{"id":7090,"date":"2008-01-17T00:00:00","date_gmt":"2008-01-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/fra-limitazione-dei-danni-e-nuove-instabilita\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:04","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:04","slug":"fra-limitazione-dei-danni-e-nuove-instabilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/01\/fra-limitazione-dei-danni-e-nuove-instabilita\/","title":{"rendered":"Fra limitazione dei danni e nuove instabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Gli Stati Uniti hanno sempre contato molto per il Medio Oriente, dopo che con la crisi di Suez ebbero soppiantato gli europei nella regione. Con le sue scelte, l\u2019amministrazione di George W. Bush ha pi\u00f9 che mai fatto pesare il suo paese sulle sorti del Medio Oriente facendo di questa regione il fuoco della politica estera americana. Manca un anno alla fine dell\u2019amministrazione Bush e verrebbe fatto di pensare che, essendo ormai bella che fallita la strategia neocon del presidente, il 2008 sar\u00e0 un anno di transizione verso un nuovo Presidente, una nuova strategia e, auspicabilmente, una politica pi\u00f9 favorevole all\u2019Occidente e al Medio Oriente, un anno in cui il Presidente non prender\u00e0 nuove iniziative e cercher\u00e0 di arginare i danni che la sua politica ha fatto al partito repubblicano e alle possibilit\u00e0 di avere un nuovo presidente quando alla fine del 2008 ci saranno le elezioni.<\/p>\n<p><b>Maggiore equilibrio<\/b><br \/>Sulla strada del contenimento dei danni, peraltro, si \u00e8 gi\u00e0 fatta una certa strada, dopo che i democratici sono andati in maggioranza al Congresso: Rumsfeld \u00e8 stato silurato e Cheney \u00e8 stato abbastanza efficacemente contenuto dalla signora Condoleezza Rice. Invero, con la Rice il corso della politica estera americana apparentemente non \u00e8 cambiato: resta al fondo dell\u2019 \u201cAmministrazione-pensiero\u201d la concezione della diplomazia \u2013 per dirla con il professor Augustus Richard Norton \u2013 \u201cas a reward, a form of legitimation that it wishes to deny to its enemies unless they satisfy its demands\u201d. Innegabilmente, per\u00f2, la Rice ha praticato quest\u2019arrogante concezione con pi\u00f9 equilibrio e flessibilit\u00e0. Il negoziato regionale consigliato dall\u2019<a href= \"http:\/\/www.usatoday.com\/news\/pdf\/2006-12-06-studygroup.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Iraq Study Group <\/u><\/b><\/a>alla fine del 2006 con l\u2019Iran e la Siria e gli altri vicini dell\u2019Iraq non l\u2019ha aperto. Tuttavia, un certo dialogo con questi paesi l\u2019ha dischiuso e, soprattutto, sembra sia riuscita ad arginare in seno all\u2019Amministrazione le spinte verso l\u2019impiego della forza nella difficile vertenza con l\u2019Iran.<\/p>\n<p>In ogni caso, la sfumatura introdotta dalla Rice nei confronti dell\u2019Iran \u00e8 stata trasformata in un taglio netto dalla National Intelligence Estimate di un mese fa che, facendo un evidente passo indietro, ha stabilito che il programma militare dell\u2019Iran \u00e8 stato arrestato nel 2003. La <a href= \"http:\/\/www.dni.gov\/press_releases\/20071203_release.pdf\" target= \"blank\"><b><u> National Intelligence Estimate<\/u><\/b><\/a> \u00e8 pi\u00f9 rilevante nel suo significato di politica interna che per quello che dice sul programma nucleare iraniano: essa non \u00e8 in grado di escludere una decisione del presidente di intervenire, ma la rende politicamente proibitiva. \u00c8 una sorta di congiura dei servizi; non \u00e8 escluso che il Dipartimento di Stato ne sia complice.