{"id":70928,"date":"2018-09-14T00:39:30","date_gmt":"2018-09-13T22:39:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70928"},"modified":"2018-09-17T22:17:30","modified_gmt":"2018-09-17T20:17:30","slug":"spagna-catalogna-diada-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/spagna-catalogna-diada-anno\/","title":{"rendered":"Spagna: Catalogna, la Diada un anno dopo la repressione"},"content":{"rendered":"<p>Un milione di catalane e catalani, convocati dall\u2019associazionismo indipendentista, \u00e8 sceso in piazza per il settimo anno consecutivo l&#8217;11 settembre, <strong>Diada<\/strong> de Catalunya, occupando la Diagonal di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/catalogna-indipendentisti-unionisti-voto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Barcellona<\/strong><\/a>. Per reclamare la libert\u00e0 dei prigionieri politici e la <strong>Repubblica<\/strong>, un anno dopo la repressione dello Stato spagnolo contro una popolazione inerme ai seggi elettorali, la leadership indipendentista rinchiusa in carcere o in esilio e l\u2019autogoverno della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/catalogna-incognita-governo-impasse\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Catalogna<\/strong> <\/a>soppresso per molti mesi. Un popolo pacifico e consapevole che ha perso la paura e si riprende la scena. Comincia cos, con la Diada, \u00ec l\u2019autunno catalano un anno dopo.<\/p>\n<p><strong>Un anno dopo, terrorismo sulla Rambla<\/strong><br \/>\nLe immagini di un anno prima iniziano che \u00e8 ancora estate. Le prime, tragiche, sono parte di un\u2019altra storia, quella del terrorismo jihaidista, che tra il 17 e il 18 agosto uccide 16 vittime tra Barcellona e Cambrils. Alla grande manifestazione contro il terrorismo convocata alcuni giorni dopo a Pla\u00e7a Catalunya sopra la <strong>Rambla<\/strong>, la gente regala fiori ai <em>Mossos d\u2019Esquadra<\/em>, la polizia catalana, e fischia il re Felipe VI, compromesso in affari con monarchie illiberali e presunte finanziatrici del terrorismo.<\/p>\n<p>Per la prima volta la piazza grida quello slogan che \u00e8 anche un annuncio per i mesi successivi: \u201c<em>No tinc por<\/em>\u201d, non ho paura. Un anno dopo, nel primo anniversario della strage, spicca l\u2019assenza dei due protagonisti di quel periodo che in tre giorni sgominarono il commando jihaidista: l\u2019allora consigliere degli Interni Forn, in carcere dal 2 novembre per avere convocato il referendum del 1 ottobre e successivamente proclamato l\u2019indipendenza, e l\u2019ex capo dei Mossos Trapero, accusato di sedizione per aver permesso la celebrazione del referendum.<\/p>\n<p>Le vittime e le famiglie delle persone rimaste uccise nell\u2019attentato denunciano di essere state abbandonate dalle istituzioni in tutto quest\u2019anno. Gli eventi dei mesi successivi alla strage, cos\u00ec densi e convulsi, non hanno consentito fino in fondo a Barcellona e al popolo catalano l\u2019eleborazione di quel lutto.<\/p>\n<p><strong>Un anno dopo, l&#8217;autunno dell&#8217;indipendenza catalana<\/strong><br \/>\nL\u2019autunno catalano per l\u2019indipendenza prende abbrivio il 6 e 7 settembre con l\u2019approvazione nel <em>parlament <\/em>delle leggi sul referendum e la disconnessione giuridica. In un crescendo di entusiasmo, illusione, incoscienza si arriva al 20 settembre quando la polizia spagnola per la prima volta entra negli edifici della <em>Generalitat<\/em>. La gente scende in piazza quel giorno e quelli successivi fino al referendum del 1 ottobre, fino allo sciopero di Paese del 3 ottobre: \u00e8 la fase dell\u2019<em>empoderament del poble<\/em>, della sovranit\u00e0 popolare.