{"id":70887,"date":"2018-09-09T15:56:09","date_gmt":"2018-09-09T13:56:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70887"},"modified":"2018-09-13T07:26:51","modified_gmt":"2018-09-13T05:26:51","slug":"ue-parlamento-ungheria-match","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/ue-parlamento-ungheria-match\/","title":{"rendered":"Ue: Parlamento vs Ungheria, a Strasburgo un match delicato"},"content":{"rendered":"<p>In un\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/ue-involuzione-riforma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> spazzata da un forte vento nazionalista, come confermato anche dalle recenti votazioni in Svezia, il <strong>Parlamento europeo<\/strong> ha deciso di mettere sotto stretta osservazione l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ungheria-riforma-costituzione-migranti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ungheria<\/strong><\/a>. Nella prima sessione post-estiva di quest\u2019ultima parte della ottava legislatura il piatto forte sar\u00e0 proprio un incontro (scontro?) con il premier ungherese Viktor <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/ungheria-orban-valanga-difesa-minacce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Orb\u00e1n<\/strong><\/a>, oltre che il discorso sullo<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-juncker-peprogramma-ambizioni\/\"><strong> stato dell&#8217;Unione <\/strong><\/a>che il presidente della<strong> Commissione europea Jean-Claude <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-urra-pe-juncker\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Juncker <\/a><\/strong>pronuncer\u00e0 mercoled\u00ec 12 settembre.<\/p>\n<p><strong>Il percorso contro l&#8217;Ungheria<\/strong><br \/>\nL\u2019antefatto risale alla plenaria del Parlamento europeo dell\u2019aprile di quest\u2019anno, nel corso della quale era stato messo in luce \u201cun evidente rischio in Ungheria di grave violazione dei valori\u201d su cui si basa l\u2019appartenenza all&#8217;Unione, come chiaramente scritto nell&#8217;articolo 2 del Trattato.<\/p>\n<p>In quell&#8217;occasione, i parlamentari europei avevano approvato una risoluzione\/mandato alla propria Commissione per le libert\u00e0 civili di valutare questo rischio e di raccomandare, se del caso, la procedura prevista dall\u2019articolo 7 del Trattato. I voti a favore erano stati 393, i contrari 221 e gli astenuti 64.<\/p>\n<p>A fine giugno, la Commissione parlamentare presieduta dalla verde Judith Sargentini ha redatto una proposta di risoluzione estremamente dettagliata e pesante sul reale rischio che l\u2019Ungheria abbia davvero superato la sottile linea rossa che porta dalla democrazia all&#8217;autoritarismo. Anzi, la Sargentini sottolineava il fatto che il troppo tempo sprecato di fronte alle numerose decisioni antidemocratiche di Orb\u00e1n\u00a0 non aveva fatto altro che aggravare la situazione. Con 37 voti a favore e 19 contrari, la Commissione aveva quindi raccomandato al Parlamento di avviare la procedura per l\u2019attivazione dell\u2019articolo 7 paragrafo 1.<\/p>\n<p><strong>Il precedente della Polonia<\/strong><br \/>\nEd \u00e8 ci\u00f2 che sta avvenendo in questi giorni con l\u2019invito a Orb\u00e1n a dare la propria versione di questo progressivo scivolamento dell\u2019Ungheria fuori dai valori fondanti dell\u2019Ue. Va anche ricordato che l\u2019Ungheria arriva buona seconda nella lista dei Paesi che minacciano le basi democratiche su cui si regge l\u2019Unione. Il primo caso nel 2016\/17 era stata la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/ue-polonia-stato-diritto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Polonia<\/strong><\/a> di Jaroslaw <strong>Kaczynski<\/strong>, messasi in rotta di collisione con i valori dettati dall&#8217;articolo 2 del Trattato.<\/p>\n<p>Ma in quell&#8217;occasione l\u2019avvio della procedura di violazione era stato richiesto dalla Commissione di Bruxelles nel suo ruolo di guardiano del Trattato. Il Parlamento non aveva fatto altro che approvare nel settembre del 2017 l\u2019avvio della procedura di violazione, con una grande maggioranza di 438 voti a favore, contro i 152 dei nazionalisti europei e 71 astenuti.<\/p>\n<p><strong>Il Parlamento in prima linea, ma senza strappi<\/strong><br \/>\nIn questo caso, sar\u00e0 lo stesso Parlamento ad assumersi la responsabilit\u00e0 di chiedere al Consiglio di attivare l\u2019articolo 7 paragrafo 1. Forse \u00e8 bene tuttavia precisare che il paragrafo 1 dell&#8217;articolo 7 rappresenta semplicemente l\u2019anticamera di misure ben pi\u00f9 pesanti che sono contenute nel successivo paragrafo 2, dove si arriva a sanzionare davvero lo Stato sotto procedura (dalla sospensione del diritto di voto a conseguenze di carattere finanziario).