sforzi sull\u2019immigrazione dalla <strong>Libia<\/strong>. Inizia ora ad emergere il profilo diplomatico e politico di tali sforzi. Esso si basa su posizioni e allineamenti europei diversi da quelli dei governi precedenti e sul lancio di intese bilaterali fra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/conte-trump-mano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Italia<\/strong> e <strong>Usa<\/strong><\/a> nel <strong>Mediterraneo<\/strong> e verso la Libia. Ha lo scopo di rafforzare il ruolo italiano in quest\u2019area a fronte degli interessi politici, economici e migratori di altri Paesi dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/italia-libia-trattato-bengasi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> non in linea con quelli italiani, segnatamente della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/libia-muore-sogno-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Francia<\/strong><\/a>. Libia e migrazioni sembrano dover innescare una fase nazionalista della nostra politica estera, per alcuni aspetti simile a quella fomentata da Gronchi e Fanfani dopo De Gasperi fra gli anni 1950 e 1960.<\/p>\n<p><strong>La percezione del ruolo della Francia<\/strong><br \/>\nIl 27 luglio il Corriere della Sera ha pubblicato un\u2019intervista di Massimo Franco al presidente del Consiglio Giuseppe Conte che accenna con chiarezza a queste tendenze. Nella parte finale dell\u2019intervista, dopo aver dichiarato che \u201cStiamo cercando di restituire centralit\u00e0 al Mediterraneo\u201d, Conte afferma che la Libia \u00e8 per l\u2019Italia \u201cuna priorit\u00e0, e l\u2019abbiamo ribadito soprattutto alla Francia, tentata da un continuo espansionismo economico e strategico a nostre spese. Ho detto a Emmanuel Macron che non avalleremo forzature e fughe in avanti \u2026\u201d.<\/p>\n<p>Non da ora l\u2019Italia si sente debole e minacciata dalla crisi della Libia, che tocca interessi economici ed energetici importanti, e dall\u2019immigrazione incontrollata che il vuoto libico le rovescia addosso. Ha sempre curato i suoi interessi e la sua sicurezza verso la Libia coltivando relazioni politiche rilevanti e privilegiate con il regime di Gheddafi, in particolare &#8211; dopo la fine della \u201cprima Repubblica\u201d \u2013 da parte dei governi Dini, Prodi, D\u2019Alema e soprattutto Berlusconi.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa francese dell\u2019intervento contro Gheddafi nel 2011 \u00e8 stata generalmente vista in Italia come un siluro contro questo ruolo privilegiato dell\u2019Italia verso la Libia. Da allora, l\u2019evoluzione della crisi in Libia e l\u2019intervento militare della Francia nel Sahel sono stati vissuti \u2013 ripete ora Conte \u2013 come il tentativo di \u201cun continuo espansionismo economico e strategico a nostre spese\u201d. Questa percezione corrisponde male alla realt\u00e0 e quindi ha portato e porta a politiche sbagliate.<\/p>\n<p><strong>Inganni e illusioni nel quadrilatero Italia-Libia-Francia-Usa<\/strong><br \/>\nCome gi\u00e0 Gronchi e Fanfani si ingannavano sulle capacit\u00e0 di mediazione dell\u2019Italia nei confronti degli arabi che essi volevano offrire agli Usa per agire come loro \u201cprocuratori\u201d (Sergio Romano) o forse proconsoli nel Mediterraneo, allo stesso modo \u00e8 stata sempre un po\u2019 esagerata la percezione del primato italiano in Libia che tanta importanza ha poi guadagnato durante la seconda repubblica e sembra ora lievitare con il &#8216;governo del cambiamento&#8217;. E ne \u00e8 risultata esagerata la minaccia a tale primato. Il desiderio della Francia di rafforzare i suoi interessi petroliferi, i suoi affari e la sua sicurezza \u00e8 legittimo. Le contraddizioni con gli interessi italiani vanno eliminate con una rafforzata politica di cooperazione all\u2019interno dell\u2019Unione europea. Una polemica fra \u201cgrandi potenze europee\u201d che richiama quelle di un mondo passato non ha senso.<\/p>\n<p>La concertazione degli interessi con la Francia in una prospettiva di comune interesse verso la Libia, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/africa-italia-classifiche-investimenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Africa<\/strong><\/a> e il Mediterraneo \u00e8 la strada che giustamente ha cercato di percorrere il governo precedente guidato da Paolo Gentiloni. A fronte di un\u2019opinione pubblica e mediatica petulantemente misogallica e nazionalista, il governo Gentiloni ha cercato di negoziare con successo un avvicinamento degli interessi e degli obbiettivi franco-italiani su importanti dossier, fra cui i cantieri navali e appunto la Libia.