{"id":70969,"date":"2018-09-17T22:16:27","date_gmt":"2018-09-17T20:16:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70969"},"modified":"2018-09-19T13:35:51","modified_gmt":"2018-09-19T11:35:51","slug":"america-latina-donne-diritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/america-latina-donne-diritti\/","title":{"rendered":"America latina: donne e diritti, una sfida complessa"},"content":{"rendered":"<p>Una storica &#8216;questione femminile&#8217; percorre gli <em>asuntos<\/em> politici e sociali del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/01\/america-latina-2018-maratona-elezionii\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Sud America<\/strong><\/a>: il binomio <strong>donne<\/strong> e <strong>attivismo<\/strong> si esplica, infatti, tanto nella peculiarit\u00e0 dei fenomeni locali, quanto nelle dinamiche di formazione dei movimenti &#8216;dal basso&#8217; e dei collettivi organizzati intorno a singole attiviste che molti ricercatori inquadrano in un\u2019ottica di impegno panamericano. Una cultura dell\u2019 attivismo che, nei decenni, \u00e8 stata reinterpretata da migliaia di donne sudamericane, scese in campo per rivendicare diritti e libert\u00e0 a lungo negate, in un tessuto societario minato da crescenti diseguaglianze socio-economiche.<\/p>\n<p><strong>Donne, diritti e libert\u00e0: la partita delle diseguaglianze<br \/>\n<\/strong>Uno studio della Inter-America Development Bank (Idb), dal titolo <em>Has Latin America Inequality Change Direction? <\/em>(2017), mostra un progressivo miglioramento della condizione socio-economica delle cittadine latino-americane: su base decennale, la crescita nella partecipazione delle donne al mercato del lavoro ha inizio negli Anni \u201970, aumentando nei due decenni successivi. Dato favorito, nel complesso, dalla scolarizzazione massiccia e da un\u2019estensione delle tutele sociali per donne e minori.<\/p>\n<p>Nella prima decade del XXI secolo, il tasso di analfabetismo scende, in media, sotto il 10%, rispetto al 40% degli Anni \u201950. Tuttavia, il divario di genere persiste e la forbice del reddito, a partire dal 2000, si attesta di anno in anno su livelli crescenti: le donne latino-americane rappresentano meno del 35% del reddito nazionale pur essendo, la componente femminile, circa il 40% della forza lavoro.<\/p>\n<p>Nei Paesi che presentano un elevato divario salariale, sostiene il rapporto, maggiore \u00e8 il gap di genere. Un primo gruppo di nazioni, formato da Cile, Bolivia, Honduras, Per\u00f9, Nicaragua ed Ecuador, mantiene, nei decenni, livelli elevati di diseguaglianza socio-economica, riducendo solo in parte il divario di genere nelle retribuzioni che, in media, restano di molto inferiori per le lavoratrici rispetto agli occupati di sesso maschile.<\/p>\n<p>Un secondo gruppo, formato da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/argentina-stop-aborto-america-latina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Argentina<\/strong><\/a>, Uruguay, Costa Rica e Venezuela presenta una bassa stratificazione di ineguaglianze e un divario decrescente nel reddito percepito da donne e uomini. Buenos Aires e Montevideo registrano il pi\u00f9 basso livello di diseguaglianza tra i Paesi sudamericani e il pi\u00f9 alto tasso di attivit\u00e0 (per entrambi i sessi) e partecipazione femminile al mercato del lavoro, mentre Caracas mostra il numero pi\u00f9 basso di donne occupate. Caso speciale riguarda il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/brasile-attentato-bolsonaro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Brasile<\/strong><\/a>, dove si riscontrano ampie diseguaglianze tra le diverse fasce della popolazione e un alto divario retributivo tra uomini e donne, nonostante le politiche sociali intraprese dagli esecutivi negli ultimi anni e le pressioni esercitate sul Paese a livello internazionale.