{"id":71144,"date":"2018-10-02T12:27:29","date_gmt":"2018-10-02T10:27:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71144"},"modified":"2018-10-05T06:53:58","modified_gmt":"2018-10-05T04:53:58","slug":"italia-ue-convinzione-convenienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italia-ue-convinzione-convenienza\/","title":{"rendered":"Italia\/Ue: per convinzione, non solo per convenienza"},"content":{"rendered":"<p>Qualche volta giova ricordare gli elementi strutturali delle situazioni che analizziamo. La partecipazione italiana all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/eu60-re-founding-europe\/\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> deriva da decisioni prese e riaffermate nel corso del tempo dai governi e dai Parlamenti. Ha un suo solido fondamento costituzionale nell\u2019art. 11 della Costituzione che sancisce che \u201cL\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> \u2026 consente, in condizioni di parit\u00e0 con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranit\u00e0 necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo\u201d.<\/p>\n<p>Non possono esserci dubbi che l\u2019Unione europea \u00e8 una di quelle organizzazioni. Inoltre, \u00e8 l\u2019organizzazione alla quale l\u2019Italia ha dato significativi contributi, anche con le energie di suoi rappresentanti, da Spinelli a Prodi, da Monti a Bonino, e pi\u00f9 di recente, da Mogherini a Tajani e, in modo del tutto straordinario, Draghi. E\u2019 quella il cui funzionamento l\u2019Italia pu\u00f2 meglio e pi\u00f9 direttamente influenzare. Naturalmente, per esercitare influenza, da un lato bisogna credere negli obiettivi e nelle capacit\u00e0 di quell&#8217;organizzazione, dall&#8217;altro bisogna essere credibili come Paese e come persone.<\/p>\n<p><strong>Legittimo tornaconto e necessaria adesione<\/strong><br \/>\nIn qualsiasi attivit\u00e0 che richieda sforzo e impegno continuativi, \u00e8 giusto chiedersi quale sia il tornaconto, la <em>convenienza;\u00a0<\/em>ma nel momento in cui si crede nel processo di unificazione politica dell\u2019Europa come il pi\u00f9 importante fenomeno storico della seconda met\u00e0 del secolo XX, diventa anche opportuno agire in base alla <em>convinzione<\/em>.<\/p>\n<p>Con queste premesse, mi permetto di obiettare all\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italia-ue-europa-conviene\/\"><strong>ambasciatore Nelli Feroci<\/strong> <\/a>che sembra voler portare il discorso sull&#8217;Europa alla pura e semplice convenienza per l\u2019Italia, \u201cmalgrado tutto\u201d, di continuare a farne parte. Nel frattempo, i britannici stanno gi\u00e0 pagando il conto della loro inopinata exit e giorno dopo giorno capiscono che nessun isolamento potr\u00e0 mai pi\u00f9 essere \u201csplendido\u201d.<\/p>\n<p>Sicuramente, pi\u00f9 deboli, economicamente, culturalmente, e meno &#8216;identitari&#8217;, gli italiani pagherebbero un prezzo ancora pi\u00f9 alto se dovessero abbandonare l\u2019Unione europea o anche soltanto allentare i legami con le sue istituzioni. I sovranisti, non soltanto quelli italiani, debbono ancora spiegare in che modo i problemi della crescita economica, della riduzione delle diseguaglianze, dell\u2019immigrazione, che sono difficili da risolvere nell&#8217;ambito di una Unione fra 27-28 Stati, sarebbero affrontati e risolti da uno Stato che operi da solo, senza soffrire gli inevitabili contraccolpi della sua uscita che sarebbe comunque traumatica.<\/p>\n<p>Poich\u00e9, per\u00f2, ho spostato il discorso dalle convenienze alle convinzioni, il quesito da sollevare \u00e8 quanto gli italiani credano oggi nella loro identit\u00e0 nazionale e quanto in una aggiuntiva identit\u00e0 europea, quanto pensino che il loro futuro e quello dei loro figli sia preferibile in un pi\u00f9 ampio consesso di popoli oppure sia unicamente praticabile con efficacia nel cortile della loro casa.<\/p>\n<p>Fare della partecipazione all\u2019Unione europea una mera adesione di <em>convenienza<\/em> \u00e8 riduttivo, sbagliato, diseducativo. Affermare come vado predicando che nell\u2019Unione europea bisogna stare per <em>convinzione<\/em> (che \u00e8 il luogo in assoluto migliore per i cittadini degli Stati-membri e per coloro che chiedono l\u2019adesione) richiede che i &#8216;convinti&#8217; procedano a spiegare indefessamente i pregi e le potenzialit\u00e0 dell\u2019Unione. L\u2019ha fatto fino al suo ultimo respiro il fondatore dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/cinquantanni-dello-iai\/\"><strong>Istituto Affari Internazionali, Altiero Spinelli<\/strong><\/a>. Gli dobbiamo l\u2019impegno ad andare avanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche volta giova ricordare gli elementi strutturali delle situazioni che analizziamo. La partecipazione italiana all&#8217;Unione europea deriva da decisioni prese e riaffermate nel corso del tempo dai governi e dai Parlamenti. 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