{"id":70561,"date":"2018-08-04T15:30:37","date_gmt":"2018-08-04T13:30:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70561"},"modified":"2018-08-12T18:12:30","modified_gmt":"2018-08-12T16:12:30","slug":"yemen-hodeida-equilibri-golfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/yemen-hodeida-equilibri-golfo\/","title":{"rendered":"Yemen: perch\u00e9 Hodeida conta negli equilibri del Golfo"},"content":{"rendered":"<p>Dopo un mese di interruzione, i bombardamenti sauditi-emiratini sulla citt\u00e0 (600 mila abitanti) e la provincia yemenita di <strong>Hodeida<\/strong> sono ripresi il 27 luglio. Gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/yemen-sud-indipendente-emirati-sauditi-rivali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Emirati Arabi Uniti<\/strong><\/a>, con l\u2019appoggio di milizie locali, avevano lanciato il 13 giugno l\u2019operazione &#8216;<em>Golden Victory&#8217;<\/em>, con l\u2019obiettivo di riconquistare la citt\u00e0 dello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/yemen-prova-secessionisti-aden\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Yemen<\/strong><\/a> sul Mar Rosso, occupata dagli insorti <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/yemen-saleh-ucciso-huthi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>huthi<\/strong><\/a> sin dal 2015. I filo-emiratini avrebbero recuperato l\u2019aeroporto, preparandosi ad avanzare in citt\u00e0, in direzione di quel porto da cui entrano l\u201980% delle importazioni nonch\u00e9 degli aiuti umanitari.<\/p>\n<p>Per un mese, Hodeida \u00e8 rimasta sospesa tra diplomazia e battaglia. Merito dell\u2019ostinazione diplomatica del nuovo inviato dell\u2019Onu, l\u2019inglese Martin Griffiths, che fa ancora la spola tra Sana\u2019a, Aden, Riad e Mascate. Dall\u2019altro lato, la coalizione saudita-emiratina ha avvertito, stavolta, la responsabilit\u00e0 di una probabile catastrofe umanitaria, con la guerriglia huthi che non ripiega ma prosegue a usare mine e ad arruolare minori, come gi\u00e0 denunciato dalle Nazioni Unite. \u00c9 l\u2019aspetto meno mediatizzato del conflitto, se paragonato alle tante vittime civili dei bombardamenti sauditi.<\/p>\n<p>L\u2019attacco huthi a una petroliera saudita del 25 giugno scorso peggiora il quadro e potrebbe internazionalizzarlo: il petrolio dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/arabia-saudita-visione-saudita-ncognite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Arabia Saudita<\/strong><\/a> non transiter\u00e0 pi\u00f9 nello stretto del Bab el-Mandeb (da cui in totale passano circa cinque milioni di barili ogni giorno), fino a quando lo stretto non torner\u00e0 sicuro.<\/p>\n<p><strong>Milizie, numeri impari<br \/>\n<\/strong>Sulla carta, non c\u2019\u00e8 partita. I miliziani huthi sono stimati fra i tre e i cinque mila, contro 1500 Forze Speciali della Guardia presidenziale emiratina alla guida di 20\/25 mila yemeniti, tra soldati e \u00b4uomini in armi`. Infatti, il fronte anti-huthi, ovvero le &#8216;Forze di Salvezza nazionale&#8217; comandate da Tareq Saleh, nipote del defunto presidente, \u00e8 come sempre eterogeneo e si divider\u00e0 a obiettivo raggiunto.<\/p>\n<p>Ci sono gli esperti soldati della disciolta Guardia repubblicana rimasti fedeli a Saleh, le trib\u00f9 locali della &#8216;Tihama Resistance&#8217; (dal nome della piana dell\u2019ovest su cui sorge Hodeida) e la &#8216;Brigata Al-Amalaqah&#8217; (ovvero &#8216;i giganti&#8217;, secessionisti meridionali di osservanza salafita). La Tihama \u00e8 poi una regione prevalentemente sunnita (a parte il gioiello Zabid, patrimonio dell\u2019Unesco ora minacciato, gi\u00e0 capitale dell\u2019imamato sciita), quindi distante dalla rivendicata identit\u00e0 sciita zaidita degli huthi, alleati di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/arabia-saudita-trump-ago-bilancia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Iran<\/strong><\/a> e Hezbollah.