<\/p>\n<p><strong>L\u2019impegno femminile nella politica sudamericana<br \/>\n<\/strong>Adottata nel 1979 dall&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite, la <em>Convenzione sull&#8217;eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna <\/em>fissa le linee guida <em>&#8220;<\/em>al fine di assicurare il pieno sviluppo ed il progresso delle donne&#8221; (art.3) verso legislazioni nazionali che eliminino &#8220;norme ineguali o distinte&#8221; (art.4). Donne elette in ruoli di vertice, rispettivamente alla presidenza del Brasile (Dilma Rousseff dal 2011 al 2016), dell\u2019Argentina (Cristina Fern\u00e1ndez de Kirchner dal 2007 al 2015), del Cile (Michelle Bachelet, per due mandati dal 2006 al 2010 e dal 2014 al 2018), della Costa Rica (Laura Chinchilla Miranda dal 2010 al 2014), hanno promosso politiche progressiste, dando impulso ad un approccio inclusivo e plurale nei confronti delle fasce sociali pi\u00f9 vulnerabili.<\/p>\n<p>Sotto la presidenza di CFK (come Kirchner \u00e8 stata soprannominata in patria), l\u2019Argentina ha esteso le tutele alla maternit\u00e0, riconosciuto, nel 2010, le unioni civili tra persone dello stesso sesso e aggiornato, nel 2012, la legislazione sull&#8217;identit\u00e0 di genere, sensibilizzando i cittadini ai temi della sessualit\u00e0: un passaggio decisivo nella vita civile del Paese che, tuttavia, ha incontrato non poche frizioni politiche quando, lo scorso 9 agosto, il Senato ha respinto la legalizzazione dell\u2019aborto.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 direttrice della\u00a0<em>UN Entity for Gender Equality and Women Empowerment<\/em>, l\u2019ex presidente del Cile Michelle Bachelet ha recentemente assunto l\u2019incarico di Alto Commissario dell&#8217;Onu per i diritti umani. \u201c<em>Una pioniera, una visionaria, una donna di princ\u00ecpi e una grande leader per i diritti umani in questi tempi difficili<\/em>\u201d, cos\u00ec l\u2019ha definita il segretario generale delle Nazioni Unite, Ant\u00f3nio Guterres. In prima fila nella salvaguardia dei diritti umani e civili, prima e durante la sua presidenza, il Cile ha dato il via libera, nel 2015, alle unioni civili e il Senato, l\u2019anno successivo, ha approvato una proposta di legge sull&#8217;identit\u00e0 di genere. La Bachelet ha, inoltre, fondato l\u2019Istituto nazionale per i diritti umani e inaugurato il Museo della Memoria nella capitale Santiago (2009): oltre alla portata storica e simbolica per il Paese, tutt\u2019oggi emerge la necessit\u00e0 di fare luce sulle atrocit\u00e0 perpetrate su donne e minori durante la dittature militare di Augusto Pinochet (1973-1990) \u2013 documentate prima nel Rapporto Rettig, contestato dai difensori dei diritti umani cileni per le presunte omissioni, e in seguito nell\u2019<em>Informe Valech<\/em> (ultima versione del rapporto presentata nel 2011).<\/p>\n<p><strong>Una spirale di violenza contro l\u2019attivismo femminile<br \/>\n<\/strong>Il mosaico sociale latinoamericano si presenta, dunque, frammentato e contraddittorio, soprattutto per le migliaia di donne ai margini della societ\u00e0, minacciate quotidianamente dalla violenza e dal disprezzo della dignit\u00e0 umana. Un appello lanciato recentemente da <em>Amnesty International<\/em>\u00a0vuole rompere il silenzio sull\u2019assassinio di Marielle Franco, l\u2019attivista brasiliana uccisa sei mesi fa nel quartiere Estacio di Rio de Janeiro. Eletta nel 2016 nel consiglio comunale della citt\u00e0, si \u00e8spesea lungo in difesa delle persone pi\u00f9 emarginate. La Franco ha combattuto numerose battaglie civili al fianco della comunit\u00e0 Lgbt, delle donne nere e dei giovani delle favelas, raggiungendo importanti risultati come membro della <em>Commissione statale per i diritti umani<\/em>.