{"id":70974,"date":"2018-09-18T09:09:22","date_gmt":"2018-09-18T07:09:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70974"},"modified":"2018-09-21T00:55:04","modified_gmt":"2018-09-20T22:55:04","slug":"usa-cina-dazi-midterm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/usa-cina-dazi-midterm\/","title":{"rendered":"Usa-Cina: dazi, sussulti di guerra commerciale in salsa midterm"},"content":{"rendered":"<p>Una promessa elettorale 2016 mantenuta e soprattutto la speranza d\u2019un voto in pi\u00f9 il 6 novembre nelle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/usa-midterm-trump-prova\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong><em>midterm elections<\/em><\/strong><\/a> valgono bene un sacco di <strong>dazi<\/strong> alla<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/usa-cina-dazi-caso-zte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong> Cina<\/strong><\/a>, nel segno di quell\u2019 \u2018America first\u2019 che \u00e8 il motto caratterizzante la presidenza <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Trump<\/strong><\/a>. La tempesta scatenatasi sull\u2019import <strong>Usa<\/strong> dalla Cina suscita presagi negativi per l\u2019import dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/usa-ue-guerra-dazi-perche-sbocchi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Ue<\/strong><\/a>, nonostante la tregua dichiarata il 25 luglio dopo l\u2019incontro tra Donald Trump e il presidente della Commissione europea Jean-Claude <strong>Juncker<\/strong> (tregua che Trump ha gi\u00e0 minacciato d\u2019infrangere, avendo sempre di mira le auto europee, specie quelle tedesche).<\/p>\n<p>Le mosse commerciali dell\u2019Amministrazione statunitense sembrano suggerite, in questa fase, pi\u00f9 da valutazioni di opportunit\u00e0 politica interna che da visioni internazionali. Trump \u00e8 impegnato quasi ogni giorno nella campagna per le elezioni di midterm: i repubblicani rischiano di perdere la maggioranza alla Camera e non sono sicuri di mantenere quella al Senato.<\/p>\n<p>Pur influenzato da tutta una serie di fattori locali, il voto di novembre \u00e8 una sorta di referendum sulla prima met\u00e0 del mandato presidenziale: una batosta complicherebbe la seconda met\u00e0, galvanizzerebbe i democratici &#8211; in cerca di leader verso Usa 2020 &#8211; e potrebbe persino riaprire i giochi fra i repubblicani, dando voce a quanti nel partito sono critici verso Trump, ad esempio proprio sul fronte commerciale, e ne temono l\u2019impulsivit\u00e0 e l\u2019imprevedibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Chi tocca i dazi muore, o almeno se ne va<br \/>\n<\/strong>Nell&#8217;Amministrazione, c&#8217;\u00e8 chi cerca di riportare il presidente magnate a pi\u00f9 miti consigli. Ma mentre Trump appare finora disposto ad accettare le censure militari al suo operato (il segretario alla difesa Jim \u2018cane pazzo\u2019 Mattis \u00e8 sempre al suo posto), i paletti diplomatici e quelli economici e commerciali sono meno tollerati: tutto lo staff di politica estera \u00e8 cambiato \u2013 siamo gi\u00e0 al terzo consigliere per la sicurezza nazionale \u2013 e il consigliere economico Gary Cohn se n\u2019\u00e8 andato specie per divergenze sui dazi.<\/p>\n<p>L\u2019ultima ondata di limitazioni commerciali s\u2019\u00e8 abbattuta sulla Cina quasi contemporaneamente all\u2019arrivo del tifone Mangkhut, che ha fatto vittime e milioni di evacuati nel Guangdong: luned\u00ec 17 settembre, l\u2019Amministrazione Trump ha formalizzato nuovi dazi per un valore di 200 miliardi di dollari sui prodotti Made in China &#8211; circa la met\u00e0 di tutto l&#8217;import di beni cinesi negli Usa -.