{"id":71209,"date":"2018-10-08T01:42:20","date_gmt":"2018-10-07T23:42:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71209"},"modified":"2018-10-11T15:42:09","modified_gmt":"2018-10-11T13:42:09","slug":"europa-ripartire-anime-territori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/europa-ripartire-anime-territori\/","title":{"rendered":"Europa: ripartire dalle anime e dai territori"},"content":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019era una volta l\u2019Europa\u201d, verrebbe da dire. Ma il sogno europeo appare come un sogno spaccato. Un sogno nato da un incubo, dall\u2019orrore, dal sangue di milioni di vittime che hanno trovato la morte negli anni pi\u00f9 bui della storia. Un sogno che ha avuto origine ed ha creato idee profondamente umane che avevano e hanno a che fare con la condivisione culturale e sociale, con la libert\u00e0 di muoversi attraverso i confini, con la volont\u00e0 di rivendicare i propri diritti e la dignit\u00e0 di cittadini.<\/p>\n<p>L\u2019Europa unita mi piace paragonarla a un secondo illuminismo che ha modellato la mentalit\u00e0, le abitudini, la letteratura e le arti non solo di un continente ma dell\u2019intero mondo.<\/p>\n<p>Solo i sogni sono perfetti. Nella realt\u00e0 applicativa ed empirica sono molte le vicende che fanno da ostacolo ai progetti e agli obiettivi.<\/p>\n<p><strong>Un sesto senso europeo<\/strong><br \/>\nMi ritrovo italiana nel 2018. Di nuovo. Non pi\u00f9 europea.<\/p>\n<p>La questione migranti; l\u2019apparente interminabile ascesa dei nazionalismi dal 2014; la chiusura delle frontiere e la minaccia dell&#8217;uscita del Regno Unito dall&#8217;Ue; l&#8217;islamofobia; la forbice sempre pi\u00f9 divaricata tra i nord e i sud; la rottura di un blocco di Paesi dell&#8217;Est che vedono in Bruxelles la nuova Mosca; il baratro della Siria, dell&#8217;Iraq e della Libia. E poi c&#8217;\u00e8 la Russia, un abisso enorme sul quale abbiamo l&#8217;intenzione di affacciarci.<\/p>\n<p>Spaccature! Alcune grandi, altre apparentemente trascurabili. Ma diventa fondamentale assestare anche quelle pi\u00f9 piccole, cio\u00e8 quelle per le quali anche noi cittadini possiamo dare il nostro contributo.<\/p>\n<p><strong>Recupero dei luoghi<\/strong><br \/>\nUnita non vuol dire standardizzata e annichilita. Le differenze morfologiche, storiche e politiche saranno i ponti che saneranno le distanze a cui prima ho accennato e che hanno diviso gli europei e depauperato le occasioni di scambio e crescita.<\/p>\n<p>Una ferita sanguinante \u00e8 rappresentato dall\u2019<strong>abbandono dei luoghi<\/strong>. Sono italiana e vengo dalla <strong>Calabria<\/strong>. La mia speranza \u00e8 che i territori come il mio possano nutrire un sentimento pi\u00f9 vasto, e che i calabresi (e non solo) si sentano europei e, forse, questo pu\u00f2 accadere grazie al <strong>recupero dei luoghi<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019abbandono ha molte facce e le facce hanno diversi colori e sembianze. La Calabria, come tante regioni del nostro continente, \u00e8 stata teatro di violente migrazioni. Sono le migrazioni di ieri e di oggi che ricordano a tutti noi le fatiche degli uomini e delle donne deradicati dai loro Paesi e lo spaesamento che tocca tutti i sensi, i gesti, i riti, le emozioni di chi \u201cdeve\u201d trovare il proprio spazio esistenziale in luoghi che non sono loro e dei quali non hanno memoria. Li vivono con il perenne anelito al ritorno alle loro origini. Dove, purtroppo, ad aspettarli (in caso di effettivo ritorno) vi saranno le rovine del passato. Che si traducono inevitabilmente nelle macerie disintegrate del presente.