{"id":70900,"date":"2018-09-10T17:21:18","date_gmt":"2018-09-10T15:21:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70900"},"modified":"2018-09-19T13:41:24","modified_gmt":"2018-09-19T11:41:24","slug":"svezia-marea-sovranista-sale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/svezia-marea-sovranista-sale\/","title":{"rendered":"Svezia: marea xenofoba sale, ma non s&#8217;impone"},"content":{"rendered":"<p>La marea populista e xenofoba, sovranista e nazionalista, che sta montando nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/ue-voto-supplizio-pendolo-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>, non sommerge la <strong>Svezia<\/strong>: i Democratici svedesi (SD) di Jimmie Akesson crescono, ma non diventano il primo partito, come speravano, e non superano il 20%, com\u2019erano praticamente sicuri di fare.<\/p>\n<p>Nelle<strong> elezioni<\/strong> di domenica 9 settembre, restano il terzo partito e si fermano sotto il 18%: ottengono il voto d\u2019uno svedese su sei. Gli altri scelgono forze che, a titolo diverso, vogliono restare nell\u2019Ue e portare avanti il modello di welfare e accoglienza che contrassegna il Paese nordico.<\/p>\n<p>I socialdemocratici si confermano il primo partito &#8211; lo sono da oltre un secolo -, anche se realizzano il loro peggior risultato con il 28% dei suffragi: i moderati restano la seconda forza, sotto il 20%. Nel Riksdag, il Parlamento svedese, il blocco di centrosinistra (socialdemocratici, verdi, sinistra) ha il 40,6% dei voti e 144 seggi; quello conservatore, l\u2019Alleanza che fa perno sui Moderati, il 40,3% e 143 seggi. Gli SD hanno il 17,6% e 62 seggi (ne avevano 49).<\/p>\n<p>Bene sono andati alcuni partiti minori, come la Sinistra degli ex comunisti, che quasi raddoppia i suffragi e sfiora il 10%; o il Centro e i cristiano-democratici. C\u2019\u00e8, in Svezia come altrove nell\u2019Ue, un appannamento dei maggiori partiti e un quadro politico in evoluzione verso nuovi equilibri.<\/p>\n<p><strong>Il nodo del governo: schermaglie e negoziati<\/strong><br \/>\nPer il premier socialdemocratico uscente, Stefan Lovfen, le elezioni di domenica devono costituire &#8220;il funerale della politica a blocchi&#8221; contrapposti centrodestra-centrosinistra; e i populisti xenofobi \u201cnon hanno nulla da offrire\u201d, in vista della formazione del governo, \u201ctranne divisione e odio\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Lovfen o il centrodestra, guidato dal partito dei Moderati, gli viene incontro per formare \u201cun governo forte\u201d, che sappia arginare gli estremismi, o dovr\u00e0 governare la costellazione politica che ha pi\u00f9 voti. Il leader dei Moderati, Ulf Kristersson, invita invece Lofven a dimettersi, e dice d\u2019aspettarsi il mandato per formare un governo.<\/p>\n<p>Scaramucce, in attesa delle trattative per cercare una maggioranza o per mettere in piedi, come non \u00e8 inusuale in Svezia, un governo di minoranza. Prima delle elezioni i due maggiori blocchi s\u2019erano entrambi impegnati a non fare alleanze con i sovranisti e nazionalisti, anche se, nel centro-destra, c\u2019\u00e8 chi pensa che sia meglio coinvolgerli piuttosto che isolarli.<\/p>\n<p><strong>Un elettorato in fermento<\/strong><br \/>\nIl voto svedese stempera, in parte, le ansie europee per l\u2019avanzata di forze euroscettiche, populiste e xenofobe, sovraniste e nazionaliste, ma non fornisce indicazioni inequivocabili sulla formazione del nuovo governo, che dovr\u00e0 essere necessariamente di coalizione \u2013 gli svedesi ci sono abituati \u2013 e che potrebbe essere di minoranza \u2013 anche questa non sarebbe una novit\u00e0 -. L\u2019ipotesi di una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/ue-gb-brexit-soft\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Swedix<\/strong><\/a>, cio\u00e8 di un\u2019uscita della Svezia dall\u2019Ue, caldeggiata dagli SD, \u00e8 scongiurata, almeno per questa legislatura.<\/p>\n<p>Secondo le indicazioni raccolte dalla tv di Stato svedese, ben il 41% degli elettori, due su cinque, hanno cambiato la loro scelta, rispetto al voto del 2014, e il 38% ha deciso il suo voto al momento d\u2019esprimerlo (pure quattro anni fa erano stati molti, il 33%). La giornata elettorale, con un\u2019affluenza ai seggi elevata com\u2019\u00e8 tradizione, \u00e8 stata segnata dalla presenza \u2013 senza precedenti \u2013 d\u2019osservatori dell\u2019Osce, sollecitati, forse, da una campagna aspra in gran parte incentrata sull&#8217;immigrazione e segnata da episodi di violenza, oltre che da asserite minacce di morte a Jimmie Akesson, il leader degli SD, \u2018firmate\u2019 dall\u2019Isis.