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, mentre l\u2019ipotesi di un intervento militare contro l\u2019Iran sembra dissolversi, il 2008 si annuncia per il Medio Oriente come un anno di limitazione dei danni, affidato al \u201csurge\u201d del generale Petraeus in Iraq e ai negoziati fra Israele e i palestinesi di Abbas. Il generale deve porre le condizioni militari perch\u00e9 sia possibile un arrangiamento politico fra le parti irachene e un graduale (comunque lontano) ritiro del corpo di spedizione americano. Israele e i palestinesi di Abbas devono provvedere una soluzione politica al conflitto che sia un successo per Bush e i repubblicani e un sostegno per gli alleati arabi, sunniti e moderati, di Washington a fronte del comune avversario persiano, sciita e radicale.<\/p>\n<p><b>Periodo di transizione<\/b><br \/>In effetti, il 2008 potrebbe essere un anno di semplice transizione anche perch\u00e9 in Iran ci saranno le elezioni legislative e, assai probabilmente, esse segneranno una sconfitta per l\u2019ala conservatrice e radicale di Ahmadinejad. Inoltre, in Libano la Lega Araba \u00e8 riuscita a varare un compromesso fra le parti consistente nell\u2019elezione del capo di stato di maggiore, generale Michel Suleiman, a presidente della Repubblica, un compromesso che fa uscire il paese dallo stallo in cui il muro contro muro fra Hizbollah e Fronte del 14 marzo l\u2019aveva cacciato. Non ha l\u2019aria di un compromesso solido, ma \u00e8 un segno che le fazioni libanesi e la Siria non desiderano lo scontro. A questo va aggiunto che sembra essersi aperto un sia pur cautissimo dialogo fra Stati Uniti e Siria. <\/p>\n<p>La Rice ha aperto due tavoli nel 2007 \u2013 solo a parole in sintonia con le conclusioni dell\u2019Iraq Study Group \u2013 uno con l\u2019Iran, che per\u00f2 ha come agenda nulla pi\u00f9 che la discussione delle asserite interferenze iraniane nel conflitto interno dell\u2019Iraq; un altro con la Siria, che sembra invece orientato a discutere le questioni politiche di fondo, anche se per ora non se ne sa nulla. Dunque, sembra che, deposta la strategia \u201csmart\u201d, ma assolutamente perdente, dei neocon, l\u2019Amministrazione si ingegni di condurre in porto qualche risultato che almeno non rovesci sull\u2019amministrazione seguente una situazione debitoria esorbitante.<\/p>\n<p>Naturalmente, questa transizione pu\u00f2 essere interrotta da chiunque, perch\u00e9 le sorgenti dell\u2019instabilit\u00e0, esasperate dalla politica di Bush, non sono state domate, al contrario sono ancora in azione e non hanno nessun interesse a conformarsi al pi\u00f9 basso profilo dell\u2019Amministrazione. Anzi, sentendo la sua debolezza potrebbero approfittarne per scagliare nuovi attacchi e aprire nuovi fronti.<\/p>\n<p><b>Tensioni potenziali<\/b><br \/>Molte le forze in agguato. Innanzitutto, il gruppo al potere in Iran \u00e8 intemperante e soggetto a forzature dall\u2019interno. Come dimostra l\u2019incidente nello stretto di Hormuz all\u2019inizio di gennaio 2008, provocato dai barchini iraniani contro una squadra navale americana in navigazione, le provocazioni non mancheranno. La gente dei barchini ha gi\u00e0 dimostrato di essere la punta di diamante del regime quando, circa un anno fa, sequestr\u00f2 un numero di marinai britannici (come italiani, possiamo agevolmente riconoscere la loro \u201ccultura\u201d di arditi, di beffe e colpi di mano dannunziani o borghesiani). Le provocazioni potrebbero moltiplicarsi, ma difficilmente Bush le raccoglierebbe (a meno che non raggiungano proporzioni insostenibili).