{"id":70920,"date":"2018-09-13T07:23:04","date_gmt":"2018-09-13T05:23:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70920"},"modified":"2018-09-18T09:10:17","modified_gmt":"2018-09-18T07:10:17","slug":"russia-blinda-mari-azov-caspio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/russia-blinda-mari-azov-caspio\/","title":{"rendered":"Mari chiusi: Russia blinda Mar di Azov e Caspio"},"content":{"rendered":"<p>Confermando la sua secolare politica di controllo dei mari adiacenti, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/russia-putin-rielezione-conservazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Russia<\/strong><\/a> prova a vietare l\u2019accesso dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/mari-crimea-ucraina-vs-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ucraina<\/strong><\/a> al <strong>Mare di Azov<\/strong> nell\u2019ambito della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/mari-crimea-ucraina-vs-russia\/.\">disputa sulle acque della <strong>Crimea<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Nello stesso tempo, Mosca intasca la conclusione di un accordo sulla spartizione del <strong>Mar Caspio<\/strong> che le garantisce buone relazioni con l\u2019<strong>Iran<\/strong> e la non interferenza dei Paesi esterni al bacino. Bench\u00e8 fautrice del libero accesso al <strong>Mediterraneo<\/strong> per i suoi interessi in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/siria-iran-russia-turchia-carte\/\"><strong>Siria<\/strong><\/a> , la Russia sceglie di arroccarsi nei propri mari orientali (Mar Nero compreso) beneficiando della non ostilit\u00e0 della <strong>Turchia<\/strong>.<\/p>\n<p>Per ora, le mosse russe nel Mare di Azov appaiono ben calibrate. L\u2019Ucraina \u00e8 determinata a giocare fino alla fine la carta della disputa marittima &#8211; che per fortuna non ha assunto una dimensione navale -, ma gli esiti sono incerti.<\/p>\n<p><strong>Mari di Crimea<br \/>\n<\/strong>Dopo la contestata annessione della Crimea del 2014 (ritenuta illegittima alla luce della Risoluzione 68\/262 dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite), la Russia ha cercato di consolidare il suo possesso anche sugli spazi marittimi adiacenti.<\/p>\n<p>Il Mare di Azov, bacino interno spartito con l\u2019Ucraina mediante accordo del 2003, \u00e8 cos\u00ec passato quasi interamente sotto controllo russo, compreso lo Stretto di Kerch attraverso cui l\u2019Ucraina reclama il passaggio per accedere al porto di Mariupol.<\/p>\n<p>Kiev ha aperto nel 2016 una disputa con Mosca, deferendo a una Corte arbitrale la decisione su propri diritti alle risorse naturali della zona economica esclusiva &#8211; Zee al largo della Crimea, nel Mar Nero e nel Mare di Azov, nonch\u00e9 sull\u2019illegalit\u00e0 (dal punto di vista della libert\u00e0 di navigazione e della protezione ambientale) dell\u2019iniziativa russa di costruire unilateralmente un ponte nello Stretto di Kerch.<\/p>\n<p>La discussione del merito avverr\u00e0 nel prossimo anno. Intanto la Russia eccepisce la carenza di giurisdizione del Tribunale, asserendo che il vero oggetto della controversia \u00e8 l\u2019annessione della Crimea e non l\u2019applicazione della Convenzione del diritto del mare.<\/p>\n<p><strong>Reazioni internazionali<br \/>\n<\/strong>Di fronte al divieto russo di approdo in Crimea di navi ucraine, Kiev tenta di alzare il tiro chiedendo che il caso sia discusso dalla prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite, in vista dell\u2019applicazione di sanzioni alla Russia. Anche l\u2019Unione europea, riaffermando la sua condanna dell\u2019annessione della penisola, ha di recente inasprito le proprie sanzioni contro la Russia vietando ogni forma di relazioni con la Crimea, incluse le attivit\u00e0 di imprese di ricerca di idrocarburi operanti su autorizzazione russa.<\/p>\n<p>Non si conosce la posizione della Turchia quale Stato confinante direttamente interessato. In realt\u00e0, Ankara sembra ben disposta verso Mosca, con cui condivide da secoli lo status di potenza egemone del Mar Nero controllando gli Stretti sulla base della Convenzione di Montreux del 1936: l\u2019accordo limita la presenza militare straniera nel bacino e costringe la Nato a tenerne conto ogni volta che vuole svolgervi attivit\u00e0 navali.