{"id":71021,"date":"2018-09-23T09:20:40","date_gmt":"2018-09-23T07:20:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71021"},"modified":"2018-09-28T07:14:52","modified_gmt":"2018-09-28T05:14:52","slug":"italia-ue-flat-tax","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/italia-ue-flat-tax\/","title":{"rendered":"Italia\/Ue: Legge finanziaria, luci e ombre della flat tax"},"content":{"rendered":"<p>Il governo che si \u00e8 formato dopo le elezioni del 4 marzo ha annunciato a pi\u00f9 riprese l\u2019intenzione di arrivare a una tassa fissa o piatta (<strong>flat tax<\/strong>) applicabile ai redditi delle persone fisiche.\u00a0Gli esperti di finanza pubblica dicono che la tassa unica, che sia al 15% o 20%, pone seri problemi al bilancio dello Stato, perch\u00e9 la perdita di introiti fiscali sarebbe assai consistente (si parla a seconda dell\u2019aliquota di 20 o 30 miliardi di euro) e non sarebbe sopportabile, pena l\u2019aumento del debito pubblico, che \u00e8 gi\u00e0 elevatissimo e che rappresenta un problema non solo per l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/campagna-elettorale-trump-flat-tax\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> ma anche per l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/italia-ue-def-scadenze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019adozione di politiche come la flat tax o il reddito di cittadinanza (altra misura assai costosa), non accompagnate da vere riforme, come quelle della pubblica amministrazione e della giustizia, provoca facilmente l\u2019innalzamento dello spread dei nostri titoli pubblici. Un costo che si riflette sui cittadini, costretti a pagare maggiori interessi sul denaro preso a prestito anche attraverso i mutui a tasso variabile.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 a prescindere dalla ridicola mania di usare termini inglesi, che comporta spesso a errori di pronuncia o di concetto. Quando fu annunciato il Jobs Act questa locuzione conteneva due errori: il primo \u00e8 che semmai job si usa al singolare perch\u00e9 si riferisce al lavoro in genere, non ai lavori; il secondo \u00e8 che un progetto di legge in inglese si chiama Bill e diventa Act solo quando diventa una legge approvata dal Parlamento.<\/p>\n<p><strong><b>Lo scenario esterno<br \/>\n<\/b><\/strong>Quando si annunciano questi progetti costosi e complessi &#8211; come la flat tax o il reddito di cittadinanza &#8211; si dovrebbe sempre considerare lo scenario internazionale nel quale siamo inseriti e dal quale siamo inevitabilmente influenzati. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il mondo occidentale ha visto una fase di grande sviluppo, con tassi di crescita del Pil del 12\/13%.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio, a causa delle distruzioni della guerra, occorrevano investimenti strutturali, poi pian piano si sono formati capitali che dagli Anni Ottanta hanno cominciato ad alimentare una finanza in parte speculativa &#8211; quindi non pi\u00f9 indirizzata alla produzione di beni e servizi -, cui s&#8217;\u00e8 affiancata la politica del libero mercato sostenuta da Margaret Thatcher e Ronald Reagan.<\/p>\n<p>Una politica che ha portato a una liberalizzazione e privatizzazione sfrenata che ha generato il caos dei mercati. Anche in Italia abbiamo assistito alle privatizzazioni di aziende di Stato (Telecom, Alitalia, Aeroporti di Roma, etc) finite in mano a privati senza capitali, che per acquistare il bene pubblico si indebitavano con un leverage altissimo, bloccando cos\u00ec gli investimenti per gli anni successivi.<\/p>\n<p><strong><b>Le conseguenze del libero mercato<br \/>\n<\/b><\/strong>Questo processo ha portato a livelli insostenibili le disuguaglianze sociali, che sono oggi una delle principali cause del mancato sviluppo dell\u2019economia in genere del mondo occidentale e, soprattutto, di Paesi economicamente deboli come il nostro. La ragione della nostra debolezza sta nel fatto che, anche negli Anni Sessanta e Settanta, quando il nostro Pil era oltre il 10%, sia lo Stato che i privati non hanno mai investito a sufficienza nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie.<\/p>\n<p>Lo Stato perch\u00e9 i governi duravano mediamente sei mesi, mentre la ricerca richiede piani a lungo termine. I privati perch\u00e9 si era convinti del \u201cpiccolo \u00e8 bello\u201d; ma il piccolo non ha i mezzi da investire in ricerca che hanno i grossi gruppi. Inoltre, la dimensione modesta delle nostre imprese non permetteva di essere competitivi nel mercato che nel frattempo \u00e8 diventato mondiale. Cos\u00ec la nostra industria ancora oggi soffre di un modesto valore aggiunto perch\u00e9 manca di tecnologie avanzate necessarie per competere nel mercato globale.