{"id":7100,"date":"2008-01-17T00:00:00","date_gmt":"2008-01-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-scommessa-di-sanader\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:05","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:05","slug":"la-scommessa-di-sanader","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/01\/la-scommessa-di-sanader\/","title":{"rendered":"La scommessa di Sanader"},"content":{"rendered":"<p>Il nuovo governo croato di Ivo Sanader, insediatosi lo scorso 12 gennaio, ha l\u2019obiettivo strategico di integrare il paese nelle principali istituzioni euro-atlantiche. Diversi saranno tuttavia i tempi e le difficolt\u00e0 del cammino verso l\u2019Ue e di quello verso la Nato. L\u2019aspettativa \u00e8 quella di ricevere l\u2019invito ad aderire alla Nato in occasione del prossimo vertice dell\u2019alleanza, che si terr\u00e0 a Bucarest dal 2 al 4 aprile. \u00c8 possibile peraltro che tale invito sia rivolto anche a Macedonia e Albania, il che rafforzerebbe in maniera significativa la presenza dell\u2019alleanza nella regione balcanica. Nel discorso al Sabor (il Parlamento unicamerale di Zagabria) per la fiducia, Sanader ha affermato che il governo proseguir\u00e0 le riforme necessarie nel settore della difesa e ha respinto la richiesta dell\u2019opposizione socialdemocratica di convocare un referendum popolare sull\u2019adesione all\u2019Alleanza. Va ricordato che la Croazia partecipa dal febbraio 2003 alla missione internazionale della Nato in Afghanistan (Isaf). Secondo l\u2019ultimo aggiornamento di fonte Nato, il contributo di Zagabria \u00e8 di 211 militari.<\/p>\n<p><b>L\u2019obiettivo Europa e il nodo della pesca<\/b><br \/>Il cammino per diventare il 28\u00ba Stato dell\u2019Ue si prospetta, invece, pi\u00f9 lungo e con qualche asperit\u00e0. Sanader punta a chiudere la partita entro due-tre anni. \u201cL\u2019accelerazione dei negoziati di adesione &#8211; ha affermato &#8211; \u00e8 molto importante\u201d. Va ricordato che la Croazia ha firmato l\u2019Accordo di stabilizzazione e associazione nell\u2019ottobre del 2001, ha poi formalizzato la richiesta di adesione nel febbraio 2003 per avviare i negoziati nell\u2019ottobre del 2005. In realt\u00e0, il Consiglio europeo del dicembre 2004 aveva fissato l\u2019inizio dei colloqui per il marzo dell\u2019anno successivo, ma un intervento del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia (Tpi) ha provocato lo slittamento: si \u00e8 chiesta a Zagabria pi\u00f9 collaborazione per catturare l\u2019ex generale Ante Gotovina, latitante dal 2001 e accusato dall\u2019Aja di crimini di guerra e di crimini contro l\u2019umanit\u00e0. Sfidando le componenti pi\u00f9 nazionaliste, Sanader ha imposto un registro diverso. Pochi mesi dopo, grazie alla collaborazione tra le polizie spagnola e croata, Gotovina \u00e8 stato catturato a Tenerife, nelle Canarie, per essere poi consegnato al Tpi.<\/p>\n<p>Sin qui, sono stati aperti 16 capitoli negoziali su 35. In una dichiarazione successiva all\u2019insediamento del Governo, il presidente della Commissione europea, Jos\u00e9 Manuel Barroso, ha ricordato che la Croazia deve fare progressi nella riforma del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione, nella lotta alla corruzione e nella ristrutturazione economica, nonch\u00e9 proseguire l\u2019impegno per il ritorno dei rifugiati. Ma la questione pi\u00f9 spinosa \u00e8 costituita dal contenzioso sulla pesca,  in cui l\u2019Italia \u00e8 coinvolta direttamente e che rischia di avere conseguenze sul processo di adesione.