{"id":70852,"date":"2018-09-05T23:37:35","date_gmt":"2018-09-05T21:37:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70852"},"modified":"2018-09-10T08:26:03","modified_gmt":"2018-09-10T06:26:03","slug":"nigeria-terrore-desertificazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/nigeria-terrore-desertificazione\/","title":{"rendered":"Nigeria: alle radici del terrore, fra desertificazione e miseria"},"content":{"rendered":"<p>Dall\u2019inizio dell\u2019anno, in <strong>Africa<\/strong>, si sono verificati circa cento attacchi violenti contro civili ogni settimana, causando decine di migliaia di morti. Alcuni si possono ricondurre alla guerra civile nel Sud Sudan, altri ai conflitti interni nella Repubblica Centrafricana, altri ancora ai movimenti insurrezionali nel Corno d\u2019Africa.<\/p>\n<p>Nei decenni, d\u2019altronde, il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/africa-continente-inevitabile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">continente africano<\/a> ci ha abituati a questo genere di dinamiche, in quanto prodotto di quello scenario post-coloniale aggravato da conflitti tribali e governi corrotti. Molti di questi attacchi, per\u00f2, si sono rivelati essere particolarmente sanguinosi e sono stati rivendicati spesso da organizzazioni terroristiche che vengono ricondotte al sedicente Stato Islamico e ad Al-Qaeda. Quest\u2019azione violenta da parte delle milizie islamiche si \u00e8 prevalentemente concentrata vicino alle zone desertiche dell\u2019Africa occidentale e della Somalia. Tra le organizzazioni terroristiche pi\u00f9 attive, <strong>Boko Haram<\/strong> costituisce quella pi\u00f9 degna di nota a causa della sua diffusione e della violenza utilizzata.<\/p>\n<p><strong>Guerriglieri\u00a0ancora potenti<\/strong><br \/>\nBoko Haram significa letterarmente \u201cl\u2019istruzione occidentale \u00e8 proibita\u201d. I suoi membri sono estremisti islamici ostili all\u2019occidente, e sono presenti nella met\u00e0 settentrionale del territorio della <strong>Nigeria<\/strong>, in cui la popolazione \u00e8 povera e prevalentemente musulmana. Esso costituisce probabilmente il gruppo terroristico pi\u00f9 pericoloso e potente del continente. Sebbene sia stato notevolmente indebolito nel 2015 da un\u2019efficace operazione militare a guida occidentale, esso mantiene il controllo su un vasto territorio nella regione del <strong>Lago Ciad<\/strong>.<\/p>\n<p>Nato nove anni fa nella regione del Borno, Boko Haram si \u00e8 da subito dimostrato essere un gruppo molto violento. Nel 2014 attir\u00f2 su di s\u00e9 l\u2019attenzione del mondo intero, dopo il rapimento di 276 studentesse cristiane a Chibok. L\u2019anno successivo, a seguito dell\u2019affiliazione con l\u2019Isis, Boko Haram si \u00e8 affermato nello scacchiere geopolitico come organizzazione strutturata, nonch\u00e9 come considerevole minaccia per le nazioni dell\u2019Africa occidentale. Ad oggi, i suoi militanti hanno causato decine di migliaia di morti e quasi tre milioni di sfollati. Oltre ai numerosi attentati nelle principali citt\u00e0 della regione, Boko Haram attacca i villaggi, arruolando uomini e bambini per combattere e compiere attacchi suicidi.<\/p>\n<p>Nonostante il governo di Abuja si sia impegnato da tempo a combattere il sedicente Califfato \u2013 con il supporto militare di Camerun, Niger, Ciad, Stati Uniti, Regno Unito e Francia \u2013 i militanti islamici sono riusciti a rimanere attivi grazie a due fattori determinanti: le condizioni geografiche e le dinamiche sociali della regione.<\/p>\n<p>Oggi, le zone dell\u2019Africa in cui vi \u00e8 una maggiore presenza di conflitti si concentrano nei dintorni di una precisa area geografica del continente, il <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/sahel-ruolo-ue-stabilita-sviluppo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Sahel<\/a><\/strong>, territorio semidesertico che si estende a sud della zona equatoriale del continente africano. Il Sahel risulta essere una delle regioni pi\u00f9 colpite al mondo dai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/migranti-climatici-reata-preparati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">cambiamenti climatici<\/a>, in quanto travolto dalla <strong>desertificazione<\/strong> che ha permesso al Sahara di espandersi del 10% negli ultimi cento anni. Le conseguenze per le popolazioni locali sono a dir poco devastanti. La regione del Lago Ciad, per esempio, \u00e8 stata colpita da gravi carestie e siccit\u00e0 a seguito della quasi totale scomparsa di quello che era uno dei laghi pi\u00f9 vasti del continente.