{"id":70682,"date":"2018-08-19T22:18:46","date_gmt":"2018-08-19T20:18:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70682"},"modified":"2018-08-23T23:24:02","modified_gmt":"2018-08-23T21:24:02","slug":"onu-morto-annan-no-iraq","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/onu-morto-annan-no-iraq\/","title":{"rendered":"Onu: morto Kofi Annan, disse no all\u2019invasione dell\u2019Iraq"},"content":{"rendered":"<p>La sera, tardi, si poteva incontrare <strong>Kofi Annan<\/strong>, segretario generale delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/trump-onu-realpolitik-nazionalista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Nazioni Unite<\/strong><\/a>, che risaliva a piedi la First Avenue dal Palazzo di Vetro verso la propria abitazione, senza corte e senza scorta \u2013 almeno visibile -, anche nel clima dell\u2019America sotto attacco dopo l\u201911 settembre 2001.<\/p>\n<p>Negli incontri con i giornalisti, era disponibile con tutti e misurava le parole delle risposte, cercando, senza asprezze, pi\u00f9 la precisione che la battuta d\u2019effetto. Ma non era certo una persona alla mano: quasi un aristocratico della diplomazia \u2013 del resto, era l\u2019erede di una famiglia dell&#8217;aristocrazia tribale del suo Paese, il <strong>Ghana<\/strong> &#8211; , curato nella forma e preparato nella sostanza, che non alzava mai la voce e tanto meno batteva pugni sul tavolo.<\/p>\n<p><strong>Il cordoglio internazionale<\/strong><br \/>\nAnnan, morto sabato 18 agosto a Berna, in Svizzera all\u2019et\u00e0 di 80 anni, dopo breve malattia, era uno di quei (rari) protagonisti della scena pubblica internazionale che, quando se ne vanno, tutti, ma proprio tutti, coloro che ne furono interlocutori ne parlano bene, anche quanti lo ebbero antagonista.<\/p>\n<p>Messaggi di cordoglio e d\u2019apprezzamento vengono da Antonio Guterrez, attuale segretario generale dell\u2019Onu, che ricorda \u201cl\u2019orgoglioso figlio dell\u2019Africa\u201d, e da Ban ki-mon, che fu il suo successore, da Clinton e da Obama \u2013\u201cIncarn\u00f2 lo spirito delle Nazioni Unite\u201d &#8211; e da Putin \u2013 \u201cUn uomo meraviglioso\u201d -, da Macron e dalla Merkel, dall\u2019Ue e persino da Bush che si scontr\u00f2 con la sua fermezza \u2013 ora dice: \u201cUn uomo gentile\u201d -. Manca, per ora, la voce di Donald Trump, ma il silenzio del negazionista del multilateralismo non stupisce.<\/p>\n<p>In questi casi, l\u2019unica cosa che si pu\u00f2 rimproverare allo scomparso, a parte gli insuccessi, ch\u00e9 ce ne sono sempre, \u00e8 un eccesso di diplomazia o di essere stato troppo accomodante. Oppure, come fa Rory Stewart su <em>The Guardian<\/em>, in un articolo un po\u2019 malevolo, la vanit\u00e0 del collezionista di premi e incarichi.<\/p>\n<p><strong>Una vita spesa nelle e per le Nazioni Unite<\/strong><br \/>\nGhanese formatosi negli Usa e in Svizzera, Annan entr\u00f2 all\u2019Onu nel 1962 ed arriv\u00f2 a esserne \u2013 primo e finora unico funzionario giunto al vertice dell\u2019organizzazione ed anche primo e finora unico nero &#8211; segretario generale per due mandati, dal gennaio 1997 al dicembre 2006, dopo essere stato dal 1993 responsabile delle missioni di pace. Tre i giorni di lutto decretati dalle Nazioni Unite, nel ricordo del loro settimo leader; una settimana di cordoglio in Ghana.<\/p>\n<p>Era un uomo da scrivania pi\u00f9 che da terreno: un tentativo di lavorare nel suo Paese non riusc\u00ec. Era multilateralista prima che africanista: non aveva sul suo popolo il carisma di un Nelson Mandela, ma aveva l\u2019abilit\u00e0 e il fascino del grande diplomatico. Con lui, l\u2019Africa sedette al tavolo di tutte le grandi decisioni internazionali. E lui considerava gli Obiettivi di sviluppo\u00a0del millennio il fiore all&#8217;occhiello del suo mandato.