{"id":71114,"date":"2018-10-02T17:01:13","date_gmt":"2018-10-02T15:01:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71114"},"modified":"2018-10-05T06:55:02","modified_gmt":"2018-10-05T04:55:02","slug":"missioni-internazionali-italia-fine-mese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/missioni-internazionali-italia-fine-mese\/","title":{"rendered":"Missioni internazionali: Italia, dura arrivare a fine mese"},"content":{"rendered":"<p>Era atteso da settimane l\u2019atto ministeriale per assicurare e gestire il prosieguo delle <strong>missioni internazionali<\/strong> in cui l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/missioni-estero-criteri-razionalizzarle\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> \u00e8 impegnata nel corso del 2018, con il relativo finanziamento. L\u2019autorizzazione in vigore, ad eccezione di alcune operazioni in Paesi terzi, assicura infatti copertura finanziaria solo fino al 30 settembre. Ora che la scadenza \u00e8 ormai giunta, non v&#8217; \u00e8 traccia di alcun documento e, cosa peggiore, politicamente, non se ne sente neanche parlare.<\/p>\n<p><strong>Il coinvolgimento italiano nei teatri operativi<br \/>\n<\/strong>Secondo quanto stabilito nell\u2019ultima delibera del Consiglio dei Ministri sulle missioni internazionali del 28 dicembre 2017, nel 2018 l\u2019Italia partecipa a 42 missioni internazionali, condotte sia autonomamente, sulla base di accordi bilaterali siglati con il Paese ospitante, che in qualit\u00e0 di membro di forum multilaterali quali l&#8217;<strong>Onu<\/strong>, la <strong>Nato<\/strong> e l\u2019<strong>Ue<\/strong>. Tali operazioni sono finalizzate, da un lato, a garantire ai cittadini italiani il bisogno primario di sicurezza nazionale e, dall\u2019altro, ad accrescere il ruolo internazionale dell\u2019Italia e la sua credibilit\u00e0 come partner sia di importanti alleati sia nei contesti multilaterali.<\/p>\n<p>Per i primi nove mesi del 2018, l\u2019Italia aveva deciso di confermare la partecipazione a 36 missioni internazionali e di avviarne altre sei. Nuove e pi\u00f9 articolate missioni hanno assorbito compiti gi\u00e0 svolti in missioni precedenti e non prorogate, come nel caso dell\u2019iniziativa bilaterale in Libia che ha sostituito l\u2019\u201coperazione Ippocrate\u201d, o della sorveglianza dello spazio aereo Nato, istituita al posto delle operazioni di <em>Air Policing<\/em> in Bulgaria ed Islanda. Novit\u00e0 assolute sono invece la partecipazione alla missione Nato di supporto alle forze armate e di sicurezza in Tunisia, all\u2019operazione Ue di addestramento militare in Repubblica Centrafricana, e alla missione delle Nazioni Unite nel Sahara Occidentale.<\/p>\n<p>Una menzione a parte merita, invece, il lancio a fine 2017 della missione bilaterale italiana in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/niger-missione-italiana-corso\/\"><strong>Niger<\/strong><\/a>. Tale operazione, prevedendo un notevole dispiegamento di uomini e mezzi, rappresenta infatti una svolta nel processo di \u201criposizionamento strategico\u201d che l\u2019Italia sta conducendo attraverso uno snellimento dei contingenti inviati in teatri operativi lontani dai confini nazionali, per contribuire al rafforzamento dell\u2019impegno nell\u2019area euro-mediterranea e nel continente africano.<\/p>\n<p>Il ricollocamento geografico delle truppe italiane, sancito dalle suddette missioni in Niger, Tunisia, Sahara Occidentale e Repubblica Centrafricana, riveste una forte importanza alla luce delle primarie esigenze di sicurezza nazionale, quali il controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo, a loro volta provenienti dall\u2019Africa, e la lotta al terrorismo internazionale di matrice islamica radicale. Non va tuttavia sottostimata la valenza strategica di operazioni in aree geograficamente pi\u00f9 lontane come quella in Afghanistan, sia per il contrasto alla minaccia terrorista sia per la tenuta dei rapporti con gli Stati Uniti e gli altri alleati Nato.<\/p>\n<p><strong>Lo strumento finanziario e il bilancio della difesa<br \/>\n<\/strong>L\u2019effettivo svolgimento delle operazioni internazionali \u00e8 legato a doppio filo all\u2019allocazione di risorse economiche da parte degli organi governativi e del Parlamento, tramite l\u2019apposito fondo missioni. La relativa spesa pianificata fino al 30 settembre 2018 si aggira attorno ai 760 milioni di euro, attestandosi in linea con gli investimenti stanziati nel corso degli anni precedenti, di poco superiori al miliardo nell\u2019arco dei dodici mesi.<\/p>\n<p>Il fondo missioni costituisce per\u00f2 soltanto una piccola porzione del pi\u00f9 complesso insieme della spesa italiana per la difesa, che \u00e8 tradizionalmente ripartita in tre ambiti. Il primo \u00e8 la funzione difesa, che ingloba le spese dedicate all\u2019assolvimento dei compiti militari specifici di Esercito, Marina e Aeronautica, della componente interforze e della struttura del Ministero della Difesa. Il secondo \u00e8 la funzione sicurezza del territorio, che racchiude le spese destinate all\u2019Arma dei Carabinieri, differenziate da quelle di cui sopra perch\u00e9 inerenti alla pubblica sicurezza sul territorio nazionale, un compito diverso da quello svolto dalla funzione difesa in senso proprio.