{"id":71432,"date":"2018-10-24T07:48:26","date_gmt":"2018-10-24T05:48:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71432"},"modified":"2018-10-28T23:48:32","modified_gmt":"2018-10-28T22:48:32","slug":"migranti-ue-passi-frontex","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/migranti-ue-passi-frontex\/","title":{"rendered":"Migranti: Ue, passi avanti verso una nuova Frontex"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019inasprimento del dibattito europeo sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/mover-migration-in-europe\/\"><strong>questione migratoria<\/strong><\/a> e l\u2019avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento europeo hanno dato nuovo impulso alle discussioni sul rafforzamento delle frontiere esterne dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/ue-riscossa-5-priorita-multilateralismo\/\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>. In questo contesto, l\u2019Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, meglio nota come <strong>Frontex<\/strong>, \u00e8 tornata ad essere al centro del dibattito per via della <strong>proposta<\/strong> di <strong>riforma<\/strong> presentata dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/ue-crisi-consensi-unione\/\">discorso sullo stato dell&#8217;Unione<\/a> fatto al Parlamento europeo il 12 settembre.<\/p>\n<p><strong>I contenuti della proposta<\/strong><br \/>\nL&#8217;Esecutivo di Bruxelles intende rafforzare le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/02\/migranti-frontex-triton-themis-ue\/\">capacit\u00e0 dell\u2019Agenzia<\/a>, considerata un elemento chiave per preservare l\u2019area Schengen. La riforma mira a potenziare Frontex in modo da assicurare un\u2019efficace protezione delle frontiere esterne e da affrontare al meglio le sfide poste dalla questione migratoria. Per raggiungere questi obiettivi la Commissione propone di incrementare a 10 mila entro il 2020 il numero di unit\u00e0 impiegate da Frontex, aumentando quelle direttamente alle dipendenze dell\u2019Agenzia a 1500 (erano 70 nel 2006).<\/p>\n<p>La riforma vuole inoltre incrementare i fondi destinati all\u2019Agenzia per il quadro finanziario pluriennale 2021-2027 prospettando lo stanziamento di 11,3 miliardi e la possibilit\u00e0 per Frontex di acquistare mezzi propri al fine di ridurre la propria dipendenza dagli Stati membri. L\u2019Agenzia acquisirebbe inoltre poteri speciali in situazioni d\u2019emergenza e starebbe alla Commissione, e non pi\u00f9 al Consiglio, decidere se Frontex abbia o meno il diritto di intervenire.<\/p>\n<p>Frontex svilupperebbe dunque competenze simili a quelle attualmente detenute dalle guardie di frontiera nazionali, acquisendo una certa indipendenza in funzioni quali i controlli d\u2019identit\u00e0 e i respingimenti alle frontiere. Ci\u00f2 comporterebbe un importante cambiamento del modo in cui l\u2019Unione europea gestisce le proprie frontiere ed \u00e8 proprio qui che stanno l\u2019importanza, e le principali criticit\u00e0, dal punto di vista degli Stati, della proposta.<\/p>\n<p><strong>Le reazioni alla proposta<br \/>\n<\/strong>La riforma ha suscitato reazioni contrastanti: il cancelliere austriaco Sebastian Kurz si \u00e8 detto particolarmente favorevole alla riforma, cos\u00ec come la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron. Di opinione opposta il premier olandese Mark Rutte, il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte e il premier ungherese Victor Orb\u00e0n, il quale ha evidenziato il pericolo costituito dalla riforma di Frontex per la sovranit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>La proposta della Commissione \u00e8 stata discussa durante il Consiglio europeo informale di Salisburgo del 19-20 settembre, nelle cui conclusioni il presidente Donald Tusk ha evidenziato il comune accordo dei 27 capi di Stato e di governo nel ritenere la riforma di Frontex una priorit\u00e0, riconoscendo tuttavia la diversit\u00e0 di vedute e l\u2019impossibilit\u00e0 di raggiungere un accordo sulla proposta. La riforma \u00e8 stata poi discussa dal Consiglio dell\u2019Ue riunitosi l\u201911-12 ottobre nella formazione \u2018Giustizia eAaffari interni\u2019, in cui i ministri\u00a0 degli Stati membri hanno espresso la volont\u00e0 di rafforzare il mandato dell&#8217;Agenzia, rimarcando tuttavia l\u2019importanza degli Stati in quest\u2019ambito.