{"id":71123,"date":"2018-10-01T14:20:42","date_gmt":"2018-10-01T12:20:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71123"},"modified":"2018-10-03T12:28:25","modified_gmt":"2018-10-03T10:28:25","slug":"libia-popolo-convitato-pietra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/libia-popolo-convitato-pietra\/","title":{"rendered":"Libia: il popolo libico convitato di pietra di questa crisi"},"content":{"rendered":"<p>Come sar\u00e0 la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/italia-libia-governo-conte\/\"><strong>Libia<\/strong> <\/a>dopo la Libia? Ormai sar\u00e0 un caos per sempre, dicono molti pessimisti. Sar\u00e0 una o trina? Stato, federazione o nulla di tutto ci\u00f2? Lo sapremo dopo le <strong>elezioni<\/strong>, dicono i pochi possibilisti. Sar\u00e0 uno Stato unitario, patria di tutto il popolo libico, sostengono all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/libia-mediazione-salameh-onu\/\">Onu<\/a> gli ottimisti. Ma senza crederci davvero.<\/p>\n<p>Ecco, appunto, il Popolo Libico. Il convitato di pietra nel grande banchetto energetico organizzato da altri, per il quale solo un paio di volte, negli anni, ha ricevuto un invito ufficiale. Dicono che questo popolo non esista. Ma chi ha tuttora in loco contatti sinceri, sa che non solo questo popolo esiste, ma che non si riconosce affatto nei capi delle trib\u00f9, il cui significato negli anni si \u00e8 ormai appannato, e nemmeno nei capi delle bande che dal caos traggono vantaggio. Il popolo esiste, eccome, e quando ha potuto esprimersi lo ha fatto con pacatezza e con senso di responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Le prime esperienze elettorali<br \/>\n<\/strong>Di fatto, dopo la fine dei bombardamenti e l\u2019assassinio di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2012\/08\/libia-in-cerca-di-trasparenza\/\"><strong>Gheddafi<\/strong><\/a>, i libici hanno avuto la possibilit\u00e0 di esprimersi molto presto. Il capo dell\u2019allora Consiglio nazionale di Transizione (Cnt) Mustafa Abdel Jalil era stato di parola, inducendo le elezioni gi\u00e0 per il 7 luglio 2012. A detta degli osservatori, pur essendo le poche Istituzioni ancora non avvezze ai rituali del voto democratico, il procedimento si era svolto in modo sufficientemente ordinato.<\/p>\n<p>Il numero degli iscritti era stato alto, quasi tre milioni di persone, ovvero circa il 25% degli aventi diritto. Tre erano stati i filoni di aggregazione: quello laico-islamico moderato di Mahmoud Jibril, un partito islamico sedicente moderato emanazione dei Fratelli Musulmani e il partito al-Watan (&#8216;la Patria&#8217;, vicino ad al-Qaeda) del barbuto comandante dei ribelli Abdel Khadim Belhaj, detto l\u2019Afghano.<\/p>\n<p>Ebbene, con grande sollievo degli spettatori occidentali, il voto popolare aveva assegnato la vittoria alla formazione &#8216;liberale&#8217; di Mahmoud Jibril. Compito del nuovo Parlamento (di transizione) era esprimere un nuovo primo ministro e scrivere una bozza di Costituzione da portare a referendum, secondo regole certe.<\/p>\n<p>Nuove elezioni parlamentari si svolsero il 25 giugno 2014, anche questa volta vinte dai liberal-democratici, ma furono poi annullate nel novembre successivo dalla Corte Suprema. Afflusso ai seggi questa volta troppo limitato, perch\u00e9 scoraggiato dalla delusione, dagli islamisti e dalle intimidazioni dei capibanda. Si registra l\u2019entrata in campo del generale Khalifa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/tutte-le-incognite-dellincontro-serraj-haftar\/\"><strong>Haftar<\/strong><\/a>, con l\u2019operazione Alba, tesa a mettere nell&#8217;angolo gli islamisti. Pochi, ma virulenti, anche tra gli eletti.<\/p>\n<p><strong>Oggi regna ancora il caos<br \/>\n<\/strong>Ci\u00f2 che \u00e8 successo dopo, compresa la situazione attuale a Tripoli, \u00e8 noto a tutti, e ne facciamo grazia ai lettori. Ma l\u2019esperienza elettorale conferma che il popolo libico esiste, complessivamente ha idee moderate e ha in comune il desiderio di svolgere i propri affari in santa pace. Ha solo bisogno di qualcosa o di qualcuno che gli restituisca speranza e fiducia. Purtroppo questo \u201cqualcuno\u201d non sembra essere Fayez <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/libia-strategia-vuota-inefficace\/\"><strong>al-Sarraj<\/strong><\/a>. \u00a0Tuttavia l\u2019Italia, quasi in solitudine, continua ad affermare che sostiene e sosterr\u00e0 il cos\u00ec detto \u201cpremier dell\u2019Onu\u201d.