{"id":70637,"date":"2018-08-12T18:13:13","date_gmt":"2018-08-12T16:13:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70637"},"modified":"2018-08-13T08:59:42","modified_gmt":"2018-08-13T06:59:42","slug":"argentina-stop-aborto-america-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/argentina-stop-aborto-america-latina\/","title":{"rendered":"Argentina: lo stop all\u2019aborto non scoraggia il Sudamerica"},"content":{"rendered":"<p>Nella notte tra il 5 e il 6 agosto nell&#8217;ospedale regionale di Santiago del Estero, nel nord-ovest argentino, \u00e8 morta Liliana Herrera, una ragazza di 22 anni. Liliana, gi\u00e0 madre di due figlie, una di 6 ed una di 3 anni, \u00e8 morta per un&#8217;infezione generalizzata dovuta ad un <strong>aborto clandestino<\/strong>. I medici hanno tentato si salvarla asportandole l&#8217;utero, ma dopo diversi arresti cardio-respiratori la ragazza \u00e8 stata ricoverata in terapia intensiva. \u00c8 morta poco dopo. La morte di Liliana \u00e8 la conseguenza di uno dei circa 500 mila aborti clandestini registrati ogni anno in <strong>Argentina<\/strong> dal comitato della Cedaw, la Convenzione sull\u2019eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna. Il suo ricovero, invece, uno dei circa 53 mila annuali dovuti alle operazioni clandestine registrate dalla stessa istituzione.<\/p>\n<p>Ma Liliana Herrera non \u00e8 solo l&#8217;ennesima vittima della <strong>prima causa di mortalit\u00e0 materna<\/strong> dell&#8217;Argentina, l&#8217;aborto illegale. Il suo caso \u00e8 particolarmente significativo perch\u00e9 \u00e8 stato l&#8217;ultimo decesso prima del voto sulla \u00a0<strong>regolamentazione dell\u2019interruzione volontaria di gravidanza <\/strong>che si \u00e8 tenuto in <strong>Senato<\/strong> tra l&#8217;8 ed il 9 agosto.<\/p>\n<p><strong>Il Senato sconfessa la Camera<\/strong><br \/>\nNonostante l\u2019eco mediatica del caso Herrera, il Senato argentino ha votato contro la proposta di legalizzazione dell\u2019aborto promossa dalla Campagna nazionale per il diritto all\u2019aborto legale, sicuro e gratuito. Dopo una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/argentina-primo-si-legalizzazione-aborto\/\">risicata vittoria alla Camera dei deputati<\/a>, al termine di 22 ore di lavori nel giugno scorso, la seduta del Senato durata circa 17 ore ha ribaltato l\u2019esito e affossato la proposta di legge. Dei 72 senatori, 38 hanno votato contro, 31 a favore e 2 sono stati gli astenuti, con numeri che hanno fatto registrare distinguo all\u2019interno di molte forze politiche.<\/p>\n<p><em>Cambiemos<\/em>, la coalizione di governo che sostiene il presidente <strong>Mauricio Macri<\/strong>, ha fatto registrare 17 voti contrari e soltanto 8 a favore (l&#8217;Unione Civica Radicale, partito che rientra nell\u2019alleanza, \u00e8 il gruppo che ha portato in proporzione il maggior numero di voti contrari, 9 su 12). Ha votato diviso il gruppo peronista <em>Argentina Federal<\/em>, guidato da Miguel \u00c1ngel Pichetto, con 12 voti a favore e 11 contro, mentre il maggior numero di voti a sostegno alla proposta di legge sono arrivati da parte del <em>Frente para la Victoria-PJ<\/em>, con 8 a favore su 9 votanti. Tra questi, anche quello della ex presidente <strong>Cristina Fern\u00e1ndez de Kirchner<\/strong>.<\/p>\n<p>I tre deputati di Santiago del Estero, la regione di Liliana Herrera, hanno votato tutti contro la proposta di regolamentazione. \u00c8 senza dubbio un fatto significativo. Se \u00e8 vero che il Senato argentino \u00e8 l&#8217;organo di rappresentanza federale del Paese, allora la scelta dei suoi rappresentanti dovrebbe essere letta come il riflesso della propensione politica di diverse province al mantenimento del divieto di aborto. Quelle del nord del paese sono tradizionalmente le pi\u00f9 cattoliche e conservatrici; ma anche quelle con i peggiori indici di mortalit\u00e0 materna e di gravidanze in et\u00e0 adolescenziale.<\/p>\n<p><strong>Aspettando le elezioni del 2019<\/strong><br \/>\nIn Argentina, per\u00f2, si guarda gi\u00e0 al futuro. A dispetto dei risultati in Senato, il mondo politico e l&#8217;opinione pubblica del Paese hanno dovuto confrontarsi con l&#8217;enorme mobilitazione di milioni di donne che hanno manifestato la propria volont\u00e0 di legalizzazione della pratica abortiva.