{"id":70858,"date":"2018-08-29T17:57:08","date_gmt":"2018-08-29T15:57:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70858"},"modified":"2018-09-10T07:11:48","modified_gmt":"2018-09-10T05:11:48","slug":"russia-ucraina-linea-tensione-diritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/russia-ucraina-linea-tensione-diritti\/","title":{"rendered":"Russia-Ucraina: linea di tensione sul fronte dei diritti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Russia<\/strong> e <strong>Ucraina<\/strong> sono separate da una debole linea di confine sul fronte della salvaguardia dei <strong>diritti umani<\/strong> e delle libert\u00e0 civili e politiche. A distanza di quattro anni, le conseguenze della tensione separatista in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/crimea-resistenza-tatara-ed-eurovision\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Crimea<\/strong><\/a> e la violenta\u00a0<em>escalation<\/em>\u00a0militare nell&#8217;Est ucraino, hanno definitivamente incrinato le relazioni diplomatiche tra Kiev e Mosca.<\/p>\n<p>Tra le pieghe del conflitto russo-ucraino, la negazione di tutele fondamentali nella detenzione\u00a0dei prigionieri politici e di guerra subisce l&#8217;influsso di fasi distensive, presupposto alla fattiva attuazione degli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/02\/il-tour-de-force-di-minsk-finisce-i-dubbi-restano\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>accordi di Minsk<\/strong><\/a> I (2014) e II (2015), alternando frizioni bilaterali nell&#8217;osservanza delle stesse condizioni siglate.<\/p>\n<p>Lo scorso 18 giugno, nel vertice di Berlino tra le diplomazie del &#8220;<strong>quartetto di Normandia<\/strong>&#8221; (Russia, Ucraina, Francia, Germania), si \u00e8 discusso della rimozione delle armi pesanti e di interventi di sminamento nelle aree interessate dal conflitto. Operazioni che, ha ricordato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, implicano il rispetto del cessate il fuoco e una cabina di regia coordinata a livello sovranazionale.<\/p>\n<p><em>Possono le Nazioni Unite\u00a0unire l&#8217;Ucraina?<\/em>, si domanda un rapporto dell&#8217;<em>Hudson Istitute <\/em>(2018) che delinea lo scenario geopolitico di una possibile missione\u00a0di peacekeeping Onu nel Donbass. Prospettato per il 2019, l\u2019intervento dei caschi blu incontrerebbe un duplice ostacolo: in sede di Consiglio di Sicurezza, la Russia eserciter\u00e0 pressioni per bloccare l\u2019iniziativa, prolungando l&#8217;<em>impasse<\/em>; mentre le autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk (Dpr) e Luhansk (Lpr), firmatarie insieme a Russia e Ucraina del Protocollo di Minsk (2014), hanno gi\u00e0 annunciato di volere contrastare ogni intervento esterno\u00a0<em>manu militari<\/em>.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Aree di tensione&#8221; e attivismo di piazza: la crisi ucraina del 2014<br \/>\n<\/strong>Nel febbraio 2014, la sospensione dell&#8217;accordo di <em>partnership<\/em>\u00a0politica ed economica con l&#8217;Unione europea (Deep and Comprehensive Free Trade Area, Dcfta<em>)<\/em> e l&#8217;accettazione di un prestito concesso dalla Russia (15 miliardi in pi\u00f9\u00a0<em>tranches<\/em>) conducono migliaia di cittadini ucraini pro-europei in\u00a0<em>Majdan Nezale\u017enosti<\/em>, la piazza centrale della capitale Kiev, per chiedere le dimissioni dell&#8217;allora presidente Viktor\u00a0Janukovy\u010d.<\/p>\n<p>In 48 ore, tra il 21 e il 22 febbraio, le proteste popolari che stavano esacerbando da settimane la tensione sociale e politica nel Paese suscitano una crescente pressione interna nel Parlamento. Fatto che costringe dapprima Janukovy\u010d a negoziare un difficile accordo con le opposizioni e che, il giorno successivo, ne determina la destituzione, a seguito di una mozione votata in larga maggioranza dalla\u00a0<em>Verkhovna Rada<\/em>.<\/p>\n<p>Nelle stesse ore, l&#8217;assemblea approva un disegno di legge per il ripristino della Costituzione del 2004, disponendo un riequilibrio tra i poteri presidenziali e parlamentari, oltre a un provvedimento di amnistia per la scarcerazione &#8220;<em>incondizionata<\/em>&#8221; dei manifestanti detenuti e la riforma del codice penale, che pone fine alla detenzione di Yulia Tymoshenko, leader della cosiddetta &#8216;rivoluzione arancione&#8217; (2004) e primo ministro per due mandati.