<\/p>\n<p><strong>Negoziati e distanze<\/strong><br \/>\nIl presidente riconosciuto Abd Rabu Mansur Hadi chiede il ritiro incondizionato degli huthi dall\u2019intero governatorato di Hodeida, mentre gli EAU lo esigono dal porto e dalla citt\u00e0. L\u2019Onu supervisionerebbe il porto, ma non si esprime su chi, nel frattempo, governerebbe la citt\u00e0: gli huthi accetterebbero la proposta in cambio della fine dell\u2019offensiva su Hodeida\u00a0, ma non vogliono cedere il controllo della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Tuttavia, per Arabia Saudita ed EAU, Hodeida non pu\u00f2 rimanere agli huthi: le implicazioni sono gi\u00e0 troppe. Le tasse commerciali sui prodotti in ingresso dal porto e il contrabbando rappresentano le principali fonti di finanziamento per la guerriglia huthi: per la coalizione, riprendere Hodeida significherebbe tagliare le linee di comunicazione fra la costa e le terre del nord controllate dagli insorti sciiti.<\/p>\n<p>Fondamentale per la sicurezza marittima e commerciale, Hodeida sta diventando il primo grande avamposto filo-iraniano sul Mar Rosso. Inoltre, c\u2019\u00e8 il terminal di Ras Isa (60 km a nord) che esporta il petrolio <em>light<\/em> estratto a Mareb. Dunque, se anche l\u2019opzione diplomatica dovesse prevalere nel breve periodo, la battaglia urbana per Hodeida potrebbe essere soltanto rimandata, poich\u00e9 di rilevanza davvero strategica.<\/p>\n<p><strong>Arabia ed Emirati in competizione<br \/>\n<\/strong>Di certo, sar\u00e0 interessare studiare i futuri equilibri geopolitici di Hodeida. Infatti, la citt\u00e0 \u00e8 sul Mar Rosso, quindi si affaccia su un\u2019area a forte influenza saudita: Riad \u00e8 doppiamente interessata a liberarla dagli huthi, dal momento che i mega-progetti infrastrutturali del principe ereditario Mohammed bin Salman nasceranno lungo le coste e sulle isole del Mar Rosso.<\/p>\n<p>Tuttavia, gli EAU, e non l&#8217;Arabia Saudita, sono i protagonisti della campagna di terra per Hodeida: i soldati speciali di Abu Dhabi non hanno soltanto capacit\u00e0 militari superiori a quelle dei sauditi, ma sono stati anche in grado di forgiare sul luogo (come gi\u00e0 ad Aden e in Hadhramaut) un <em>network<\/em> di clientela tribale-militare, coinvolgendo secessionisti del sud (dispiegati &#8216;fuori area&#8217;), trib\u00f9 locali e salafiti. Quindi, le milizie che combattono oggi per Hodeida sono gi\u00e0 filo-emiratine e diventeranno il <em>security sector<\/em> di domani, che risponder\u00e0 informalmente ad Abu Dhabi.<\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 la questione del porto: non \u00e8 solo una disputa fra huthi e monarchie del Golfo. \u00c9 gi\u00e0 accaduto ad Aden, Mukalla e Al-Mokha: gli emiratini controllano, di fatto, i porti di tutte le citt\u00e0 che hanno recuperato agli huthi o ad Al-Qa\u2019ida nella Penisola arabica (Aqap). Data la posizione di forza, Abu Dhabi potrebbe applicare lo stesso schema a Hodeida, che per\u00f2 \u00e8 in &#8216;zona d\u2019influenza&#8217; saudita. Emiratini e sauditi dovranno dunque trovare un compromesso per il porto.<\/p>\n<p>Intanto, nel sud, meno operazioni terrestri a guida emiratina contro Aqap, causa fronte ovest: la battaglia per Hodeida ha gi\u00e0 prodotto un risultato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo un mese di interruzione, i bombardamenti sauditi-emiratini sulla citt\u00e0 (600 mila abitanti) e la provincia yemenita di Hodeida sono ripresi il 27 luglio. 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