{"id":7070,"date":"2008-01-09T00:00:00","date_gmt":"2008-01-08T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/26-torrenti-non-fanno-un-grande-fiume-i-bilanci-della-difesa-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:06","slug":"26-torrenti-non-fanno-un-grande-fiume-i-bilanci-della-difesa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/01\/26-torrenti-non-fanno-un-grande-fiume-i-bilanci-della-difesa-europea\/","title":{"rendered":"26 torrenti non fanno un grande fiume: i bilanci della difesa europea"},"content":{"rendered":"<p>Il 19 dicembre scorso l\u2019Agenzia Europea Difesa (Eda) ha reso pubbliche le sue elaborazioni relative alla spesa per la difesa nell\u2019anno 2006 dei paesi europei, nonch\u00e9 un confronto dei dati aggregati rispetto agli Stati Uniti.Da questi dati emerge in modo evidente che la funzione di produzione di sicurezza europea risulta sottocapitalizzata e riflette le consuetudini della Guerra Fredda: vi \u00e8 un eccesso diffuso di personale in armi che risponde spesso anche a logiche perverse di spesa pubblica di natura assistenziale o clientelare, assolutamente non necessaria per il tipo di difesa richiesta oggi.<\/p>\n<p>All\u2019interno della situazione europea vi sono realt\u00e0 nazionali assai differenziate, rispondenti a modelli di riferimento radicati storicamente, difficili da cambiare. I paesi pi\u00f9 virtuosi (Regno Unito, Francia, Svezia) dovrebbero essere presi a modello, sebbene anch\u2019essi  non siano esenti da storture e suscettibili di miglioramenti.<\/p>\n<p>L\u2019eccessiva disparit\u00e0 di forze e di tipologia d\u2019impiego delle risorse rispetto agli Stati Uniti rende impossibile una collaborazione equilibrata nel lungo periodo e pone in serio pericolo la credibilit\u00e0 di una base tecnologica ed industriale della difesa in Europa. Pertanto questo gap andrebbe ridotto in termini relativi, agendo sulle categorie di spesa.<\/p>\n<p>I singoli paesi europei possono solo marginalmente migliorare la situazione complessiva, grazie a politiche di spesa pi\u00f9 accorte, ma raggiungeranno risultati decisivi solo coalizzandosi e rendendo l\u2019operazione di addizione dei rispettivi bilanci nazionali non pi\u00f9 una finzione, ma una realt\u00e0 politica.<\/p>\n<p>Le istituzioni europee devono servire da catalizzatore di questa unione progressiva, secondo un modello di messa in comune delle capacit\u00e0 (pooling) e specializzazione su scala europea.<\/p>\n<p>Nel caso italiano poi, di fronte all\u2019incapacit\u00e0 da lungo sperimentata di modificare radicalmente il modello di difesa in favore di forze relativamente ridotte, ma altamente proiettabili e quindi adeguatamente capitalizzate, l\u2019unica soluzione rimasta \u00e8 proprio quella europea: rendersi promotori di un processo di unificazione progressiva delle politiche e degli assetti di difesa europei, vincolando le proprie risorse a tale fine.<\/p>\n<p><b>Il contesto europeo<\/b><br \/>In genere, sembra esservi una sovrastima della spesa reale per la difesa dei paesi europei; ci\u00f2 \u00e8 tipico del \u201cgioco delle parti\u201d compiuto dai governi, i quali tendono a presentare ai legislatori nazionali spese per la difesa contenute, per poi \u201cgonfiarle\u201d contabilmente il pi\u00f9 possibile in sede internazionale, per poter sostenere di accollarsi una fetta rilevante del \u201cfardello\u201d collettivo ed evitare cos\u00ec di apparire come \u201cfree rider\u201d.<\/p>\n<p>Anche questo esercizio infatti \u00e8 lontano dall\u2019aver risolto i difetti che affliggono basi di dati analoghe, quali quelle raccolte in sede Nato o da organismi terzi quali il Military Bilance dell\u2019Iiss di Londra. Manca ancora un metodologia comune che consenta di omogeneizzare i dati provenienti da ventisei bilanci nazionali diversi e li renda effettivamente utili per supportare una seria analisi dell\u2019effettivo impiego di risorse per la produzione di sicurezza e difesa in Europa.