<\/p>\n<p>Per questo, Jordi Cuixart e Jordi S\u00e1nchez, leader del movimento, sono in carcere dal 16 ottobre. La stampa internazionale guarda con simpatia quel movimento pacifico e di massa e denuncia la violenza della polizia spagnola sulle persone in fila a votare. Poi comincia il periodo pi\u00f9 difficile, in cui prevalgono lo smarrimento, la repressione e il lutto, scandito dalla dichiarazione di una Repubblica durata poche ore, il commissariamento delle istituzioni catalane e l\u2019imprigionamento di parte dei leader indipendentisti tra cui il vice-presidente Junqueras. Mentre il presidente <strong>Puigdemont<\/strong> ed altri consiglieri del suo governo si autoesiliano a Bruxelles con l\u2019obiettivo d\u2019internazionalizzare la causa catalana.<\/p>\n<p><strong>Il movimento indipendentista di nuovo in campo<\/strong><br \/>\nUn anno dopo, con la Diada il movimento indipendentista \u00e8 di nuovo in campo, anche se al suo interno vivono ipotesi molto differenti sul futuro, perch\u00e9 diversi sono i giudizi sul recente passato. L\u2019eleborazione della sconfitta non \u00e8 compiuta e i messaggi spesso sono contraddittori. Un anno dopo \u00e8 cambiato il quadro politico della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/spagna-casado-pp-aznar-rajoy\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Spagna<\/strong><\/a>: il Pp non \u00e8 pi\u00f9 al governo del Paese e il socialista <strong>S\u00e1nchez<\/strong> ha vinto la mozione di sfiducia contro Rajoy con i voti di Podemos, dei nazionalisti e indipendentisti baschi e degli indipendentisti catalani. Si \u00e8 avviato un dialogo tra governo spagnolo e <em>Generalitat, <\/em>ma si \u00e8 ancora all\u2019inizio e le posizioni sono molto distanti.<\/p>\n<p>Un anno dopo nove uomini e donne dirigenti indipendentisti sono in regime di carcerazione preventiva in attesa del processo che inizier\u00e0 questo autunno, accusati di delitti che non hanno mai commesso e che presuppongono una violenza che non c\u2019\u00e8 mai stata. Altri sette hanno trovato rifugio fuori della Spagna, in Belgio, Scozia e Svizzera. Il giudice Llarena, istruttore della maxi-causa contro l\u2019indipendentismo, ha ritirato l\u2019euro-ordine di cattura emesso nei loro confronti, perch\u00e9 la giustizia degli altri Paesi europei, Belgio e Germania, Paese quest\u2019ultimo in cui Puigdemont era stato arrestato, non riconosce l\u2019imputazione del delitto di ribellione che prevede una rivolta violenta che non si \u00e8 vista. Ed \u00e8 proprio l\u2019esistenza di prigionieri politici ed esiliati a complicare il dialogo, a mettere a rischio la possibilit\u00e0 di una soluzione politica al conflitto istituzionale.<\/p>\n<p><strong>Una societ\u00e0 catalana plurale<\/strong><br \/>\nIn Catalogna non \u00e8 a rischio la convivenza, ma la societ\u00e0 \u00e8 divisa al suo interno. La polemica sui fiocchi gialli, esibizione di solidariet\u00e0 nei confronti dei prigionieri politici, riapre un dibattito sulla strada come spazio di espressione delle libert\u00e0 e del pluralismo. L\u2019indipendentismo non ha ancora la maggioranza sociale, ma se ci fossero nuove elezioni in Catalogna ne verrebbe riconfermata la maggioranza parlamentare.<\/p>\n<p>Il presidente della <em>Generalitat <\/em>Torra, nella conferenza stampa con i corrispondenti stranieri il giorno della Diada, dice che ci sono tre grandi temi di consenso su cui converge la grande maggioranza della societ\u00e0 catalana: il diritto all\u2019autodeterminazione, il rifiuto della monarchia e la libert\u00e0 dei prigionieri politici. Il governo catalano punta di nuovo a concordare con il governo spagnolo un referendum di autodeterminazione, ma S\u00e1nchez si dice disponibile solo a un voto su un nuovo Statuto.<\/p>\n<p>Una parte del movimento indipendentista continua a pensare che la soluzione stia nella via unilaterale all\u2019indipendenza. Un\u2019altra parte lavora all\u2019allargamento del consenso sociale. Intanto, per la Diada in piazza tutti insieme per la libert\u00e0 dei prigionieri politici e la Repubblica. Il nuovo autunno catalano \u00e8 gi\u00e0 qui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un milione di catalane e catalani, convocati dall\u2019associazionismo indipendentista, \u00e8 sceso in piazza per il settimo anno consecutivo l&#8217;11 settembre, Diada de Catalunya, occupando la Diagonal di Barcellona. 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