{"id":70729,"date":"2018-08-24T15:41:16","date_gmt":"2018-08-24T13:41:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70729"},"modified":"2018-08-30T00:12:44","modified_gmt":"2018-08-29T22:12:44","slug":"israele-diritto-diritti-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/israele-diritto-diritti-democrazia\/","title":{"rendered":"Israele: deriva tra diritto, diritti e democrazia"},"content":{"rendered":"<p>Il 7 maggio, il presidente della <strong>Corte Suprema<\/strong> di <strong>Israele<\/strong> Esther Hayut ha dichiarato che &#8220;il ramo giudiziario \u00e8 sotto un brutale attacco senza precedenti che pone una reale minaccia al suo potere ed alla sua indipendenza&#8221;. Hayut si riferiva all&#8217;approvazione all&#8217;unanimit\u00e0, da parte della commissione ministeriale per la legislazione, della Override Clause che prevede la possibilit\u00e0 di superare le decisioni della Corte Suprema da parte della Knesset, con un voto a maggioranza assoluta di 61 rappresentanti su 120.<\/p>\n<p>Mentre il sistema giudiziario israeliano si trova ad affrontare questa problematica situazione, il diritto internazionale non gode di un trattamento particolarmente migliore da parte delle autorit\u00e0 dello Stato ebraico. Lo scorso maggio, a seguito delle proteste da parte palestinese contro lo spostamento dell\u2019ambasciata americana a Gerusalemme, l\u2019Idf, cio\u00e8 le forse di difesa israeliane, hanno deciso di utilizzare proiettili veri per reprimerle, causando un elevato numero di morti. Diversi analisti hanno considerato tale scelta completamente estranea ai metodi previsti dal diritto internazionale circa l\u2019utilizzo di una forza commisurata alla minaccia.<\/p>\n<p>Questi due casi assieme identificano un problema fondamentale per il futuro di Israele, ossia il rischio del completo tracollo dello stato di diritto e conseguentemente del sistema democratico.<\/p>\n<p><strong>Sovranismo vs. Corte Suprema<br \/>\n<\/strong>Un <u><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/israele-demografia-ebrei-arabi-pari\/\">precedente articolo<\/a><\/u>\u00a0di questa rivista evidenziava quali fossero i rischi della deriva antidemocratica in Israele dovuti alla situazione demografico-politica. Oggi questi rischi si stanno velocemente concretizzando in chiare misure legislative volte a un aspetto fondamentale: la possibilit\u00e0 di escludere la minoranza araba dal controllo politico-istituzionale del Paese.<\/p>\n<p>Al momento, la Override Clause \u00e8 ferma nel suo processo di approvazione, ma \u00e8 probabile che una maggioranza politica possa essere rintracciata per il definitivo inserimento di tale provvedimento nelle Leggi Fondamentali israeliane. Tale fatto costituirebbe un colpo fortissimo alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/israele-legge-stato-ebraico-democratico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>democrazia<\/strong><\/a> israeliana per due motivi:<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019azione della Corte Suprema &#8211; posta in essere soltanto nel 1992 &#8211; \u00e8 sempre stata volta alla tutela dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/sicurezza-diritti-stato-emergenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>diritti umani<\/strong><\/a>: nello specifico, essa pu\u00f2 dare parere negativo rispetto alle leggi promosse dalla Knesset nel caso in cui esse non rispettino i diritti protetti dalle Leggi Fondamentali. Fatto che nella pratica ha visto l\u2019abrogazione dell\u2019esiguo numero di 18 leggi in 26 anni. Pertanto lo spirito della Override Clause sembra quello di lasciare carta bianca alle azioni della Knesset, sottoponendo completamente il potere giudiziario (indipendente per definizione) a quello legislativo.<\/li>\n<li>Un secondo aspetto di modifica delle Leggi Fondamentali \u00e8 quello della possibilit\u00e0 di espellere un parlamentare dalla Knesset con un voto favorevole di 90 membri della stessa. Come <u><a href=\"https:\/\/www.al-monitor.com\/pulse\/originals\/2018\/05\/israel-bill-override-clause-high-court-justice-democracy.html\">ha fatto notare<\/a><\/u> l\u2019ex ministro laburista Yossi Beilin, tale norma, anche se non \u00e8 esplicitamente scritta, \u00e8 volta all&#8217;esclusione dei membri arabi dell\u2019unica camera israeliana, di modo da garantire l\u2019unit\u00e0 etnica nel controllo politico-istituzionale del Paese.