<\/p>\n<p>Le nuove sanzioni contro Pechino erano state annunciate dal successore di Cohn, Larry Kudlow, e dallo stesso Trump, insoddisfatto dell\u2019andamento dei negoziati commerciali con la Cina tuttora in corso. Analoga minaccia l\u2019Amministrazione ha fatto, giorni fa, verso l\u2019Ue: imporre dazi, nonostante le trattative in atto. I freni all\u2019import sono spesso studiati per favorire l\u2019industria manifatturiera statunitense; ma le contromisure dei partner colpiscono l\u2019agricoltura e altri settori produttivi americani: la speranza di Trump \u00e8 che la bilancia elettorale di queste schermaglie commerciali, che possono diventare vere e proprie guerre, su un doppio fronte, gli sia favorevole.<\/p>\n<p><strong>Una scommessa con tanti rischi<br \/>\n<\/strong>Scrive sull\u2019ANSA Ugo Caltagirone: quella del presidente \u201c\u00e8 una scommessa: che la maggioranza degli americani lo appoggi nella sua battaglia in nome dell&#8217;America First e sia disposta a pagare di pi\u00f9 alcuni prodotti pur di ottenere agli Usa importanti concessioni commerciali dalla Cina\u201d. Seguiamo, di qui in avanti, la traccia dell\u2019agenzia su provvedimenti appena ufficializzati.<\/p>\n<p>Le nuove tariffe scatteranno il 24 settembre e sono fissate al 10% fino alla fine dell&#8217;anno, quando, in assenza di progressi soddisfacenti nelle trattative commerciali, aumenteranno al 25%.<\/p>\n<p>Con la stangata di luned\u00ec, sale a 505 miliardi di dollari l&#8217;ammontare di prodotti Made in China colpiti dai dazi dell&#8217;Amministrazione Trump. Tra i beni di consumo interessati, i condizionatori d&#8217;aria, le candele di accensione dei motori, il mobilio e le lampade. Risparmiati al momento prodotti molto popolari come quelli della Apple &#8211; vedi l&#8217;Apple Watch e gli AirPods prodotti e assemblati in Cina -, dopo che nelle scorse settimane i vertici dell\u2019azienda di Cupertino avevano gi\u00e0 lanciato l&#8217;allarme su un aumento dei prezzi conseguente.<\/p>\n<p>E\u2019 un timore avvertito da molti consiglieri della Casa Bianca, preoccupati di misure impopolari e controproducenti, a sette settimane dalle elezioni di <em>midterm<\/em> e nell\u2019imminenza della stagione degli acquisti per il Ringraziamento e Natale.<\/p>\n<p>La Cina nei giorni scorsi &#8211; di fronte alla minaccia ora tradotta in pratica da Trump &#8211; aveva gi\u00e0 prospettato rappresaglie per 60 miliardi di dollari su prodotti Made in Usa e lo stop al dialogo. Washington aveva subito rilanciato, ipotizzando dazi sull\u2019import cinese per ulteriori 267 miliardi di dollari. A quel punto, ogni prodotto cinese importato in Usa sarebbe soggetto a extra-tariffe.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 quello di una guerra commerciale senza quartiere con conseguenze globali sull&#8217;economia e sui mercati finanziari. Ma il duo Trump \u2013 Kudlow, nelle intenzioni e fin qui anche nei fatti, non intende frenare l\u2019offensiva contro il &#8216;Made in China&#8217;: &#8220;Non c&#8217;\u00e8 alcun segnale che i dazi stiano costituendo un problema per l&#8217;economia&#8221;, dice Kudlow, auspicando comunque un &#8220;dialogo serio&#8221; con i negoziatori cinesi. Quanto alle critiche e le perplessit\u00e0 di molte aziende come l\u2019Apple, Trump ha una risposta pronta: che tornino a produrre in Usa; e non avranno nulla da temere per le loro vendite. Tanto, la California \u00e8 elettoralmente perduta: le <em>midterm <\/em>si giocano nella <em>Rust Belt<\/em> e nella <em>Bible Belt<\/em>, dove i votanti hanno mani callose e non schiribizzi liberal.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una promessa elettorale 2016 mantenuta e soprattutto la speranza d\u2019un voto in pi\u00f9 il 6 novembre nelle midterm elections valgono bene un sacco di dazi alla Cina, nel segno di quell\u2019 \u2018America first\u2019 che \u00e8 il motto caratterizzante la presidenza Trump. 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