<\/p>\n<p><strong>Il Nobel per la Pace e le nuove priorit\u00e0<\/strong><br \/>\nAnnan ottenne nel 2001 il Nobel per la Pace, insieme alle Nazioni Unite, per l\u2019impegno umanitario, nonostante, proprio sul fronte dell\u2019azione umanitaria e degli \u2018interventi per proteggere\u2019 \u2013 una linea che avrebbe poi teorizzato -, l\u2019Onu e Annan avessero accusato negli Anni Novanta grossi smacchi: la missione in Somalia nel 1993, quella in Ruanda nel \u201895, la strage di Sebrenica nel \u201995 restano pagine nere, che, in situazioni e contesti molto diversi, lo segnarono profondamente.<\/p>\n<p>Ma il premio gli fu consegnato quando, dopo l\u2019attacco all\u2019America dell\u201911 Settembre, il Mondo aveva ormai voltato pagina: sulla sua agenda c\u2019erano, accanto all\u2019impegno per lo sviluppo e all\u2019azione umanitaria, nuove priorit\u00e0, la lotta al terrorismo e la gestione di una rinnovata frenesia d\u2019interventismo americano.<\/p>\n<p><strong>Il &#8216;candidato degli Usa&#8217;\u00a0che disse no a Washington<\/strong><br \/>\nEletto nel 1996 come &#8216;candidato degli Usa&#8217; dopo lo strappo di Washington sul rinnovo dell&#8217;egiziano Boutros Boutros Ghali, Annan seppe liberarsi dei condizionamenti che l\u2019avevano portato al vertice dell\u2019Onu. E proprio dopo l\u201911 Settembre, diede di s\u00e9 le prove migliori: condiscendente con gli Usa sull\u2019operazione in Afghanistan, decisa \u2018per le vie brevi\u2019 dopo l\u2019attacco e mirata a colpire i santuari di Al Qaeda, che aveva architettato, compiuto e rivendicato gli attentati, e il regime dei talebani che li proteggeva; fermo contro l\u2019invasione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iraq-moqtada-vittoria-a-sorpresa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Iraq<\/strong><\/a>, definita \u201cun atto illegittimo\u201d dal punto di vista del diritto internazionale.<\/p>\n<p>Annan tenne fermo il punto nonostante le pressioni dell\u2019allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush, nonostante il rapporto dell\u2019Onu con gli Usa scendesse al punto pi\u00f9 basso, prima d\u2019ora. E proprio di questo gli rendono merito gli Elders, i Saggi, il gruppo impegnato a promuovere la pace nel Mondo fondato da Mandela e dal 2013 presieduto da Annan: &#8220;E&#8217; stato \u2013 ricordano in una nota &#8211; un costante difensore dei diritti umani, dello sviluppo e dello stato di diritto \u2026 S\u2019\u00e8 impegnato tutta la vita per la cause della pace e va ricordato per la sua ferma opposizione all&#8217;aggressione militare, specie all&#8217;invasione dell&#8217;Iraq a guida Usa nel 2003&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Scandali e polemiche<\/strong><br \/>\nIl suo secondo mandato venne lambito dallo scandalo &#8216;oil for food&#8217;, scoppiato quando il programma dell\u2019Onu per consentire all&#8217;Iraq sotto sanzioni di vendere petrolio per sfamare i civili si trasform\u00f2 in una tangentopoli che coinvolse funzionari amici e lo stesso figlio Kojo. Annan, messo sotto inchiesta, fu scagionato.<\/p>\n<p>Tra le ultime missioni, dopo aver lasciato il Palazzo di Vetro, ci sono stati i sei mesi spesi nel 2012 per fermare le stragi in Siria e la guida di un&#8217;inchiesta sulla crisi dei Rohingya in Birmania.<\/p>\n<p>Ci sono pure messaggi di cordoglio italiani: da Romano Prodi, di cui fu interlocutore in pi\u00f9 ruoli, e da Emma Bonino \u2013 \u201cgrande alleato dei radicali nella battaglia per la Corte penale internazionale\u201d -, oltre che dalle Istituzioni. Alessandra Baldini ricorda sull\u2019ANSA un episodio che i pi\u00f9 hanno ormai dimenticato: come capo dei caschi blu, Annan si fece nel 1993 la fama di &#8220;nemico dell&#8217;Italia&#8221;, dopo le critiche mosse al contingente italiano in Somalia. Fin\u00ec con il richiamo del generale Bruno Loi, comandante italiano a Mogadiscio: si sarebbe rifiutato di coordinarsi con l&#8217;Onu, preferendo rivolgersi a Roma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sera, tardi, si poteva incontrare Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite, che risaliva a piedi la First Avenue dal Palazzo di Vetro verso la propria abitazione, senza corte e senza scorta \u2013 almeno visibile -, anche nel clima dell\u2019America sotto attacco dopo l\u201911 settembre 2001. 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