<\/p>\n<p>Le rovine e le macerie sono vive perch\u00e9 conservatrici del <em>\u201cGenius loci\u201d<\/em> che \u00e8 parte integrante del processo di arricchimento e della prospettiva di scambio culturale che l\u2019Europa dovrebbe perseguire e incoraggiare per un duplice obiettivo:<\/p>\n<ol>\n<li>Arrestare il processo di svuotamento e abbandono che alcune zone come la Calabria stanno subendo. La conseguenza pi\u00f9 terribile di tutto questo \u00e8 non solo la potenziale perdita della cultura e della memoria dei luoghi da parte di chi \u00e8 costretto a lasciarli, ma anche un costante e perpetuo impoverimento di una porzione di cultura europea.<\/li>\n<li>Restare! <strong>Restare in questi luoghi<\/strong>. Si pu\u00f2 affermare un\u2019utopia delle piccole cose che richiede pazienza e cura, circospezione e tenacia, attenzione e apertura, senso di responsabilit\u00e0 e discorsi che includano un\u2019idea di Europa.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>A<\/strong><strong>nima dei luoghi<\/strong><br \/>\nIl <em>\u201cGenius Loci\u201d<\/em> \u00e8 lo spirito del luogo, che viene tramandato di generazione in generazione. Significa elaborare <strong>programmi turistici rispettosi della cultura locale<\/strong>, capaci di unire visitatori e popolazione, per un arricchimento reciproco, a tutto vantaggio del territorio.<\/p>\n<p>Significa dare una possibilit\u00e0 di ripartenza alla stagnazione produttiva delle piccole e medie imprese dei territori come l\u2019Italia, attribuendo ai prodotti tipici regionali un trampolino di lancio verso nuovi mercati.<\/p>\n<p>Una rinnovata attribuzione di dignit\u00e0 ai luoghi ormai abbandonati porter\u00e0 una pi\u00f9 compiuta modernit\u00e0 ai territori come la Calabria che, anzich\u00e9 sentirsi parte di un\u2019idea pi\u00f9 generale, continua ad essere una \u201cterra inquieta\u201d per usare le parole di Vito Teti.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una ricchezza che non viene trasformata, che non d\u00e0 risorse, e dalla quale invece pu\u00f2 avere origine un\u2019opportunit\u00e0, finalmente di integrazione e di sincronizzazione con altre zone pi\u00f9 fortunate del Continente.<\/p>\n<p>Come il mito greco raccontato da Omero ed Esiodo racconta il rapimento della principessa Europa da parte di Zeus, la migrazione da Oriente a Occidente, e la scoperta di quest\u2019ultimo a cui venne dato il nome della protagonista del mito, cos\u00ec oggi l\u2019Unione europea dovr\u00e0 farsi carico di quei luoghi che per tanti motivi sono rimasti indietro rispetto all\u2019idea di integrazione e rispetto al sogno di unione e libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Memoria che\u00a0diventa speranza<\/strong><br \/>\n\u201cRestare\u201d in questi luoghi deve avere una valenza dinamica. <strong>Il viaggio della speranza non va compiuto pi\u00f9 soltanto fuori, ma\u00a0verso il posto in cui si \u00e8 nati<\/strong>. Chi resta sta compiendo quel viaggio della speranza che prima si compiva fuori. Con la differenza che questo viaggio debba avere l\u2019idea di appartenenza a un sistema sociale, economico e politico che \u00e8 l\u2019Europa e che \u00e8 presente per tutti quelli che desiderano tutelarne e sfruttarne le ricchezze.<\/p>\n<p>Sogno un\u2019Europa dove i luoghi dell\u2019abbandono riprendono vita nelle mani di giovani europei. Luoghi che da paesi disabitati diventano centri nevralgici di riscoperta, di scambio e di accoglienza. Luoghi in cui viene immaginata la vita. Di nuovo.<\/p>\n<p>La mia Europa non si limita a commemorare. La mia Europa ha tante anime. E ciascuna di esse vive.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cC\u2019era una volta l\u2019Europa\u201d, verrebbe da dire. Ma il sogno europeo appare come un sogno spaccato. 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