<\/p>\n<p>Non tarda ad arrivare la risposta del presidente russo Vladimir Putin, sostenitore del destituito capo di Stato ucraino, che annuncia: &#8220;<em>Dobbiamo iniziare a lavorare per restituire la Crimea alla Russia&#8221;<\/em>, accogliendo, con queste parole, la delibera del Consiglio federale russo sullo schieramento di truppe nella penisola e il rafforzamento dei contingenti militari nella base navale di Sebastopoli, per &#8220;<em>fornire assistenza al fine di garantire pace e ordine pubblico<\/em>&#8220;. Giusta reazione, sostiene lo stesso\u00a0Janukovy\u010d,\u00a0&#8220;<em>agli eventi testimoniati dal nostro Paese e dal mondo intero come un esempio di colpo di Stato<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Ferma la replica delle forze politiche nazionaliste che, come sostiene l&#8217;attuale ministro dell&#8217;Interno ucraino Arsen Avakhov, imputavano a\u00a0Janukovy\u010d la diretta responsabilit\u00e0 nelle &#8220;<em>uccisioni di massa di civili<\/em>&#8220;, seguite alla violenta repressione delle manifestazioni civili, denunciata anche da <em>Amnesty International<\/em> e <em>Reporter Sans Fronti\u00e8res \u2013 <\/em><em>peraltro<\/em><em>, <\/em>il suo successore alla presidenza, Petro Poroshenko, ha riconosciuto, per decreto, i\u00a0130 civili e i 18 poliziotti uccisi &#8220;eroi dell&#8217;Ucraina&#8221;.<\/p>\n<p>Il 16 marzo viene indetto un referendum per l&#8217;autodeterminazione della Crimea, che raccoglie oltre il 97% dei voti in favore dell&#8217;indipendenza, sancendo, di fatto, la nascita della Repubblica autonoma di Crimea, successivamente annessa alla Federazione russa (atti unilaterali non riconosciuti dalla comunit\u00e0 internazionale, che costano alla Russia l&#8217;esclusione dal G8). Conflittualit\u00e0 che, nei primi giorni di aprile, si estende nella regione Est del Donbass.<\/p>\n<p>Tutt&#8217;ora in corso, &#8220;<em>la guerra dimenticata alle frontiera d&#8217;Europa&#8221;<\/em>, come ricorda <em>The Guardian,\u00a0<\/em>ha portato alla distruzione di infrastrutture e citt\u00e0, causando la morte di oltre 10.000 persone tra soldati e civili ucraini e russi.<\/p>\n<p><strong>Il caso transnazionale di Oleg Sentsov<br \/>\n<\/strong>&#8220;<em>Non conosco quali potrebbero essere delle convinzioni degne di valore se non sei pronto a soffrire o morire per loro<\/em>&#8220;: queste le parole pronunciate dal regista Oleg Sentsov in un&#8217;udienza, tenutasi nel 2015, di fronte alla corte militare di\u00a0Rostov-on-Don, in Russia. Nel maggio scorso, la campagna #SaveOlegSentsov, lanciata sui social network da molte personalit\u00e0 del mondo dello spettacolo russo e internazionale, ha richiamato l&#8217;attenzione di politici e media occidentali.<\/p>\n<p>Sul quotidiano <em>Le Monde <\/em>(12 agosto 2018), la ministra della cultura francese\u00a0Fran\u00e7oise Nyssen ha sottoscritto, insieme, tra gli altri, ai registi Jean-Luc Godard e Ken Loach, un appello per l&#8217;immediata scarcerazione del cineasta ucraino, autore del film <em>Gamer\u00a0<\/em>(2011). Attivista in campo e sul &#8220;grande schermo&#8221;, Sentsov ha preso parte, nelle fila dei giovani pro-europei di <em>Automaidan,\u00a0<\/em>ad una serie di manifestazioni meglio note come <em>Euromaidan <\/em>(iniziate nel novembre 2013).<\/p>\n<p>Impegnato come volontario civile a supporto delle truppe ucraine durante i 24 giorni della crisi in Crimea, il regista, accusato di &#8220;<em>complottare\u00a0attentati terroristici<\/em>&#8221; contro la Russia, \u00e8 stato condannato a venti anni di carcere da scontare nella colonia penale siberiana di Labytnangi: in una lettera autografa pubblicata da <em>The Guardian<\/em><em>,<\/em> denuncia di aver subito delle percosse da parte di agenti russi per estorcergli una confessione.<\/p>\n<p>Le &#8220;<em>pessime condizioni di salute<\/em>&#8220;, evidenziate dall&#8217;avvocato difensore\u00a0Dmitry Dinze a <em>Radio Liberty<\/em><strong>,<\/strong> sono la diretta conseguenza del prolungato sciopero della fame, iniziato il 14 maggio, per invocare la fine delle ingiustizie perpetrate dall&#8217;amministrazione russa nei confronti dei dissidenti ucraini &#8211; oltre a lui, sono 64 i prigionieri detenuti -. Il &#8216;caso Sentsov&#8217; \u00e8 stato oggetto di una risoluzione votata a giugno dal Parlamento europeo (2018\/2754 RSP), che &#8220;<em>esprime profonda preoccupazione per la tendenza ad arresti, attacchi, intimidazioni screditanti verso giornalisti indipendenti e difensori dei diritti umani che lavorano in Russia<\/em>&#8220;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Russia e Ucraina sono separate da una debole linea di confine sul fronte della salvaguardia dei diritti umani e delle libert\u00e0 civili e politiche. A distanza di quattro anni, le conseguenze della tensione separatista in Crimea e la violenta\u00a0escalation\u00a0militare nell&#8217;Est ucraino, hanno definitivamente incrinato le relazioni diplomatiche tra Kiev e Mosca. Tra le pieghe del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":70859,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[914,496,818,108,146],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70858"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70858"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70862,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70858\/revisions\/70862"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70859"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}