{"id":70732,"date":"2018-08-24T15:21:57","date_gmt":"2018-08-24T13:21:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70732"},"modified":"2018-08-30T00:13:10","modified_gmt":"2018-08-29T22:13:10","slug":"italia-tutela-lingue-minoritarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/italia-tutela-lingue-minoritarie\/","title":{"rendered":"Italia: sulle lingue minoritarie passi ancora da fare"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante i miglioramenti dimostrati nel corso degli ultimi anni, l&#8217;<strong>Italia<\/strong> non ha ancora raggiunto un livello ottimale nella tutela delle <strong>minoranze etniche storiche<\/strong> che risiedono entro i confini nazionali. A ricordarlo \u00e8 stato il friulano <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/autori\/lamberto-zannier\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Lamberto Zannier<\/a>, gi\u00e0 segretario generale e oggi Alto commissario <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/presidenza-italiana-dellosce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Osce<\/a><\/strong> \u00a0per le minoranze nazionali, durante una conferenza internazionale che si \u00e8 tenuta il 16 luglio scorso a Udine. Nello specifico, l\u2019Italia ad oggi non ha ancora ratificato la <strong>Carta europea<\/strong> <strong>delle lingue regionali o minoritarie<\/strong>, un documento importantissimo elaborato nel quadro del <strong>Consiglio d\u2019Europa <\/strong>per proteggere i diritti delle minoranze etniche, anzitutto quello di tenere viva la loro cultura, con la possibilit\u00e0 che la stessa possa continuare a fiorire nel tempo.<\/p>\n<p>La portata delle disposizioni della Carta va oltre la semplice protezione delle minoranze e la tutela contro la discriminazione, poich\u00e9 richiede che gli Stati firmatari adottino attivamente misure efficaci per la promozione delle lingue minoritarie. Concepita nel 1984 durante un summit al Palais de l\u2019Europe a Strasburgo, poi formalizzata nel 1992, \u00e8 ufficialmente entrata in vigore nel marzo 1998. Che l\u2019Italia non l\u2019abbia ancora ratificata appare tanto pi\u00f9 sorprendente se si tiene conto che la stessa Costituzione italiana spinge a riconoscere e a tutelare le lingue e le culture minoritarie.<\/p>\n<p><strong>Tutela delle minoranze autoctone e integrazione degli immigrati<\/strong><br \/>\nL\u2019articolo 6 della Costituzione tutela le minoranze linguistiche intese come minoranze etniche culturali storiche, consentendo l\u2019emanazione di apposite norme per la loro salvaguardia. A rendere per\u00f2 tutto pi\u00f9 complicato \u00e8 l\u2019evoluzione della societ\u00e0 italiana, che oggi risulta molto pi\u00f9 multiforme rispetto al passato. A tal proposito viene in soccorso l\u2019osservazione del diplomatico ed ex presidente sloveno Danilo T\u00fcrk il quale, sempre in occasione della recente conferenza di Udine, ha messo in evidenza una chiara distinzione tra le minoranze autoctone e quelle che autoctone non lo sono. Come per dire che nel primo caso bisogna attuare politiche di tutela, nel secondo pensare invece per prima cosa all\u2019integrazione sociale.<\/p>\n<p>La Carta europea delle lingue regionali o minoritarie non comprende le lingue parlate dalle comunit\u00e0 di <strong>immigrati<\/strong>. Ci\u00f2 ha per\u00f2 una spiegazione valida. A questo proposito T\u00fcrk ha puntualizzato: \u201cLe minoranze nazionali storicamente consolidate hanno un tipo di priorit\u00e0, legata alla preservazione della loro identit\u00e0 etnica, linguistica, culturale, mentre i nuovi gruppi migratori in arrivo hanno una priorit\u00e0 molto diversa, che \u00e8 soprattutto quella di essere socialmente integrati nella societ\u00e0 in cui iniziano a vivere\u201d.<\/p>\n<p><strong>Minoranze \u201cstoriche\u201d \u00a0nella Costituzione italiana<\/strong><br \/>\nOggi risiedono in Italia numerose minoranze linguistiche autoctone: alcune di esse sono efficacemente tutelate, altre meno. L&#8217;articolo 2 della legge 482\/1999 riconosce l&#8217;esistenza di dodici minoranze linguistiche definite \u201cstoriche\u201d, mettendone a tutela le rispettive lingue: \u201cIn attuazione dell&#8217;articolo 6 della Costituzione e in armonia con i principi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l&#8217;occitano e il sardo\u201d.<\/p>\n<p>Tra le Regioni italiane che sono regolate in base a statuti speciali per ragioni storiche vi \u00e8, ad esempio, il <strong>Trentino Alto Adige<\/strong>, che gode di alcuni benefici grazie anche alla presenza autoctona della minoranza linguistica tedesca che qui risiede. In passato, il regime speciale della autonomia venne di fatto concesso a questa regione per scongiurare le tendenze separatiste e per assicurare alla popolazione germanofona adeguate garanzie linguistiche e di sviluppo culturale. In Trentino Alto Adige, poi, si parla anche la lingua ladina: secondo il censimento del 2011, oltre 20 mila altoatesini si sono dichiarati ladini, approssimativamente il 4,5% della popolazione.<\/p>\n<p>Altre Regioni che godono di benefici per la tutela delle minoranze sono ad esempio il <strong>Friuli Venezia Giulia<\/strong> (minoranza linguistica friulana e quella di lingua slovena), la <strong>Sardegna<\/strong> (minoranza di lingua sarda), il <strong>Piemonte<\/strong> e la <strong>Valle d\u2019Aosta<\/strong> (minoranze linguistiche francesi e franco-provenzali).<\/p>\n<p><strong>A quando la ratifica della Carta?<\/strong><br \/>\nLa Carta europea delle lingue regionali o minoritarie rappresenta un impegno scritto del Consiglio d\u2019Europa a favore della protezione delle minoranze etniche. Secondo alcuni studiosi \u00e8 anche l\u2019unico strumento veramente efficace sia per preservare sia per promuovere le numerose lingue regionali e minoritarie nel pi\u00f9 ampio contesto europeo.<\/p>\n<p>La Carta intende da un lato tutelare e promuovere le lingue regionali o minoritarie come parti del <strong>patrimonio culturale europeo<\/strong> in pericolo d&#8217;estinzione e, dall&#8217;altro, promuovere l&#8217;uso di queste lingue nella vita pubblica e privata. Il suo scopo \u00e8, dunque, prevalentemente culturale. Tra l\u2019altro, la lingua italiana sta gi\u00e0 beneficiando dall\u2019applicazione della Carta. In base a questa importante convenzione, infatti, l&#8217;italiano \u00e8 ufficialmente riconosciuto lingua minoritaria in cinque Paesi: Svizzera, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Romania.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia ha firmato la convenzione il 27 giugno 2000, ma ad oggi non l\u2019ha ancora ratificata. Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge di ratifica il 9 marzo 2012, ma il Parlamento non si \u00e8 ancora pronunciato in materia. Speriamo lo faccia al pi\u00f9 presto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante i miglioramenti dimostrati nel corso degli ultimi anni, l&#8217;Italia non ha ancora raggiunto un livello ottimale nella tutela delle minoranze etniche storiche che risiedono entro i confini nazionali. 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