<\/p>\n<p>Infine la discussione \u00e8 proseguita al Consiglio europeo del 17-18 ottobre nelle cui conclusioni si \u00e8 invitato, prendendo atto della volont\u00e0 di continuare la discussione emersa dal vertice informale e dal Consiglio Giustizia e Affari interni, il Parlamento europeo e il Consiglio ad esaminare la proposta della Commissione e ad elaborare norme comuni per la sorveglianza delle frontiere esterne, che tengano tuttavia conto del ruolo degli Stati membri. La discussione sulla riforma proseguir\u00e0 dunque nei prossimi mesi.<\/p>\n<p><strong>Il percorso di Frontex<br \/>\n<\/strong>I primi passi che portarono alla creazione di Frontex si ebbero durante il Consiglio europeo di Siviglia del 2002, dove venne sollecitata la creazione di un comitato di esperti delle frontiere esterne. Tra il 2002 ed il 2003 l\u2019organo generato a Siviglia ebbe modo di essere testato e il Consiglio europeo di Salonicco del 2003 invit\u00f2 la Commissione a prendere in esame la possibilit\u00e0 di creare una vera e propria struttura operativa al fine di rafforzare la cooperazione nella gestione delle frontiere. Cos\u00ec, Frontex venne istituita nel 2004 attraverso il Regolamento CE n.2007\/2004 e divenne operativa nel 2005.<\/p>\n<p>Le competenze che le vennero inizialmente attribuite erano molto limitate (legate sopratutto ad un ambito di assistenza, coordinamento e analisi). Inoltre, l\u2019Agenzia non possedeva uno staff e un\u2019equipaggiamento proprio (uomini e mezzi venivano forniti dagli Stati membri) e poteva agire nel territorio di uno Stato membro solo su sua richiesta.<\/p>\n<p>Nel 2011 si ebbe una prima riforma di Frontex. Ma l\u2019aumento dei flussi migratori nel 2015 cre\u00f2 il contesto per riformare ulteriormente l\u2019Agenzia, il che avvenne nel corso del 2016.\u00a0 Venne cos\u00ec creata la nuova Guardia di frontiera e costiera europea (ancora conosciuta con il nome di Frontex) con il Regolamento (UE) 2016\/1624.<\/p>\n<p>La Guardia di frontiera e costiera europea dispone di staff e mezzi, in compropriet\u00e0 con gli Stati membri. Ma, nonostante quanto inizialmente previsto dalla riforma, essa rimane impossibilitata ad intervenire in uno Stato membro senza aver prima ricevuto una formale richiesta da esso. Proprio queste limitazioni, unite a una persistente incapacit\u00e0 da parte degli Stati membri di agire in modo coordinato per gestire la questione migratoria, hanno portato alla presente proposta.<\/p>\n<p>Lo scenario che si delinea non sembra tuttavia essere semplice: la portata innovatrice della riforma, con la presenza di proposte gi\u00e0 bocciate in precedenza (come il diritto di intervenire anche senza consenso dello Stato membro) ne render\u00e0 difficoltosa l\u2019approvazione da parte del Consiglio, sopratutto per l\u2019aumento dei poteri esercitabili da Frontex e il conseguente impulso che ne deriverebbe verso una maggiore integrazione in un\u2019ambito cos\u00ec sensibile per gli Stati nazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019inasprimento del dibattito europeo sulla questione migratoria e l\u2019avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento europeo hanno dato nuovo impulso alle discussioni sul rafforzamento delle frontiere esterne dell\u2019Unione europea. 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