{"id":71260,"date":"2018-10-12T14:20:04","date_gmt":"2018-10-12T12:20:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71260"},"modified":"2018-10-14T09:21:00","modified_gmt":"2018-10-14T07:21:00","slug":"politica-difesa-italiana-duplice-uso-resilienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/politica-difesa-italiana-duplice-uso-resilienza\/","title":{"rendered":"Politica di difesa italiana: duplice uso e resilienza"},"content":{"rendered":"<p>\u201cDuplice uso\u201d e \u201cresilienza\u201d sono tra le parole chiave delle linee programmatiche presentate dal ministro della Difesa <strong>Elisabetta Trenta<\/strong> al Parlamento lo scorso luglio, e poi dettagliate nel documento di integrazione concettuale pubblicato sul <a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/Content\/Pagine\/Linee_Programmatiche_Dicastero.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">sito del Ministero<\/a> a settembre. Si tratta di due concetti gi\u00e0 noti agli addetti ai lavori, che assumono tuttavia una rilevanza politico-strategica maggiore rispetto al passato nella visione del ministro, accanto ai tradizionali riferimenti a Nato ed Ue per la <strong>politica di difesa italiana<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il duplice uso civile e militare delle tecnologie e delle Forze armate<br \/>\n<\/strong>Con duplice uso, o <em>dual use<\/em>, ci si riferisce normalmente a quelle tecnologie e sistemi in grado di svolgere <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/10\/lopzione-degli-elicotteri-duali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">compiti sia civili\u00a0sia militari<\/a>, quali ad esempio le costellazioni di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/galileo-satelliti-futuro-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">satelliti europei<\/a> che assicurano le comunicazioni satellitari tanto per le Forze armate che per soggetti privati, nonch\u00e9 un servizio di geo-localizzazione analogo al\u00a0Gps statunitense. Nei due documenti del ministero si sottolinea come lo strumento militare abbia svolto, e probabilmente svolger\u00e0 maggiormente in futuro, importanti compiti concorsuali a sostegno delle autorit\u00e0 civili in caso di disastri naturali o antropici, ad esempio terremoti ed alluvioni, nonch\u00e9 per il presidio del territorio nazionale in funzione di contrasto alla criminalit\u00e0 e al terrorismo \u2013 vedasi l\u2019operazione Strade Sicure in corso dal 2008, con circa 7.000 militari attualmente schierati nelle citt\u00e0 italiane.<\/p>\n<p>Dall\u2019approccio proposto dal Ministro consegue che anche gli equipaggiamenti per le Forze armate, o almeno buona parte di essi, dovrebbero essere disegnati e costruiti in vista di un loro molteplice uso militare e civile \u2013 denominato \u201c<em>multipurpose by design\u201d. <\/em>Un duplice uso cos\u00ec \u201csistemico\u201d delle Forze armate a sua volta contribuirebbe alla capacit\u00e0 dell\u2019Italia nel suo complesso di rispondere ad attacchi, emergenze e crisi di varia natura, minimizzando gli effetti negativi, ristabilendo rapidamente un certo equilibrio ed adattandosi alla nuova situazione \u2013 capacit\u00e0 che concretizza il suddetto concetto di resilienza.<\/p>\n<p><strong>Sicurezza collettiva e collaborazione pubblico-privato<br \/>\n<\/strong>L\u2019approccio indicato dal ministro Trenta tende quindi verso l\u2019idea di \u201csicurezza collettiva\u201d della societ\u00e0 italiana, individuando tra le minacce o i rischi principali da affrontare non tanto quello di un conflitto armato con un altro stato, ma piuttosto la questione delle migrazioni di massa e delle crisi umanitarie, l\u2019estremismo ed il terrorismo internazionale, le azioni ostili in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/cyber-attacchi-sicurezza-energetica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">campo cibernetico<\/a>, la guerra \u201cibrida\u201d condotta da attori statali e non &#8211; che a sua volta pu\u00f2 ben tradursi nella compromissione degli approvvigionamenti energetici o delle infrastrutture critiche del Paese.<\/p>\n<p>Di fronte a questo tipo di minacce o rischi, lo strumento militare \u00e8 considerato parte di un approccio collegiale pi\u00f9 ampio, che coinvolge non solo i ministeri degli Interni e degli Esteri, il Dipartimento informazioni e sicurezza e quello della Protezione Civile, ma pi\u00f9 in generale le autorit\u00e0 pubbliche ed i soggetti privati rilevanti, a partire dai gestori e\/o proprietari delle infrastrutture critiche fino al settore privato nel suo complesso, all\u2019universit\u00e0 e al mondo della ricerca. Un approccio collegiale che in una certa misura era gi\u00e0 stato auspicato dal <a href=\"http:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/il-libro-bianco-una-strategia-la-politica-di-difesa-dellitalia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Libro Bianco<\/a> per la sicurezza internazionale e la difesa del 2015.<\/p>\n<p><strong>Il significato strategico e quello politico<br \/>\n<\/strong>L\u2019approccio che emerge dai recenti documenti governativi \u00e8 interessante per il suo significato strategico e politico. Dal punto di vista strategico, ovvero degli obiettivi per le Forze armate, delle modalit\u00e0 per raggiungerli e dei mezzi a disposizione per farlo, vi \u00e8 lo sforzo di fare fronte, a partire dal livello concettuale, alla realt\u00e0 contemporanea fatta in buona parte di minacce e rischi di natura non militare che colpiscono in vario modo la sicurezza e gli interessi nazionali.