{"id":71348,"date":"2018-10-16T21:17:57","date_gmt":"2018-10-16T19:17:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71348"},"modified":"2018-10-25T07:55:03","modified_gmt":"2018-10-25T05:55:03","slug":"germania-baviera-voto-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/germania-baviera-voto-europeo\/","title":{"rendered":"Germania: Baviera, prove generali del voto europeo"},"content":{"rendered":"<p>I risultati delle <strong>elezioni<\/strong> in <strong>Baviera<\/strong> sembrano indicare che il bipolarismo politico \u00e8 arrivato al capolinea anche in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/germania-europee-grande-coalizione\/\"><strong>Germania<\/strong><\/a>. \u00c8 la conferma di una tendenza gi\u00e0 in atto da tempo anche in molti altri Paesi europei. Le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/germania-terremoto-bundestag-merkel\/\">elezioni federali <\/a>di un anno fa (24 settembre 2017) avevano gi\u00e0 prodotto un risultato che si inseriva perfettamente nella parabola europea: netto arretramento dei cristiano democratici (Cdu) &#8211; il partito della cancelliera Angela <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/ue-germania-vocazione-merkel\/\"><strong>Merkel<\/strong><\/a> -, crollo della socialdemocrazia, ascesa dell\u2019estrema destra e conseguente frammentazione del quadro politico, con una crescente difficolt\u00e0 a formare coalizioni stabili e con programmi coerenti. Sono i tratti fondamentali di una crisi che \u00e8 tanto tedesca quanto estesa allo spazio comunitario nel suo complesso. Le elezioni in Baviera avranno certamente un impatto sul futuro politico della Germania, ma sono state anche un test delle tendenze sovraniste che potrebbero guadagnare ulteriore terreno alle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/ue-riscossa-5-priorita-multilateralismo\/\">elezioni del Parlamento europeo<\/a> che si terranno il 26 maggio del prossimo anno.<\/p>\n<p><strong>I risultati<br \/>\n<\/strong>A uscire pesantemente indebolita dalle elezioni in Baviera \u00e8 stata innanzitutto l\u2019Unione cristiano-sociale (Csu), dal 1962 forza politica egemone nella regione &#8211; a parte l\u2019immediato dopoguerra e la breve parentesi del quinquennio 2008-2013 -. Dal 47% che aveva ottenuto nel 2013, la Csu \u00e8 precipitata al 37,2%. Il tentativo dei cristiano-sociali di sottrarre terreno elettorale alla destra sovranista ed antieuropea di Alternative f\u00fcr Deutschland (AfD), spostandosi a destra, con un\u2019ossessiva campagna anti-immigrazione, \u00e8 miseramente naufragato.<\/p>\n<p>L\u2019AfD si \u00e8 assestata al 10,2%, entrando cos\u00ec per la prima volta nel Parlamento bavarese. Tuttavia, l\u2019AfD non ha realizzato l\u2019exploit che molti temevano (o speravano); ha anzi preso meno voti delle previsioni. I conservatori del partito Freien W\u00e4hler hanno confermato, dal canto loro, le aspettative, raggiungendo l\u201911,6%. La vera sorpresa di queste elezioni sono stati per\u00f2 i Verdi che, con il doppio dei voti rispetto al 2013 (17,5%), hanno distanziato di molto i socialdemocratici (Spd) attestatisi ad appena il 9,7%, ben 11 punti percentuali in meno rispetto alle precedenti elezioni. A salvarsi per il rotto della cuffia, con il 5,1%, sono i liberali della Fdp che riescono ad entrare nel Parlamento regionale. Con appena il 3,2%, il partito dell\u2019estrema sinistra \u2013 Die Linke \u2013 ne \u00e8 invece rimasto fuori.<\/p>\n<p><strong>L\u00ecarretramento della Csu<em><br \/>\n<\/em><\/strong>Land pi\u00f9 popoloso e ricco della Germania, oltre che terra di confine, la Baviera \u00e8 anche per questo la regione pi\u00f9 sensibile al tema dei flussi migratori. \u00c8, fra l\u2019altro, al secondo posto, dopo il Nord Reno-Westfalia, per numero di richiedenti asilo.<\/p>\n<p>La rincorsa all\u2019estrema destra sui temi migratori non ha portato i frutti sperati all\u2019Unione cristiano-sociale. Con il peggior risultato dal 1950, la Csu perde la maggioranza assoluta nel Parlamento regionale. La sua politica aggressiva sui profughi, lungi dall\u2019intercettare i voti di AfD, non solo ha finito col rafforzare e legittimare la destra sovranista, ma le ha anche alienato una buona fetta di elettori che ha optato, questa volta, per un partito liberal-conservatore come Freien W\u00e4hler, pi\u00f9 cauto sulla questione migratoria. Effettivamente i voti persi dai cristiano-sociali sembrano essere andati, in larga parte, ai &#8216;liberi elettori&#8217;, e in parte anche ai Verdi, piuttosto che all\u2019estrema destra, che pur entrando in Parlamento non sfonda e anzi perde due punti percentuali rispetto alle elezioni federali del 2017.