<\/p>\n<p>Alla fine del suo mandato ha deciso di inviare una missione in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/niger-missione-italiana-corso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Niger<\/strong><\/a> sottolineando la volont\u00e0 di cooperare con la Francia sul terreno e gettare cos\u00ec i semi di un\u2019azione europea concorde verso un teatro che \u00e8 necessariamente pi\u00f9 largo della Libia. Ugualmente Minniti, nella sua diplomazia \u201cmigratoria\u201d, si \u00e8 avvicinato quanto pi\u00f9 \u00e8 stato possibile alla Francia nella convinzione che la cooperazione europea avr\u00e0 pure dei limiti rispetto alle necessit\u00e0 italiane, ma \u00e8 la sola che pu\u00f2 portare a soluzioni solide.<\/p>\n<p><strong>Polemica anti-francese = polemica anti-europea e avvicinamento agli Usa<\/strong><br \/>\nIn generale la ravvivata polemica contro Parigi \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 evidente della pi\u00f9 ampia polemica antieuropea dell\u2019attuale governo, che rappresenta in Europa un Paese debole e isolato. Da questo isolamento l\u2019Italia pu\u00f2 uscire solo negoziando meglio la sua integrazione; difficilmente con una politica di contrapposizione o forzature.<\/p>\n<p>Il desiderio di rafforzarsi contro i rivali europei e le loro supposte soperchierie genera, come gi\u00e0 accaduto ripetutamente nel passato, un ravvicinamento dell\u2019Italia agli Stati Uniti. Perci\u00f2, il 30 luglio Conte ha incontrato Trump alla Casa Bianca in un\u2019atmosfera di grande cordialit\u00e0 e amicizia.<\/p>\n<p>Nella conferenza stampa al termine dell\u2019incontro Trump ha annunciato \u201ca new strategic dialogue between Italy and the United States that will enhance cooperation on a range of issues.\u00a0 This includes joint security efforts in the Mediterranean, where we recognize Italy\u2019s leadership role in the stabilization of Libya and North Africa\u201d, sottolineando come i due Paesi siano legati dalla lotta al terrorismo e all\u2019immigrazione illegale. Nella sua risposta Conte ha sottolineato l\u2019emergente partnership strategica parlando di una \u201ccabina di regia\u201d. Secondo Conte, in relazione alle diverse sfide che provengono dal Mediterraneo, in particolare dalla Libia, l\u2019Italia costituisce per gli Usa \u201ca reference point in Europe and a privileged interlocutor\u201d.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;intesa con gli Usa potrebbe pesare poco o nulla<\/strong><br \/>\nQuanto pesa l\u2019intesa con gli Usa? L\u2019interesse americano verso la Libia, in sintonia con la politica pi\u00f9 generale di Trump verso la regione, \u00e8 sempre pi\u00f9 concentrata sul terrorismo e sempre meno interessata alla Libia. Secondo il copione generale, la stabilit\u00e0 della Libia \u00e8 affidata all\u2019Onu mentre gli sviluppi nel Paese vengono esaminati pressoch\u00e9 esclusivamente in relazione al mandato di Africom. La &#8216;cabina di regia&#8217; rischia di funzionare a beneficio dell\u2019antiterrorismo che domina la politica americana e assai meno a vantaggio degli interessi dell\u2019Italia, alla quale Washington continuer\u00e0 ad assicurare la sua convergenza nell\u2019appoggio alla mediazione dell\u2019Onu ma nient\u2019altro.<\/p>\n<p>Va anche ricordato che gi\u00e0 Obama e Kerry riconoscevano la leadership Italiana in Libia senza che ci\u00f2 sia servito a nulla di concreto, anche perch\u00e9 non esistono leadership \u201coctroy\u00e9\u201d. \u00c8 difficile che l\u2019intesa con Trump e il riallineamento politico che l\u2019Italia sta tentando l\u2019aiuti veramente a superare le sue difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>A Washington, Conte ha annunciato che nell\u2019autunno l\u2019Italia organizzer\u00e0 una conferenza internazionale sulla Libia per riaffermare la sua leadership. Questa \u00e8 un\u2019ottima iniziativa se nel frattempo il governo italiano riuscir\u00e0 attraverso la sua diplomazia a ricomporre un\u2019armonia prima franco-italiana e poi europea sulla questione. Se sar\u00e0 cos\u00ec anche l\u2019intesa con gli Usa sar\u00e0 utile. Altrimenti, gli Usa riconosceranno la leadership italiana sulla Libia, ma non accadr\u00e0 nulla. Se la politica verso la Libia rimarr\u00e0 quella di Salvini l\u2019intesa europea non ci sar\u00e0 e l\u2019alleanza con gli Usa potrebbe anche aumentare l\u2019isolamento dell\u2019Italia e quindi la sua debolezza<strong><em>.<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il &#8216;governo del cambiamento&#8217; ha subito concentrato una parte significativa dei suoi sforzi sull\u2019immigrazione dalla Libia. Inizia ora ad emergere il profilo diplomatico e politico di tali sforzi. 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