{"id":71450,"date":"2018-10-28T00:32:32","date_gmt":"2018-10-27T22:32:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71450"},"modified":"2018-11-01T09:19:16","modified_gmt":"2018-11-01T08:19:16","slug":"italia-africa-conferenza-rappporti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italia-africa-conferenza-rappporti\/","title":{"rendered":"Italia-Africa: Conferenza, tentativi di rilancio dei rapporti"},"content":{"rendered":"<p>La seconda <strong>Conferenza<\/strong> ministeriale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/africa-ue-vertice-abidjan\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> \u2013 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/africa-continente-inevitabile\/\"><strong>Africa<\/strong><\/a> svoltasi gioved\u00ec 25 ottobre ha visto convergere a Roma delegazioni da tutti i 54 Paesi africani, in buona parte rappresentati a livello ministeriale. Un rilancio quindi delle relazioni con l\u2019Africa, nello stesso formato della prima Conferenza Italia-Africa del maggio 2016. Eppure il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\">governo Conte<\/a> non era partito con il piede giusto nei rapporti con l\u2019Africa. A inizio giugno, poco dopo il suo insediamento, il ministro dell\u2019Interno Matteo<strong> Salvini<\/strong> aveva dichiarato che la \u201c<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/tunisia-elezioni-indipendenti\/\"><strong>Tunisia<\/strong><\/a> esporta galeotti\u201d, lasciando il Ministero degli Esteri della Tunisia \u201cprofondamente stupito\u201d e inducendolo a convocare l\u2019ambasciatore italiano a Tunisi.<\/p>\n<p><strong>Quattro mesi di relazioni altalenanti<\/strong><br \/>\nLo sforzo prodotto negli ultimi anni dall&#8217;Italia per aumentare i propri scambi con l\u2019Africa in vari ambiti ha quindi subito un\u2019iniziale battuta d\u2019arresto nei mesi scorsi, nonostante l&#8217;incoraggiante andamento degli scambi commerciali, congelato tra uscite estemporanee e la mancanza delle deleghe alla Farnesina.<\/p>\n<p>L\u2019estate, per\u00f2, ha portato consiglio e il governo ha cominciato a mettere insieme i pezzi e a riallacciare vari rapporti, probabilmente notando come l\u2019Italia fosse la prima a rimetterci dal non investire sull&#8217;Africa. A fine settembre Salvini \u00e8 cos\u00ec volato a Tunisi in missione riparatrice e ha definito quello con la Tunisia come un \u201crapporto imperdibile\u201d.<\/p>\n<p>Alla Farnesina, la vice-ministra Emanuela Del Re ha ottenuto le deleghe all&#8217;Africa Sub-Sahariana e alla cooperazione internazionale e, forte delle sue competenze di ricerca e operative, ha cominciato a dedicare maggiore attenzione al continente africano e a definire delle priorit\u00e0. L\u201911 ottobre il premier Conte \u00e8 volato a Addis Abeba, primo leader europeo a visitare <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/etiopia-eritrea-arabia-saudita\/\">l\u2019Etiopia dopo l\u2019accordo di pace con l\u2019Eritrea<\/a>.<\/p>\n<p>Conte ha trovato il tempo anche per visitare l\u2019Unione africana, presso la quale l\u2019Italia ha nominato l\u2019ambasciatore Giuseppe Berlendi come rappresentante permanente.<\/p>\n<p><strong>Libia e Corno d&#8217;Africa priorit\u00e0 italiane<\/strong><br \/>\nAlla conferenza Italia-Africa del 25 era presente anche l\u2019ambasciatore Luciano Pezzotti nominato inviato speciale per il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/06\/pirateria-minaccia-stabilita\/\">Corno d\u2019Africa<\/a>, figura ad hoc creata quando ministro degli Esteri era Paolo Gentiloni. Sul Corno d\u2019Africa si sta muovendo anche la Commissione Esteri della Camera con un\u2019indagine conoscitiva implementata da audizioni di esperti e da una missione. Sono gi\u00e0 stati avviati contatti con il parlamento somalo e si stanno avviando con quello di Gibuti.<\/p>\n<p>Accanto al Corno d\u2019Africa, emerge come priorit\u00e0 la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/libia-italia-consenso-canea\/\"><strong>Libia<\/strong><\/a>, una scelta che non pu\u00f2 sorprendere visti gli interessi italiani e la vicinanza politica. Negli anni, per\u00f2, la priorit\u00e0 libica ha assunto forme molto diverse. Al momento, dopo alcuni mesi delegati al Ministero dell\u2019Interno, la Farnesina sta organizzando una conferenza di alto profilo il 12-13 novembre 2018. Iniziativa che pu\u00f2 essere rilevante, forse pi\u00f9 per l\u2019Italia che per il futuro della Libia stessa. Ma che deve evitare di essere soltanto un contraltare alla conferenza voluta dal presidente francese Emmanuel Macron nello scorso maggio. Alla conferenza di ieri era presente anche il ministro degli Esteri libico Mohammed Taher Siyala, gi\u00e0 passato dalla Farnesina a met\u00e0 settembre, ma rimane cruciale un coinvolgimento il\u00a0 pi\u00f9 ampio possibili dei gruppi e delle fazioni libiche.<\/p>\n<p><strong>Migranti, ma non solo<\/strong><br \/>\nComplessivamente, nell\u2019azione di governo permangono alcune debolezze strutturali e incombenti. Innanzitutto, le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/mover-migration-in-europe\/\">migrazioni<\/a> appaiono come tema predominante che emerge da ogni analisi governativa e ministeriale legata all&#8217;Africa. Questo, oltre alle scarse sinergie tra il Ministero dell\u2019Interno e la Farnesina, rischia di essere un approccio limitato e non lungimirante nel rapportarsi con un continente di 54 Paesi. Anche nel negoziato sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell\u2019Ue per il 2021-27, l\u2019Italia sta leggendo il rapporto Africa-Ue quasi esclusivamente in questa prospettiva.<\/p>\n<p>Collegato a questo primo aspetto, gli strumenti necessari per la cooperazione internazionale non stanno ricevendo l\u2019attenzione necessaria. In particolare, l\u2019Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics) \u00e8 ancora senza un direttore (Laura Frigenti si \u00e8 dimessa a marzo) e questo si aggiunge a una governance dell\u2019Agenzia mai completata. Troppo poco per lavorare allo \u201csviluppo sostenibile e condiviso\u201d evocato dalla vice-ministra Del Re. Infine, non va dimenticato che la Libia e in parte del Corno d\u2019Africa, in primis in Somalia, sono teatri di conflitti aperti e complessi.<\/p>\n<p>L\u2019Italia si sta attrezzando per avere capacit\u00e0 integrate che vadano oltre la diplomazia e il training di militari? Durante la conferenza Italia-Africa molti ministri africani hanno ribadito la centralit\u00e0 della prevenzione dei conflitti e delle gestioni delle crisi. Un ventaglio pi\u00f9 ampio di temi e attori, dal settore privato all&#8217;associazionismo, pi\u00f9 coerenza d\u2019azione esterna e programmatica, e strumenti specifici e aggiornati di cooperazione internazionale per la pace allo sviluppo risultano quindi come passaggi obbligati per operare come <em>sistema Italia<\/em> in Africa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La seconda Conferenza ministeriale Italia \u2013 Africa svoltasi gioved\u00ec 25 ottobre ha visto convergere a Roma delegazioni da tutti i 54 Paesi africani, in buona parte rappresentati a livello ministeriale. Un rilancio quindi delle relazioni con l\u2019Africa, nello stesso formato della prima Conferenza Italia-Africa del maggio 2016. 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