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il vero punto di equilibrio, anche in considerazione della situazione di stallo a Tripoli, sembrerebbe cominciare a spostasi verso est, dove prevalgono gli interessi del presidente egiziano al-Sisi e del suo protetto Haftar, il feldmaresciallo mangia-islamisti. In questa direzione, la pressione francese \u00e8 avvertibile e palpabile.<\/p>\n<p>Siamo a fine settembre, e una fotografia degli indicatori di situazione potrebbe venirci da una sintesi critica delle immagini che seguono.<\/p>\n<p><strong>Quattro immagini significative<br \/>\n<\/strong>Prima immagine: il 28 agosto ben 83 membri del Parlamento di Tobruk, che a suo tempo avevano sostenuto l\u2019accordo politico da cui era nato il Governo di Unit\u00e0 nazionale (Gna) di al-Sarraj, ritirano la fiducia al Gna e chiedono di rivedere l\u2019accordo prevedendo una nuova forma di Consiglio presidenziale e un nuovo presidente.<\/p>\n<p>Seconda immagine: Tripoli nel caos, ostaggio di quattro bande armate (pomposamente chiamate Brigate), con un al-Sarraj che, in carica dal 2016, nonostante il dichiarato supporto dell\u2019Onu, non ha il controllo nemmeno della citt\u00e0, \u00e8 costretto a chiamare in soccorso le le forze islamiste di Misurata ed ha ormai perso la stima della maggior parte dei libici e della maggioranza moderata in Parlamento.<\/p>\n<p>Terza immagine: leggendo il rapporto al Consiglio di Sicurezza\u00a0 dell\u2019inviato speciale Ghassem Salameh, nel quale si dipinge con tragica lucidit\u00e0 l\u2019attuale situazione, non manca un diplomatico richiamo alla comunit\u00e0 internazionale perch\u00e9 in questa situazione non rimanga semplice spettatrice. Non \u00e8 peccato supporre che si rivolga anche a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/libia-italia-consenso-canea\/\"><strong>Italia<\/strong> <\/a>e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/libia-italia-consenso-canea\/\"><strong>Francia<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Quarta immagine: l\u2019inviato dell\u2019Onu \u00e8 stato piuttosto chiaro su un punto conclusivo, nonch\u00e9 programmatico. Ha esternato cosi\u2019: \u201c\u2026se le Istituzioni finora elette non sono in grado di produrre la Costituzione e le regole referendarie, con determinazione cercheremo di venirne a capo con un altro approccio\u201d. Quale? Questo Salameh non lo ha detto.<\/p>\n<p>Evidentemente, esiste gi\u00e0 un &#8216;piano B&#8217;, che potrebbe emergere dalla conferenza plenaria prevista in novembre a Palermo. Ancora fiducia ad al-Serraj, certo, ma visto che al popolo libico non piace e che i risultati non ci sono, anche Haftar diventa una risorsa. Ultimamente, qualche movimento esplorativo si \u00e8 notato anche nell&#8217;ambito della nostra politica.<\/p>\n<p><strong>Una conclusione inconcludente<br \/>\n<\/strong>Si ritiene che ben difficilmente, in questo contesto, un accordo durevole possa portare ad una Libia unificata. A meno di improbabili soluzioni che vedrebbero al vertice Saif al-Islam (Spada dell\u2019Islam), il figlio occidentalizzante di Gheddafi. Soluzione unitaria che piacerebbe forse solo a noi e ai tripolini, ma i soliti noti preferirebbero invece un Paese diviso in aree di influenza, con accordi commerciali ed economici di tipo bilaterale. Al momento, quindi, \u00e8 pi\u00f9 probabile una spinta complessiva verso un futuro federale.<\/p>\n<p>E il popolo libico? Se, quando sar\u00e0 maturo il momento delle elezioni, avesse davvero la possibilit\u00e0 di esprimersi liberamente, potrebbe riservarci delle simpatiche sorprese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sar\u00e0 la Libia dopo la Libia? Ormai sar\u00e0 un caos per sempre, dicono molti pessimisti. Sar\u00e0 una o trina? Stato, federazione o nulla di tutto ci\u00f2? Lo sapremo dopo le elezioni, dicono i pochi possibilisti. Sar\u00e0 uno Stato unitario, patria di tutto il popolo libico, sostengono all&#8217;Onu gli ottimisti. Ma senza crederci davvero. 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