<\/p>\n<p>Dal punto di vista politico, si nota il tentativo di connettere il mondo della difesa con una parte della societ\u00e0 italiana, ampiamente rappresentata nell\u2019attuale maggioranza di governo, scettica o dubbiosa sull\u2019utilit\u00e0 delle Forze armate nel contesto attuale, e quindi sull\u2019opportunit\u00e0 di dedicarvi adeguate risorse da parte di un bilancio pubblico perennemente sotto pressione su altri fronti.<\/p>\n<p>Rispetto ad entrambi i significati strategico e politico, \u00e8 opportuno ricordare la specificit\u00e0 delle Forze armate quanto a mandato, necessit\u00e0 ed equipaggiamenti. Secondo l\u2019ordinamento vigente, giustamente citato anche dalle linee programmatiche del Ministro, lo strumento militare deve infatti assolvere quattro missioni, nel seguente ordine di importanza: difesa dello stato; difesa degli spazi euro-atlantici ed euro-mediterranei; contributo alla realizzazione della pace e della sicurezza internazionali; concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni e allo svolgimento di compiti specifici in circostanze di pubblica calamit\u00e0 ed in altri casi di straordinaria necessit\u00e0 ed urgenza.<\/p>\n<p>Le prime tre missioni prevedono anche compiti di combattimento, nonch\u00e9 capacit\u00e0 di deterrenza verso eventuali avversari proprio per evitare che si arrivi ad un conflitto armato \u2013 ovvero quanto si sta facendo dal 2014 al confine tra Nato e Russia. Ci\u00f2 vuol dire ad esempio che sono necessari equipaggiamenti che dovranno svolgere compiti esclusivamente militari, e che le Forze armate hanno bisogno di un addestramento diverso da quello delle Forze con compiti di polizia e sicurezza pubblica. Anche considerando che gli organici di quest\u2019ultime sono cos\u00ec numerosi da fare dell\u2019Italia uno dei Paesi europei con il pi\u00f9 alto numero di Forze di sicurezza (poliziotti, carabinieri, guardia di finanza ecc.) in proporzione alla popolazione.<\/p>\n<p><strong>Continuit\u00e0 su Nato e Ue<br \/>\n<\/strong>La specificit\u00e0 delle Forze armate \u00e8 ancora pi\u00f9 importante in un periodo storico in cui sia la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/nato-vertice-trump-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Nato<\/a> che l\u2019Ue puntano maggiormente sullo strumento militare ai fini sia della difesa dell\u2019Europa in un quadro internazionale sempre pi\u00f9 teso, sia della stabilizzazione del suo vicinato da cui provengono buona parte dei rischi e delle minacce per la sicurezza degli stati membri.<\/p>\n<p>Le linee programmatiche presentate in Parlamento contengono riferimenti sintetici ma importanti al riguardo, sostanzialmente in linea con la tradizionale politica di difesa italiana volta a coniugare gli interessi nazionali con il quadro europeo e transatlantico. La Nato \u00e8 infatti ritenuta l\u2019organizzazione di riferimento per garantire un\u2019adeguata garanzia di sicurezza all\u2019intera regione euro-atlantica, e l\u2019Italia contribuisce quindi ai tre <em>core tasks <\/em>di difesa collettiva, gestione delle crisi e sicurezza cooperativa. In particolare, il Ministero continuer\u00e0 a promuovere tutte le iniziative, in primis il recente Hub di Napoli, per orientare l\u2019Alleanza verso il Mediterraneo e il Medio Oriente in modo da affrontare crisi e instabilit\u00e0 nella regione, e a sostenere la cooperazione Nato-Ue.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la dimensione europea, si ribadisce che l\u2019Italia resta tra gli stati promotori <em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/11\/ue-difesa-pesco-parte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Permanent Structured Cooperation (PeSCo)<\/a><\/em> lanciata nel 2017 in attuazione del Trattato di Lisbona, e ne supporta l\u2019avvio in una modalit\u00e0 inclusiva. La PeSCo e l\u2019<em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/ue-difesa-regolamento-passo-avanti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">European Defence Fund<\/a><\/em> sono visti anche come un\u2019importante opportunit\u00e0 di crescita e sviluppo industriale. Proprio l\u2019industria delle difesa e la relativa ricerca tecnologica ricevono molta attenzione nell\u2019approccio dei due documenti, come elemento fondamentale di sovranit\u00e0 nazionale e crescita economica.<\/p>\n<p>Nel complesso, la visione delineata dalla titolare della Difesa combina elementi significativi di cambiamento, quanto ad importanza e portata di duplice uso e resilienza per la sicurezza collettiva, con altri elementi di continuit\u00e0 in particolare rispetto alla posizione italiana nella Nato e nell\u2019Ue. Un approccio che vedr\u00e0 un primo fondamentale test nella legge di stabilit\u00e0 in discussione, e quindi nel bilancio effettivamente destinato dal governo alla difesa su cui pesa l\u2019ombra di forti tagli.<\/p>\n<p><i>Questo articolo \u00e8 stato realizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDuplice uso\u201d e \u201cresilienza\u201d sono tra le parole chiave delle linee programmatiche presentate dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta al Parlamento lo scorso luglio, e poi dettagliate nel documento di integrazione concettuale pubblicato sul sito del Ministero a settembre. 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