{"id":70649,"date":"2018-08-11T08:59:00","date_gmt":"2018-08-11T06:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70649"},"modified":"2018-08-19T22:20:04","modified_gmt":"2018-08-19T20:20:04","slug":"cambogia-viaggio-elettorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/cambogia-viaggio-elettorale\/","title":{"rendered":"Cambogia: viaggio elettorale nel regno di Hun Sen"},"content":{"rendered":"<p>Il 29 luglio si sono svolte le <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/cambogia-elezioni-farsa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">elezioni legislative<\/a><\/strong> in <strong>Cambogia<\/strong>, monarchia costituzionale parlamentare del sud-est asiatico, governata da 33 anni dall&#8217;ex khmer rosso <strong>Hun Sen<\/strong> con il suo Partito popolare cambogiano (Cpp).<\/p>\n<p>Le urne hanno consegnato una scontatissima vittoria al Cpp ed altri cinque anni di governo ad Hun Sen. Esito prevedibile dopo la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/cambogia-repressione-opposizione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">repressione<\/a> attuata dal regime e culminata il 16 novembre 2017 con una sentenza politicamente motivata della Corte Suprema, presieduta da un membro del partito di governo, che ha bandito dalla vita politica del Paese e sciolto l&#8217;unico vero partito di <strong>opposizione<\/strong> in grado di essere alternativa in Cambogia, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/cambogia-elezioni-farsa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Partito cambogiano di salvezza nazionale (Cnrp)<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019opposizione, raccoltasi principalmente attorno a <strong>Sam Rainsy<\/strong> e <strong>Kem Sokha <\/strong>\u2013 il primo in esilio a Parigi, il secondo in carcere con l\u2019accusa di tradimento e collusione con potenze straniere, in attesa di essere giudicato da quasi un anno -, aveva proposto il <strong>boicottaggio<\/strong> delle elezioni per delegittimarne il risultato. A seggi chiusi, il governo ha annunciato in pompa magna il dato sull&#8217;affluenza: 82%. Secondo il Cnrp, l\u2019affluenza non avrebbe raggiunto il 50%.<\/p>\n<p><strong>Una missione controcorrente<\/strong><br \/>\nPer il governo \u00e8 stata una &#8220;grande prova democratica\u00a0democratica\u201d confermata dall&#8217;alta affluenza e dalla massiccia presenza di <strong>osservatori internazionali<\/strong>. Secondo la <em>National Election Commission<\/em> (Nec) erano 50 mila, provenienti da Cina, Russia, Kazakistan, Iran, India, Singapore, Thailandia, Filippine, Myanmar. All\u2019indomani del voto, i governi di questi Paesi hanno salutato le elezioni come un successo democratico. Stati Uniti, <strong>Unione europea<\/strong>, Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Regno Unito, Francia e Germania, ribadendo la decisione di non inviare alcun osservatore, hanno invece definito le consultazioni &#8220;n\u00e9 libere n\u00e9 corrette&#8221;.<\/p>\n<p>I risultati definitivi ancora non si conoscono, ma \u00e8 irrilevante se, dei 125 seggi in Assemblea Nazionale, 5 o 10 andranno a partiti minori. Quasi tutte le venti liste sulla scheda elettorale erano infatti <em>firefly parties<\/em> (partiti lucciola), fabbricati per l&#8217;occasione per mantenere la goffa <strong>illusione di una competizione multipartitica<\/strong>. Il partito-Stato, il partito unico esiste gi\u00e0 e si rafforza. Basti pensare che il Senato, eletto indirettamente lo scorso febbraio, \u00e8 monocolore.<\/p>\n<p>In questo contesto, dal 26 luglio al 5 agosto, una delegazione del Partito radicale nonviolento transnazionale transpartito (Prntt) \u2013 composta da chi scrive, dal senatore italiano Roberto Rampi, dal corrispondente dall\u2019Asia di Radio Radicale Francesco Radicioni, a cui si \u00e8 affiancato il senatore giapponese Yukihisa Fujita &#8211; si \u00e8 recata in missione a Bangkok, nella capitale <strong>Phnom Penh<\/strong> e nella citt\u00e0 portuale meridionale di <strong>Sihanoukville<\/strong>.<\/p>\n<p>Essendo il leader storico del Cnrp Sam Rainsy iscritto al Partito radicale da molti anni, esiste infatti una forte collaborazione con l\u2019ex opposizione parlamentare, oggi iscritta insieme a circa 200 attivisti della diaspora al Prntt. La presenza della delegazione voleva dunque ribadire il sostegno al Cnrp nel momento pi\u00f9 buio per l\u2019opposizione e per la democrazia e documentare le condizioni generali del Paese incontrando politici, diplomatici, giornalisti, membri di Ong locali e cittadini comuni.<\/p>\n<p><strong>Nella<\/strong> <strong>Phnom Penh del partito unico<\/strong><br \/>\nSbarcati a Phnom Penh, \u00e8 stata subito evidente l&#8217;onnipresenza del partito di Hun Sen. Gli unici manifesti elettorali visibili erano quelli del Cpp. Una rarit\u00e0 quelli degli altri partiti. L\u2019incontro principale \u00e8 stato con Teav Vannol, ex senatore, uno dei pochissimi oppositori a non lasciare la Cambogia. Accoltici nella vecchia sede del Cnrp, Teav si \u00e8 detto intenzionato a ricostruire l\u2019opposizione, senza entrare nei dettagli sul come, data la situazione assolutamente avversa creatasi nel Paese.