{"id":71016,"date":"2018-09-22T08:29:58","date_gmt":"2018-09-22T06:29:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71016"},"modified":"2019-10-11T20:00:28","modified_gmt":"2019-10-11T18:00:28","slug":"etiopia-eritrea-arabia-saudita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/etiopia-eritrea-arabia-saudita\/","title":{"rendered":"Etiopia-Eritrea: Arabia Saudita allunga mani su Corno d&#8217;Africa"},"content":{"rendered":"<p>Ora la <strong>pace<\/strong> tra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/etiopia-eritrea-scommessa-pace\/\"><strong>Etiopia<\/strong><\/a> ed <strong>Eritrea<\/strong> sembra esserci davvero, con\u00a0 la firma a Gedda, il 16 settembre, di un trattato che non \u00e8\u00a0 un estemporaneo esercizio diplomatico, ma il punto di approdo di un processo tanto rapido quanto solido. Intanto perch\u00e9 a metterci la faccia non sono solo il premier di Addis Abeba Abiy Ahmed e il presidente di Asmara Isaias Afewerki, ma anche i \u2018registi\u2019 sauditi &#8211; re Salman bin Abdulaziz e il giovane e influente principe ereditario Mohammed bin Salman &#8211; e testimoni del calibro del segretario generale dell\u2019Onu Antonio Guterres e del presidente della Commissione dell\u2019Unione africana Moussa Fazi Mahmat, oltre al ministro degli Esteri degli Emirati Abdullah bin Zayed Al Nahyan.<\/p>\n<p>E se il comunicato diffuso da Riad per annunciare l\u2019evento parla, un po\u2019 vagamente, del \u201c ripristino di normali relazioni fra i due Paesi, sulla base degli stretti legami geografici, storici e culturali\u201d,\u00a0 la sostanza dei fatti c\u2019\u00e8 tutta e la discesa in campo dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/arabia-saudita-visione-saudita-ncognite\/\"><strong>Arabia Saudita<\/strong><\/a> \u00e8 a suo modo una garanzia, oltre che un\u2019ipoteca sul futuro dei due Paesi e dell\u2019intero <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/orizzonte-cina-la-via-della-seta-tra-corno-dafrica-e-medio-oriente\/\"><strong>Corno d\u2019Africa<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Tra Addis Abeba e Asmara un processo solido<\/strong><br \/>\nChe Etiopia ed Eritrea facessero sul serio sul fronte della riconciliazione, a vent\u2019anni dalla sanguinosa guerra di confine del 1998 che non era mai del tutto finita, era apparso chiaro con la trionfale visita ad Asmara del premier di Addis Abeba, Abiy Ahmed, l\u20198 luglio e con la ripresa delle relazioni diplomatiche il giorno successivo. Un passaggio chiave dopo le aperture del giovane leader riformista che nel discorso di insediamento, il 2 aprile, aveva usato toni concilianti nei confronti dell\u2019 Eritrea e il successivo 6 giugno aveva dichiarato la cessazione dello stato di emergenza e l\u2019accettazione dell\u2019Accordo di pace firmato ad Algeri nel 2000 e rimasto fino a quel momento lettera morta.<\/p>\n<p>A spingere verso la pace il giovane leader (42 anni) di Addis Abeba un disegno di stabilizzazione del Paese che passa attraverso la ripresa economica e la necessit\u00e0 di attrarre investimenti internazionali e di cui parte fondamentale \u00e8 il ripristino di quello sbocco al mare storicamente rappresentato dal porto eritreo di Massaua, ma che passa anche attraverso la soluzione del problema dei profughi: centinaia di migliaia di eritrei in fuga da condizioni economiche drammatiche e dalla violazione sistematica dei diritti umani ammassati nei campi dell\u2019Etiopia, che costituiscono\u00a0 una emergenza permanente.<\/p>\n<p>Afewerki da parte sua, in un sussulto di pragmatismo, \u00e8 riuscito a cogliere probabilmente l\u2019 ultima occasione per non passare alla storia come il responsabile del collasso economico del suo Paese e di una spirale repressiva senza uscita che ha fruttato ad Asmara il bando internazionale e pesanti sanzioni. Le tappe successive hanno scandito la volont\u00e0 di mettere fine a una situazione non pi\u00f9 sostenibile e il risultato \u00e8 stato un disgelo a passo di marcia in meno di due mesi: il ripristino delle linee telefoniche interrotte da vent\u2019anni, la ripresa dei voli, la riapertura dell\u2019ambasciata etiopica nella capitale Eritrea e, l\u201911 settembre, la riapertura delle frontiere.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ipoteca di Riad sul Corno d&#8217;Africa<\/strong><br \/>\nMa al di l\u00e0 della questione umanitaria e delle opportunit\u00e0 economiche, i dividendi della pace possono rilanciare il ruolo strategico del Corno d\u2019Africa nel grande gioco della regione dove, con la regia dell\u2019accordo di Gedda, l\u2019Arabia saudita ha segnato un punto a suo favore, certamente in funzione anti iraniana. Anche\u00a0 alla luce della partita che Riad sta giocando sulla sponda opposta del Mar Rosso, in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/yemen-hodeida-equilibri-golfo\/\">Yemen<\/a><\/strong>, a capo di una coalizione araba che &#8211; nonostante la potenza di fuoco messa in campo &#8211; non riesce a venire a capo della ribellione Houthi sostenuta da Teheran contro il presidente filo saudita Mansur Hadi.<\/p>\n<p>Sempre sotto lo sguardo vigile dell\u2019Arabia Saudita \u00e8 partita, ai primi di settembre,\u00a0 la mediazione della presidenza etiopica per normalizzare i rapporti tra Eritrea e Gibuti, dopo un lungo periodo di dispute di confine. Dal\u00a0 nuovo corso nel Corno non resta fuori neppure l\u2019instabile Somalia, come dimostra l\u2019incontro ad Asmara ai primi di settembre tra Ahmed, Afewerki e il presidente somalo Mohamed Abdullahi Mohamed Farmajo e la firma di un accordo di cooperazione a tre. Lo stesso giorno, la prima volta dopo vent\u2019anni, una nave etiopica \u00e8 arrivata nel porto eritreo di Massaua, per ripartire con un carico di 11.000 tonnellate di zinco destinato alla Cina. Una rotta dal forte simbolismo: l\u2019interesse di Pechino per l\u2019area non \u00e8 una novit\u00e0, ma un Corno stabile e pacificato pu\u00f2 diventare uno snodo chiave lungo quella nuova Via della Seta, e il suo enorme volume d\u2019affari, che \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi scommesse strategiche dell\u2019 \u2018imperatore\u2019 Xi Jinping.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ora la pace tra Etiopia ed Eritrea sembra esserci davvero, con\u00a0 la firma a Gedda, il 16 settembre, di un trattato che non \u00e8\u00a0 un estemporaneo esercizio diplomatico, ma il punto di approdo di un processo tanto rapido quanto solido. 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