{"id":70626,"date":"2018-08-11T10:10:01","date_gmt":"2018-08-11T08:10:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70626"},"modified":"2018-08-26T11:38:49","modified_gmt":"2018-08-26T09:38:49","slug":"litalia-bivio-tempo-scelte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/litalia-bivio-tempo-scelte\/","title":{"rendered":"Politica estera: Italia al bivio, \u00e8 il tempo delle scelte"},"content":{"rendered":"<p>Un estratto dal capitolo introduttivo del <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/litalia-al-bivio-rapporto-sulla-politica-estera-italiana-edizione-2018\">rapporto\u00a0IAI 2018<\/a> sulla politica estera dell&#8217; Italia.<\/p>\n<p>L\u2019 <strong>Italia<\/strong> deve affrontare alcune questioni fondamentali che incidono sulle sue concrete possibilit\u00e0 di azione nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\">contesto europeo e internazionale<\/a>. Una priorit\u00e0 ineludibile \u00e8 la riduzione graduale dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/italia-malato-europa-ragioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">enorme debito pubblico<\/a>, ancora superiore al 130 per cento del Pil, che soffoca l\u2019economia e drena enormi risorse che potrebbero essere utilizzate, fra l\u2019altro, per una serie di programmi internazionali. Presentato populisticamente come un vincolo imposto dall\u2019esterno \u2013 dai burocrati di Bruxelles \u2013, l\u2019obiettivo del rientro dal debito dovrebbe invece essere assunto come una delle principali responsabilit\u00e0 nazionali.<\/p>\n<p><strong>I rischi finanziari<\/strong><br \/>\nSenza una credibile disciplina fiscale l\u2019 Italia rischia di risentire, pi\u00f9 pesantemente di altri Paesi, della prevista interruzione degli interventi di alleggerimento quantitativo (<em>quantitative easing<\/em>) della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/bce-draghi-unitalia-non-cresce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Bce<\/a>, di cui ha molto beneficiato per pi\u00f9 di due anni. Mantenere sotto controllo i conti pubblici \u00e8 inoltre fondamentale in una fase nella quale il sistema bancario nazionale non ha ancora completato il suo processo di consolidamento.<\/p>\n<p>Inoltre, in caso di shock esogeni, come nuove crisi finanziarie internazionali \u2013 uno scenario contemplato da tutte le principali istituzioni economiche internazionali \u2013, l\u2019 Italia potrebbe trovarsi particolarmente esposta nel caso scegliesse di adottare una linea di politica economica che comporta un aumento del deficit. Va notato, peraltro, che l\u2019attuale ripresa, anche se modesta, offre maggiore spazio, rispetto al passato, per le politiche di contenimento del disavanzo che l\u2019Italia si \u00e8 impegnata ad attuare.<\/p>\n<p><strong>Le strozzature tra difesa ed energia<\/strong><br \/>\nUn altro collo di bottiglia \u00e8 la mancata ristrutturazione dello strumento militare. Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/02\/difesa-libro-bianco-passi-verso-attuazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Libro bianco<\/a> per la sicurezza internazionale e la difesa che aveva suscitato notevoli aspettative \u00e8, in effetti, rimasto in larga parte inattuato. La partecipazione alle missioni internazionali, una delle principali e pi\u00f9 consolidate direttrici di impegno dell\u2019 Italia sulla scena internazionale, potrebbe diventare sempre pi\u00f9 problematica.<\/p>\n<p>Un altro problema endemico \u00e8 la forte dipendenza energetica dall\u2019estero che si \u00e8 ulteriormente accentuata e che rappresenta un grave handicap in un periodo in cui l\u2019inasprirsi di alcune dinamiche conflittuali \u2013 prime fra tutte quelle nel Golfo \u2013 potrebbe determinare una crescente volatilit\u00e0 dei prezzi. Il varo della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/tap-polemiche-strategia-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">strategia energetica nazionale<\/a> \u00e8 un importante passo avanti, ma per la sua attuazione serve un impegno di lunga lena che deve fare i conti con non trascurabili resistenze interne.<\/p>\n<p>In effetti, il superamento di queste strozzature strutturali che indeboliscono la posizione internazionale dell\u2019 Italia richiede misure incisive di politica interna. Quest\u2019intreccio ineludibile tra politiche interne e politica estera continua invece ad essere sottovalutato.<\/p>\n<p><strong>Divario tra aspettative e capacit\u00e0<\/strong><br \/>\nIn politica estera l\u2019 Italia soffre inoltre di un divario tra aspettative e capacit\u00e0 che genera delusione e sconcerto nell\u2019opinione pubblica. Si spiega anche cos\u00ec il giudizio negativo che i cittadini tendono ad esprimere sull\u2019operato del governo sulla scena internazionale.