{"id":71466,"date":"2018-10-29T08:18:37","date_gmt":"2018-10-29T07:18:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71466"},"modified":"2018-10-29T08:21:25","modified_gmt":"2018-10-29T07:21:25","slug":"kosovo-usa-esercito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/kosovo-usa-esercito\/","title":{"rendered":"Kosovo: sostegno Usa alla creazione di un esercito"},"content":{"rendered":"<p>La scorsa settimana, durante la sua visita a Belgrado &#8211; la terza in meno di un anno -, il vice assistente del segretario di Stato americano Matthew Palmer ha fatto sapere che gli Stati Uniti, pur appoggiando il proseguimento del\u00a0dialogo tra Belgrado e Pristina, si sono impegnati a lavorare insieme alle autorit\u00e0 kosovare per trasformare le forze di sicurezza del<strong> Kosovo<\/strong> in un esercito. Con questa dichiarazione, Palmer ha mandato un chiaro messaggio alle autorit\u00e0 di Belgrado: la <strong>Serbia<\/strong> pu\u00f2 rimandare la presa di decisioni volte alla normalizzazione dei rapporti con il Kosovo, ma Washington non \u00e8 disposta ad aspettare troppo a lungo e intende\u00a0fare\u00a0passi concreti.<\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 kosovare hanno ufficialmente avviato la procedura per la formazione dell\u2019esercito del Kosovo, e pochi giorni fa il parlamento di Pristina ha adottato tre disegni di legge finalizzati a trasformare le forze di sicurezza del Kosovo in forze armate. Uno dei disegni di legge approvati prevede l\u2019istituzione del ministero della Difesa. Le forze di polizia e gli organi giudiziari nei comuni a maggioranza serba nel nord del Kosovo sono gi\u00e0 stati trasferiti, sulla base dell\u2019Accordo di Bruxelles, sotto la competenza delle autorit\u00e0 di Pristina, e il governo kosovaro ha recentemente intensificato gli sforzi per ottenere l\u2019adesione del Kosovo all\u2019<strong>Interpol<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Un passo verso la piena sovranit\u00e0<\/strong><br \/>\nL\u2019esistenza di un esercito nazionale \u00e8 una delle ultime prerogative di uno Stato sovrano che mancano al Kosovo, insieme al seggio alle Nazioni Unite. Con la decisione di dare il via all\u2019istituzione dell\u2019esercito, le autorit\u00e0 di Pristina hanno dimostrato di essere in grado di compiere azioni concrete volte al rafforzamento della sovranit\u00e0 kosovara. Alla vigilia della visita di Palmer a Belgrado, gli Stati uniti\u00a0avevano presentato alle Nazioni Unite la proposta di chiudere la missione dell\u2019Onu in Kosovo (Unmik), una mossa in piena sintonia con la decisione di Washington di appoggiare la creazione dell\u2019esercito del Kosovo.<\/p>\n<p>La formazione dell\u2019esercito kosovaro sar\u00e0 un processo lungo. Durante la sua visita a Belgrado, Palmer ha dichiarato che il Kosovo pu\u00f2 contare sull\u2019appoggio degli Stati uniti nei suoi sforzi per trasformare le attuali forze di sicurezza in un esercito, aggiungendo che \u201cquesta transizione durer\u00e0 a lungo\u201d e che Washington intende lavorare insieme ai suoi partner a Pristina per portarla a termine. L\u2019istituzione dell\u2019esercito del Kosovo \u00e8 una questione molto delicata per la Serbia e non vi \u00e8 dubbio che, insieme all\u2019eventuale adesione del Kosovo all\u2019Interpol, sar\u00e0 percepita come una grave sconfitta del governo serbo.<\/p>\n<p>A differenza di Pristina, Belgrado non ha molte opzioni a disposizione. La Serbia <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/serbia-riflessi-riconoscimento-kosovo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">non riconosce l\u2019indipendenza del Kosovo<\/a> ed \u00e8 contraria alla sua adesione alle Nazioni Unite, ma a parte lanciare appelli non pu\u00f2 fare molto altro. \u201cSiamo un Paese troppo piccolo per poter esigere qualcosa da una superpotenza come gli Usa. Possiamo solo chiedere che tengano ben presente che questa iniziativa potrebbe mettere a repentaglio la pace e la stabilit\u00e0 e portare a conseguenze tragiche\u201d, ha dichiarato il presidente serbo Aleksandar Vu\u010di\u0107 dopo l\u2019incontro con Palmer.<\/p>\n<p><strong>La reazione di Belgrado<\/strong><br \/>\nVu\u010di\u0107 continua a ripetere che non \u00e8 accettabile che il Kosovo esca unico vincitore dal negoziato e che la Serbia perda tutto, ma finora i suoi appelli non hanno trovato alcun riscontro n\u00e9 da parte di Pristina n\u00e9 da parte di Bruxelles e Washington. Le autorit\u00e0 di Belgrado, che negli ultimi anni hanno goduto di forti simpatie delle potenze occidentali per essersi dimostrate disposte a risolvere la disputa con il Kosovo, sono sempre pi\u00f9 sole. Dalla Serbia ci si aspetta che non ostacoli l\u2019ingresso del Kosovo nelle organizzazioni internazionali, comprese le Nazioni Unite, ma non le viene offerto nulla in cambio, almeno non pubblicamente.