{"id":71463,"date":"2018-10-28T23:46:47","date_gmt":"2018-10-28T22:46:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71463"},"modified":"2018-11-01T10:10:46","modified_gmt":"2018-11-01T09:10:46","slug":"germania-assia-merkel-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/germania-assia-merkel-europa\/","title":{"rendered":"Germania: Assia, la Merkel e l&#8217;ora di guardare all&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p>Poteva andare peggio nell\u2019\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/ue-germania-vocazione-merkel\/\"><strong>Assia<\/strong><\/a> per la cancelliera Angela <strong>Merkel<\/strong>. Come poteva andare peggio un paio di settimane fa nelle elezioni in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/germania-baviera-voto-europeo\/\"><strong>Baviera<\/strong><\/a>. Certo, i partiti della grande coalizione di governo a Berlino, Cdu\/Csu\/Spd, non se la passano bene di fronte ai segnali del loro progressivo calo nelle elezioni regionali. Ma la tendenza politico-elettorale \u00e8 ormai quella e forse varrebbe la pena cominciare a governare e a guardare un po\u2019 al di l\u00e0 del contingente.<\/p>\n<p>Ad esempio guardando all\u2019<strong>Europa<\/strong>. E\u2019 dal 24 settembre dell\u2019anno scorso, data delle elezioni nazionali tedesca, che stiamo aspettando che si risolvano i problemi della signora Merkel per cominciare a discutere del futuro dell\u2019Unione. E ogni volta si \u00e8 costretti a rinviare.<\/p>\n<p>Ora, ad esempio, si aspetta il congresso della Cdu di dicembre per capire se Angela Merkel sar\u00e0 o meno confermata leader del suo partito. Ma nel frattempo si avvicinano le elezioni del Parlamento europeo che da tutti vengono considerate come un punto di svolta o almeno di cambiamento nei destini dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>In effetti \u00e8 la prima volta nella storia dell\u2019Unione che una campagna elettorale per il Parlamento di Strasburgo inizia con tale anticipo e, soprattutto, tratta temi europei, anche se in salsa nazionale (o nazionalista). Le forze anti-Ue stanno cercando di trovare una piattaforma comune e delle alleanze per riuscire a rovesciare la maggioranza, Partito popolare europeo\/ Socialisti democratici, che ha dominato pressoch\u00e9 tutte le passate legislature.<\/p>\n<p>Ormai i partiti che si richiamano alla supremazia della nazione contro Bruxelles si sono insediati quasi ovunque, dall\u2019<strong>Olanda<\/strong> alla <strong>Polonia<\/strong>, dalla <strong>Svezia<\/strong> all\u2019<strong>Ungheria<\/strong>, e se ancora, a vedere i sondaggi, non rappresentano una maggioranza in Europa, possono minacciare di diventarlo nei prossimi mesi se qualcuno non li frena.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 tuttavia da constatare che, a guardare al di l\u00e0 della loro continua crescita, \u00e8 abbastanza difficile intravvedere nei partiti nazionalisti interessi comuni. Se, ad esempio, ci soffermiamo sugli interlocutori di Matteo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/salvini-orban-peggio-ue-italia\/\"><strong>Salvini<\/strong> <\/a>\u00e8 molto improbabile individuarne uno solo che condivida in toto la sua linea: con il suo collega Heinz-Christian Strache in Austria non c\u2019\u00e8 terreno comune n\u00e9 sulle politiche di austerit\u00e0 (sostenute dall\u2019Austria) e neppure sull\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/mover-migration-in-europe\/\"><strong>immigrazione<\/strong><\/a>, con le ricorrenti minacce di Vienna di chiudere il Brennero, e tanto meno sulla doppia cittadinanza da concedere ai cittadini di lingua tedesca dell\u2019Alto Adige.