<\/p>\n<p>Servirebbe una strategia comunicativa che, con pi\u00f9 onest\u00e0 e trasparenza, si sforzasse di chiarire le regole e i vincoli con cui la nostra diplomazia deve fare i conti nei vari contesti internazionali in cui si trova ad operare. Obiettivi troppo ambiziosi e retoriche autocelebrative che si rivelano, alla prova dei fatti, infondate contribuiscono a trasmettere all\u2019opinione pubblica l\u2019impressione che l\u2019 Italia sia impotente o, peggio, sistematicamente discriminata al livello internazionale, alimentando riflessi nazionalistici.<\/p>\n<p><strong>I problemi nei rapporti con l&#8217;Ue e l&#8217;handicap reputazione<\/strong><br \/>\nQueste problematiche pesano, in particolare, in ambito europeo. La tendenza a scaricare sull\u2019Europa responsabilit\u00e0 prevalentemente o anche prettamente nazionali \u2013 tipico \u00e8 il caso delle misure per il contenimento del disavanzo pubblico e per il rientro dal debito \u2013 impedisce la formazione di una base di consenso nazionale sugli obiettivi da perseguire in ambito Ue.<\/p>\n<p>Per evitare dannose perdite di credibilit\u00e0, sia di fronte ai cittadini che ai partner, bisognerebbe al contempo che si evitassero tardive prese di distanza da decisioni che il governo italiano ha condiviso. \u00c8 il caso delle regole relative al salvataggio interno (<em>bail-in<\/em>) per la risoluzione delle crisi bancarie, che sono state al centro di un\u2019aspra polemica politica.<\/p>\n<p>N\u00e9 si pu\u00f2 ignorare che nei rapporti con i partner europei l\u2019Italia si trova ancora a misurarsi con un storico problema reputazionale, legato alla difficolt\u00e0 a rispettare in pieno gli impegni concordati collettivamente, che solo di recente si \u00e8 riusciti a ridimensionare. Un ritorno ai comportamenti opportunistici o devianti del passato avrebbe un impatto pesantemente negativo sulla credibilit\u00e0 del paese.<\/p>\n<p><strong>Pulsioni sovraniste e ripiegamenti nazionalisti<\/strong><br \/>\nUna questione ancora pi\u00f9 seria, e dirimente, \u00e8 il radicarsi in Italia, come in altri Paesi membri, di orientamenti e formazioni politiche sovraniste che mettono in discussione alcuni principi fondativi della costruzione comunitaria. La difficolt\u00e0 a concordare a livello europeo efficaci soluzioni comuni a una serie di problemi acutamente avvertiti dai cittadini spinge verso chiusure e ripiegamenti nazionalistici. Se tali orientamenti prevalessero, il probabile risultato sarebbe per\u00f2 un crescente isolamento del Paese.<\/p>\n<p>Di recente sono anche riemerse pulsioni protezionistiche che mal si conciliano con gli interessi di un Paese che \u00e8 la seconda potenza industriale del continente e che negli ultimi anni ha considerevolmente migliorato la sua capacit\u00e0 esportativa. N\u00e9 un approccio puramente rivendicazionista \u2013 con i famigerati \u201cpugni sul tavolo\u201d \u2013 porterebbe molto lontano.<\/p>\n<p>Se poi si tornassero ad evocare \u201cpiani b\u201d che rimettono in discussione la permanenza dell\u2019Italia nell\u2019eurozona si rischierebbe di creare un clima di sospetto e sfiducia nei confronti dell\u2019Italia che recherebbe grande pregiudizio agli interessi nazionali. Come sottolineato dal presidente Sergio Mattarella, l\u2019uscita dall\u2019euro avrebbe una valenza non solo politica, ma costituzionale, e chi intende perseguirla dovrebbe presentarla esplicitamente all\u2019elettorato e accettare un dibattito approfondito sulle sue implicazioni.<\/p>\n<p><strong>Visioni di corto e di lungo respiro degli interessi nazionali<\/strong><br \/>\nIl rischio \u00e8 invece che la posizione dell\u2019Italia in Europa si indebolisca progressivamente e divenga alla fine insostenibile a causa di improvvidi atti o dichiarazioni in aperto contrasto con i principi e gli impegni assunti nell\u2019ambito dell\u2019Unione, che porterebbero il Paese in rotta di collisione con i partner e le istituzioni comunitarie.<\/p>\n<p>La scelta quindi \u00e8 innanzitutto tra l\u2019opzione sovranista e quella integrazionista, tra una visione di corto e di lungo respiro degli interessi nazionali. Per pesare realmente nel contesto europeo l\u2019Italia deve farsi portatrice di proposte che mirino a promuovere gli interessi nazionali e, al contempo, a far avanzare il processo di integrazione. Se quest\u2019ultimo si bloccasse o retrocedesse \u2013 per esempio, con la fine di Schengen, la rimessa in discussione dei pur limitati strumenti di sostegno economico che sono oggi in grado di attivare le istituzioni europee, o l\u2019indebolimento della cooperazione in materia di sicurezza e di politica estera \u2013 l\u2019Italia, cos\u00ec come gli altri Stati membri, si troverebbe, nel complesso, ancora pi\u00f9 debole e vulnerabile di fronte alle sfide internazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un estratto dal capitolo introduttivo del rapporto\u00a0IAI 2018 sulla politica estera dell&#8217; Italia. 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