{"id":70883,"date":"2018-09-10T08:25:22","date_gmt":"2018-09-10T06:25:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70883"},"modified":"2018-09-10T08:25:22","modified_gmt":"2018-09-10T06:25:22","slug":"mo-taglio-fondi-usa-unrwa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/mo-taglio-fondi-usa-unrwa\/","title":{"rendered":"MO: l&#8217;impatto del taglio dei fondi da Usa a Unrwa"},"content":{"rendered":"<p>La recente decisione degli <strong>Stati Uniti<\/strong> di tagliare <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-us-canada-45377336\">tutti i fondi<\/a> destinati all\u2019Agenzia delle <strong>Nazioni Unite<\/strong> per i rifugiati del conflitto arabo-israeliano del 1948 (Unrwa) si inserisce nel contesto di un dibattito politico decennale. Trasformatosi in controversia, questo ha riguardato, tra una serie di questioni spinose legate ai <strong>rapporti israelo-palestinesi<\/strong>, il <strong>diritto al ritorno<\/strong>\u00a0dei rifugiati del conflitto, sancito dalla risoluzione 194 dell\u2019Assemblea Generale (1948) e ribadito, pur non sempre direttamente in merito al caso palestinese, da altri importanti impegni, risoluzioni o dichiarazioni internazionali.<\/p>\n<p>Del diritto al ritorno\u00a0beneficiano tutti i rifugiati del conflitto del 1948, individui il cui abituale luogo di residenza fra il primo giugno del 1946 ed il quindici maggio 1948 era la <strong>Palestina<\/strong> (mandataria, post-1919) e che hanno perso sia l\u2019abitazione che i mezzi di sopravvivenza a causa del conflitto. La genesi di questo nodo politico giace quindi negli avvenimenti che, dalla fine del \u201847 alla cessazione delle ostilit\u00e0 nel marzo \u201849, si sono succeduti nei territori della Palestina mandataria e che, dopo il maggio \u201848, hanno coinvolto direttamente lo stato di <strong>Israele<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il diritto al ritorno, fondamenti e contestazioni<\/strong><br \/>\nIl diritto al ritorno \u00e8, in teoria, un diritto che si configura come universale. In pratica, tuttavia, la stragrande maggioranza dei beneficiari sono arabi di Palestina (o, a causa dello scorrere del tempo, i discendenti dei primi rifugiati maschi). Infatti, al momento delle ostilit\u00e0, gli <em>Yishuv<\/em>, ovvero gli ebrei che si trovavano nell&#8217;area della Palestina mandataria prima della nascita d\u2019Israele, si rifugiarono, perch\u00e9 in larga maggioranza gi\u00e0 vi si trovavano, entro i confini del neonato Stato ebraico.<\/p>\n<p>Anche il dibattito sulle cause scatenanti la decisione degli arabi di Palestina di lasciare le loro case, vuoi all&#8217;interno dei confini dell\u2019attuale stato di Israele, che all&#8217;interno del pi\u00f9 ampio territorio mandatario<em>,<\/em> \u00e8 ancor oggi oggetto di un\u2019accesa disputa storiografica. Questa vede da un lato, la storiografia israeliana tradizionale, dall&#8217;altro, quella dei <em>new historians<\/em> (Shlaim, Morris, Flapan, Pappe, etc), anch&#8217;essi a loro volta divisi su alcune questioni, compresa quella sopra menzionata. \u00a0C\u2019\u00e8 poi un\u2019ulteriore controversia relativa alla natura degli eventi del 1948: per i palestinesi, rappresentano la <em>Nakba<\/em> (la catastrofe); per gli israeliani, essi rappresentano la guerra di indipendenza che ha realizzato il sogno di Theodor Herzl (<em>Der Judenstaat, <\/em>1896).<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impatto del taglio dei fondi<\/strong><br \/>\nQuesta \u00e8 la cornice, necessariamente sintetica, dentro cui si inserisce la controversia relativa al taglio dei fondi all&#8217; Unrwa da parte Usa, suo maggior donatore, che \u00e8 legata a doppio filo alla questione degli attuali cinque milioni di rifugiati palestinesi (residenti per un terzo nei campi Unrwa in Libano, Giordania, Siria, Gaza e Cisgiordania e per il resto negli agglomerati urbani dei Paesi ospitanti) che godrebbero della possibilit\u00e0 di tornare nelle terre dei loro avi, buona parte di queste nell&#8217;odierna Israele. Ci\u00f2 pone molteplici problematiche: di natura umanitaria e securitaria nonch\u00e9, e fa un certo effetto affermarlo, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/israele-demografia-ebrei-arabi-pari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">di natura demografica<\/a>; ma anche, retrospettivamente, di natura giuridica: infatti, l\u2019ammissione di Israele all&#8217;Onu\u00a0<a href=\"http:\/\/ohrh.law.ox.ac.uk\/palestinian-refugees-and-the-right-of-return-in-international-law\/\">fu condizionata<\/a> proprio all&#8217;attuazione della 194.<\/p>\n<p>In un articolo apparso recentemente sul conservatore Jerusalem Post, \u00a0un alto ufficiale dell&#8217;esercito israeliano avvertiva che il taglio dei fondi all\u2019 Unrwa non avrebbe giovato alla sicurezza nei territori occupati da Israele in Cisgiordania (per Tel Aviv, Giudea e Samaria), paventando l\u2019incremento di incidenti e proteste. Lato umanitario invece, come <a href=\"https:\/\/www.worldbulletin.net\/palestine\/unrwa-warns-of-increased-instability-if-us-cuts-funds-h205430.html\">sottolineato dall\u2019 U<\/a>nrwa, la decisione potrebbe avere delle conseguenze disastrose per la vita di milioni di persone, tra limiti all&#8217;assistenza psicologica, blocco nelle cure di malattie croniche e istruzione.