<\/p>\n<p>Belgrado, a dire il vero, guarda impotente non solo il rafforzamento dell\u2019indipendenza del Kosovo ma anche le vicende politiche\u00a0dei\u00a0<strong>Balcani<\/strong> che seguono il loro corso. Il <strong>Montenegro<\/strong>\u00a0(dopo l&#8217;adesione alla Nato) sta avanzando nei negoziati di adesione con l\u2019Unione europea, mentre il governo macedone \u00e8 riuscito a ottenere il sostegno della maggioranza qualificata di due terzi dei deputati del Parlamento per avviare l\u2019attuazione dell\u2019accordo con la Grecia sul cambio del nome del Paese in <strong>Macedonia del Nord<\/strong>. Pertanto, l\u2019offensiva che il presidente serbo Aleksandar Vu\u010di\u0107 aveva intrapreso negli ultimi mesi, promuovendo l\u2019idea, alquanto vaga, di una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/kosovo-serbia-scambio-territori\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ridefinizione del confine<\/a> tra Serbia e Kosovo, attraverso uno scambio di territori, ha perso vigore.<\/p>\n<p>Al momento non \u00e8 del tutto chiaro se il\u00a0confronto su un\u2019eventuale nuova demarcazione territoriale tra i due Paesi sia ancora in corso, ma \u00e8 certo che la Serbia non ha definitivamente rinunciato a questa idea. Reagendo alla decisione di Pristina di avviare la procedura per la formazione dell\u2019esercito, la premier serba Ana Brnabi\u0107 ha dichiarato che si tratta di una notizia negativa che nuoce al dialogo, aggiungendo tuttavia che per la Serbia il cosiddetto <strong>\u201cconflitto congelato\u201d<\/strong> sarebbe l\u2019opzione peggiore.<\/p>\n<p><strong>La ridefinizione del confine secondo\u00a0Washington e Bruxelles<\/strong><br \/>\nL\u2019idea di un conflitto congelato \u00e8 sostenuta dagli ambienti nazionalisti serbi e dalla Chiesa ortodossa serba, che si oppongono a qualsiasi tentativo di fare concessioni a Pristina, ritenendo che bisognerebbe \u201caspettare un momento pi\u00f9 favorevole\u201d per risolvere la questione. Il dialogo su una ridefinizione del confine tra i due Paesi \u00e8 stato avviato proprio allo scopo di evitare che la disputa bilaterale si trasformi in un conflitto congelato. La dichiarazione della premier serba pu\u00f2 essere interpretata come un chiaro messaggio che le autorit\u00e0 di Belgrado non sono disposte ad accettare l\u2019ipotesi di un conflitto\u00a0senza possibilit\u00e0 di sbocco\u00a0e che non hanno alcuna intenzione di tornare a insistere sul fatto che il Kosovo \u00e8 parte integrante della Serbia.<\/p>\n<p>\u201cA chi critica la proposta della demarcazione sostenendo che potrebbe aprire il vaso di Pandora, rispondo molto chiaramente. Il vaso di Pandora \u00e8 stato aperto dieci anni fa, nel 2008, quando gli albanesi (kosovari), o una parte di loro, hanno dichiarato unilateralmente l\u2019indipendenza del Kosovo\u201d, ha dichiarato la Brnabi\u0107. Questa affermazione suona come una critica nei confronti delle autorit\u00e0 di Pristina e della comunit\u00e0 internazionale, ma al contempo lascia intendere che Belgrado ancora spera di raggiungere un accordo con Pristina su una ridefinizione del confine, il che significa che di fatto (seppur non formalmente) considera il Kosovo come un territorio che non fa pi\u00f9 parte della Serbia.<\/p>\n<p>Quando si era iniziato a parlare con insistenza della\u00a0cosiddetta demarcazione, le autorit\u00e0 di Belgrado avevano smesso di invocare il rispetto dell&#8217;Accordo di Bruxelles e di citare l\u2019Unione europea come il principale intermediario nei negoziati con il Kosovo, mentre i media serbi avevano cominciato a speculare sul fatto che Washington fosse sempre pi\u00f9 coinvolta nei negoziati. Tuttavia, negli ultimi giorni Vu\u010di\u0107 \u00e8 tornato a parlare del ruolo chiave dell\u2019Ue nei negoziati tra Belgrado e Pristina, e questo induce a pensare che il presidente serbo non sia pi\u00f9 cos\u00ec certo che una ridefinizione del confine tra Serbia e Kosovo,\u00a0su cui si specula ormai da mesi, sia effettivamente realizzabile.<\/p>\n<p><i>Questo articolo \u00e8 frutto di una collaborazione editoriale tra Istituto Affari Internazionali e Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa. Una versione integrale \u00e8 stata originariamente pubblicata su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Kosovo\/Un-esercito-per-il-Kosovo-190853\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">OBCT<\/a>.<\/i><\/p>\n<p><em>Foto di copertina\u00a0\u00a9 Vedat Xhymshiti\/ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scorsa settimana, durante la sua visita a Belgrado &#8211; la terza in meno di un anno -, il vice assistente del segretario di Stato americano Matthew Palmer ha fatto sapere che gli Stati Uniti, pur appoggiando il proseguimento del\u00a0dialogo tra Belgrado e Pristina, si sono impegnati a lavorare insieme alle autorit\u00e0 kosovare per trasformare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":71467,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[75,1385,97,401,109,1311],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71466"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71466"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71466\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71468,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71466\/revisions\/71468"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71467"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}