<\/p>\n<figure id=\"attachment_70651\" aria-describedby=\"caption-attachment-70651\" style=\"width: 338px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-70651\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Schermata-2018-08-13-alle-08.41.22-300x205.png\" alt=\"Phnom Penh\" width=\"338\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Schermata-2018-08-13-alle-08.41.22-300x205.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Schermata-2018-08-13-alle-08.41.22-768x525.png 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Schermata-2018-08-13-alle-08.41.22-125x86.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Schermata-2018-08-13-alle-08.41.22.png 902w\" sizes=\"(max-width: 338px) 100vw, 338px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-70651\" class=\"wp-caption-text\">Manifesti elettorali a Phnom Penh (<em>\u00a9 Matteo Angioli)<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Grazie al direttore Asia di <em>Human Rights Watch<\/em> Phil Robertson abbiamo appreso della presenza di una delegazione composta da circa 50 attuali ed parlamentari europei, provenienti prevalentemente dai Paesi del <strong>Gruppo di Visegrad<\/strong>. Tra loro anche sette italiani, un francese e un britannico. Gli <strong>italiani<\/strong> erano, tra gli altri, il deputato Andrea Delmastro e gli ex parlamentari Antonio Razzi, Fabrizio Bertot e Luca Bellotti. Ricevuti con tutti gli onori da Hun Sen, non sembrano avere una grande conoscenza del Paese e dei suoi rapporti con l\u2019Ue, e non hanno mancato di esprimere soddisfazione per il perfetto svolgimento delle elezioni.<\/p>\n<p>Effettivamente, i metodi approntati dal governo per incoraggiare la partecipazione e controllare che gli elettori votassero &#8220;correttamente&#8221; erano perfetti. Si andava dalla distribuzione di buste contenenti 5 dollari ai muratori e lavoratori del tessile, a sconti sull&#8217;acquisto di beni di uso quotidiano, a minacce di sospensione dello stipendio.<\/p>\n<p>L\u2019operazione di Hun Sen di sbarazzarsi dell\u2019opposizione e consolidare il sostegno politico, economico e militare della <strong>Cina<\/strong> \u00e8 riuscita in pieno. La Cambogia ha una Costituzione, la separazione dei poteri, un Parlamento, una Corte Suprema, ma sono <strong>istituzioni e processi vuoti<\/strong>. Tutto dipende dalla famiglia di Hun Sen. Usando le parole del fondatore di <em>Global Witness<\/em>, Patrick Alley: \u201cNon accade niente che sfugga al loro controllo, \u00e8 la corruzione nella sua forma pi\u00f9 alta. Questa \u00e8 la Cambogia, uno stato mafioso\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un trend preoccupante nel sud-est asiatico<\/strong><br \/>\nLa Cambogia oggi \u00e8 una cleptocrazia, in barba ai decenni di aiuti ricevuti da parte di Stati Uniti, Unione europea, Giappone e Australia; aiuti che oggi Hun Sen pu\u00f2 permettersi di snobbare avendo riportato il suo\u00a0Paese a gravitare nella <strong>sfera d\u2019influenza cinese<\/strong>. Lo dimostrano in particolare gli ingenti investimenti a Sihanoukville.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 occuparsi di Cambogia significa occuparsi del sud-est asiatico, un territorio cuscinetto attraversato da flussi di interessi politico-economici tra Occidente e Cina. Se \u00e8 vero che la cooperazione ha permesso di liberare la popolazione dall&#8217;<strong>estrema povert\u00e0 <\/strong>(il\u00a0cui tasso \u00e8 sceso dal 53% dei primi anni Duemila\u00a0al 14% di oggi) e che ha contribuito affinch\u00e9 i democratici conquistassero spazi di lotta, \u00e8 altrettanto vero che la Commissione europea sapeva che il vento sarebbe cambiato. Modificare lo status quo ora \u00e8 maledettamente pi\u00f9 complicato. Milioni di cambogiani sono divenuti strutturalmente dipendenti dai nostri aiuti e la loro sospensione sarebbe grave.<\/p>\n<p>In conclusione, il sud-est asiatico \u00e8 una regione in cui per un Myanmar che sembra fare un passo verso la libert\u00e0, vi \u00e8 una Cambogia che regredisce. Osservando i membri dell&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/asean-incompiute-integrazione-regionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Asean<\/a><\/strong>, notiamo che il trend non \u00e8 promettente. Nessuno dei dieci\u00a0Paesi che ne fanno parte\u00a0pu\u00f2 considerarsi davvero uno Stato di diritto. Alcuni analisti parlano di <strong>\u201cdemocrazie guidate\u201d<\/strong> che permetterebbero rapidit\u00e0 nel processo decisionale e un maggiore sviluppo economico. Ma a quale prezzo? Quello di vivere in assenza di Stato di diritto, per cui un individuo o un gruppo saranno sempre al di sopra della legge.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Enric Catal\u00e3\u00a0 Contreras\/SOPA Images via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 29 luglio si sono svolte le elezioni legislative in Cambogia, monarchia costituzionale parlamentare del sud-est asiatico, governata da 33 anni dall&#8217;ex khmer rosso Hun Sen con il suo Partito popolare cambogiano (Cpp). Le urne hanno consegnato una scontatissima vittoria al Cpp ed altri cinque anni di governo ad Hun Sen. 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