{"id":71302,"date":"2018-10-13T23:24:32","date_gmt":"2018-10-13T21:24:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71302"},"modified":"2018-10-26T07:50:32","modified_gmt":"2018-10-26T05:50:32","slug":"italia-ue-def-scommessa-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italia-ue-def-scommessa-politica\/","title":{"rendered":"Italia\/Ue: Def, un\u2019azzardata scommessa politica"},"content":{"rendered":"<p>Approvata dal <strong>Parlamento<\/strong>, la nota di aggiornamento al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italiaue-def-governo-sfida-mercati-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Def<\/strong><\/a> (Nadef) ha riscosso fin qui una serie di fragorose bocciature dai mercati finanziari (brusca impennata dei tassi di interesse italiani e degli spread) e dalle maggiori istituzioni italiane e internazionali (Banca d\u2019Italia, Upb, Commissione europea e Fmi). La risposta del <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/italia-ue-def-scadenze\/\">Governo<\/a><\/strong> di andare avanti comunque e di \u2018tirare diritto\u2019 appare poco realistica e priva di ratio economica. Avvalora per\u00f2 la tesi che siano solo gli obiettivi politici di questa manovra a contare: in primo luogo i provvedimenti in essa contenuti mirati a rafforzare il consenso della coalizione sovranista alle prossime elezioni europee a maggio 2019. Anche a dispetto di ogni ragionevole compatibilit\u00e0 economica.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;impostazione economica senza grande originalit\u00e0<\/strong><br \/>\nSul piano dell\u2019impostazione economica, la prima NaDef del governo gialloverde non presenta sostanziali novit\u00e0 rispetto al passato. Si pensa di stimolare attraverso aumenti del deficit pubblico e della spesa pubblica (in predominanza corrente) la crescita e l\u2019economia reale e, di qui, di fare diminuire l\u2019elevato rapporto dello stock di debito sul Pil.<\/p>\n<p>Si ripropone in questo modo una convinzione diffusa nel nostro Paese ovvero che un maggiore disavanzo pubblico sia in grado sempre e comunque \u2013 a prescindere dalla sua composizione &#8211; di mettere in moto un circolo virtuoso di nuova creazione di reddito e ricchezza. Non \u00e8 affatto cos\u00ec, come ci spiegano intere montagne di letteratura economica al riguardo.<\/p>\n<p>Tutto dipende dalle misure adottate. Se la manovra &#8211; come nel caso di questa NaDef \u2013 \u00e8 imperniata per lo pi\u00f9 su aumenti di trasferimenti e spesa corrente (reddito di cittadinanza e revisione del sistema pensionistico) &#8211; lasciando ai margini l\u2019aumento degli investimenti -, l\u2019impatto positivo sull\u2019economia reale finisce per essere trascurabile o pressoch\u00e9 nullo. In conseguenza la crescita ristagner\u00e0 e aumenteranno solo deficit e debito pubblici. Come gi\u00e0 avvenuto in passato.<\/p>\n<p><strong>Previsioni di crescita ottimistiche o irrealistiche<\/strong><br \/>\nIn questa prospettiva si pu\u00f2 capire perch\u00e9 la previsione di forti aumenti della crescita italiana nel 2019 e 2020 (rispettivamente 1,5 e 1,6 per cento), presentata dal governo nella NaDef, sia stata ritenuta ottimistica o addirittura del tutto irrealistica. Si tratta di una sovrastima di circa il 50 per cento in pi\u00f9 di quanto previsto negli stessi anni per l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> da pressoch\u00e9 tutte le pi\u00f9 prestigiose Istituzioni nazionali e internazionali. Anche alla luce dei rischi di rallentamento in corso nel contesto europeo e internazionale a causa di fine della liquidit\u00e0 facile, aumento dei tassi di interesse, caro petrolio e venti protezionistici.<\/p>\n<p>E se non ci sar\u00e0 questa maggiore crescita &#8211; un\u2019ipotesi pilastro che tiene in piedi gran parte della manovra -, deficit e debito pubblico anzich\u00e9 diminuire finiranno per aumentare e\/o rimanere comunque elevati. Col risultato che il nostro Paese continuerebbe a rimanere anche in futuro il fanalino di coda in Europa in fatto di bassa crescita e debito elevato.