<\/p>\n<p>Il suo caso non \u00e8 isolato, come lei stessa denunci\u00f2 su Twitter il giorno prima del suo assassinio (13 Marzo): \u201c<em>Un altro omicidio di un giovane che potrebbe essere accreditato alla polizia, [&#8230;] quanti altri dovranno morire per fare finire questa guerra?\u201d. <\/em>Dura la condanna agli organi di polizia e dell\u2019esercito che, non solo in Brasile, sono accusati di reprimere in modo brutale attivisti e dissidenti politici.<\/p>\n<p>In Messico, riporta un articolo de <em>El Pa\u00ecs<\/em>, proseguono da mesi le proteste delle \u2018mitoteras\u2019, trenta donne alla disperata ricerca di figli e mariti incensurati, \u2018desaparecidos\u2019 nello scontro frontale che oppone i militari messicani ai cartelli della droga nello stato del Tamaulipas, al confine con il Texas. Karen, Jessica, Gabriela e Azeneth sono solo alcune delle donne che, come l\u2019attivista argentina Mar\u00eda \u2018Chica\u2019 de Mariani \u2013 \u00a0scomparsa lo scorso 20 agosto, tra le fondatrici dell\u2019associazione <em>Abuelas de Plaza de Mayo<\/em> \u2013, invocano giustizia per i propri figli e nipoti, ad oltre quarant&#8217;anni dalla caduta della Giunta militare di Videla e, per le cittadine messicane, a distanza di venticinque anni dai fatti di Ciudad Juarez. Nella citt\u00e0 al confine tra Messico e Stati Uniti, dal 1993 al 2005 si registrarono oltre 300 femminicidi e ad oggi, nella sola regione nord-orientale del Paese, sono seimila le persone scomparse nel nulla.<\/p>\n<p>Preoccupa, soprattutto, la brutale violenza nei confronti dei difensori dei diritti: il <em>Comitato brasiliano per i difensori dei diritti umani<\/em> segnala che, tra il gennaio e settembre 2017, sono stati uccisi in Brasile 62 attivisti, la maggior parte impegnata in difesa del territorio e delle popolazioni locali, come documentato anche da un rapporto (<em>At what cost?,<\/em> 2018) dell\u2019Ong <em>Global Witness<\/em>: nel 2017, hanno perso la vita in Sud America 207 \u2018attivisti ambientali\u2019.<\/p>\n<p>Solo un anno prima, l\u2019assassinio dell\u2019ambientalista honduregna Berta C\u00e1ceres segn\u00f2 il culmine della tensione in un\u2019area fiaccata dallo sfruttamento incondizionato delle risorse naturali. Schieratasi in difesa della comunit\u00e0 indigena dei Lenca e impegnata nella salvaguardia del R\u00edo Gualcarque, la C\u00e1ceres venne insignita del prestigioso riconoscimento internazionale <em>Goldman Environmental Prize<\/em> (2015), che aliment\u00f2 profonde avversioni nei suoi confronti. Negli \u2018spazi di frontiera\u2019 latinoamericani, il coraggio delle donne si scontra con il pregiudizio sociale, provato da idiosincrasie politiche e minacciato da interessi criminali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una storica &#8216;questione femminile&#8217; percorre gli asuntos politici e sociali del Sud America: il binomio donne e attivismo si esplica, infatti, tanto nella peculiarit\u00e0 dei fenomeni locali, quanto nelle dinamiche di formazione dei movimenti &#8216;dal basso&#8217; e dei collettivi organizzati intorno a singole attiviste che molti ricercatori inquadrano in un\u2019ottica di impegno panamericano. 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