<\/p>\n<p>Vi sono poi le cosiddette \u201cfunzioni esterne\u201d, cio\u00e8 attivit\u00e0 affidate al Ministero anche se non rientranti nella sfera dei tipici compiti istituzionali. A queste spese per la difesa vanno infine sommati anche gli stanziamenti del Ministero dello Sviluppo economico per l\u2019acquisizione e lo sviluppo tecnologico degli equipaggiamenti prodotti dall\u2019industria nazionale, nonch\u00e9 il limitato ammontare di spesa riguardante l\u2019effettivo impiego di Carabinieri nelle operazioni in Paesi terzi, tradizionalmente nel ruolo di addestratori delle forze locali.<\/p>\n<p>Grazie all\u2019aggregazione delle suddette voci, e sulla base dello scorso Documento programmatico pluriennale per il triennio 2017-2019, la spesa complessiva italiana nella difesa si attesta per il 2018 attorno ai 13 miliardi di euro, grossomodo l\u20191,1% del Pil, e sembra destinato a subire una lieve flessione l\u2019anno venturo. L\u2019Italia \u00e8 dunque molto distante dal raggiungimento della soglia del 2% del Pil destinato alle spese per la difesa, come stabilito dai capi di stato e di governo di tutti i Paesi membri nel summit Nato del 2014.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019adozione di un approccio multidimensionale, sintetizzato dalla formula \u201c<em>cash, capabilities, contributions<\/em>\u201d, permette di considerare anche la dotazione di forze ed equipaggiamenti effettivamente interoperabili e dispiegabili (<em>capabilities<\/em>), e il contributo in termini di risorse effettivamente impiegate in missioni o esercitazioni in ambito Nato (<em>contributions<\/em>) per una valutazione ponderata del reale contributo degli Alleati alla sicurezza euro-atlantica.<\/p>\n<p>In questo contesto, la partecipazione alle missioni internazionali \u00e8 un elemento imprescindibile affinch\u00e9 l\u2019Italia possa presentarsi agli alleati dell\u2019Alleanza atlantica \u2013 ma anche in ambito Onu e Ue &#8211; come partner credibile, riuscendo a fare leva su uno dei suoi punti di forza, ovvero l\u2019impiego dei militari all\u2019estero, e compensando cos\u00ec le forti e persistenti lacune riguardanti la spesa destinata alla difesa.<\/p>\n<p><strong>\u00a0La necessit\u00e0 di un\u2019adeguata programmazione<br \/>\n<\/strong>Le missioni internazionali sono dunque strumenti necessari per garantire sia la sicurezza nazionale ai cittadini sia un ruolo internazionale rilevante per l\u2019Italia. In un periodo in cui tutti gli indizi conducono al sospetto di ulteriori tagli al bilancio della difesa, in modo da ottenere liquidit\u00e0 da destinare ad altre spese e riforme ritenute prioritarie, sarebbe auspicabile custodire gelosamente il ruolo di credibile attore multilaterale che l\u2019Italia ha costruito nel corso degli anni grazie a missioni egregiamente condotte, come quella Unifil in Libano.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 ci\u00f2 avvenga, per\u00f2, non si pu\u00f2 prescindere da un\u2019inversione di tendenza sulla programmazione delle missioni internazionali. La prassi di prorogare le operazioni per un lasso di tempo estremamente limitato \u2013 come accaduto per la finestra temporale gennaio-settembre \u2013 costituisce infatti un ostacolo alla razionalizzazione delle risorse allocate. Cos\u00ec come la mancanza di certezze riguardo ai fondi da destinare alle missioni a partire dalla prossima settimana genera non poche incomprensioni tra gli alleati e i partner, nelle regioni dove sono impiegati i militari italiani, e nei forum multilaterali di cui l\u2019Italia \u00e8 parte.<\/p>\n<p>Se \u00e8 quindi necessario e urgente assicurare il regolare proseguimento per le missioni in corso, \u00e8 altrettanto importante garantire una loro prossima pianificazione e finanziamento sull\u2019arco dell\u2019intero 2019, in modo da utilizzarne efficacemente il potenziale ai fini della sicurezza nazionale e della tutela degli interessi italiani in ambito internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era atteso da settimane l\u2019atto ministeriale per assicurare e gestire il prosieguo delle missioni internazionali in cui l\u2019Italia \u00e8 impegnata nel corso del 2018, con il relativo finanziamento. L\u2019autorizzazione in vigore, ad eccezione di alcune operazioni in Paesi terzi, assicura infatti copertura finanziaria solo fino al 30 settembre. Ora che la scadenza \u00e8 ormai giunta, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":71116,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96,116,100,789,103,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71114"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71114"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71114\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71117,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71114\/revisions\/71117"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71116"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}