<\/p>\n<p>Lo scorso 1 gennaio, dopo una serie di moratorie, \u00e8 entrata in vigore la Zona di protezione ittica e ambientale, creata nel 2003, in modo unilaterale, dal governo di centrosinistra di Ivica Racan. Si tratta di un\u2019area di circa 24 mila chilometri quadrati, di fatto vietata alle imbarcazioni dei paesi Ue, che si estende tra il confine delle acque territoriali croate e la linea di equidistanza tra le coste croate e italiane. Desiderosa di avviare i negoziati con l\u2019Ue, la Croazia aveva rinunciato nel 2004 ad applicare ai paesi dell\u2019Ue le regole della Zona di protezione ittica in attesa di un accordo sulla pesca con Bruxelles, che per\u00f2 non \u00e8 mai stato raggiunto. Fortemente danneggiate dal passo croato, Slovenia e Italia ribadiscono che il problema va risolto in un contesto europeo, mentre fonti della Commissione europea hanno confermato che, se Zagabria non accoglier\u00e0 le richieste europee, saranno congelati almeno cinque capitoli negoziali. Nella sua prima intervista dopo il varo del nuovo governo, Sanader ha detto che la Croazia \u00e8 disposta a \u201cnegoziati a quattro\u201d con Roma, Lubiana e il sostegno della Commissione europea. Rinunciare alla Zona non \u00e8 possibile, sostiene il premier croato, ma si trover\u00e0 il modo per \u201celiminare le circostanze che hanno suscitato il disappunto dell\u2019Italia e della Slovenia\u201d. In Croazia \u00e8 per\u00f2 opinione diffusa che il governo non sia in grado di far rispettare quanto previsto dalla Zona. La questione sar\u00e0 affrontata nel Consiglio dei ministri Ue previsto a Bruxelles il prossimo 21 gennaio.<\/p>\n<p>Il ministro degli Esteri, Massimo D\u2019Alema, in un messaggio al collega croato, Gordan Jandrokovic, ha auspicato che Zagabria \u201caffronti i temi in discussione con la necessaria flessibilit\u00e0 e con spirito costruttivo\u201d. Si deve ricordare che l\u2019Italia \u00e8 il primo partner commerciale della Croazia sia nell\u2019import (davanti a Germania e Russia), che nell\u2019export (prima di Bosnia-Erzegovina e Germania). Sono inoltre controllati da banche italiane i maggiori istituti di credito privati croati. Il flusso turistico \u00e8 imponente: secondo i dati forniti dall\u2019Ente nazionale del turismo croato, nello scorso anno circa 1 milione e 200 mila italiani hanno soggiornato in Croazia, su un totale di circa 9 milioni di stranieri, con una quota inferiore solo a quella tedesca.<\/p>\n<p>Va a questo punto evidenziato un riflesso di politica interna, destinato a influenzare il cammino del governo croato. Nella passata legislatura (2003-2007) il risultato delle urne aveva consentito alla Comunit\u00e0 democratica croata (Hdz) di Sanader di formare un monocolore che segnava il ritorno al potere del partito dopo un quadriennio di centrosinistra (gennaio 2000-novembre 2003).  Dopo le elezioni dello scorso 25 novembre Sanader \u00e8 stato per\u00f2 costretto a formare un gabinetto di coalizione. L\u2019Hdz resta il perno della maggioranza, con 13 ministri su 17, ma se da un lato il controllo del Sabor appare solido (il voto di fiducia \u00e8 stato ottenuto con 82 s\u00ec contro 62), dall\u2019altro alcuni partner potrebbero rallentare la corsa verso l\u2019Europa. \u00c8 il caso del Partito dei contadini (Hss), presente con i ministri dell\u2019Agricoltura e del Turismo, e strenuo difensore della Zona di protezione. L\u2019Hss ha gi\u00e0 incassato un ingente aumento dei sussidi statali all\u2019agricoltura, che arriver\u00e0 a quasi un miliardo di euro l\u2019anno.