<\/p>\n<p><strong>La crisi della socialdemocrazia<br \/>\n<\/strong>In linea con una dinamica ben nota in altri Paesi, l\u2019Spd perde la met\u00e0 dei voti. La socialdemocrazia europea assiste cos\u00ec all\u2019ennesima puntata del suo declino. Come avvenuto con i tradizionali partiti socialisti o progressisti di Grecia, Italia, Spagna e Francia, anche la socialdemocrazia tedesca \u00e8 stata punita per la sua compartecipazione alle politiche di austerit\u00e0. Le elezioni federali del 2017 avevano peraltro gi\u00e0 anticipato questa tendenza, segnando una sconfitta storica per la Spd.<\/p>\n<p>Dopo il fallimento del tentativo di formare a Berlino una coalizione tra cristiano-democratici, verdi e liberali, i socialdemocratici avevano accettato, dopo un contrastato referendum consultivo fra gli iscritti, di formare di nuovo un\u2019alleanza con la Cdu, per garantire la governabilit\u00e0. La base elettorale dell&#8217;Spd non ha evidentemente gradito la terza &#8216;grande coalizione&#8217; (<em>Grosse Koalition<\/em>) e anche questa volta non ha perso l\u2019occasione per punire pesantemente il partito. I socialdemocratici non sono pi\u00f9 ormai la principale forza di sinistra in Baviera.<\/p>\n<p><strong>I vincitori<\/strong><br \/>\nI vincitori di questa tornata elettorale sono i Verdi e i Freien W\u00e4hler. I Verdi stanno vivendo una fase di grande popolarit\u00e0 in tutto il territorio federale. In Baviera hanno poi fortemente beneficiato della leadership dinamica di Katharina Schulze. Il partito ambientalista ha raddoppiato i voti rispetto al 2013, in linea con una tendenza che sembra superare i confini regionali; in Assia, dove si terranno le elezioni regionali a fine ottobre, \u00e8 dato al 18%.<\/p>\n<p>I Verdi si sono avvantaggiati dalla crisi dei partiti tradizionali prendendo voti tanto dai socialdemocratici quanto dai cristiano-sociali, che pagano la svolta a destra impressa dal loro leader, il ministro dell&#8217;Interno Horst Seehofer. Per la formazione della nuova maggioranza di governo in Baviera, potrebbero essere proprio i Verdi i principali interlocutori di Markus Soeder, attuale governatore del Land e leader locale della Csu.<\/p>\n<p>La lista civica centrista Freien W\u00e4hler capitanata da Hubert Aiwanger deve il suo ottimo risultato agli scontenti della Csu. Allo stesso tempo ha costituito un argine contro l\u2019estrema destra dell\u2019AfD a cui, secondo il settimanale <em>Der Spiegel<\/em>, ha sottratto buona parte del potenziale bacino elettorale. Con pi\u00f9 dell\u201911% dei voti potr\u00e0 anch\u2019essa svolgere un ruolo di primo piano nel negoziato per la formazione del nuovo governo regionale.<\/p>\n<p>La Csu esclude invece un\u2019alleanza con l\u2019AfD, in coerenza con il cordone sanitario che i partiti democristiani hanno da sempre eretto in Germania contro le formazioni della destra pi\u00f9 radicale,<\/p>\n<p><strong>Baviera osservatorio europeo<br \/>\n<\/strong>Le elezioni in Baviera non mancheranno di avere ripercussioni sul quadro politico nazionale. La cancelliera Merkel potrebbe avvantaggiarsi dell\u2019indebolimento, all\u2019interno della Csu, di Seehofer, con cui \u00e8 entrata ripetutamente in contrasto negli ultimi mesi, in particolare sul problema migratorio. La crisi della Csu, che vorr\u00e0 cercare una rivincita, potrebbe per\u00f2 diventare un fattore di instabilit\u00e0 per l\u2019alleanza di governo.<\/p>\n<p>Il crollo dei socialisti \u00e8 poi un chiaro segnale di delegittimazione della precaria <em>Grosse Koalition<\/em>. Il futuro della Merkel dipender\u00e0 anche dall\u2019esito delle prossime elezioni in Assia (28 ottobre). A dicembre il Congresso della Cdu dovr\u00e0 poi decidere se ridare la fiducia alla cancelliera, che si \u00e8 nuovamente candidata alla presidenza del partito.<\/p>\n<p>In attesa di queste due cruciali appuntamenti politici, resta l\u2019innegabile dato di fatto di una scena politica tedesca ormai popolata da almeno quattro partiti con consensi non molto distanti l\u2019uno dall\u2019altro e in cui quindi il bipolarismo si avvia a diventare un lontano ricordo. N\u00e9 si pu\u00f2 trascurare la nuova battuta di arresto dei sovranisti; qualcosa di simile era in effetti gi\u00e0 successo nelle elezioni nazionali in Olanda e in Svezia. Infine, la sorprendente vittoria dei Verdi che hanno condotto la loro campagna elettorale su posizioni ambientaliste e fortemente europeiste mostra come la partita che si giocher\u00e0 alle elezioni europee del maggio del prossimo anno \u00e8 pi\u00f9 che mai aperta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I risultati delle elezioni in Baviera sembrano indicare che il bipolarismo politico \u00e8 arrivato al capolinea anche in Germania. \u00c8 la conferma di una tendenza gi\u00e0 in atto da tempo anche in molti altri Paesi europei. 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