{"id":71476,"date":"2018-10-31T22:42:25","date_gmt":"2018-10-31T21:42:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71476"},"modified":"2018-11-04T11:09:04","modified_gmt":"2018-11-04T10:09:04","slug":"cina-usa-potenza-imperiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/cina-usa-potenza-imperiale\/","title":{"rendered":"Cina: con gli Usa verso un&#8217;altra potenza imperiale"},"content":{"rendered":"<p>Per decenni ci siamo illusi sul fatto che gli <strong>Usa<\/strong>, pur essendo di fatto uno dei due poli che dominavano il mondo, garantendone nel contempo la sicurezza, non sarebbero mai divenuti una vera potenza imperiale, con tutto ci\u00f2 che di buono e di cattivo il termine imperiale comporta. Fortissima \u00e8 risultata quindi la nostra delusione nel momento in cui, rimasti soli in cima alla collina delle nazioni, gli Stati Uniti hanno rinunciato a buona parte dei veli, sposando ufficialmente quell&#8217;ideologia neo conservatrice che identificava nel nuovo secolo il secolo dell&#8217;Impero Americano. Gli approfondimenti strategici d&#8217;oltre oceano si sono cos\u00ec riempiti di riferimenti alla esperienza dell&#8217;antica Roma post augustea, mentre gli alleati europei degli Usa, sconcertati, iniziavano a chiedersi se i valori comuni per tanto tempo sbandierati non fossero in realt\u00e0 altro che un cavallo di Troia che nascondeva nel proprio interno soltanto l&#8217;egoistico <strong>&#8216;America first&#8217;<\/strong> dell&#8217;attuale <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/commerci-nafta-scontro-usa-cina\/\">presidente Donald Trump<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ascesa della Cina<br \/>\n<\/strong>Ammaestrati da questa amara esperienza \u00e8 abbastanza logico il fatto che l&#8217;attuale ascesa della <strong>Cina<\/strong>, protesa a costruire un futuro di rinnovato bipolarismo mondiale, venga seguita con sospetto profondamente venato di apprensione.<\/p>\n<p>Se infatti \u00e8 gi\u00e0 difficile per coloro che non sono abbastanza grandi per fare la storia e che devono quindi unicamente subirla dover essere costretti ad accettare la presenza di un Grande Fratello, a volte decisamente troppo ingombrante, cosa accadr\u00e0 quando i Grandi Fratelli saranno due, e due di pari forza?<\/p>\n<p>Per consolarci, e soprattutto per rassicurarci, continuiamo a ripeterci in merito in tutte le possibili sedi, e con una tale frequenza da trasformare la frase in un mantra, come &#8220;la Cina non abbia mai avuto in tutta la sua millenaria storia mire espansionistiche ed imperiali che si proiettassero al di l\u00e0 dei propri confini&#8221;.<\/p>\n<p><strong>I punti da tenere in considerazione<br \/>\n<\/strong>Coscientemente o meno trascuriamo cos\u00ec almeno quattro punti che dovrebbero invece entrare in linea di conto.<br \/>\nIl primo riguarda il fatto che per secoli la Cina abbia continuato ad espandersi, fino a raggiungere quelli che essa considerava come i <strong>confini naturali<\/strong> del &#8216;mandato del Cielo&#8217; confidato agli imperatori. Soltanto nel momento in cui quel risultato poteva essere visto come acquisito essa ha poi mutato la propria politica, cessando di essere espansionista e divenendo invece <strong>conservatrice<\/strong>.<\/p>\n<p>Il secondo consiste nel fatto che i suoi confini attuali non coincidono con quelli della massima espansione dell&#8217;Impero, ma hanno subito invece, nel recente secolo di umiliazione cinese, pesanti amputazioni ratificate da quelli che ancora oggi in Cina sono conosciuti come i trattati ineguali.<\/p>\n<p>Anche se non sono ancora palesi aspirazioni revanscistiche non \u00e8 per\u00f2 raro potere comprare a Pechino carte geografiche che indicano le linee di frontiera quali esse dovrebbero essere secondo i cinesi, e non quali esse ancora sono nella realt\u00e0 geopolitica dell&#8217;area. E non bisogna dimenticarsi come il ricordo del passato sia riaffiorato in superficie con estrema rapidit\u00e0 ai tempi degli scontri dei cinesi con i sovietici in Siberia, sulle rive dell&#8217;Amur e dell&#8217;Ussuri.<\/p>\n<p>Il terzo punto riguarda il fatto che da un certo momento in poi l&#8217;Impero non si sia mai spinto oltre i propri confini semplicemente perch\u00e9 pensava che non ne valesse la pena. Una idea in cui gli imperatori vennero confermati dalla grande spedizione navale che nel quindicesimo secolo raggiunse l&#8217;Africa e torn\u00f2 raccontando come oltre le frontiere non vi fosse altro che barbarie e nulla che facesse pensare alla proficuit\u00e0 di <strong>scambi commerciali o intellettuali<\/strong>.