<\/p>\n<p><b>La politica verso le minoranze<\/b><br \/>Di grande rilevanza politica \u00e8 la presenza nel nuovo governo di un ministro serbo per la prima volta dalla fine del conflitto serbo-croato del 1991-1995. Si tratta di Slobodan Uzelac, dirigente del Partito indipendente democratico serbo (Sdss), nominato vice premier con delega a Sviluppo economico, ricostruzione e ritorno dei rifugiati. \u201c\u00c8 un bene per i serbi in Croazia, per la stabilit\u00e0 e la tolleranza generale e per superare i vari traumi causati dalla guerra nel paese\u201d, ha commentato il leader della minoranza serba, Milorad Pupovac. Circa 280 mila serbi lasciarono la Croazia durante e dopo la guerra. Secondo fonti della Nazioni Unite, sono rientrati in 130 mila. Gi\u00e0 nella passata legislatura Sanader aveva scelto la politica della mano tesa nei confronti della minoranza serba, una strategia divenuta possibile dopo che aveva emarginato la vecchia guardia nazionalista dalla dirigenza dell\u2019Hdz, forgiata dall\u2019ex Presidente Franjo Tudjman. Un forte gesto simbolico fu compiuto da Sanader all\u2019inizio del suo primo mandato, quando partecip\u00f2 a una celebrazione del Natale ortodosso dei serbi, un\u2019iniziativa inconcepibile  per i suoi predecessori.<\/p>\n<p>Si deve aggiungere che, come nella precedente legislatura, anche in questa tutti gli otto deputati che rappresentano le varie minoranze nazionali, sia i tre serbi sia gli altri cinque, appoggiano il governo Sanader. Tra questi c\u2019\u00e8 anche l\u2019indipendente polese Furio Radin, confermato per la quinta volta al Sabor dalla comunit\u00e0 italiana. La richiesta che accomuna le varie minoranze \u00e8 quella di poter utilizzare alle elezioni il \u201ddoppio voto\u201c, politico ed etnico. Previsto dalla Costituzione, tale diritto non \u00e8 stato inserito nell\u2019attuale normativa elettorale. In pratica, l\u2019elettore appartenente a una minoranza deve scegliere tra votare per il proprio rappresentante o esprimersi a favore di un qualche partito. Entrambe le opzioni non sono permesse. Nell\u2019intesa programmatica siglata con le minoranze, si \u00e8 stabilito che le parti si impegnano a valutare la richiesta del \u201cdoppio voto\u201d nei primi due anni di mandato. <\/p>\n<p>Sul fronte interno, il nuovo governo punta ad accelerare il tasso di crescita economica dall\u2019attuale 4,8% annuo al 7%, e a dimezzare la disoccupazione dal 14% al 7%. Tra gli strumenti previsti figurano nuovi incentivi alle piccole e medie imprese e agli investitori esteri, sgravi fiscali, ulteriore promozione del turismo e creazione di distretti industriali.<\/p>\n<p>Per una curiosa coincidenza temporale, il nuovo governo Sanader prende il largo mentre la Slovenia ha la Presidenza di turno dell\u2019Ue, <a href=\" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=708\"><b><u>   la Serbia \u00e8 alla vigilia di difficili elezioni <\/u><\/b><\/a> presidenziali e il rebus del Kosovo \u00e8 a una stretta decisiva, con l\u2019incognita delle possibili ricadute per la Bosnia-Erzegovina. Nei prossimi mesi verr\u00e0 messa alla prova la capacit\u00e0 di Sanader di agire efficacemente, sul pieno interno e internazionale, in questo quadro di grande complessit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo governo croato di Ivo Sanader, insediatosi lo scorso 12 gennaio, ha l\u2019obiettivo strategico di integrare il paese nelle principali istituzioni euro-atlantiche. Diversi saranno tuttavia i tempi e le difficolt\u00e0 del cammino verso l\u2019Ue e di quello verso la Nato. 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