<\/p>\n<p>Una <strong>\u201cmarea verde\u201d<\/strong>, cos\u00ec definita per i caratteristici fazzoletti verdi della Campagna pro-aborto, ha invaso le strade della capitale Buenos Aires, e non solo, per presenziare ai lavori della Camera e del Senato. \u00c8 certo che la questione dell&#8217;aborto sar\u00e0 un argomento chiave della campagna elettorale per le <strong>elezioni<\/strong> <strong>presidenziali e legislative <\/strong>dell\u2019ottobre 2019. Lo sa bene il presidente Macri, che dopo una riunione del Consiglio dei ministri, il 9 agosto ha diplomaticamente dichiarato ai giornalisti che \u201cil problema esiste\u201d e che il governo \u201ccontinuer\u00e0 a lavorare affinch\u00e9 queste ragazze abbiano la possibilit\u00e0 di scegliere e pianificare la propria vita\u201d.<\/p>\n<p>Il presidente ha sottolineato la necessit\u00e0\u00a0 di una pi\u00f9 significativa dell\u2019<strong>educazione sessuale<\/strong> nelle scuole, con particolare attenzione all&#8217;introduzione di metodi anticoncezionali. Macri non ha tuttavia di certo cambiato la sua posizione iniziale apertamente anti-abortista, ma deve aver avvertito il vento del cambiamento che scuote gran parte dell\u2019Argentina. E come titolava il quotidiano <em>P\u00e1gina 12<\/em> all&#8217;indomani del voto in Senato \u201cNessuno pu\u00f2 fermare il vento\u201d. Il presidente deve aver avvertito una particolare \u201cbrezza\u201d elettorale.<\/p>\n<p><strong>Il vento del cambiamento scuote il continente<\/strong><br \/>\nIntanto, nel vicino <strong>Cile<\/strong> \u00e8 cresciuta l&#8217;ondata femminista, nata a partire dal movimento argentino <em>Ni Una Menos<\/em> del 2015. Le donne cilene protestano contro i femminicidi in America Latina e per chiedere un&#8217;istruzione non sessista nelle universit\u00e0 e nelle scuole. Nell\u2019agosto 2017, in Cile \u00e8 stata approvata dall\u2019allora presidente socialista <strong>Michelle Bachelet<\/strong> \u2013 il 10 agosto scorso confermata nuovo Alto commissario Onu per i diritti umani &#8211; la regolamentazione dell&#8217;aborto in casi specifici quali lo stupro, il pericolo di vita per la madre e particolari condizioni di salute del feto. Risultato ottenuto a coronamento di una battaglia durata molti anni.<\/p>\n<p>In <strong>Brasile<\/strong>, invece, lo scorso 6 agosto si \u00e8 svolta, pochi giorni prima del voto argentino, l&#8217;ultima delle udienze pubbliche convocate dalla Corte suprema federale per discutere della revisione della legge brasiliana sull\u2019interruzione di gravidanza e prevedere la depenalizzazione dell&#8217;aborto fino alla dodicesima settimana di gestazione. Anche in Brasile esso \u00e8 \u00a0infatti ad oggi consentito solo in caso di stupro, pericolo di vita per la madre e anencefalia fetale. La decisione della Corte suprema \u00e8 rimandata a fine mese, con la Conferenza episcopale brasiliana schierata con fermezza contro l\u2019azione giudiziaria.<\/p>\n<p>Nonostante le resistenze, resta una certezza &#8211; significativamente espressa nella considerazione fatta da Lorena Astudillo, portavoce della Rete cilena contro la violenza sulle donne, alla giornalista Marion Gonidec -: \u201cOggi il <strong>femminismo<\/strong> \u00e8 un elemento caratterizzante dell\u2019identit\u00e0 politica latinoamericana. La critica del patriarcato riguarda tutti i settori della societ\u00e0 e tutti i partiti, di destra e di sinistra\u201d. E la prima istanza con cui fare i conti sar\u00e0 l&#8217;esigenza di ribadire la libert\u00e0 di scelta sul proprio corpo da parte delle donne latinoamericane.<\/p>\n<p><em>\u00a0Foto di copertina \u00a9 Julieta Ferrario via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella notte tra il 5 e il 6 agosto nell&#8217;ospedale regionale di Santiago del Estero, nel nord-ovest argentino, \u00e8 morta Liliana Herrera, una ragazza di 22 anni. Liliana, gi\u00e0 madre di due figlie, una di 6 ed una di 3 anni, \u00e8 morta per un&#8217;infezione generalizzata dovuta ad un aborto clandestino. 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