<\/p>\n<p><strong>Le violazioni degli impegni europei<\/strong><br \/>\nIl solo dato certo, per ora, \u00e8 il duro scontro che si profila con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italia-ue-europa-conviene\/\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>. In qualche modo scontato. I contenuti della NaDef rappresentano in effetti un\u2019aperta violazione delle regole europee in tema di finanza pubblica. Punto chiave \u00e8 il rinvio a tempo indeterminato del pareggio di bilancio e l\u2019esplicita ammissione che non si far\u00e0 alcun aggiustamento strutturale nei prossimi tre anni: il deficit strutturale aumenter\u00e0 nel 2019 all\u20191,7% e l\u00ec rester\u00e0 per tutto il triennio 2019-2021, rispetto a un suo azzeramento promesso in precedenza. In questo modo si violer\u00e0 il Patto di Stabilit\u00e0 sia nel suo braccio preventivo, che richiede un avvicinamento graduale al pareggio di bilancio, sia in quello correttivo che impone una \u2018adeguata\u2019 discesa del debito.<\/p>\n<p>\u00c8 una chiara sfida alle regole comunitarie da parte del Governo italiano. In risposta c\u2019\u00e8 da temere un atteggiamento inflessibile da parte della Commissione e degli altri partner europei, dettato anche dal timore di venire contagiati dalle crescenti tensioni sui mercati finanziari incentrate da qualche mese sull\u2019Italia. Anche i mercati finanziari e gli investitori internazionali hanno per ora seccamente bocciato la manovra, generando forti aumenti dei tassi di interesse Btp e innalzando gli spread sui Bund (i titoli pubblici tedeschi) oltre quota 300 punti base questa settimana. Con pesanti conseguenze sull\u2019economia reale.<\/p>\n<p><strong>Le ragioni del Governo: calcoli politici<\/strong><br \/>\nA questo punto sorge spontanea una domanda: perch\u00e9 il Governo ha scelto di varare \u00a0una manovra cos\u00ec temeraria nei confronti dell\u2019Europa e dei mercati finanziari in presenza di ritorni economici in definitiva modesti. Alcuni rispondono invocando la scarsa competenza e un certo dilettantismo in fatto di cultura economica di questa maggioranza e dei suoi esponenti. Ma una chiave di lettura pi\u00f9 interessante pu\u00f2 essere un\u2019altra. La manovra della NaDef persegue interessi in massimo grado politici. Il Governo, o almeno le sue componenti politiche, considerano le elezioni europee nel prossimo anno un passaggio cruciale e concentrano nel 2019 le misure di spesa pi\u00f9 rilevanti dal punto di vista politico (reddito di cittadinanza e riforma pensioni), quelle in grado di catturare il consenso dei cittadini-elettori a favore dei due azionisti di maggioranza dell&#8217;Esecutivo (Lega e M5s).<\/p>\n<p>La massimizzazione del consenso elettorale a breve sembra dunque la bussola di questa manovra, che guarda al 2019 come a uno spartiacque decisivo dal punto di vista della evoluzione politica, cui sacrificare ogni ragionevole compatibilit\u00e0 economica. Ritenendo di potere comunque gestire le giustificate e inevitabili reazioni dell\u2019Europa e dei mercati. Se non addirittura di utilizzarle strumentalmente nella prossima campagna elettorale europea, rispolverando le vecchie tesi del complotto finanziario deciso a tavolino per far cadere questo governo.<\/p>\n<p><strong>Una scommessa a rischio elevato (ancora emendabile)<\/strong><br \/>\nMa \u00e8 una scommessa a elevato rischio, come abbiamo visto dalle reazioni delle istituzioni e dei mercati di questi giorni. Ed \u00e8 abbastanza prevedibile che alle risposte negative degli investitori seguiranno a fine mese valutazioni altrettanto preoccupate delle agenzie di rating. Il pericolo maggiore del rialzo in corso dei tassi d\u2019interesse &#8211; come sottolineato dal Fmi \u2013 proviene dai riflessi negativi sui bilanci e liquidit\u00e0 delle nostre banche. Le banche italiane possiedono pi\u00f9 di 380 miliardi di titoli pubblici italiani nei loro portafogli e nell\u2019eventualit\u00e0 di una drastica caduta dei loro prezzi sarebbero costrette a rapide e costose manovre di ricapitalizzazione, sottraendo credito all\u2019economia reale.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della Commissione europea, \u00e8 dunque il legame mercati \u2013 debito sovrano &#8211; banche che pu\u00f2 mettere in crisi la strategia tutta politica della coalizione sovranista, anche prima che si arrivi alle elezioni di maggio. Col rischio di avvicinarsi sempre pi\u00f9 al precipizio di una crisi gravissima. Ma che si pu\u00f2 ancora evitare. Nelle prossime settimane in sede di approvazione della legge di bilancio si potr\u00e0 ancora cambiare e rivedere questa manovra. L\u2019auspicio \u00e8 che lo si faccia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Approvata dal Parlamento, la nota di aggiornamento al Def (Nadef) ha riscosso fin qui una serie di fragorose bocciature dai mercati finanziari (brusca impennata dei tassi di interesse italiani e degli spread) e dalle maggiori istituzioni italiane e internazionali (Banca d\u2019Italia, Upb, Commissione europea e Fmi). 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