<\/p>\n<p><strong><b>La grande crisi del 2007<br \/>\n<\/b><\/strong>Su questo scenario \u00e8 piombata la crisi iniziata nel 2007 (e che non \u00e8 ancora del tutto finita), in massima parte provocata dalla finanza speculativa (staccata dal mondo produttivo) che si \u00e8 inventata, fin dalla met\u00e0 degli Anni Novanta, titoli \u201ctossici\u201d derivati dalla cartolarizzazione dei mutui e prestiti subprime, venduti dalle banche ai loro clienti come obbligazioni a basso rischio finanziario (Collateral Debt Obligations o Cdo), ma rivelatisi poi carta straccia per l\u2019insolvenza del debitore.<\/p>\n<p>Infatti la crisi \u00e8 apparsa visibile dal 2007, ma i suoi prodromi erano ben presenti fin dalla met\u00e0 degli Anni Novanta. Fino al sorprendente fallimento della Lehman Brothers, banche, traders, hedge funds, ma anche societ\u00e0 di rating si sono arricchiti con questa finanza speculativa che alla fine \u00e8 esplosa come una bomba atomica creando enormi danni per i piccoli risparmiatori. Ci si chiede come possono ancora essere credibili le societ\u00e0 di rating che si sono arricchite regalando triple A a banche o titoli che poi sono crollati.<\/p>\n<p>Preoccupante \u00e8 poi la rinuncia di presidenti Usa democratici come Bill Clinton e Barack Obama a fissare regole per il mercato finanziario. Le lobbies della finanza sono arrivate anche agli organi di controllo come la Sec (equivalente della nostra Consob). Basta vedere i film Inside Job e La grande scommessa per capire quello che \u00e8 successo con la grande crisi, come suggerisce Marco Onado nel suo stupendo libro Prendi i soldi e scappa. Un libro divertente ma profondo che, attraverso vari film, spiega il mondo della finanza in modo molto chiaro. Leggendo la storia dell\u2019economia e della finanza dagli Anni Ottanta in poi si deve concludere che troppo presto si \u00e8 archiviato il pensiero di John Maynard Keynes che prevedeva un ruolo dello Stato nella regolamentazione dell\u2019economia.<\/p>\n<p><strong><b>Conclusioni<br \/>\n<\/b><\/strong>Questo lungo preambolo serve forse a capire dove si inserisce una proposta come la flat tax. Si potrebbe avanzare l\u2019ipotesi di una flat tax per piccole attivit\u00e0 svolte da societ\u00e0 di persone, perch\u00e9 esiste gi\u00e0 una flat tax in capo alle societ\u00e0 di capitali, ma sarebbe iniqua una tassa unica per le persone fisiche. Un maggior prelievo fiscale sui redditi pi\u00f9 elevati permette di redistribuire tale prelievo tra i soggetti a reddito pi\u00f9 basso che potranno cos\u00ec aumentare i loro consumi, soprattutto di bene primari, favorendo cos\u00ec la crescita, mentre la persona ricca non cambier\u00e0 i suoi consumi malgrado la maggiore imposta.<\/p>\n<p>Negli Anni Settanta in Gran Bretagna la tassazione personale raggiungeva l\u2019aliquota del 83%. Se a un amministratore delegato di una grossa banca che oggi guadagna 3.000.000 di euro l\u2019anno (emolumento non anomalo) lo Stato prelevasse l\u201983% degli ultimi 500.000 euro, al contribuente resterebbe comunque una somma assai cospicua.<\/p>\n<p>Non bisogna poi dimenticare che una tassa unica sarebbe incostituzionale perch\u00e9 contraria al principio stabilito dall\u2019Articolo 53 della Costituzione: <em><i>\u201cTutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacit\u00e0 contributiva. Il sistema tributario \u00e8 informato a criteri di progressivit\u00e0\u201d<\/i><\/em>, un principio destinato proprio a ridurre le disuguaglianze sociali.<\/p>\n<p>Chi ha responsabilit\u00e0 di governo della cosa pubblica, prima di fare promesse che hanno spesso il sapore di propaganda elettorale, dovrebbe studiare a fondo il contesto e la storia dei settori sui quali queste promesse vanno ad incidere. Soprattutto quando si tratta di un settore cos\u00ec importante come il bilancio dello Stato. E, come dice Sabino Cassese, \u00e8 ancora pi\u00f9 grave cercare di piegare ai propri progetti, privi di studi a supporto, il pensiero di seri e competenti servitori dello Stato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il governo che si \u00e8 formato dopo le elezioni del 4 marzo ha annunciato a pi\u00f9 riprese l\u2019intenzione di arrivare a una tassa fissa o piatta (flat tax) applicabile ai redditi delle persone fisiche.\u00a0Gli esperti di finanza pubblica dicono che la tassa unica, che sia al 15% o 20%, pone seri problemi al bilancio dello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":71027,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[912,96,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71021"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71021"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71021\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71029,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71021\/revisions\/71029"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71027"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71021"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71021"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71021"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}