<\/p>\n<p>Per ora, quindi, ci si limita ad aprire un confronto formale con il Paese in questione mettendolo sotto controllo e sollecitandolo ad abrogare le norme antidemocratiche. Quindi tempi lunghissimi e risultati incerti, anche perch\u00e9 per attivare il paragrafo 2 occorre l\u2019unanimit\u00e0 in Consiglio, contro i 4\/5 di voti previsti per il primo paragrafo. La mossa \u00e8 perci\u00f2 essenzialmente politica ed avviene a meno di nove mesi dalle prossime elezioni del Parlamento, a fine maggio 2019.<\/p>\n<p><strong>Intreccio di giochi e di candidature<\/strong><br \/>\nVa anche notato come la votazione sull&#8217;attuale bozza di risoluzione veda profilarsi una maggioranza meno schiacciante di quanto avvenuto nel caso polacco. Una delle ragioni nasce dall&#8217;imbarazzo del Ppe, la grande famiglia moderata\/conservatrice che ospita nei suoi ranghi parlamentari anche la pattuglia di rappresentanti del Fidesz, il partito di Orb\u00e1n.<\/p>\n<p>Proprio nei giorni in cui la cancelliera Merkel sostiene la candidatura a Spitzenkandidat del capogruppo del Ppe, il tedesco Manfred <strong>Weber<\/strong>, ecco il voto parlamentare su Orb\u00e1n e la sua Ungheria. Per di pi\u00f9 Weber \u00e8 membro della Csu, fazione bavarese super-conservatrice del partito della Merkel, alle prese con le elezioni di ottobre in Baviera, che la spingono su posizioni non dissimili da quelle di Orb\u00e1n, almeno per quanto riguarda il tema dell\u2019immigrazione.<\/p>\n<p>A Weber i voti e il sostegno di Fidesz, per quanto limitati a 12 deputati su un gruppo, il Ppe, che oggi ne conta 218, fanno comodo in vista delle elezioni del prossimo Parlamento europeo, soprattutto in un periodo in cui i partiti nazionalisti e anti-Ue crescono dappertutto a spese dei moderati europei.<\/p>\n<p><strong>Il fattore Italia<\/strong><br \/>\nQui, per altro, si innesta un elemento di ulteriore complicazione, che riguarda anche l\u2019Italia e la nascente alleanza fra Orb\u00e1n e il leader della Lega Matteo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/salvini-orban-peggio-ue-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Salvini<\/strong><\/a>. Quest\u2019ultimo, a livello europeo, si colloca all&#8217;estrema destra in compagnia, fra gli altri, di Marine Le Pen e Geert Wilders e rende con ci\u00f2 ancora pi\u00f9 ambigua e fonte di guai la posizione di Orb\u00e1n in combutta con Salvini e contemporaneamente membro del Ppe.<\/p>\n<p>Insomma un rompicapo che pu\u00f2 influenzare negativamente il Parlamento, che nel voto sulla risoluzione da proporre al Consiglio dovr\u00e0 raggiungere i due terzi dei consensi della maggioranza assoluta dei parlamentari (376). Infine non vi \u00e8 dubbio che di fronte all&#8217;Assemblea di Strasburgo Orb\u00e1n non arretrer\u00e0 di un millimetro dalle sue posizioni ideologiche, che consistono nel sostenere un\u2019Europa cristiana in netta contrapposizione con l\u2019islamismo nemico e la necessit\u00e0 di difenderci anche con i metodi autoritari di quella che lui definisce una democrazia illiberale.<\/p>\n<p>Anche le ultime leggi del governo ungherese si muovono in questa direzione, come il rifiuto del diritto di asilo e le sanzioni penali nei confronti delle Ong che proteggono i migranti. Misure che si aggiungono a un lungo elenco di decisioni illiberali di questi ultimi anni. Purtroppo l\u2019Unione \u00e8 stata lenta a reagire ed oggi la situazione generale in Europa \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile di alcuni anni fa. Avremmo bisogno di grande chiarezza e della volont\u00e0 di troncare i rapporti con questi movimenti estremi, nazionalisti e xenofobi. Va quindi costruita una grande coalizione di forze progressiste e liberali che ribaltino il discorso dei nazionalisti e facciano da barriera al vento impetuoso degli anti-Ue. Il voto di mercoled\u00ec del Parlamento sar\u00e0 quindi un segnale importante per il futuro dell\u2019Unione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un\u2019Unione europea spazzata da un forte vento nazionalista, come confermato anche dalle recenti votazioni in Svezia, il Parlamento europeo ha deciso di mettere sotto stretta osservazione l\u2019Ungheria. 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