<\/p>\n<p><strong>La questione dei migranti<\/strong><br \/>\nCon dieci milioni di abitanti \u2013 un sesto dell\u2019Italia \u2013 e con una superficie una volta e mezzo l\u2019Italia -, la Svezia \u00e8 da sempre e di gran lunga il Paese Ue che accoglie il maggior numero di rifugiati ed \u00e8 anche in testa alle classifiche della redistribuzione dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/ue-clima-migranti-bomba\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>migranti<\/strong><\/a> dall\u2019Italia \u2013 dati pro capite -. Ma difficolt\u00e0 d\u2019integrazione emerse negli ultimi tempi e sfociate in episodi di criminalit\u00e0 e di violenza, specie a Malm\u00f6 e a Stoccolma, strumentalizzati dalla destra xenofoba e neo-nazista, hanno inciso sul clima sociale e modificato il quadro politico. S\u2019avverte anche l\u2019influenza di quanto avviene nei Paesi vicini: ci sono i Veri Svedesi, come i Veri Finlandesi, e c\u2019\u00e8 un\u2019Alternativa per la Svezia, come l\u2019Alternativa per la Germania.<\/p>\n<p>Il punto di svolta \u00e8 stato il 2015, l\u2019anno che il flusso di migranti verso l\u2019Ue fu maggiore, l\u2019anno che Angela Merkel apr\u00ec le porte della Germania a un milione di siriani: i 163 mila rifugiati accolti allora in Svezia &#8211; dopo, non hanno pi\u00f9 superato i 25mila l&#8217;anno &#8211; hanno spinto una parte dell\u2019elettorato svedese verso i Democratici svedesi (SD), un partito che ha affinit\u00e0 con movimenti neo-nazisti. Il leader Akesson ha per\u00f2 cercato di ammorbidirne l\u2019immagine, pur rompendo i tab\u00f9 sottaciuti nei discorsi pubblici su immigrazione e integrazione.<\/p>\n<p><strong>Il contesto europeo<\/strong><br \/>\nRispetto al linguaggio d\u2019un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/salvini-orban-peggio-ue-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Salvini<\/strong><\/a> in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong> <\/a>o d\u2019una Le Pen in Francia, Akesson, ora, \u00e8 un moderato: ha cambiato logo e colori \u2018sociali\u2019, adottando la margherita e il giallo-blu della bandiera nazionale. Ma in Svezia, a destare disagio, basta una frase come quella pronunciata nell\u2019ultimo acceso dibattito televisivo, venerd\u00ec 7 settembre: gli immigranti non trovano lavoro \u201cperch\u00e9 non si sanno adattare\u201d. L\u2019emittente Svt ha preso le distanze, definendo l\u2019affermazione \u201cdegradante e non democratica\u201d.<\/p>\n<p>Il programma politico degli SD prevede, fra l\u2019altro, un referendum \u2018alla inglese\u2019 per uscire dall\u2019Ue, la Swexit, e il dirottamento dei soldi per l\u2019accoglienza al sistema sanitario nazionale, la priorit\u00e0 degli elettori, abituati a un welfare modello di riferimento mondiale. Difficile che gli SD approdino al governo, anche se Akesson assicura che sapranno condizionare le scelte del Paese, mai cos\u00ec polarizzato, nonostante la crescita economica sia buona e il tasso di disoccupazione basso, al 6%.<\/p>\n<p>Uno scenario del genere, nella Svezia campione europeo e mondiale di tolleranza e di accoglienza, crea allarme a Bruxelles, ma anche a Parigi e a Berlino, specie in proiezione delle elezioni europee del maggio 2019, perch\u00e9 la galassia euro-scettica e xenofoba, nazionalista e sovranista, s\u2019allarga: l\u2019asse Le Pen \u2013 Salvini ha sponde in Belgio e Olanda, in Germania e Austria, in Svezia e al Nord, nei Paesi di Visegrad e in Croazia, e intacca anche famiglie politiche tradizionalmente europeiste (Fidesz, il partito del premier ungherese Viktor <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/ue-parlamento-ungheria-match\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Orb\u00e0n<\/strong><\/a> \u00e8 nel Partito popolare europeo della Merkel). N\u00e9 s\u2018intravede un argine che ne possa fermare l\u2019avanzata di qui al maggio prossimo, nonostante Macron e la Merkel, che si sono visti a Marsiglia prima del voto svedese, vogliano consolidare l\u2019arco europeista-progressista e se ne propongano come punti di riferimento.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9\u00a0Jonathan NACKSTRAND \/ AFP<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La marea populista e xenofoba, sovranista e nazionalista, che sta montando nell\u2019Unione europea, non sommerge la Svezia: i Democratici svedesi (SD) di Jimmie Akesson crescono, ma non diventano il primo partito, come speravano, e non superano il 20%, com\u2019erano praticamente sicuri di fare. 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