{"id":71170,"date":"2018-10-03T13:10:49","date_gmt":"2018-10-03T11:10:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71170"},"modified":"2018-10-07T23:54:43","modified_gmt":"2018-10-07T21:54:43","slug":"romania-referendum-bandire-omosessuali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/romania-referendum-bandire-omosessuali\/","title":{"rendered":"Romania: un referendum per bandire le unioni omosessuali"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<em>La famiglia si basa sul matrimonio liberamente concordato tra i coniugi, sulla loro uguaglianza e sul diritto e dovere dei genitori di garantire la crescita, l&#8217;istruzione e la formazione dei bambini<\/em>\u201d recita l\u2019articolo 48 della <strong>Costituzione<\/strong> rumena al centro del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/11\/omosessuali-europei-quali-diritti\/\"><strong>referendum<\/strong><\/a> costituzionale proposto da Coalitia Pentru Familie e avallato dal Senato il 13 settembre scorso. Lo scopo dei promotori \u00e8 quello di modificarne il testo, al fine di rendere fuori legge le unioni omosessuali in <strong>Romania<\/strong>, dove, fino a pochi anni fa, l\u2019essere omosessuali era ancora un reato.<\/p>\n<p>Sino al 2001, infatti, il Codice Penale rumeno disponeva che: \u201c<em>I rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso, commessi in pubblico o che causano uno scandalo pubblico, sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni [\u2026] La sollecitazione o l&#8217;adescamento di una persona dello stesso sesso per rapporti sessuali, cos\u00ec come la propaganda o l&#8217;associazione o qualsiasi altro atto di proselitismo per lo stesso scopo, sono punibili con la reclusione da uno a cinque anni<\/em>\u201d. (art. 200).<\/p>\n<p><strong>La situazione pregressa e una difficile evoluzione<\/strong><br \/>\nRedatto ai tempi della dittatura comunista di Nicolae Ceausescu, il Codice era ancora impregnato dell\u2019orientamento socialista in materia di famiglia e sessualit\u00e0: i rapporti gay erano chiaramente contrari alla politica governativa a favore delle nascite e dall\u2019incremento demografico. Gli omosessuali venivano\u00a0 quindi schedati e tenuti sotto controllo dalla Securitate.<\/p>\n<p>La modifica di un codice non corrisponde per forza a un immediato e radicale mutamento dell&#8217;atteggiamento sociale. Per alcuni anni, l&#8217;uguaglianza di genere ha continuato a essere considerata come un tab\u00f9 dall\u2019opinione pubblica. La situazione \u00e8 cambiata con l\u2019ingresso nell&#8217;Ue, che, nel 2007, costringe la Romania a rivedere le sue posizioni in merito.<\/p>\n<p>Lo scorso giugno ad esempio la Corte di Giustizia europea ha sentenziato che gli stati dell&#8217;Unione che non hanno legalizzato il matrimonio omosessuale devono comunque offrire ai coniugi dello stesso sesso diritti uguali a quelli delle coppie eterosessuali, in netto contrasto con le finalit\u00e0 di Coalitia Pentru Familia, della Chiesa ortodossa e di quella cattolica di rito greco che invece sostengono con forza la modifica dell\u2019articolo 58.<\/p>\n<p><strong>Problemi con l&#8217;Ue da un s\u00ec nel referendum<\/strong><br \/>\nIl referendum costituzionale rischia di creare problemi di rispetto dei diritti fondamentali con l\u2019Unione: questa \u00e8 la difficile situazione in cui si trova oggi la nazione danubiana, specie dopo che il presidente Klaus <strong>Iohannis<\/strong> ha espresso la sua opposizione all\u2019iniziativa. Anche l\u2019ex premier Dacian Ciolos si \u00e8 detto contrario al referendum invitando sostenitori e iscritti del suo partito a non recarsi alle urne.<\/p>\n<p>Ma Iohannis \u00e8 andato oltre: in occasione della visita in Italia prevista per met\u00e0 ottobre, ha voluto fare sapere, tramite l\u2019ambasciatore George Bologan, che il suo Paese non sta con il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/08\/visegrad-nucleo-duro-europa-contro\/\"><strong>Gruppo di Visegrad<\/strong><\/a> e si schiera di fatto a favore della linea di accoglienza e di ripartizione dei migranti sostenuta dall\u2019Ue.\u00a0 Non solo, il 18 settembre, durante il vertice dei Paesi dell\u2019iniziativa &#8216;Tre Mari&#8217; di Bucarest, Iohannis ha sottolineato che la Romania \u00e8 un Paese profondamente filo-europeista e pro-atlantico.<\/p>\n<p><strong>La politica si schiera pro e contro<\/strong><br \/>\nParole che potrebbero influenzare l\u2019esito referendario: d\u2019altronde, le proteste di agosto contro la corruzione ed i tagli al sistema previdenziale spingevano anche verso una maggiore partnership con la Nato e con l\u2019Unione, auspici ben espressi da Iohannis.<\/p>\n<p>Al contrario il presidente della Camera Liviu Dragnea sostiene che voter\u00e0 per il S\u00ec, cio\u00e8 a favore della modifica: una posizione che pesa di certo sull\u2019immagine della campagna referendaria. Da un lato la Romania che guarda all\u2019Europa e alla trasformazione sociale, ai diritti e alla legalit\u00e0; dall\u2019altra quella rimasta ancorata a una vecchia concezione, sostenuta da una classe politica icona della corruzione e artefice della repressione, dura, delle manifestazioni d&#8217;agosto.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei risultati, infatti, ci\u00f2 che davvero far\u00e0 la differenza il 7 ottobre sar\u00e0 la comunicazione, politica, dell\u2019evento e il modo in cui essa sar\u00e0 recepita dall\u2019opinione pubblica rumena e internazionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa famiglia si basa sul matrimonio liberamente concordato tra i coniugi, sulla loro uguaglianza e sul diritto e dovere dei genitori di garantire la crescita, l&#8217;istruzione e la formazione dei bambini\u201d recita l\u2019articolo 48 della Costituzione rumena al centro del referendum costituzionale proposto da Coalitia Pentru Familie e avallato dal Senato il 13 settembre scorso. 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