{"id":71255,"date":"2018-10-12T14:31:48","date_gmt":"2018-10-12T12:31:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71255"},"modified":"2018-10-15T20:28:28","modified_gmt":"2018-10-15T18:28:28","slug":"italiaue-def-governo-sfida-mercati-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italiaue-def-governo-sfida-mercati-europa\/","title":{"rendered":"Italia\/Ue: con il Def il governo sfida mercati e Europa"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019approvazione della <strong>nota di aggiornamento del Def<\/strong>, il governo ha definito le linee della strategia economica e di finanza pubblica per i prossimi tre anni. Su questa base, il governo dovr\u00e0 presentare il progetto di legge finanziaria entro il 15 ottobre. A partire da quella data inizier\u00e0 ufficialmente un confronto\/dialogo con la <strong>Commissione europea<\/strong> che entro la fine di novembre dovr\u00e0 valutare la compatibilit\u00e0 della legge di bilancio con le regole in vigore in materia di disciplina di bilancio e con gli impegni assunti in precedenza dall\u2019Italia. Nel frattempo il confronto informale con la Commissione \u00e8 avviato in un clima di tensione tutt\u2019altro che promettente e l\u2019aumento dei tassi sui titoli del nostro debito pubblico e dello spread segnalano che la reazione dei mercati alla nostra programmazione di finanza pubblica \u00e8 di una certa apprensione.<\/p>\n<p>Sulla cosiddetta <strong>manovra \u201cdel popolo\u201d<\/strong> si scrive molto e prevalentemente con toni critici e preoccupati. Preoccupa infatti che il governo abbia deciso di finanziare prevalentemente in deficit le misure di riforma previste dal contratto di Governo e che abbia di conseguenza fissato il deficit programmato del 2019 al 2,4% del PIL. L\u2019intenzione di contenere maggiormente il disavanzo dei successivi due anni \u00e8 basata su discutibili previsioni di crescita e sulla mancata sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sull\u2019IVA.<\/p>\n<p><strong>Misure che preoccupano<\/strong><br \/>\nPreoccupa soprattutto l\u2019impatto sull\u2019economia del Paese delle varie riforme proposte: dal <strong>reddito di cittadinanza<\/strong> (di cui si conosce ancora molto poco), alla <strong>pace fiscale<\/strong>, alla riforma della Legge Fornero, alla sia pure modesta riduzione del carico fiscale per alcune categorie di contribuenti. Preoccupa la circostanza che le misure proposte siano in gran parte destinate a ridistribuire ricchezza piuttosto che a crearne e a migliorare la produttivit\u00e0. Non \u00e8 chiaro se una politica prevalentemente redistributiva possa determinare l\u2019accelerazione della crescita prevista, oltretutto in una fase di incertezza della congiuntura internazionale. Preoccupano gli accenni per ora molto vaghi a un piano di investimenti pubblici, per il quale non \u00e8 chiaro se ci saranno o meno risorse aggiuntive rispetto a quelle gi\u00e0 previste e accantonate. Preoccupa infine la molto concreta possibilit\u00e0 che alla prova dei fatti i deficit programmati non bastino per finanziare tutte le promesse del programma dei due partiti della maggioranza e che perci\u00f2 possano riemergere tentazioni di andare oltre.<\/p>\n<p>Premesso che un giudizio articolato sar\u00e0 possibile solo una volta disponibili i dettagli dei provvedimenti previsti dal Def, qualche riflessione si pu\u00f2 fare anche a questo stadio. L\u2019obiettivo dei due partiti della maggioranza sembra essere quello di dimostrare che il programma su cui il governo si \u00e8 formato \u00e8 realizzabile. Poco importa che i due partiti abbiano diverse priorit\u00e0 all\u2019interno del programma n\u00e9 che nella fase convulsa delle ultime trattative sul Def uno dei due abbia incassato pi\u00f9 consensi dell\u2019altro. In questo senso la discussione sulla manovra \u00e8 apparsa come la <strong>prosecuzione di una campagna elettorale<\/strong> mai di fatto conclusa e come l\u2019anticipo della campagna per le elezioni europee. Per ottenere questo risultato i due partiti si sono trovati d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 di superare gli impegni assunti in materia di disciplina di bilancio e di sfidare apertamente i mercati e la Commissione europea.