{"id":71482,"date":"2018-10-31T23:19:07","date_gmt":"2018-10-31T22:19:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=71482"},"modified":"2018-11-15T17:20:02","modified_gmt":"2018-11-15T16:20:02","slug":"energia-petrolio-aumento-prezzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/energia-petrolio-aumento-prezzi\/","title":{"rendered":"Petrolio: aumenti temporanei spaventano, ma hanno vantaggi"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019aumento del prezzo del <strong>petrolio<\/strong> spaventa l\u2019occidente. Contribuir\u00e0 a intaccare la crescita? Il <strong>Fondo monetario internazionale<\/strong> ha rivisto le previsioni al ribasso. Salir\u00e0 ancora il prezzo? Mi sembra difficile immaginare tensioni durature nei fondamentali, domanda e offerta di petrolio nel lungo periodo, poich\u00e9 l\u2019offerta \u00e8 resa pi\u00f9 elastica al prezzo dalla rivoluzione dello <em>shale oil<\/em> e la domanda \u00e8 contenuta dalla concorrenza delle nuove fonti e dalle tecnologie che inducono risparmio energetico e di petrolio in particolare. I programmi di elettrificazione dei trasporti in Cina, ad esempio, investono numeri enormi che ridurranno l\u2019uso di idrocarburi.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;estrema volatilit\u00e0 del prezzo<br \/>\n<\/strong>Il prezzo, \u00e8 vero, oggi \u00e8 cresciuto. Solo pochi mesi fa, in marzo, il Brent quotava 66$ il barile; salito a 86$ a inizio ottobre, in pochi giorni \u00e8 di nuovo sceso a 75$ e fa temere agli analisti una nuova corsa verso i 100$. Questi numeri danno conto della estrema volatilit\u00e0 del prezzo, accentuata in questi mesi dalle tensioni locali in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/brasile-bolsonaro-violenza-risposta\/\">Brasile<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/venezuela-almagro-intervento-militare\/\">Venezuela<\/a>, Argentina, Nigeria e da quelle che investono le grandi potenze nei Paesi del Mediterraneo e mostrano ancora una volta l\u2019incertezza e la complessit\u00e0 delle forze contrastanti nelle dinamiche del petrolio.<\/p>\n<p>La produzione dell&#8217;Opec \u00e8 scesa sotto il 30% dell\u2019offerta globale &#8211; 32 milioni di barili al giorno sui 99 totali del 2018 -, mentre gli Stati Uniti hanno raggiunto gli 11 milioni, di cui circa sei di <em>shale oil<\/em>, superando l\u2019Arabia Saudita. Trump per\u00f2 ha accusato l\u2019Opec di avere provocato l\u2019aumento recente del prezzo e ha intimato ai reali sauditi di aumentare la produzione \u2013 pena ritorsioni politiche e commerciali immediate -, di agire poi sull&#8217;Opec per compensare le perdite di produzione dovute a crisi interne e alle nuove sanzioni.<\/p>\n<p>Ma Trump stesso ha contribuito a indebolire l&#8217;Opec, alimentando i contrasti interni nella sua visione commerciale della politica estera: dapprima ha forzato Kuwait, Emirati, la stessa Arabia Saudita contro il Qatar, principale concorrente degli Usa nella esportazione di gas naturale liquefatto via mare (Gnl); ed ha poi fatto di nuovo irruzione sulla scena con le sanzioni all&#8217;Iran, uno dei cinque Paesi fondatori dell&#8217;Opec.<\/p>\n<p><strong>Si attenua il rischio di instabilit\u00e0 finanziaria<br \/>\n<\/strong>Ci\u00f2 che non sembrano valutare appieno gli analisti, tuttavia, \u00e8 che oggi un prezzo elevato del petrolio attenua il <strong>rischio sistemico di instabilit\u00e0 finanziaria globale<\/strong>, che \u00e8 pericolosamente vicino.<u> <\/u>L\u2019interesse speculativo dei fondi verso il settore energetico dopo la grande crisi \u00e8 stato eccezionale ed \u00e8 mostrato dall&#8217;<em>open interest<\/em>, il numero di contratti aperti di derivati sull&#8217;energia, che \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato tra il 2009 e il 2018, salito da un trilione di dollari all&#8217;enorme volume attuale di 2,6 trilioni.