<\/p>\n<p><strong>Lo scontro fra pastori e contadini<\/strong><br \/>\nViene da s\u00e9 che i popoli provenienti da quelle terre debbano, in qualche modo, adattarsi alle nuove condizioni climatiche. Particolarmente emblematico \u00e8 il caso dei <strong>Fulani,<\/strong> un popolo di pastori musulmani originario dell\u2019Africa dell\u2019ovest. A causa della desertificazione del Sahel, la storica tensione tra pastori Fulani e contadini cristiani si \u00e8 intensificata, fino a sfociare in conflitto civile. Infatti, mentre i pastori sono costretti a migrare verso sud, l\u2019agricoltura nigeriana sta conoscendo una notevole espansione che si spinge verso nord. \u00c8 osservabile come, negli ultimi anni, uomini di appartenenza Fulani siano improvvisamente entrati in possesso di una notevoli quantit\u00e0 di armi con cui si sono resi responsabili di un\u2019impressionante quantit\u00e0 di attacchi violenti che stanno tenendo occupati i soldati dell\u2019esercito nigeriano, oltre che attirare l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica del Paese, distogliendo entrambi dalla questione Boko Haram.<\/p>\n<p>Nonostante la situazione in Nigeria sia di grande rilievo \u2013 soprattutto essendo questa la prima economia del continente e la ventiseiesima nel mondo \u2013 si consideri che Boko Haram non costituisce un caso isolato, ma che sia invece uno dei tanti gruppi terroristici che sono comparsi in aree con tassi di povert\u00e0 estrema.<\/p>\n<p>Come per l\u2019Isis in Siria, Al-Shabaab in Somalia e Al-Qaeda in Mali, la strategia di queste organizzazioni \u00e8 sempre la medesima: dopo aver individuato zone con un vuoto governativo e dove la popolazione vive in stato di bisogno, ne attaccano i villaggi e le citt\u00e0, accrescendo la propria forza militare grazie alla vulnerabilit\u00e0 della popolazione che si ritrova costretta ad unirsi a loro in cambio di beni di prima necessit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>La risposta sbagliata alle offensive<\/strong><br \/>\nFinora, le uniche misure adottate per contrastare questo fenomeno sono state controffensive militari \u2013 direttamente proporzionali al valore mediatico degli attentati compiuti\u00a0\u2013, utili solo a far retrocedere le milizie islamiche nelle aree desertiche in cui queste ultime hanno considerevole controllo militare. \u00c8 per\u00f2 risultato evidente come gli attacchi sferrati dalle Forze armate siano risultati poco efficaci e in alcuni casi addirittura controproducenti. \u00c8 per\u00f2 altrettanto chiaro che in mancanza di una consolidata presenza governativa nelle aree in questione, i gruppi terroristi potranno sempre sfruttare queste terre per riorganizzarsi e passare inosservati attraverso le frontiere degli stati confinanti.<\/p>\n<p>A voler ben vedere, indipendentemente dalle strategie militari che verranno adottate, il problema di fondo risiede nella miseria in cui sono costrette a vivere le persone. Infatti, fintanto che le popolazioni locali saranno costrette a vivere in estrema povert\u00e0, esse continueranno a favorire la sopravvivenza di questi pericolosi gruppi, che sfrutteranno l\u2019esponenziale crescita demografica dei Paesi nel Sahel per assicurarsi un apporto continuo di combattenti. In termini di cooperazione internazionale, non vi \u00e8 stato alcun progetto meritevole di considerazione.<\/p>\n<p>Peraltro, a fronte della gravit\u00e0 e della persistenza delle minacce terroristiche nelle regioni, viene da domandarsi se il supporto finanziario da parte della comunit\u00e0 internazionale sia sufficiente, e se quest\u2019ultima sia disposta ad accettare il rischio di un aumento dell\u2019influenza sul territorio da parte di queste organizzazioni.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Sally Hayden\/SOPA via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019inizio dell\u2019anno, in Africa, si sono verificati circa cento attacchi violenti contro civili ogni settimana, causando decine di migliaia di morti. Alcuni si possono ricondurre alla guerra civile nel Sud Sudan, altri ai conflitti interni nella Repubblica Centrafricana, altri ancora ai movimenti insurrezionali nel Corno d\u2019Africa. Nei decenni, d\u2019altronde, il continente africano ci ha abituati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":70853,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69,1307,470,1192,1306,863],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70852"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70852"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70852\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70856,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70852\/revisions\/70856"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70853"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70852"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70852"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}