<\/p>\n<p>Lo stesso discorso vale per il ministro tedesco Horst Seehofer, che non transige sulla disciplina per l\u2019Euro n\u00e9 sulla questione dei cosiddetti immigranti secondari. E cos\u00ec via con gli altri &#8216;partner&#8217; di Salvini, da Orb\u00e0n alla Le Pen. Unico tema aggregante: la superiorit\u00e0 della nazione e l\u2019uso delle istituzioni europee, in particolare la Commissione, come utile capro espiatorio di tutti i mali nazionali.<\/p>\n<p><strong>Una battaglia non perduta, se non prevale l&#8217;ambiguit\u00e0<\/strong><br \/>\nQueste strutturali contraddizioni delle destre europee, pi\u00f9 o meno estreme, dovrebbero fare comprendere alla forze politiche pro-Unione che la battaglia per il Parlamento europeo e per il futuro dell\u2019Unione non \u00e8 persa in partenza, ma che vi \u00e8 ancora tempo e modo per rispondervi.<\/p>\n<p>Il guaio \u00e8 che su quel fronte, popolari e socialisti europei, si vede ben poco movimento. O meglio, prevale l\u2019ambiguit\u00e0. Ci\u00f2 vale in modo particolare per il Ppe: la Merkel, anche se controvoglia, poco prima delle elezioni in Baviera ha indicato in Manfred Weber il candidato a guidare il Ppe nelle elezioni. Weber, membro della Csu, cattolico, sostenitore dei valori cristiani, alleato del cancelliere austriaco Kurz, non vuole perdere il \u201ccristiano\u201d intransigente Orb\u00e0n. Cos\u00ec condanna al Parlamento europeo il suo regime illiberale, ma mantiene il suo partito, Fidesz, all\u2019interno del Ppe.<\/p>\n<p>Sul fronte pro-europeo si delineano poi i &#8216;Macronaiani&#8217; che stanno cercando, attraverso l\u2019iniziativa &#8216;Reinvent Europe&#8217; di formare un fronte anti-nazionalista. Per ora hanno agganciato un vecchio liberale belga come Guy Verhofstadt e il premier olandese Mark Rutte: non \u00e8 granch\u00e9 di fronte all\u2019 &#8216;armada&#8217; nazionalista. Tentativi si stanno facendo verso gli spagnoli di Ciudadanos, ma anche versp i socialisti del premier Sanchez, i polacchi di Piattaforma civica (del presidente Ue Donald Tusk), e a titolo personale con Matteo Renzi.<\/p>\n<p>Per la Germania il presidente francese pensa ai Liberali e magari ai Verdi. Ma dove sta Angela Merkel? E\u2019 da pi\u00f9 di un anno, \u00a0come dicevamo, che Macron l\u2019aspetta. Chiaramente senza la Merkel il fronte pro-europeo nasce irrimediabilmente zoppo, anche perch\u00e9 a forza di aspettare Macron s&#8217;\u00e8 nel frattempo sindebolito internamente e la sua vocalit\u00e0 europea si \u00e8 un po\u2019 persa per strada.<\/p>\n<p>Non bastano davvero i frequenti incontri fra i due leader come quello del 19 giugno al Castello di Mesenburg o il pi\u00f9 recente il 7 settembre a Marsiglia. Da essi escono pezzetti di un programma, piccole idee, nessuna proposta davvero strategica. C\u2019\u00e8 da chiedersi che cosa passi per la testa della Cancelliera. Ormai \u00e8 all&#8217;ultima legislatura di governo e la sua grande ambizione dovrebbe essere quella di passare alla storia dell\u2019Europa, come fece il suo predecessore Helmut Kohl.<\/p>\n<p>Vedremo cosa succeder\u00e0 nei prossimi mesi e se davvero assisteremo ad un soprassalto di volont\u00e0, pur in una situazione difficilissima per l\u2019Unione. Una sola ultima notazione: l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> \u00e8 per ora del tutto assente da questo eventuale fronte pro-europeo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poteva andare peggio nell\u2019\u00a0Assia per la cancelliera Angela Merkel. Come poteva andare peggio un paio di settimane fa nelle elezioni in Baviera. Certo, i partiti della grande coalizione di governo a Berlino, Cdu\/Csu\/Spd, non se la passano bene di fronte ai segnali del loro progressivo calo nelle elezioni regionali. 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