<\/p>\n<p>A questi numeri non corrisponde per\u00f2 la solidit\u00e0 delle <em>major<\/em>, le multinazionali del petrolio, provate dall&#8217;urgenza di riorganizzare la filiera produttiva al crescere della concorrenza dello <em>shale oil e <\/em>del gas e dalle politiche a favore delle nuove fonti rinnovabili introdotte dall&#8217;<strong>Accordo di Parigi<\/strong> sul clima nel 2015. \u00a0La situazione peggiora se a ci\u00f2 si aggiunge la fragilit\u00e0 delle imprese del petrolio di Stato (le Noc) e dei governi nei Paesi produttori emergenti. Poich\u00e9 le imprese energetiche e i governi si sono fortemente indebitati, per lo pi\u00f9 in dollari, quando il prezzo del petrolio era crollato decurtando rendite e profitti nel 2014, i tassi di interesse erano eccezionalmente bassi per il QE e le aspettative di deflazione, la liquidit\u00e0 globale era elevata e i capitali in cerca di rendimenti remunerativi erano affluiti verso i Paesi emergenti.<\/p>\n<p>Quei Paesi e quelle imprese oggi devono affrontare la fine del QE, con il possibile aumento dei tassi di interesse a lungo termine, seppure graduato dalla Federal Reserve, un dollaro che si rafforza e il conseguente rapido e imponente deflusso di capitali. Il Fmi (ottobre 2018) stima un\u2019uscita dei capitali dai Paesi emergenti pi\u00f9 alto delle attese, pari a circa 35 miliardi di dollari nei primi sei mesi del 2018; le vendite di obbligazioni del settore hanno toccato valori inconsueti, mentre gli <em>asset<\/em> delle imprese energetiche si deprezzano al crescere dei tassi e l\u2019uscita dei capitali indebolisce ulteriormente l\u2019economia. Nemmeno la Cina \u00e8 immune dal rischio di crediti in sofferenza dai Paesi di importazione e dalle imprese di cui detiene il controllo.<\/p>\n<p><strong>Cambiano le strategie di investimento dei fondi sovrani<br \/>\n<\/strong>Un ultimo tassello riguarda il cambiamento delle strategie di investimento dei Fondi sovrani, guidati dal pi\u00f9 grande, il Fondo norvegese, che controlla un trilione di dollari: \u00e8 gi\u00e0 uscito dal carbone e ha in programma di abbandonare gli idrocarburi per finanziare imprese e settori \u201c<em>carbon friendly<\/em>\u201d (Bloomberg 2018). Ragioni etiche si intrecciano cos\u00ec con le attese di profitti dall&#8217;industria dell\u2019energia verde.<\/p>\n<p>In estrema sintesi, il volume di debiti e crediti accumulati nel settore dell\u2019energia \u00e8 cos\u00ec elevato da far temere il rischio sistemico di una fragilit\u00e0 finanziaria diffusa e da rendere possibile una crisi di fiducia che potrebbe esplodere in una crisi globale. Altre crisi globali sono partite da crediti settoriali in sofferenza (1997\/8, 2001, 2008\/9).\u00a0 Un aumento temporaneo del prezzo del petrolio, ancorch\u00e9 critico, d\u00e0 quindi respiro a questa fragilit\u00e0 finanziaria che accompagna la fine del QE e tempo per riequilibrare i bilanci. N\u00e9 va dimenticato che l\u2019alto prezzo del petrolio aiuta una transizione verso l\u2019<strong>energia pulita<\/strong> ormai avviata dall&#8217;industria, dai cittadini e dai governi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019aumento del prezzo del petrolio spaventa l\u2019occidente. Contribuir\u00e0 a intaccare la crescita? Il Fondo monetario internazionale ha rivisto le previsioni al ribasso. Salir\u00e0 ancora il prezzo? Mi sembra difficile immaginare tensioni durature nei fondamentali, domanda e offerta di petrolio nel lungo periodo, poich\u00e9 l\u2019offerta \u00e8 resa pi\u00f9 elastica al prezzo dalla rivoluzione dello shale oil [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":71488,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[470,86,1325,563,471],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71482"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71482"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71482\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71654,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71482\/revisions\/71654"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/71488"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71482"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71482"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71482"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}