<\/p>\n<p>In Iraq, le tattiche messe in atto dal generale Petreaus e le alleanze con le trib\u00f9 sunnite dell\u2019Anbar, di conserva con il miglioramento nell\u2019addestramento delle forze irachene di sicurezza, hanno cominciato a dare qualche frutto, ma lo jihadismo risponde insediandosi in altre parti del paese e soprattutto spostando il suo fuoco in Afghanistan e Pachistan. La moltiplicazione degli attentati suicidi in Afghanistan e, soprattutto, l\u2019assassinio della signora Bhutto, aprono nuovi fronti in un\u2019area forse ancora pi\u00f9 esplosiva dell\u2019Iraq. <\/p>\n<p>Il tentativo americano di cambiare cavallo in Pachistan, sostituendo un\u2019imbelle democratica a un ambivalente generale, ha messo in moto pi\u00f9 problemi di quanti fosse destinato a risolverne. Sempre con pi\u00f9 forza, da quando ha lanciato la sua crociata democratica, l\u2019Occidente si trova di fronte al dilemma fra riforme e stabilit\u00e0. Inoltre, si trova ad appoggiare forze incoerenti con le sue alleanze: gli sciiti in Iraq e, ora, in Pachistan, di nuovo un leader sciita (fra l\u2019altro con una figura politica \u2013 i suoi contatti con i talibani \u2013 e morale \u2013 la corruzione in famiglia \u2013 non limpidissima). Tutto questo non va bene per gli alleati moderati e sunniti del mondo arabo. <\/p>\n<p>D\u2019altra parte, se la conferenza di Annapolis \u00e8 stata fatta anche per rassicurare gli alleati sunniti, non solo questa rassicurazione \u00e8 indebolita dalla politica americana in Pachistan e dalla persistente debolezza dell\u2019intervento occidentale in Afghanistan, ma lo stesso rilancio del processo israelo-palestinese \u00e8 assai problematico e non molto credibile. Ammesso che raggiunga il suo scopo \u2013 un accordo fra Israele e la parte \u201cbuona\u201d dei palestinesi \u2013 la divisione dei palestinesi peser\u00e0 sull\u2019eventuale accordo e rischier\u00e0 di vanificarne la portata, con conseguenze nuovamente destabilizzanti. Accanto agli sviluppi in Pachistan e Afghanistan,<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=668\"><b><u> processo di Annapolis<\/u><\/b><\/a>, basato su governi nazionali deboli (Olmert potrebbe cadere non appena all\u2019inizio di febbraio sar\u00e0 reso noto il rapporto Winograd sulla guerra in Libano del 2006) e su un\u2019ipotesi politica intrinsecamente avventurista (la divisione dei palestinesi), potrebbe trasformarsi da fattore destinato a limitare i danni in un danno ulteriore).<\/p>\n<p>Perci\u00f2, mentre il presidente Bush, protagonista dei gravi sussulti della regione negli ultimi otto anni, cerca di andarsene appianandoli, la sua stessa eredit\u00e0 politica continua ad operare e a rendere quindi difficile il tentativo di uscirne. Cos\u00ec, l\u2019incipiente stabilizzazione in Iraq potrebbe essere vanificata dagli sviluppi in Afghanistan e soprattutto in Pachistan. Le stesse politiche messe in atto per limitare i danni \u2013 come il rilancio del processo israelo-palestinese \u2013 potrebbero produrre nuovi contraccolpi. E allora pi\u00f9 che mai resta viva l\u2019attesa (forse solo millenaristica) di un nuovo presidente Usa nel 2009.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli Stati Uniti hanno sempre contato molto per il Medio Oriente, dopo che con la crisi di Suez ebbero soppiantato gli europei nella regione. Con le sue scelte, l\u2019amministrazione di George W. Bush ha pi\u00f9 che mai fatto pesare il suo paese sulle sorti del Medio Oriente facendo di questa regione il fuoco della politica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[94,99,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7090"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7090"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7090\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63119,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7090\/revisions\/63119"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}