<\/p>\n<p>Infine vi \u00e8 da considerare come la Cina sia stata sino a poco fa un sistema autosufficiente, che disponeva al proprio interno di tutte le risorse e le conoscenze necessarie per vivere e progredire. Una condizione che \u00e8 radicalmente diversa da quella di cui il Paese fruisce attualmente.\u00a0Inutile quindi chiedersi se la Cina assumer\u00e0 prima o poi anche essa un atteggiamento e una <strong>mentalit\u00e0 imperiale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Pechino tra mentalit\u00e0 imperiale e politica declaratoria<br \/>\n<\/strong>Tale mentalit\u00e0 infatti gi\u00e0 esiste e traspare chiaramente dal modo in cui il nuovo imperatore, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/cina-xi-jinping-leader\/\"><strong>Xi Jinping<\/strong><\/a>, si sta muovendo sulla scena mondiale . In fondo la macroscopica iniziativa mirante alla rinascita della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/africa-via-della-seta-colonialismo\/\"><strong>via della seta<\/strong><\/a> altro non \u00e8 che uno straordinario progetto di espansione imperiale che protende attraverso l&#8217;Asia due braccia, di cui l&#8217;una in direzione dell&#8217;Africa e l&#8217;altra in direzione dell&#8217;Europa, e che non lascer\u00e0 alla fine agli Usa altro che il controllo dei mari e quello delle Americhe. E anche ci\u00f2 appare dubbio!<\/p>\n<p>Per il momento quella che non appare imperiale e&#8217; certamente la <strong>politica declaratoria<\/strong> di Pechino, ancora ben memore degli avvertimenti di Deng Tsiao Ping, che raccomandava di mantenere il profilo molto basso fino a che non si fosse diventati abbastanza forti da potersi liberamente ergere in tutta la propria statura.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la grande avventura di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/orizzonte-cina-la-belt-road-initiative-la-globalizzazione-secondo-pechino\/\"><strong>One belt, One road<\/strong><\/a> viene costantemente presentata ammantata dalla mistica di una operazione multilaterale destinata a rivelarsi vincente per tutti i partecipanti. I tempi inoltre non vengono mai forzati, in accordo a quella strategia orientale secondo cui il tempo migliore per realizzare un progetto \u00e8 quello in cui si presenteranno le condizioni pi\u00f9 idonee per poterlo fare. E non importa se per procedere occorrer\u00e0 disporre della pazienza di attendere per tempi che potranno anche rivelarsi lunghi!<\/p>\n<p>Da considerare in ogni caso come anche la politica declaratoria potrebbe cambiare prima del previsto lasciando il posto ad un palese China first nel momento in cui alla generazione attualmente al potere a Pechino succeder\u00e0 la prossima generazione, quella dei prodotti della <strong>politica del figlio unico<\/strong>, cresciuti al centro delle attenzioni di tutta una famiglia e quindi abituati &#8211; nell&#8217;assoluta assenza di ogni resistenza o contrasto familiare &#8211; all&#8217;idea di imporsi senza esitazioni ogni volta che lo ritengano opportuno.<\/p>\n<p>Andiamo dunque inevitabilmente verso una situazione in cui ci ritroveremo, come Arlecchino, servi di due padroni ma privi di quell&#8217;arguzia e di quella adattabilit\u00e0 alle circostanze che costituiscono la grande difesa della maschera?<br \/>\nSi tratta di un punto interrogativo molto pesante, cui probabilmente potremmo opporre una risposta negativa soltanto se saremo capaci di trovare in una eventuale <strong>reazione corale dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/ue-riscossa-5-priorita-multilateralismo\/\">Unione europea<\/a><\/strong>, la forza necessaria per rimanere soggetti, evitando di farci trasformare in meri oggetti della storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per decenni ci siamo illusi sul fatto che gli Usa, pur essendo di fatto uno dei due poli che dominavano il mondo, garantendone nel contempo la sicurezza, non sarebbero mai divenuti una vera potenza imperiale, con tutto ci\u00f2 che di buono e di cattivo il termine imperiale comporta. 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