<\/p>\n<p><strong>Una partita interna all&#8217;esecutivo<\/strong><br \/>\nLa partita che si apre in questa fase \u00e8 tutta interna al governo. Vedremo prossimamente se prevarr\u00e0 la linea del dialogo con Bruxelles. L\u2019idea potrebbe essere quella di sostenere con ogni possibile argomento che la manovra produrr\u00e0 crescita e per quella via riduzione del rapporto debito pubblico\/PIL. \u00c8 augurabile che invece non prevalga la linea di un confronto\/scontro non solo con la Commissione ma anche e soprattutto con i mercati, un atteggiamento che potrebbe essere la premessa per <strong>rimettere in discussione la stessa appartenenza dell\u2019Italia all\u2019eurozona<\/strong>.<\/p>\n<p>La prima linea \u00e8 quella che caratterizza spesso le dichiarazioni rassicuranti del ministro Giovanni Tria e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Gli argomenti sono noti: aspettate a giudicare, la legge di bilancio chiarir\u00e0 molti equivoci, ci sar\u00e0 un importante piano di investimenti pubblici, le misure proposte produrranno un aumento del\u00a0Pil rispetto alle previsioni, alla fine il debito pubblico si ridurr\u00e0. La seconda linea, sostenuta da altri esponenti dell&#8217;esecutivo Cinque Stelle\/Lega, \u00e8 invece un azzardo radicale: queste misure erano nel programma di governo e vanno realizzate, poco importa se aumentando il deficit, le regole europee vanno cambiate, basta con l\u2019austerit\u00e0, e se non saremo ascoltati c\u2019\u00e8 sempre la possibilit\u00e0 di un piano B.<\/p>\n<p>I pre-posizionamenti tattici cui abbiamo finora assistito mostrano le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/m5s-lega-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">diverse sensibilit\u00e0<\/a> all\u2019interno dei due partiti della maggioranza. Vedremo nelle prossime settimane quali ragioni prevarranno e come le diverse tendenze troveranno sintesi nella scrittura della legge di bilancio.<\/p>\n<p><strong>Il dilemma di Bruxelles<\/strong><br \/>\nNel frattempo la Commissione non ha mancato di manifestare comprensibili preoccupazioni. Il commissario per le Politiche economiche e monetarie Pierre Moscovici e quello per la Stabilit\u00e0 finanziaria Valdis Dombrovskis, nonch\u00e9 lo stesso presidente Jean-Claude Juncker hanno anticipato che le cifre indicate nel\u00a0Def italiano sembrano configurare una deviazione significativa dagli obiettivi di medio termine e una sostanziale violazione degli impegni assunti dal nostro Paese.<\/p>\n<p>Ma quando si arriver\u00e0 al dunque (non prima di fine novembre), la Commissione si trover\u00e0 confrontata con un difficile dilemma. Se proporr\u00e0 di avviare una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronto dell\u2019Italia, come allo stato attuale sembra assai verosimile, e come sembrerebbe derivare dall\u2019esigenza di un minimo rispetto delle regole, rischier\u00e0 di fornire un provvidenziale \u201cassist\u201d alle due forze politiche che sostengono il governo che troveranno un ulteriore argomento per attaccare l\u2019Unione europea in vista del confronto elettorale del prossimo maggio. Se decider\u00e0 di soprassedere consentendo al governo italiano i tempi supplementari per dimostrare che la manovra produrr\u00e0 crescita, sar\u00e0 sottoposta alle critiche dei Paesi rigoristi e rischier\u00e0 di delegittimare regole in materia di disciplina di bilancio gi\u00e0 oggi molto discusse.<\/p>\n<p>In attesa che si pronuncino anche le agenzie di rating, le cui valutazioni potrebbero avere serie\u00a0ripercussioni\u00a0sulla sostenibilit\u00e0 del nostro debito, una conseguenza sembra comunque inevitabile visto l\u2019atteggiamento del Governo italiano. Se le prospettive di completamento dell\u2019unione bancaria e della \u201cgovernance\u201d dell\u2019euro erano gi\u00e0 molto modeste e le riforme proposte ancora molto controverse, ora che una delle maggiori economie dell\u2019Eurozona pare sfidare apertamente regole e istituzioni comuni, temiamo che verr\u00e0 meno del tutto quel minimo di fiducia reciproca che costituisce la condizione irrinunciabile per realizzare quelle riforme.<\/p>\n<p><i>Questo articolo \u00e8 stato realizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019approvazione della nota di aggiornamento del Def, il governo ha definito le linee della strategia economica e di finanza pubblica per i prossimi tre anni. Su questa base, il governo dovr\u00e0 presentare il progetto di legge finanziaria entro il 15 ottobre. 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