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Se alla situazione descritta si aggiunge l&#8217;approvazione della &#8216;Legge sulla Nazionalit\u00e0&#8217; lo scorso 19 luglio, che definisce Israele come lo stato nazione del popolo ebraico, si ottiene la prospettiva di un quadro legislativo chiaramente indirizzato all&#8217;esclusione degli arabi. Inoltre, quello israeliano \u00e8 un sistema parlamentare monocamerale,\u00a0 che ha pertanto nella Corte Suprema il contrappeso rispetto alla maggioranza governativa del ramo legislativo. Spogliando il giudiziario dei suoi poteri si arriverebbe ad uno strapotere del governo e della sua maggioranza, impossibile da contrastare anche nel caso di approvazione di norme che violino esplicitamente i diritti umani.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Sovranismo vs. diritto internazionale e vs diritti umani<br \/>\n<\/strong>Le azioni di protesta promosse da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/israele-hamas-palestinesi-gaza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Hamas<\/strong><\/a> sono sfociate nelle ultime settimane in atti di aperta ostilit\u00e0, con reciproci attacchi tra la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/strascia-gaza-hamas-israele\/\"><strong>striscia di Gaza<\/strong><\/a> ed Israele. Bisogna per\u00f2 risalire ai primi sviluppi di tale dinamica a inizio maggio, quando le proteste avevano un contenuto meno violento di quello dimostrato pi\u00f9 di recente. Israele, in quel caso, ha scelto di mettere in primo piano la tutela del proprio Stato, attraverso l\u2019uso di una forza particolarmente asimmetrica che evidenzia un distacco delle scelte israeliane dal diritto internazionale.<\/p>\n<p>Come espresso dall\u2019Alto Commissariato Onu per i diritti umani, da Amnesty International ma anche da testate giornalistiche israeliane e professori universitari, la scelta dell\u2019Idf non ha rispettato quegli standard del diritto internazionale che sono ritenuti imprescindibili dalle democrazie occidentali al fine di tutelare i diritti fondamentali degli individui e non soltanto gli interessi nazionali.<\/p>\n<p>Tale scelta, oltre a confermare un trend piuttosto chiaro da parte delle autorit\u00e0 israeliane di distanziamento dalla comunit\u00e0 internazionale e dalle democrazie europee, ha anche il non secondario effetto di allontanare l\u2019opinione pubblica internazionale dalla legittimit\u00e0 delle azioni di Israele, le quali sono sempre state giustificate come funzionali all&#8217;autodifesa, ma in questo caso sono apparse chiaramente sproporzionate alla minaccia. L\u2019effetto a lungo termine del perpetuare queste scelte crea una dinamica viziosa per la quale Israele, al fine di tutelarsi dalle moltissime minacce che lo circondano, fa uso della violenza, a volte in modo sproporzionato, comportando una condanna da parte della comunit\u00e0 e delle organizzazioni internazionali, ci\u00f2 a sua volta causa una percezione di isolamento da parte israeliana che spinge il Paese a tutelarsi sempre di pi\u00f9 con azioni violente, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Il mancato rispetto da parte israeliana del diritto internazionale e la crisi istituzionale fra Knesset e Corte Suprema sembrano essere espressione di un comune denominatore: il desiderio di una componente delle istituzioni e dell\u2019opinione pubblica di non doversi sentire vincolati dai diritti umani nel momento in cui c\u2019\u00e8 in gioco la sicurezza dello Stato israeliano. Il conflitto fra questi due aspetti sta divenendo sempre pi\u00f9 chiaro, al punto da mettere in dubbio le strutture fondamentali del sistema democratico israeliano. La strada verso la strutturazione di una societ\u00e0 divisa e non rispettosa dei diritti umani sembra ormai essere quale scelta dallo Stato ebraico, strada che darebbe un ulteriore colpo alle democrazie occidentali che non godono affatto di buona salute.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 7 maggio, il presidente della Corte Suprema di Israele Esther Hayut ha dichiarato che &#8220;il ramo giudiziario \u00e8 sotto un brutale attacco senza precedenti che pone una reale minaccia al suo potere ed alla sua indipendenza&#8221;. 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