<\/p>\n<p>Basti pensare all\u2019inclusione delle pensioni ai militari (nel caso di Francia, Germania e Italia), all\u2019inclusione di spese e del personale per forze di gendarmeria che svolgono essenzialmente funzioni di ordine pubblico, come la Gendarmerie in Francia e i Carabinieri in Italia, eccetera.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019EDA, i paesi europei nel 2006 hanno speso complessivamente 201 miliardi di euro, di cui quasi i tre quarti (148 miliardi) dati dalla somma dei primi quattro paesi (Regno Unito, Francia, Germania, Italia). In realt\u00e0 il contributo francese (indicato in 43,5 miliardi) \u00e8 sovrastimato di una decina di miliardi, al pari di quello italiano (26,6 miliardi contro uno \u201creale\u201d di circa 15 miliardi), mentre quello tedesco (30,4 miliardi) \u00e8 incrementato di circa 6 miliardi, il tutto principalmente a causa dell\u2019inclusione delle pensioni e delle forze di gendarmeria.<\/p>\n<p>Regno Unito e Francia comunque fanno categoria a parte (i dati includono anche la spesa per il mantenimento dei rispettivi arsenali nucleari), avvicinate solo dalla Germania, che pure spende in funzione del Pil risorse relativamente esigue.<\/p>\n<p>In ogni caso, l\u2019Eda stima la spesa complessiva all\u20191,78% del Pil europeo, pari ad una spesa media pro capite di 412 euro.<\/p>\n<p>I dati pi\u00f9 interessanti emergono per\u00f2 dalla suddivisione delle spese in categorie funzionali (Personale, Operazioni, Investimento e Ricerca).<\/p>\n<p>Si conferma in modo clamoroso quanto la funzione di produzione del bene difesa in Europa sia significativamente \u201dlabour intensive\u201d. <\/p>\n<p>Il personale in uniforme \u00e8 indicato il 1.940.000 unit\u00e0 (anche qui vi \u00e8 una certa sovrastima causata dall\u2019inclusione di forze di gendarmeria, che sballano completamente il dato italiano e francese), mentre quello civile dipendente dalla difesa si attesta a 485.00 unit\u00e0. <\/p>\n<p>Secondo l\u2019Eda, di questi quasi 2 milioni di soldati, solo 98.000 sono stati in media schierati all\u2019estero nel corso del 2006 e solo 378.000 forze di terra sono proiettabili al di fuori dei territori nazionali, di cui solo 101.00 sono sostenibili nel tempo contemporaneamente.<\/p>\n<p>Considerando che la difesa territoriale statica non rappresenta pi\u00f9 il principale impiego delle forze armate europee, mentre cresce esponenzialmente la richiesta per interventi all\u2019estero ben al di l\u00e0 dell\u2019orizzonte geografico europeo, non si pu\u00f2 non rilevare come il processo di transizione verso la mobilit\u00e0 avviato oltre 10 anni fa non possa  ancora dirsi compiuto.<\/p>\n<p>Il costo del personale assorbe 110 miliardi di euro (55% in media), raggiungendo picchi di quasi l\u201980% in diversi paesi fra cui Italia e Grecia, per ridursi al 40% nel Regno Unito e al 55% in Francia.<\/p>\n<p>La spesa per le operazioni e l\u2019esercizio raggiunge i 43 miliardi di euro (di cui oltre un terzo inglese, cui si aggiungono quasi 8 miliardi francesi).<\/p>\n<p>La spesa collettiva per gli equipaggiamenti ammonta a 29 miliardi di euro, di cui 7,5 inglesi 6,3 francesi 3,7 tedeschi 2,3 spagnoli e 2,1 italiani, mentre la spesa per ricerca e sviluppo si attesta a 9,7 miliardi di euro, di cui 4 inglesi 3,8 francesi e 1 tedeschi.<\/p>\n<p>In sostanza, la spesa per investimenti collettiva raggiunge una media del 19,4% del totale, ma con significative differenze fra paesi: \u00e8 pari al 23,2% in Francia, al 24,4% nel Regno Unito, al 33,2% in Svezia, ma solo al 15,6% in Germania e all\u20198,8% in Italia, uno dei valori pi\u00f9 bassi in assoluto.