<\/p>\n<p>La Turchia ha inoltre concluso lo scorso anno, con la Russia, un\u2019intesa per la costruzione del gasdotto TurkStream: la condotta sottomarina, che consentir\u00e0 alla Russia di evitare l\u2019attraversamento dell\u2019Ucraina, \u00e8 posato in gran parte sulla Zee turca, aggirando le acque della Crimea, sino a raggiungere la Turchia europea.<\/p>\n<p><strong>Il caso del Caspio<br \/>\n<\/strong>In parallelo con l\u2019asserzione di diritti sovrani sui mari di Crimea, la Russia ha giocato la partita della spartizione del Mar Caspio riuscendo ad affermarne la natura di mare chiuso. Esso \u00e8 precluso alle attivit\u00e0 militari straniere ed \u00e8 riservato allo sfruttamento energetico dei Paesi rivieraschi che si impegnano a proteggerne l\u2019ambiente.<\/p>\n<p>Con la <a href=\"http:\/\/en.kremlin.ru\/supplement\/5328\"><u>Convenzione sullo status legale del Caspio<\/u><\/a> dello scorso 12 agosto, Russia, Iran, Azerbagian, Kazakistan e Turkmenistan hanno definito un assetto condiviso di quello che in passato era stato definito come un lago non soggetto alla regolamentazione del diritto del mare, quanto a spazi marittimi e loro delimitazione.<\/p>\n<p>L\u2019accordo stabilisce in effetti un regime <em>sui generis<\/em> caratterizzato da un\u2019area comune al di l\u00e0 delle acque territoriali di 15 miglia e di una zona di pesca di 10 miglia. Circa il fondale (notoriamente ricco di idrocarburi), si stabilisce che sia libera la posa di gasdotti e che i confini si definiscano per accordo. Quest\u2019ultima previsione penalizza apparentemente l\u2019Iran che, svantaggiata da lunghezza e conformazione delle coste, reclamava un\u2019area del 20% &#8211; pari a quella degli altri Stati, sulla base del principio del condominio indiviso &#8211; mentre ora potrebbe ottenerne circa il 13%.<\/p>\n<p><strong>Pragmatismo russo<br \/>\n<\/strong>La flessibilit\u00e0 dimostrata dalla Russia nel giocare e concludere la partita del Caspio, vincendo le forti resistenze dell\u2019Iran, dimostra che Mosca sta calcolando attentamente i rischi del confronto marittimo con l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p>In effetti le mosse russe appaiono efficaci, anche nel costruire rapidamente un ponte sullo stretto di Kerch che rinsalder\u00e0 i legami tra Crimea e territorio russo; Kiev gioca invece, sotto la specie dei propri diritti marittimi, la difficile carta della violazione della legalit\u00e0 internazionale chiedendo che sia condannata, sia pur tardivamente, l\u2019annessione della Crimea.<\/p>\n<p>Mosca sa anche che l\u2019accordo del 2003 con l\u2019Ucraina definisce il Mar di Azov come acque storiche, ma non ne fissa i rispettivi confini. La situazione, basata su presupposti di fatto, \u00e8 quindi fluida: al momento, l\u2019unico principio rilevante appare quello secondo cui la <em>terra domina il mare.<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 comunque positivo come sinora non ci sia stato in mare alcun confronto militare tra i due Paesi, anche perch\u00e9 la <a href=\"http:\/\/www.maritimeherald.com\/2018\/ukraine-prepares-a-surprise-in-the-equipment-of-its-flotilla-of-mosquitoes\/\"><em><u>Mosquito Fleet<\/u><\/em><u> ucraina<\/u><\/a> \u00e8 ad oggi inadeguata. Gli Stati Uniti si sono limitati ad ammonire la Russia a non ostacolare le comunicazioni dei mercantili ucraini. Ma nemmeno la Nato \u00e8 parsa sinora interessata a svolgere attivit\u00e0 nelle acque contese a differenza di quanto accade nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/artico-russia-norvegia-guerra-fredda\/\"><u>Mar Artico<\/u><\/a>: segno, questo, della volont\u00e0 di non turbare lo <em>status quo<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Confermando la sua secolare politica di controllo dei mari adiacenti, la Russia prova a vietare l\u2019accesso dell\u2019Ucraina al Mare di Azov nell\u2019ambito della disputa sulle acque della Crimea. 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