{"id":70992,"date":"2018-09-20T08:48:53","date_gmt":"2018-09-20T06:48:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=70992"},"modified":"2018-09-23T09:21:28","modified_gmt":"2018-09-23T07:21:28","slug":"marocco-leva-disoccupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/marocco-leva-disoccupazione\/","title":{"rendered":"Marocco: leva obbligatoria contro la disoccupazione"},"content":{"rendered":"<p>Il Re del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/marocco-le-nuove-proteste-nel-rif\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Marocco<\/strong><\/a> Mohammed VI, nella sua veste di capo delle forze armate, ha annunciato l\u2019intenzione di reintrodurre la leva, cio\u00e8<strong> il servizio militare obbligatorio<\/strong>, della durata di un anno per tutti i giovani marocchini, senza distinzione di sesso, tra i 19 e i 25 anni. La <a href=\"https:\/\/www.huffpostmaghreb.com\/entry\/service-militaire-obligatoire-au-maroc-voici-en-detail-tout-ce-que-prevoit-le-projet-de-loi_mg_5b7bc5fae4b018b93e972d30\">proposta<\/a>, anticipata in un discorso alla nazione ad agosto e adottata dal Consiglio dei Ministri presieduto dallo stesso monarca, sar\u00e0 votata \u2013 e molto probabilmente adottata \u2013 dal Parlamento di Rabat entro il mese di ottobre: prevede la prigione da uno a tre mesi per coloro che si rifiutano di ottemperare all&#8217;obbligo prescritto.<\/p>\n<p><strong>Combattere la disoccupazione giovanile<br \/>\n<\/strong>Basandosi sull&#8217;art. 38 della <strong>Costituzione<\/strong>, che prevede l\u2019obbligo per i cittadini di contribuire alla difesa della patria, il re ha proposto la reintroduzione della coscrizione obbligatoria 12 anni dopo la sua abolizione. Infatti, fino al 2006, il servizio era obbligatorio per tutti i cittadini di sesso maschile tra i 20 e i 35 anni e su base volontaria per le donne tra i 20 e i 27 anni nubili e senza figli.<\/p>\n<p>Nella nuova proposta del governo, tuttavia tale distinzione viene abolita e l\u2019obbligo di leva viene esteso a tutti i cittadini tra i 19 e i 25 anni, senza distinzione di sesso. La decisione ha diviso l\u2019opinione pubblica marocchina, con episodi di protesta cos\u00ec come di sostegno, mentre alcune questioni, come per esempio quelle relative ai cittadini di doppia nazionalit\u00e0 residenti all\u2019estero, rimangono ancora aperte.<\/p>\n<p>L\u2019intento reale dell\u2019iniziativa\u00a0 \u00e8 quello di &#8216;migliorare l\u2019integrazione nella vita professionale e sociale&#8217; dei giovani marocchini. La proposta si iscrive all&#8217;interno di una pi\u00f9 vasta <strong>riforma <\/strong>dell\u2019educazione che, tra i suoi punti principali, prevede l\u2019allungamento di un anno dell\u2019istruzione obbligatoria, che viene alzata dai 15 ai 16 anni di et\u00e0. Infatti, secondo il governo, il sistema educativo non deve pi\u00f9 funzionare in maniera da fabbricare legioni di disoccupati: nel solo ultimo anno, la disoccupazione giovanile in Marocco si \u00e8 alzata notevolmente e potrebbe rivelarsi una bomba ad orologeria con i conseguenti rischi per la tenuta sociale del Paese.<\/p>\n<p><strong>Il timore di nuove proteste<br \/>\n<\/strong>Proprio il rischio di un&#8217;agitazione sociale potrebbe essere tra i veri motivi dietro la scelta di reintrodurre la leva, il servizio militare obbligatorio. Contenere le proteste \u00e8 infatti fondamentale per la tenuta del Paese, come gi\u00e0 accaduto in seguito alle rivolte arabe.<\/p>\n<p>Il Marocco ha visto nascere velocemente e tramontare altrettanto velocemente il <strong>Movimento del 20 febbraio<\/strong>\u00a0che\u00a0promosse le proteste del 2011. Tra le richieste del Movimento vi era una nuova Costituzione pi\u00f9 democratica, lo scioglimento del Parlamento, un sistema giudiziario pi\u00f9 indipendente, il riconoscimento della lingua berbera e la liberazione dei prigionieri politici.<\/p>\n<p>Con una mossa scaltra il re subito accord\u00f2 alcune concessioni, ma fu capace di rimanere saldo al potere come elemento centrale del sistema politico marocchino, grazie alla forte legittimit\u00e0 religiosa e politica di cui gode. L\u2019inizio di tali proteste aveva trovato fondamento nelle condizioni socio-economiche del Paese che, analogamente alla Tunisia e a molti altri Stati dell\u2019area del Nord Africa e del Medio Oriente, si trovava e si trova ancora con un\u2019ampia fetta di popolazione giovane disoccupata.<\/p>\n<p>Le riforme neo-liberali intraprese sin dagli Anni \u201980 da questi Paesi hanno infatti ridotto le capacit\u00e0 di reclutamento di giovani laureati da parte delle amministrazioni pubbliche. E le economie nazionali non riescono ad assorbire l&#8217;alta offerta di lavoro qualificato. Il timore di nuove proteste in tal senso \u00e8, secondo molti analisti, tra le cause che hanno spinto alla scelta di reintrodurre la coscrizione obbligatoria: la leva potrebbe risultare uno strumento utile per impegnare quei giovani che oggi sono disoccupati e al tempo stesso per aumentare il senso di identit\u00e0 nazionale e di lealt\u00e0 istituzionale degli stessi.<\/p>\n<p><strong>Scenari maghrebini<br \/>\n<\/strong>Tuttavia il senso di <strong>identit\u00e0 nazionale<\/strong> non \u00e8 certo ci\u00f2 che manca al Marocco che, sin dal 1975 con il conflitto in Sahara Occidentale e anche con le questioni delle citt\u00e0 spagnole di Ceuta e Melilla, ha promosso una forte propaganda interna per l\u2019unit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>La reintroduzione della leva militare obbligatoria non \u00e8 certamente ben vista dalla vicina <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/africa-algeria-speranze-incognite\/\"><strong>Algeria<\/strong><\/a>, con la quale il Marocco non ha buone relazioni diplomatiche. La maggioranza dei profughi saharawi del resto si trova a Tindouf, in Algeria, e proprio a causa del conflitto sahariano anche i confini tra i due Paesi sono chiusi da decenni.<\/p>\n<p>Difficilmente l&#8217;Algeria potrebbe leggere tale mossa come una corsa agli armamenti da parte del Marocco, ma le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/algeria-sistema-stabile-fiducia-calo\/\">condizioni socio-economiche del Paese<\/a> e i dubbi sulla leadership del presidente algerino Bouteflika potrebbero contribuire alla tensione e all&#8217;incomprensione tra i due Paesi. Ci\u00f2 che risulta chiaro \u00e8 che la regione del <strong>Maghreb<\/strong> si rivela sempre meno integrata al suo interno e che lo stallo \u00e8 destinato a rimanere tale a lungo.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Aissa\/Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Re del Marocco Mohammed VI, nella sua veste di capo delle forze armate, ha annunciato l\u2019intenzione di reintrodurre la leva, cio\u00e8 il servizio militare obbligatorio, della durata di un anno per tutti i giovani marocchini, senza distinzione di sesso, tra i 19 e i 25 anni. 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