<\/p>\n<p><strong>Il significato politico della decisione americana<\/strong><br \/>\nIl nodo principale, oltre che nella somma che gli Usa hanno deciso di non versare (essi forniscono un terzo del budget totale), sta nel suo significato politico. Infatti, dopo aver deciso di ricollocare l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/gerusalemme-annuncio-trump-storia-diritto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ambasciata a Gerusalemme<\/a>, riconoscendo <em>de facto<\/em> la citt\u00e0 come capitale di Israele (la Knesset la dichiar\u00f2 capitale \u201ccomplete and united\u201d gi\u00e0 nel 1980), questo gesto rinsalda ancor di pi\u00f9 la vicinanza tra Washington e Tel Aviv, ma fa perdere parallelamente la posizione di supposto <em>honest broker<\/em> del conflitto agli Usa. Ci\u00f2 avviene in un momento in cui la destra israeliana sembra aver completamente fatto breccia nel meccanismo decisionale statunitense, come raramente accaduto negli ultimi settant&#8217;anni: la decisione di ritirarsi dall&#8217;accordo sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-motivazioni-trump-icpoa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">nucleare con l&#8217;Iran\u00a0 (Jcpoa)<\/a> e le due decisioni sopra menzionate sono passi in questa direzione.<\/p>\n<p>Il recente voto della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/israele-legge-stato-ebraico-democratico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">legge sullo Stato Nazione<\/a> da parte della Knesset \u00e8, poi, un esempio ulteriore della necessit\u00e0 di affermare il carattere esclusivamente \u201cebraico\u201d dello Stato, anche a costo, secondo alcuni osservatori, di discriminare le minoranze, su tutte quella araba. Ci\u00f2 \u00e8 espressione soggiacente della pi\u00f9 generale necessit\u00e0 demografica di evitare l\u2019eventuale arrivo in massa di arabi palestinesi che esercitino il diritto al ritorno e<em>\u00a0<\/em>che potrebbero stravolgere gli equilibri religiosi ed etnici. Tuttavia, <a href=\"https:\/\/www.al-monitor.com\/pulse\/originals\/2018\/05\/israel-palestinians-right-of-return-refugee-camps-west-bank.html\">stando ad alcuni sondaggi<\/a>, solo un 10% degli arabi palestinesi ritornerebbe nei villaggi dei propri avi nell&#8217;odierna Israele, con la maggioranza degli attuali rifugiati che si reinsedierebbe in un futuro Stato palestinese o che patteggerebbero per delle compensazioni.<\/p>\n<p><strong>La dottrina del conflitto permanente<\/strong><br \/>\nSecondo Avi Shlaim, il Likud avrebbe abbandonato la strategia della vecchia destra sionista per porre fine al conflitto (Ehud Olmert\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2007\/03\/30\/world\/middleeast\/30cnd-mideast.html\">afferm\u00f2<\/a> nel 2007 che Israele non avrebbe mai accettato il diritto al ritorno palestinese), che, sulle orme di Vladimir Jabotinsky \u2013 fondatore del sionismo revisionista negli Anni \u201920 \u2013, prevedeva di costruire una potenza militare di gran lunga superiore ai palestinesi, consolidando una posizione di <em>\u201cunassainable strenght\u201d<\/em> per poi, da questa, ritornare alla moderazione e ai negoziati sui diritti dei palestinesi (questa era la filosofia che guid\u00f2 il laburista Yitzhak Rabin verso gli accordi di Oslo).<\/p>\n<p>Al contrario, l\u2019attuale destra israeliana \u00e8 prigioniera, ed allo stesso tempo artefice, della dottrina del conflitto permanente con i palestinesi; si \u00e8 fermi, in sostanza, alla <a href=\"http:\/\/users.ox.ac.uk\/~ssfc0005\/The%20War%20of%20the%20Israeli%20Historians.html\">fase I<\/a> del processo. Affermare la propria superiorit\u00e0 militare\/politica \u00e8 divenuto, per la destra sionista, un fine di per s\u00e9, non un mezzo \u201cper\u201d. Ed \u00e8 proprio in questo gioco di parole che sta il futuro del conflitto israelo-palestinese, nonch\u00e9 quello del diritto al ritorno, e dell\u2019assistenza umanitaria, dei rifugiati palestinesi e dei loro discendenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La recente decisione degli Stati Uniti di tagliare tutti i fondi destinati all\u2019Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati del conflitto arabo-israeliano del 1948 (Unrwa) si inserisce nel contesto di un dibattito politico decennale. Trasformatosi in controversia, questo ha riguardato, tra una serie di questioni spinose legate ai rapporti israelo-palestinesi, il diritto al ritorno\u00a0dei rifugiati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":70884,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1313,95,103,115,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70883"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=70883"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70883\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70885,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/70883\/revisions\/70885"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/70884"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=70883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=70883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=70883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}