<\/p>\n<p>La capitalizzazione media per soldato \u00e8 di 22.300 euro, ma raggiunge picchi di 79.400 euro in Svezia, 65.000 in Gran Bretagna, 38.500 in Francia, mentre la Germania si attesta sotto la media con 19.300 euro e l\u2019Italia supera a mala pena la met\u00e0 della media con 11.600 euro.<\/p>\n<p><b>La comparazione con gli Usa<\/b><br \/>L\u2019analisi comparativa con gli Stati Uniti \u00e8 particolarmente impietosa. Nonostante i problemi relativi al tasso di cambio con il Dollaro finiscano per sottostimare la spesa americana, nel 2006 gli Usa hanno speso per la difesa l\u2019equivalente di 491 miliardi di euro, pari al 4,7% del Pil (contro il ricordato 1,8% collettivo europeo); la spesa pro capite per la difesa \u00e8 il quadruplo di quella europea (1.640 euro contro 412).<\/p>\n<p>Ma al di l\u00e0 dei dati macro, il confronto per categorie di spesa \u00e8 ancora pi\u00f9 interessante e significativo. Il personale in uniforme non raggiunge infatti 1,4 milioni (mezzo milione in meno rispetto alla somma europea), mentre quello civile si attesta a 700.000 uomini; la spesa difesa per soldato \u00e8 3,5 volte quella europea (354.900 euro contro 103.600), mentre la spesa per investimento per soldato \u00e8 il quintuplo (102.500 contro 20.000).<\/p>\n<p>La spesa per il personale \u00e8 pari a 100 miliardi di euro (-10 miliardi rispetto a quella europea), mente quella per operazioni ed esercizio \u00e8 quadrupla (169 miliardi), quella per equipaggiamenti quasi tripla (83 miliardi) e quella per ricerca e sviluppo moltiplicata per un fattore 6 (58 miliardi). In percentuale sul totale, la spesa Usa per il personale \u00e8 del 20% (il 55% in Europa), quella d\u2019esercizio 35% (21,6% in Europa) e l\u2019investimento raggiunge il 29% (19,4% in Europa).<\/p>\n<p>In compenso, in media nel corso del 2006 vi sono state 200.000 truppe americane impegnate in missioni all\u2019estero, pari al 14% del totale, contro le 98.000 europee (pari al 5% del totale).Sebbene si debba ricordare come gli obiettivi e le ambizioni di politica estera (e di difesa in particolare) degli Stati Uniti siano incomparabilmente pi\u00f9 elevati della somma di quelli europei, la disparit\u00e0 appare evidente e, ponendosi nell\u2019ottica dei paesi che ambiscono ad una equilibrata cooperazione transatlantica in materia di sicurezza e difesa, insostenibile.<\/p>\n<p>Links: <br \/><a href= \"http:\/\/www.eda.europa.eu\/documents.aspx\" target= \"blank\"><b><u> Documenti EDA<\/u><\/b><\/a><br \/><a href= \"http:\/\/www.iai.it\/sections\/ricerca\/difesa_sicurezza\/osservatorio\/Slide%20Osservatorio%202007.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Elaborazioni IAI<\/u><\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 19 dicembre scorso l\u2019Agenzia Europea Difesa (Eda) ha reso pubbliche le sue elaborazioni relative alla spesa per la difesa nell\u2019anno 2006 dei paesi europei, nonch\u00e9 un confronto dei dati aggregati rispetto agli Stati Uniti.Da questi dati emerge in modo evidente che la funzione di produzione di sicurezza europea risulta sottocapitalizzata e riflette le consuetudini [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7070"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7070"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7070\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61748,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7070\/revisions\/61748"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7070"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7070"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7070"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}